Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Not fair

Mi toccò le braccia mente fece muovere le sue labbra contro le mie. Ero inerte, come se non avessi mai imparato a respirare prima di quel momento. Lui era li, davanti a me che cerca di dimostrarmi qualcosa a cui non volevo credere.
E continuava, non si sarebbe fermato. Cercò di svegliarmi dal mio stato di trans toccandomi con le se mani grandi e sottili.
Ma non ci riuscivo, come lui non riusciva a farmi prendere aria io non riuscivo a riprendermela. Avevo le palpebre spalancate e le labbra serrate, quel contatto forzato mi cancellò. Luke era riuscito a schiacciare il pulsante 'Reset' del mio cervello.
Dopo qualche secondo mi tirò verso di lui, come un fantoccio. Poteva fare di me quello che voleva e io non avrei reagito, gli avrei lasciato fare di tutto. Era come se fossi tornata ad essere la sua bambola.
Senza accorgermene mi ritrovai sopra le sue gambe, la mia schiena batteva contro il volante e mi creò un po' di fastidio. La mia testa sfiorava al pelo il tetto della vettura mentre le mani di Luke sfioravano appena la pelle sotto il mio maglione.
Aveva ancora le labbra contro le mie, erano leggere, le apriva e le chiudeva lentamente con un ritmo canzonatorio. Mi fece quasi addormentare, ma i miei muscoli erano rigidi. Duri e freddi come il marmo.
Quando il mio petto toccò il suo rabbrividì. Le sue mani mi strinsero la vita per aumentare per contatto di cui lui aveva bisogno. Aveva sempre avuto il bisogno di toccarmi e a me non aveva mai dato fastidio, neanche in quel momento me lo diede. Era solo Luke.

Lo sentii irrigidire contro di me. Arricciò le labbra facendo un piccolo sospiro.

-Ti prego Hayley, ti prego.- sussurrò disperatamente, era come se potesse mettersi a piangere da un momento all'altro -Ne ho bisogno.-

Chiusi gli occhi quando lui lo aprì, non volevo vederlo, non volevo davvero sapere cosa i suoi occhi potevano dirmi. Volevo vivere nell'ignoranza di quel momento.
Iniziò a muovere il pollice contro il mio fianco e io mi sporsi in avanti.

-Non è giusto.- soffiai contro il suo viso, tenendo ancora gli occhi chiusi.

Iniziai a scontrare la bocca con quella di Luke portando le mani ai lati del suo viso. Lui salì con le mani fin dietro alla mia schiena, tutto d'un tratto scese stringendo le mie cosce quando potei sentire il suo anellino di metallo accarezzarmi il labbro inferiore. Non avevo mai sentito il freddo di quel materiale come in quel momento, lo leccai stringendogli i capelli.
Era così piacevole, anche se quella nuvola di spensieratezza sarebbe durata poco, volevo godermela.

I miei occhi iniziarono a pizzicare, era una sensazione così strana. Così appagante e soddisfacente che avrebbe potuto riempirmi. Avrei potuto vivere con essa per anni, il mio corpo e la mia mente erano così appagate che avrei potuto ridere e piangere nello stesso momento. Una tempeste di emozioni amplificate dai gesti di Luke, che non erano cambiati.

-Lo so.- biascicò prima di tornare a baciarmi -E mi dispiace.-

Il suo fiato era pesante, volevo avere la conferma che lui voleva la stessa cosa che volevo io. Provai a staccarmi e ritornai ad una posizione eretta, ero poco più alta di lui ma non riuscì ad osservare la mia posizione a lungo visto che una manciata di secondi si sporse in avanti per continuare a baciarmi.
In quel momento mi diedi la risposta, la mia schiena era appoggiata completamente al volante mentre i fianchi di Luke incollati ai miei.
Il bacio perse la sua innocenza quando realizzò che non avevo più 14 anni, quando forse capì che non avrebbe più potuto spezzarmi il cuore. Come io non avrei potuto spezzare il suo.
Come si fa a spezzare una cosa che non esiste? Non ne avevo neanche più il ricordo, era solo un idea.
Un'idea concreta che mi faceva credere che dentro di me ci fosse un cuore che faceva circolare il mio sangue, mancava quel tipo di cuore che io tenevo nella testa.
Luke non sapevo se lo avesse mai avuto.
La sua lingua girò intorno alla mia, fece dei cerchi concentrici prima di accarezzarmi il labbro inferiore, facendomi morire.
La mia ombra mi aveva ritrovato, avevo cercato per anni di scappare da essa e ora la stavo baciando, andando contro a qualsiasi regola.
Il mio Super-Io mi aveva voltato le spalle, forse anche lui si godé lo spettacolo.
Il silenzio della macchina ogni tanto era interrotto dagli osceni schiocchi che producevano i nostri baci languidi.
Dopo minuti, o ore, Luke appoggiò la schiena contro il sedile dietro di lui respirando in modo affannoso. Mi guardò, senza dire una parola mi prese una mano tirandomi di nuovo verso il suo petto. L'altra, invece, si intrufolò tra i miei capelli.
Prese una ciocca di essa, iniziò a passarsela tra l'indice e il pollice.

