Us
CALUM
-Bene,- sorrise Ryan -se l'hai persa per una scommessa poi riprendertela con un altra, no?-
Guardai Luke prima di annuire pensandola allo stesso modo.
Lui si alzò dalla moto prima di dirigersi verso il Palco. Camminava con il cuore in gola, lo sapevo, avevo provato già troppe volte quella sensazione nell'essere vicino a perdere qualcosa.
-Dovevo fare qualcosa per impedire questo mesi fa.- mormorò Ryan, aveva le sopracciglia aggrottate e il labbro intrappolato sotto l'arcata superiore dei suoi denti ricoperti dall'apparecchio. Sospirò e si portò la mani davanti al viso. Mi misi davanti a lei, impedendole di vedere il capannone del pieno del suo orrore.
-Guardami.- ordinai lentamente, le tolsi le mani dal viso e passai la lingua in mezzo alle labbra per far abbassare la tensione che mi irrigidiva i muscoli.
I suoi occhi marroni mi fissarono, la matita intorno ad essi era leggermente sbavata ma la trovavo bella comunque.
-E' stata una scelta di Luke, noi ci abbiamo provato, ma è stato lui a portare Hayley qui. Non pensare neanche per un secondo che tutto questo sia colpa tua.- dissi in tono sicuro, anche se non le ero per niente, Ryan aveva bisogno di sicurezza su cui appoggiarsi.
Anch'io avrei potuto fermare tutto questo, pensai, avrei potuto fare di tutto per fare lo spezzarsi dei loro cuori.
Avrei potuto fare tanto nella mia vita, ma avevo una tendenza innata verso le decisioni sbagliate. La parte peggiore era che sapevo a cosa andavo incontro, sapevo che, facendo determinate scelte, avrei perso cose e persone.
Ryan si mosse e guardò oltre la mia spalla quando sentimmo Luke urlare: -Porca puttana!- si avvicinò a Michael -Non toccarla.-
Prese per un braccio Hayley per poi tirarsela dietro alla schiena, come per ripararla.
Pensai anche a lei, e a quanto avesse già visto avendo solo 14 anni. Non era giusto, e la presa di Ryan intorno al mio braccio non faceva altro che ricordarmelo.
La guardai, i capelli più chiari sulle punte le solleticavano le spalle mentre gli occhi guardavano la scena da dietro le lenti spesse dei suoi occhiali.
Avevo distrutto anche lei.
Una persona in più alla mia numero lista. Ero stato, per la maggior parte della mia vita, una cattiva persona. Ma nonostante questo continuavo ad incontrare persone come Ryan che mi facevano sembrare meno cattive. Non avevo mai capito il perché.
-Facciamo una scommessa.- esordì poi Luke-Se vinco lo Yell la ragazza torna a casa con me.-
A quelle parole guardai la ragazza davanti a me e la strinsi alla vita quando provò ad andare verso di loro.
-No.- sbottai.
Lei iniziò a scalciare, faceva come dei singhiozzi ma non stava piangendo. Forse era solo stanca come lo ero io.
La girai verso di me e le presi il viso tra le mani, appoggiai la fronte contro la sua e sentii il suo fiato accarezzarmi le guance.
-Ascoltami, non posso lasciarti correre il rischio di andare in mezzo a quei due.-mi tremava la voce. Perché avevo sempre l'impressione che mi stesse scivolando via tra le dita?
-Hayley ha bisogno di noi.- sussurrò.
Volevo aiutare Hayley, davvero, ma la sicurezza di Ryan in quel momento era più importante.
-Non possiamo lasciarli li.- continuò, io strinsi gli occhi. Premetti le labbra in una linea sottile prima di sbuffare e cercare la sua bocca.
Lei mi assecondò, aprì la bocca e mi diede il permesso di lasciarle un po' di mie preoccupazioni sulla lingua.
-Fanculo le scommesse, fanculo lo Yell.- parlò Michael -La risolviamo alla vecchia maniera.-
Mi girai di scatto, vidi Luke annuire e corsi verso di loro. Non lo avrei mai lasciato morire per mano di Michael.
