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Capitolo 12- Here we are

I polmoni di Lilith si allargarono, lasciando entrare l'aria insieme ad un lieve odore di sudore, proveniente dalle lenzuola su cui era poggiata.

Si sgranchì ancora prima di aprire gli occhi, accorgendosi solo dopo della luce che traspariva dalle finestre. Doveva essere tardi, ma nessuno era venuto a svegliarla.

Prima ancora di scattare in piedi per controllare l'orario, una voce la salutò allegra:

-Buongiorno.-

Lilith si girò verso un angolo della stanza, e vide Jack sorriderle.

-Almeno penso che sia quello che si dice in questi casi...-

Lilith si tirò a sedere, portandosi una mano alla bocca mentre sorrideva. Era stupendo doversi risvegliare per trovare la persona amata di fronte a sé, e la sensazione di gioia le fece accelerare il battito.

-Psst! Siamo a casa da soli!-

A quelle parole Lilith sentì le guance avvampare, ma non era una sensazione spiacevole i imbarazzante, era più un miscuglio di emozioni che la stavano riscaldando dolcemente.

Jack le tese una mano, e lei la prese perché l'aiutasse a tirarsi su dal letto. Subito Jack l'avvicinò a sé e le cinse i fianchi, portandole una mano all' incavo della schiena. Lilith si rizzò sulle punte com'era abituata a fare, ma appena Jack provò a baciarla, lei girò la testa.

Il clown sentì una specie di vuoto nello scoprirsi privato delle sue labbra, e questo gli causò dei brividi in petto che diventarono una frenesia.

Voleva baciarla, doveva baciarla, ogni cellula del suo corpo chiedeva di Lilith, e lei non le avrebbe impedito il contatto con la sua pelle.

Come se lo stesse sfidando, Jack gli stampò un bacio sul collo, che presto divenne un morso. Avvertendo dolore Lilith mosse il collo, e allora Jack lasciò la presa dei denti per passare la lingua sulla sua pelle, inumidendola. Il corpo di Lilith venne scosso da tanti piccoli brividi, e Jack la prese come un'ulteriore sfida.

Finalmente la baciò, sempre spinto da quella frenesia, e Lilith ricambiò con altrettanta passione. Ma questo non era ancora abbastanza per Jack...

Trattennero il respiro per quanto poterono, finendo per ansimare in preda alle palpitazioni, ma ancora Jack non era sazio.

-Dovremmo scendere di sotto...-

Gli sussurrò Lilith. Jack si arrabbiò tremendamente a quella frase:

-Potrei ucciderti per un'affermazione del genere...-

Sussurrò a denti stretti, in un modo quasi impercettibile. Lilith sciolse l'abbraccio e andò verso le scale, lasciando Jack solo e con un forte vuoto in corpo.

Dopo pochi secondi il clown decise di seguire la ragazza, e la spiò da uno spiraglio nella porta del bagno. Quando la ragazza vide la sua immagine allo specchio, la sua espressione divenne sconvolta, poi felice. Immensamente felice...

-Jack!-

Gridò, passandosi una mano fra i capelli, adesso lunghi non più di pochi centimetri, ma pur sempre più dignitosi di prima.

Jack entrò nel bagno e guardò la sua opera: Lei era immensamente felice, e lui sentì di avere trovato l'unico scopo della sua vita: Rubarle il sorriso.

-Jack, grazie, sei un miracolo!-

Era stata una cosa da nulla farle ricrescere qualche centimetro di capelli, ma quel gesto valeva per Lilith come il più grande dei doni.

Lei si mise sulle punte e lo baciò, più intensamente di quanto non avesse mai fatto, e subito un fuoco di piacere si accese in Jack.

Il clown mosse le labbra al ritmo di Lilith, e ad un certo punto pressò la lingua contro l'accesso alla sua bocca, chiedendo di entrare.

Lilith rispose facendo sfiorare le loro lingue, e a quel punto Jack credette di non poter resistere oltre: Fece scendere una mano sul dorso della ragazza, finendo per odiare lo spesso tessuto del pigiama che li divideva. Era una barriera da abbattere, e appena arrivato alle natiche della ragazza, Jack fece entrare una mano nei suoi pantaloni, e subito Lilith trasalì sentendo la mano fredda sfiorarle il fondoschiena.

La ragazza interruppe il bacio per dire:

-Aspetta, aspetta...-

Lilith si calò verso uno sportellino e, con un po' d'imbarazzo, ne tirò fuori un preservativo. Jack lo guardò e si sentì le farfalle nello stomaco. Era realmente pronto...?

Con un briciolo d'insicurezza, Jack tornò ad abbracciare Lilith, e sentì le sue forme premere contro il proprio corpo. Cazzo, sì che lo voleva!

Allora il loro bacio riprese, intenso come prima. Tutti i muscoli di Jack erano concentrati sul corpo sottile e candido della ragazza, spinti da quell'assurda fame, quella voglia incontrollata che reclamava il suo tocco, e questo scoraggiò leggermente Lilith, al punto che Jack avvertì la sua fronte corrucciarsi ad un passo dalla propria.

-Seguimi...-

Le sussurrò lei, prima di sottrarsi alle mani gelide di Jack, il quale stava cominciando a stancarsi di tutte quelle interruzioni.

La ragazza lo condusse in sala da pranzo, e all' inizio Jack non capì il perché; poi la vide sedersi sul tavolo e la sua mente si illuminò:

Lilith stava per dare vita ad una delle sue più grandi e sfrenate fantasie sessuali.

Il clown si avventò sopra la propria preda, ma stavolta il ritmo delle loro lingue rallentò, producendo tanti piccoli schiocchi ogni volta che le loro bocche si allontanavano.

Gli artigli di Jack raggiunsero il seno di Lilith, e la ragazza si lasciò scappare un brivido nel sentire il tessuto del pigiama piegarsi sotto la pressione esercitata. Jack seguì le forme rotonde del suo seno inarcuando i palmi, stringendo ed allargando gli artigli con un ritmo lento e piacevole. Sapeva in cuor suo di averla in pugno, e che avrebbe potuto farle quello che voleva, ma continuò con quel ritmo lento, eccitandosi sempre di più ogni volta che dalle labbra della ragazza usciva un gemito.

Quando le sfilò la maglietta, quasi si dimenticò come si respirava: Le clavicole si alzavano ogni volta che i polmoni della ragazza prendevano aria, e da sotto il seno, piccolo e proporzionato per il suo corpo, spuntava una fila di costole. Il ventre era piatto e portato in dentro, ma all'altezza dell'utero i lineamenti si alzavano sino a creare un piccolo rigonfiamento, circondato dalle ossa del bacino.

Jack si sfilò la maglietta, restando a torso nudo, per poi concentrarsi esclusivamente sulla figura distesa sul tavolo dinanzi a sé. La ragazza doveva provare un certo imbarazzo a mostrare il petto, perché teneva un braccio sotto di esso, come a volersi coprire.

Jack fece scorrere la mano sul suo bassoventre, appena sotto l'ombelico, consapevole che fra pochi minuti sarebbe entrato dentro di lei.

Lilith emise un gemito, che venne coperto dal rumore della pioggia che, da oltre le tendine chiuse, sbatteva violenta contro i vetri.

Lilith rimase in attesa mentre Jack finiva di spogliarsi, sbirciando per vedere se si fosse effettivamente messo il preservativo. Quando avvertì nuovamente le sue mani sui fianchi, il panico la colse impreparata.

Non aveva nulla da temere, doveva solo pensare al piacere e alla goduria. Non avrebbe sentito dolore, ormai il peggio era passato...

Con una lentezza asfissiante, Jack le tolse gli slip, e si calò verso di lei, sudato ed ansimante.

Lilith allargò le gambe, e le loro intimità si toccarono: Era il momento...

Jack cominciò a spingere piano, scoprendo una dolce sensazione di calore, oltre al liquido scivoloso che gli facilitava l'accesso. Improvvisamente tutta la paura di Lilith si dissolse...

Jack continuò a spingere per entrare, e non trovò alcuna barriera ad impedirglielo, solo una stupenda sensazione di piacere assoluto...

Cominciò a muoversi, prima lentamente, poi passò alle spinte più forti e scoordinate, avventandosi sul seno di Lilith come per reggersi. Le labbra della ragazza stavano disegnando una perfetta "O", e i suoi occhi erano spalancati, la schiena inarcuata verso fuori.

Non ci volle molto che la ragazza si lasciò andare in gemiti e gridolini, accompagnando le spinte di Jack con il movimento dei suoi fianchi. Il tavolo tremava, e questo rese il tutto ancora più divertente per entrambi.

Quando l'eccitazione in Lilith divenne insostenibile, lei urlò, come non aveva mai fatto in vita sua.

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