-Sai,- iniziò dopo che il suo respiro tornò normale -tu mi hai rotto le farfalle che avevo nello stomaco.-

Rimasi interdetta, lo disse con il sollievo di chi aveva appena rivelato il suo amore a qualcun'altro. Era come se, se lo fosse tenuto dentro per anni. Sembrava così felice che iniziai a preoccuparmi.

Abbassai lo sguardo colpevole, appoggiai le mani al suo petto per farmi forza e cercare di alzarmi. Lui mi bloccò.

-No aspetta.- prese i miei fianchi, mi spinse contro il suo bacino, facendomi scivolare sopra di lui e ritornare alla posizione iniziale -Non voglio che tornino a volare.-

Lo guardai senza espressione.

-Quindi resta qui, tu hai bisogno di me e io ho bisogno di te.- sussurrò.

Strinsi un lembo di cotone della sua maglietta combattendo la tentazione di appoggiarmi ad essa con la testa.
Cedetti ancora.
Mi feci cullare dal suo respiro leggero che mi fece sprofondare in un sonno senza sogni.

Erano passate ore, adesso ne ero certa.
Faceva caldo.
Non avevo così caldo da quando vivevo in America, in Inghilterra tutto quel calore non era normale.
Il mio corpo cercò di muoversi senza risultati, aprì gli occhi solo per trovare altro buio ad accogliermi. Ero coricata su un letto e non sapevo come ci ero arrivata. Appoggiai il viso contro al cuscino non potendo muovere le braccia.
Respirai profondamente sentendo anche l'aria intorno a me più pesante e calda.

Un leggero pizzico mi attraverso la cute e sobbalzai, alzai la testa solo per trovare un profilo sfocato di Luke che tirava con le dita una mia ciocca di capelli.

-Ti sono cresciuti molto.- commentò a bassa voce.

Cercai di muovere ancora le braccia e quando capo che sopra di essere c'era un arto di Luke glielo spostai. Dopo qualche secondo tolse le sue gambe da in mezzo alle mie, facendo arrivare una ventata di aria fresca sul mio corpo accaldato.

Allungai la mano verso quello che poteva essere un mobile e festeggiai quando trovai un interruttore. Accesi una piccola abat-jour e strinsi gli occhi sensibili.
Eravamo in camera mia, abbassai lo sguardo e osservai le mie gambe ancora fasciate dai jeans e il mio ventre ancora coperto dal maglione.
Alzai lo sguardo quando Luke tirò ancora una volta i miei capelli.

La piccola luce gialla e fioca gli faceva i capelli ancora più d'orati, alterava il colore dei suoi occhi ma gli scuriva la pelle.
Mi fece un mezzo sorriso.

-Mi sono sempre piaciuti i suoi capelli.- espose.

-Anche,- respirai per non balbettare -anche i tuoi mi sono sempre piaciuti.-

Il suo sorriso di compiacimento aumentò.

-Che ore sono?- chiesi dopo qualche secondo di silenzio.

Appoggiai i gomiti sul materasso per tenermi su, strinsi gli occhi per leggere l'ora appesa al muro.

-Le 21.- rispose lui al posto mio -Mi spiace che ti ho sobbalzato tutto l'orario del riposo ma non volevo svegliarti.-

-Fa niente, sei stato gentile.- cercai di non farlo sentire in colpa.