I due ragazzi uscirono dal capannone, li seguii mentre sentivo dietro di me Ryan rassicurare Hayley che era appena corsa verso di lei.
Quando si spostarono fuori, nel campo di grano, le moto si spensero.
L'attenzione era rivolta totalmente a loro, loro erano le spettacolo. Intrappolati in quella scena. E io ero intento ad interromperla.
Michael fu il primo ad alzare il pugno contro Luke, intorno a loro si formò un cerchio di persone e mi spinsi un varco tra di loro.
Urla. Hayley iniziò ad urlare, Michael tirò Luke a terra.
Mani serrate.
Nocche arrossate.
Visi distrutti.
Voci incitavano e nessuno stava cercando di fermarli. Feci un passo ma una mano mi fermò, girai la testa verso Ryan che mi stava tenendo per la manica della mia maglia. Mi spostai i capelli dagli occhi e vidi il suo sguardo pieno di paura, anche lei non voleva che mi facessi del male.
Luke finì sopra a Michael, le gambe gli cingevano i fianchi mentre iniziò a colpirlo al viso. Il sangue rosso era messo in evidenza dai capelli verdi.
Troppo rumore, fari luminosi. La mia mente era confusa e iniziai a sudare quando vidi Michael portarsi una mano sotto la maglietta.
Non mi accorsi neanche che Ryan mi stava chiamando, stava urlando il mio nome e diceva di amarmi. Aveva le lacrime agli occhi e non capii il perché. Sentii il freddo nel sangue quando si allontanò da me.
Luke venne spinto via da sopra al corpo di Michael mentre quest'ultimo impugnò l'arma con le dita sporche di sangue.
Non vedevo più niente, sentii solo un urlo dopo che dei capelli castani toccarono la ghiaia grigia.
Altre urla, persone che mi spingevano per scappare ed altre che si dirigevano verso i campi di grano attorno a noi.
-Chiamate un'ambulanza!- qualcuno urlò, ma la voce si aggiunse a tutte le altre.
Potevo sentire il rumore che facevano le scarpe quando camminavi sulla ghiaia, guardavo dritto davanti a me non riuscendo a percepire più niente.
Un ragazzo mi colpì la spalla violentemente e finii a terra, le piccole pietre mi avevano sfregiato la guancia e la polvere faceva bruciare di più la ferita.
Nella mia visuale entrarono le scarpe nere di Luke e fui sollevato di quello, si accasciò su di me e mi prese per il colletto della maglia. Mi sollevò, mi stava urlando qualcosa ma non capii. Il suo viso era contorto in un espressione di disgusto e disperazione, aveva il labbro spaccato e dal mento gli colavano sangue e saliva. Sul suo zigomo arrossato ci sarebbe stato un grosso livido scuro qualche giorno dopo.
Mi scrollò, le mie spalle colpirono più volte il terreno spigoloso e caldo grazie a quel sole che era appena tramontato.
Riuscì a farmi sedere, ma avrei preferito stare steso e ad essere calpestato da tutte quelle persone che erano appena andate via piuttosto di vedere gli occhi spenti di Ryan guardare verso la mia parte.
Non guardava direttamente me, e non l'avrebbe più fatto, i suoi occhi non mi avrebbero più guardato.
Urlai ma non sentii la mia voce, mi piegai in avanti e inizia a vomitare tutto quello che era rimasto di Ryan dentro di me, i suoi baci, le sue parole. Il diaframma di rivoltò in se stesso e un altra manciate di suoi ricordi mi uscirono dalla bocca facendomi bruciare la gola.
Alzai gli occhi ancora, i suoi occhiali neri erano a qualche metro dal suo corpo, la maglietta che indossava aveva una grossa macchia rossa sullo stomaco.
Una sensazione strana mi avvolse gli organi, come se in un secondo il mio corpo avesse deciso di non funzionare più. Come se il mio cuore si stesse rifiutando di battere. Come quello di Ryan.
Mi avvicinai a lei ma non la toccai, il suo corpo era abbastanza da vedere.
Hayley era rannicchiata a terra poco lontano da noi mentre Luke era accanto a lei, Michael aveva perso i sensi e il sangue continuava a colargli dal naso.
La mia Ryan non aveva sangue sul viso, ma quando notai le sue labbra diventare di un blu scuro mi resi conto che avevo fatto male a fidarmi di lei.
Ero diventato di nuovo la metà di niente.
——
-Avevi mai parlato con Crystal dopo..- mi fermai non sapendo come spiegare.
-No.- rispose subito, posò le borse sul tavolo della cucina -Dopo che tu te ne sei andata ho fatto di tutto per star lontano dalla Baltimora High School e dai suoi studenti.- spiegò
-Hai mai pensato a tutto quello che ci è successo? A tutto quello che abbiamo affrontato?- domandai dopo un po'.
Luke incrociò le braccia e rilassò lo sguardo, annuii -Ogni sera, quando tu non eri accanto a me.-
-Ma siamo qui adesso, abbiamo resistito a tutto noi.- dissi.
Lui si avvicinò a me, la luce fredda di Dicembre gli faceva sembrare i capelli più scuri, ma gli occhi più chiari. Come due pezzi di ghiaccio, lui apparteneva all'inverno, al freddo, come ci appartenevo io.
-Noi.- sottolineò.
Io annuii -Esatto, non tutti sono riusciti a resistere o ad andare oltre.-
Abbassai lo sguardo, iniziai a giocare con le dita cercando di dirgli quello a cui stavo pensando. Perché facevo sempre di tutto per farlo allontanare da me?
-Calum non ci è riuscito, e non ci riesce. Lo sai.- mormorai.
Vidi i muscoli delle sue braccia irrigidirsi.
-Cosa intendi?- parlò, la voce fredda.
-Vorrei andarlo a trovare, non sta bene e lui ha bisogno di noi Luke.- parlai velocemente appoggiando le mani sulle sue spalle.
-No. Non ci andremo.- si girò voltandomi le spalle, io corrugai la fronte.
-Ma che problema hai?!- urlai, ero stanca e arrabbiata.
Lui si fermò, mi guardò e arricciò le labbra.
-Io non ho nessun problema, è lui che ce l'ha con me! Non vuole vedermi. Pensi davvero che in sei anni non mi sia mai venuta venuta voglia di andargli a parlare? Di rassicurarlo in qualche modo? Lui non vuole più avere niente a che fare con me.- urlò. La sua voce squarciò l'aria che mi permetteva di respirare e rimasi senza fiato.
La sua faccia era diventata rossa e le sue mani erano chiuse a pugni. Trattenne il fiato nel petto e dopo qualche secondo sospirò abbassando la testa. Si portò le mani dietro al collo.
-Vorrei andare a trovarlo, ma non posso. Lo capisci?- mi domandò con tono più calmo.
Annuii, non l'avrei mai costretto.
Mi avvicinai a lui e circondai il suo petto con le braccia. Si appoggiò a me e iniziò a far dondolare i nostri corpi. Mi sentivo a casa quando lo toccavo, speravo fosse lo stesso anche per lui.
💎💎💎💎
Se siete vicino ad un calendario, segnatevi questo giorno perchè sarà uno dei pochi in cui pubblicherò un capitolo di quasi 2000 parole. Nonostante siano ancora poche, mi sono resa conto che sto migliorando perché il capitolo di Disconnect da cui ho preso il POV di Calum era tipo di 800 parole ahah.
A proposito, colpo duro eh?
Io, diciamo che non vedo l'ora di finire la storia per potervi dire tutto quello che penso e si nasconde dietro Disconnect, tutti i personaggi e tutto quello che sono per me. Anche Ryan. Non vedo l'ora di potervi mostrare i miei pensieri che sono molto più contorti di queste storielle da adolescente.
Oltre a questo, non vedo l'ora di scrivere Drown (l'ho già detto tipo 20 volte) ma davvero, quella storia sarà il mio lato più depresso. E sono felice di liberarmene e scriverlo. Non so ma quando scrivo delle cose o i miei """"sentimenti"""" praticamente inesistenti mi sento meglio, come se me ne fossi liberata perchè io forse sono come Mavis che non vuole avere molto a che fare con queste cose.
Spero che il capitolo vi sia piaciuto. Buona giornata. (Avete letto Held?)
ciao ciao
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro