Capitolo 7- Bulletproof heart
Le punte di gesso di Lilith fregavano veloci contro il pavimento della palestra, e il movimento dei suoi passi era perfettamente coordinato a quello delle sue compagne.
-Continuate così, ragazze. A passo di valzer.- disse Lyana, la loro insegnante di danza, scandendo con la mano il ritmo dei tre quarti.
La musica suonava allegra e pimpante, e nonostante il corpo di Lilith si muovesse a passo con essa, la sua mente era altrove.
Jack.
La sua mente era invasa dal ricordo del clown, si immaginava di dovere ballare per lui, e già le guance le diventavano calde.
Ruth era rimasta di sasso quando Lilith le aveva confessato la sua cotta per l'assassino. Non capiva come riuscisse a vedere la bellezza in quel corpo magro e ricurvo, o in quello sguardo dritto ed inquietante. Probabilmente non era neanche umano, ed era qualche specie di creatura ultraterrena ed antropomorfa.
Certo, poi era un maniaco, ma non aveva nemmeno l'interesse ad immaginarlo sporco di sangue con delle budella fra i denti.
Solo una era la nota positiva: Jack non avrebbe mai fatto del male a Lilith, e questo lo avrebbe visto anche il loro zio cieco. Durante la cena non aveva staccato gli occhi da sua cugina, e anche lei gli aveva rivolto delle occhiate furtive.
E se c'era un piccolo lembo di bellezza in Laughing Jack, Lilith era molto fortunata a vederlo.
-Ragazze, mi congratulo con voi: Siete bravissime!-
Si complimentò Lyana, una volta finita la lezione.
Una volta nello spogliatoio, Natalie, una loro compagna di danza, si avvicinò a Lilith, dicendole:
-Hey Albina! Il tuo killer ha sgozzato Alfred Burdeen ieri sera!-
Lilith ripose le scapette nel proprio borsone, prima di rivolgere uno sguardo perplesso a Natalie. Alfred era il loro vecchio istruttore di danza, andato in pensione dopo un infortunio. Lilith non lo aveva più sentito da quando aveva ceduto il posto a Lyana, e la notizia che fosse morto non la disturbava troppo... Non come il fatto che la colpa fosse stata attribuita a Jack. Non poteva essere stato lui...
Anche Ruth sembrava turbata: La sera precedente l'aveva trascorsa alla festa con loro!
-Non può essere... Jack uccide solo bambini.-
Replicò Lilith. Un lampo di malvagità si accese in Natalie...
-Oh, è così che si fa chiamare? "Jack"?! Scommetto che sussurri il suo nome mentre te lo porti a letto...-
Una risata cattiva si propagò per lo spogliatoio. Fra tutte le ballerine, le uniche a non ridere erano Lilith e Ruth.
Se Lilith avesse potuto cambiare un solo dettaglio della sua vita, questo sarebbero state le sue compagne di danza: Sciacquette da quattro soldi che si divertivano solo a prenderla in giro, pressando sulle sue disgrazie per sentirsi un po' più in alto di lei. Fra tutte, la più velenosa era Natalie, ma anche le altre avevano voce in capitolo...
-Raccontaci un po', Lilith: Ce l'ha a strisce come il naso?-
Ruth e Lilith si avviarono fuori dallo spogliatoio, lasciando quei corpi a dimenarsi dalle risate.
-Non devi darle retta...-
Disse Ruth, poggiando una mano sulla spalla di Lilith.
-E chi l'ascolta, quella?-
Rispose lei,avviandosi verso la macchina della cugina.
Londra si muoveva veloce oltre il finestrino della macchina di Ruth, e il mondo sembrava un po' più vivo di quanto non lo fosse. Lilith stava ancora pensando a tutto quello che aveva detto Natalie, a partire dall'omicidio. Il colpevole non avrebbe mai potuto essere Jack, per vari motivi. Primo: Jack uccideva solo bambini, come aveva detto, e poi Lilith sapeva che a lui piaceva giocare con gli organi, e per quanto fosse una cosa sadica, sgozzare una persona senza farla soffrire non era nel suo stile.
Ah, sì, e poi la turbava anche che Natalie avesse accennato ad un immaginario e mai avvenuto rapporto sessuale fra lei e Jack. Ovviamente l'aveva detto solo per insultarla, ma il pensiero la faceva sentire così... Carica di energia... Energia che avrebbe usato per deviare il setto nasale di quella puttana.
-Ti rivedrai con Jack?-
Domandò a sorpresa Ruth. Lilith scese dalle nuvole e disse:
-Non lo so... Lui rivoleva la sua felpa...-
Ruth sembrò impazzire
-Hai tenuto la sua felpa per otto fottutissimi mesi e non me l'hai mai detto!?-
Strillò, presa da una strana sensazione
-Ma allora è una cosa seria!-
-Hey, frena... Me l'ha solo prestata, e oggi dovrò ridargliela-
Spiegò
-E poi credevo non ti piacesse l'idea che fosse un assassino...-
Aggiunse la ragazza, tormentandosi una ciocca di capelli bianchi.
-Mi andrebbe bene anche se fosse una danzatrice del ventre, l'importante è che tu sia felice... E che lui non uccida nessuno di noi.-
Lilith sentì una strana gratitudine riempirle il petto, e tutto quello che riuscì a fare fu sussurrare un flebile
-Grazie...-
Lilith era in camera sua, seduta sul letto con il CD del My Chemical Romance a tutto volume, quando Jack arrivò arrampicandosi dalla finestra. Lilith lo aiutò a salire, e il clown esplorò con lo sguardo l'ambiente attorno a sé.
-Bella stanza... Ma tu sei ancora più bella.-
Con un movimento rapido, Jack prese Lilith per le spalle e l'attirò a sé, per poi schioccarle un sonoro bacio sulla fronte.
Lilith avvertì le labbra calde di Jack sulla pelle, e giurò di non avere mai sentito un tocco migliore.
Subito, le guance cominciarono a diventarle rosse, e quando Jack lo ebbe notato, scoppiò in una risata sincera. Non una di quelle maniacali, bensì una di quelle calde e dolci. Perché, cazzo, Jack era dolce.
-Quindi com'è andata oggi?-
Chiese Jack, lasciando andare le spalle di Lilith. Indossava la sua felpa rossa a scacchi neri, e gli stessi jeans della sera precedente. Lilith guardò i suoi capelli arruffati da dietro, mente lui lanciava un' occhiata curiosa alla stanza.
-Ah, My Chemical Romance? Non pensavo ti piacesse questo tipo di musica.-
Lilith portò rabbiosamente le mani ai fianchi, offesa. Come "tutti gli altri", Jack aveva assunto il pensiero che lei fosse una piuma delicata; troppo fragile e leggera per il rock.
-Secondo te ascolto Stravinsky!?- domandò sarcastica. Jack si avvicinò al suo stereo e prese i suoi cd, rispondendo: -No, non volevo dire questo...-
-Volevi dire che questa è musica troppo forte per una ballerina, vero!?- Jack si voltò in sua direzione, e lei capì di avere reagito esageratamente.
-Intendevo dire che... Abbiamo gli stessi... Oh mio Dio!!-
Mentre parlava, Jack aveva continuato a sfogliare i cd di Lilith, e aveva tipo avuto un orgasmo quando il suo sguardo era caduto su Hot Fuss dei the Killers.
-Tu ascolti i Killers!!?-
Lilith non avrebbe mai creduto che Jack ascoltasse musica in generale, e l'urlo da fangirl che aveva lanciato il clown l'aveva spiazzata.
-C'è mia madre in casa...- Sussurrò Lilith, facendo intuire a Jack di aver fatto un po' troppo casino.
-Oh...-
Fu la risposta di Jack, e il clown posò la pila di dischi dove l'aveva trovata.
Lilith aprì il suo armadio, e da un angolino tirò fuori la felpa di Jack. Era difficile doversene separare dopo mesi passati a fissarla con occhi vuoti. Ma adesso Jack era con lei, e per quanto le dispiacesse rinunciare alla sua felpa, non avrebbe saputo chiedere di più.
-Ah, me ne ero quasi dimenticato...-
Disse il clown, allungando la mano verso la felpa. La prese e l'aprì, scoprendo che c'erano ancora tracce del sangue di Lilith in alcuni punti.
-Non l'hai mai lavata?-
Chiese Jack, inarcando un sopracciglio. Lilith si sentì cogliere dall'imbarazzo, e questo le impedì di rispondere.
-Scommetto che ti piace il mio odore!-
Lilith dovette portarsi le mani al volto per non arrossire, bofonchiando qualcosa di incomprensibile.
-No, no... Non è per questo...-
Jack si abbassò verso di lei, e la costrinse a togliersi le mani dal volto. Lilith ebbe un tuffo al cuore quando gli artigli lisci di Jack cominciarono a sfiorarle una guancia. Era perfetto, cazzo se lo era...
-Grazie per avermi parato il culo. Se l'avessi data agli sbirri mi avrebbero trovato subito.-
Jack le sussurrò il un orecchio, prima di allontanarsi dal suo volto. La sua mano scivolò via dalla guancia di Lilith, e lei si sentì privata del suo tocco.
-Perché non mi uccidi?-
Sussurrò Lilith, quasi senza ascoltarsi. L'espressione di Jack si modificò, e per dei brevi istanti il battito del suo cuore subì uno sbalzo.
-Lo vuoi realmente sapere?-
Domandò il clown. Subito la sua espressione divenne maliziosa.
-Allora dovrai uscire con me. Gireremo per tutta Londra e non ci vedrà nessuno, te lo prometto!-
Lilith ebbe un altro tuffo al cuore, e questo cominciò a batterle sempre più rapidamente.
-Solo se prometti che domani dirai sempre la verità, qualsiasi domanda io ti ponga.-
Lei aveva ricambiato il ghigno, e Jack sembrò sorpreso dalla sua astuzia. Il ragazzo non ci pensò due volte e le porse la mano:
-Accetto!-
Esclamò il clown. Lilith strinse gli artigli scuri e accettò la stretta di mano.
-A che ora passo a prenderti?-
Chiese Jack, visibilmente eccitato all'idea di uscire.
-Sei proprio sicuro che non ci vedrà nessuno?-
-Sicurissimo. Conosco Londra come le mie tasche.-
Lilith esitò, poi rispose: -Alle otto, dopo cena-
Jack sorrise, mettendo in mostra i denti affilati. Coperte dal trucco nero, le sue labbra si erano distese, e Lilith immaginò come sarebbe stato averle sulle proprie...
-Buonanotte, Bambolina.-
Le disse Jack, sfoggiando un altro sorriso, stavolta meno ampio. Lilith quasi non riuscì a controllarsi, e si mise sulle punte per raggiungere il volto del clown, stampandogli un bacio sulla guancia. Avrebbe voluto darglielo in fronte, ma lui era troppo alto per lei.
Jack sembrò scombussolato, e non seppe che dire. Era stato un bacio casto, ovviamente, ma era il contatto più aperto che avesse mai avuto con una persona. Sì, faceva schifo ammettere di essere un asociale.
-Buonanotte, Jack.-
Rispose Lilith. Detto questo, Jack si lanciò fuori dalla finestra, scomparendo come era apparso.
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