Mi alzai e lui fece lo stesso, scesi le scale e lui mi seguì.

La mia ombra.
Ridacchiai.

Mi avviai nel lavandino, preparando l'acqua da far scaldare.

Girai la testa verso di lui, si stava mettendo la giacca che aveva appoggiato sul bracciolo del divano.

-Come hai fatto ad entrare?- chiesi per curiosità.

-Hai il sonno pesante e avevi le chiavi nella tasca, ti ho portata in camera e sono stato li tutto il tempo.- spiegò tranquillamente, controllò il telefono.

Sentii l'aria spostarsi dietro di me, le sue mani mi girarono da essere davanti a lui.

Luke appoggiò la fronte contro la mia.

-Oh Hay.- gemette.

Si sporse leggermente di più sfiorando le mie labbra. Mi diede solo un bacio accennato e leggero prima di andarsene da casa mia.

----

-Perché?- domandò Ilaria piegando una maglia che doveva essere di Tristan.

La mise in un cassetto della loro camera da letto prima di concentrarsi su di me.

-Perché,- sbuffai -non lo so. C'è sempre questo bisogno che riesco a colmare solo quando posso allungare la mano e toccarlo.-

Ilaria mi guardò prima di piegarsi e raccogliere un paio di scarpe, mi sembrava di essere tornata di nuovo 15enne, i primi anni dove avevo scoperto il tocco di un ragazzo e gli ultimi di cui me ne fregavo di tutto. Sembrava che il senso di terrore fosse tornato. Paura di qualcosa che non conosco più, tutti gli uomini hanno paura dell'ignoto.
Ma questo fatto non potevo usarlo per difendere la mia ansia.

-E io lo vedo sai.- continuai sedendomi sul suo letto -Vedo che per lui tutto questo è reale, so che per lui non è un illusione. Si vede che non vuole imbrogliarmi, sta rischiando tutto per una cosa che non sa neanche se finirà bene.-

Lei ridacchiò, alzai un sopracciglio. Il mio tono era disperato mentre il suo leggero, come se quello che le stessi raccontando fosse solo una storia da mettere in un suo libro. Ilaria era fatta così, metteva tutto sul ridere, si sentiva sempre il dovere di sdrammatizzare e alleggerire la tensione. Ringraziai il suo tentativo di farmi sorridere quando mi tirò una scarpa contro lo stomaco.

-Oh Dio Santo.- sussurrò -È così strano.-

-Cosa?- chiesi alzandomi e tenendo in mano la scarpa che mi aveva colpito.

-L'hai descritto così bene in questi mesi, hai sempre raccontato di lui come una persona coraggiosa ed è quello ce si sta rivelando.- continuò gesticolando, gesticolava davvero tanto. Era una cosa che mi faceva sorridere.

-Coraggio e disperazione sono molto simili.- commentai abbassando la testa -Non so se sta facendo tutte queste cose e mi sta dicendo tutte queste cose perché è coraggioso o solamente disperato.-

-Vi state dando il cambio.- intuì.
La indicai esclamando -Esatto!-, sbuffai.

-Ora è come se le parti si fossero invertite, ora decido io. E non so se ne sono capace, avevo sempre vissuto sotto le sue regole.- spiegai.

-Ma ora puoi deciderle te, puoi giocare a seconda dei tuoi schemi.-

Posai la scarpa a terra.

-O potresti non iniziarlo proprio.- biascicò uscendo dalla stanza.

Rimasi ferma a fissare il muro davanti a me. Non ero mai stata forte come giocatore, ma ero la pedina perfetta. Avevo deciso di essere quest'ultima in passato per essere guidata. Presi il cellulare dalla tasca.

Passai il pollice sopra allo schermo, dopo aver strusciato un paio di altre volte il dito, la tastiera sbucò dal basso.
Il trattino nero lampeggiava, incitandomi a scrivere qualcosa.

Volevo una cosa pulita, niente trucchi ne scorciatoie. Volevo solo vedere cosa poteva succedere.

Se dovevo fare questa cosa con Luke, questa volta sarebbe stata senza mezzi. Solo faccia a faccia. Potevo imparare ad affrontarlo senza crollare.
Non volevo iniziare a giocare sapendo di aver già perso in partenza.

A: Luke 4:39 p.m

Questa volta, niente giochi.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro