Love who loves you back
Lo guardavo mentre apriva le ante della sua cucina, sorrisi quando sbuffò. Mi divertiva abbastanza quella situazione, ero seduta su una sedia, mentre tenevo i gomiti appoggiati al tavolo. La sua figura mi dava le spalle, viaggiando da una parte all'atra della cucina.
-Se non hai il the fa niente.- dissi.
-No.- mi guardò -No ce l'ho, devo solo trovarlo.- mi sorrise.
Appena si girò per infilare di nuovo la testa dentro all'armadietto ridacchiai.
Guardai la casa in cui stranamente mi sentivo a mio agio, era un nell'appartamento e mi piacesse il fatto che fosse ai piani alti del palazzo. Nonostante avessi paura dell'altezza, mi sentivo sicura.
Dalla cucina potevo vedere il salotto con il divano nero posto davanti alla tv. Gli era sempre piaciuto quel colore, e non riuscii a non pensare che lui e Ilaria sarebbero andati d'accordo. Erano molto simili.
Pochi minuti dopo prese un padellino, girò la manopola dell'acqua, facendola scorrere contro il metallo del fondo di essa. Produsse un suono che mi fece accapponare la pelle.
Vidi Luke osservarmi per qualche secondo per poi scomparire, dopo la sua assenza partì una musica, sobbalzai.
La sua figura tornò sorridente dentro alla stanza in cui ero io.
-Non mi piace il silenzio.- spiegò.
Una musica leggera riempì l'aria intorno a noi, io abbassai lo sguardo.
Lui amava il silenzio, ricordo che passava ore a fissarmi e a fissare il cielo senza dire niente.
-Tu amavi il silenzio.- diedi voce ai miei pensieri.
-Amavo un sacco di cose.- sussurrò.
Abbassai lo sguardo.
-Ho solo capito che non porta niente di buono. Il silenzio è così,- prese una tazza posandola davanti a me -angosciante.-
-E io?- domandai, non volevo istigarlo.
Presi la mia tazza calda e fumante portandomela sotto alle labbra, fece scorrere il vapore su di esse e sulla punta del mio naso.
-Cosa?- chiese di rimando, lui resto in piedi. Si appoggiò all'isola guardandomi.
-Io porto qualcosa di buono?- mi scappò un sorriso per l'ilarità della situazione.
La sua risposta mi fece ancora più disperare.
-Non lo so ancora.- anche sulla sua bocca si formò un piccolo sorriso.
Si staccò di scatto dal suo appoggio, lo guardai confusa mentre si avvicinò.
Mi prese per le mani facendomi alzare, continuava a sorridere. Mi trascinò nel piccolo salotto, le luci erano chiare, e vidi con chiarezza le sua labbra muoversi a piccoli scatti, sembrava parlasse.
La notte filtrava dalle finestre chiuse mentre una sua mano scivolò intorno alla mia vita, con l'altra tenne stretta la mia.
-What's underneath the moon and stars. What's underneath how close we are.-
Biascicò, si allungò per girare la manopola della radio e alzare il volume.
-Hiding what we want to share, take my hand I'll take you there.-
La sua voce leggermente gracchiante si avvicinò al mio orecchio, appoggiò il mento contro la mia tempia continuando a cantare.
-There's a call in the wild, there's a snake in your bed. And it's telling you something: " Yeah I like it like that." When you're feeling lonely, girl, help yourself. Do whatever you desire.-
Portai le mani sulle sue spalle, erano anni che non lo sentivo più cantare, la prima volta eravamo in una strada vuota. E io non ero in me, lui non era in lui. Barcollavamo per la strada cercando di stare in piedi, mentre cercavo di far andare giù quei pochi gradi di alcol che il mio corpo da quattordicenne non riusciva ad assimilare.
Mi ricordo che quasi urlava, che mi teneva per la vita come stava facendo in quel momento. Ma erano due cose diverse, lo sentivo, e non riuscivo ancora ad ammettere che erano due Luke diversi.
Anche io ero diversa, chissà se Luke pensava lo stesso di me? Che ero cambiata così tanto.
La sua mano strinse di più la presa sul mio corpo, svegliandomi da quel sogno di ricordi.
-Go throw your arrows, hit her heart. If they don't feel right, love who loves you back. It's a perfect storm, what turns you on, you can have all that. Love who loves you back.-
Scese con le labbra, si soffermò tra i miei capelli qualche istante prima di distanziarsi e guardarmi.
-So a cosa stai pensando.- disse -E, per favore, non farlo. Non pensare a quello che facevo o dicevo.-
Ricambiai il suo sguardo annuendo, io ero la prima che volevo cancellare quei ricordi che sembravano indelebili, come incisi nella pietra della mia vita.
La base della canzone continuò a scorrere sotto i miei pensieri. Domande si iniziarono a creare nella mia testa. I "perché" di quella situazione mi fecero abbassare lo sguardo.
Subito la mano di Luke si posizionò sotto al mio mento, lo alzò lentamente scrutando il mio viso.
Si avvicinò appena, schiuse le labbra e mi guardò ancora. Mentre io pregavo che facesse qualcosa.
Mi accontentò, premette le labbra contro le mie lentamente, un bacio solo composto da labbra. Arido e calmo, il suo tocco mi calmava.
Mi distanziai da lui poco tenendo ancora gli occhi chiusi, neanche mi accorsi di averli chiusi.
-Cosa sono questi?- chiesi senza fiato -Cos'è quello che stiamo facendo?-
Quando non mi rispose aprii gli occhi, le sue labbra erano serrate, il piercing era immerso nel suo labbro inferiore.
-Non lo so, ma a te piace?-
Aggrottai la fronte, deglutii.
-Si.- biascicai -E a te?- chiesi subito dopo.
Lui annuì.
Fece scontrare ancora una volta le nostre bocche.
-Non so se lo voglio sapere.- aggiunsi poi.
-Stavo pensando alla stessa cosa.- aggiunse ribaciandomi.
Le sue labbra cantarono sulle mie, facendomi ridere e dimenticare quello che stavo pensando qualche secondo prima.
-Archers, aim your perfect mark, and throw. Throw your arrows. Hit her heart, if they don't feel right, love who loves you back. It's a perfect storm. What turns you on, you can have all that.- cantò -Love who loves you back.-
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-Hayley?-
Era strano, era strano che riuscissi a ricordare la sua voce così bene. L'avevo sentita per poco, ma la ricordavo così bene.
-Vieni con me.- disse, alzò il tono di voce, io rimanevo in mobile.
Lui strinse gli occhi chiari, si passò una mano tra i capelli rossi sbuffando.
Prese il mio braccio in modo brusco.
-Ho detto che devi venire con me.- ripeté portandomi contro di se.
Era più alto, e io girai la testa all'indietro quando sussurrò: -Resterai con me per sempre.-
Cercavo nel buio pesto che ci circondava lo sguardo di Luke.
Quest'ultimo apparve a pochi metri davanti a me, mi guardava e non faceva niente. Come quella sera, mentre io morivo sotto ai suoi occhi, lui era immobile, appoggiato alla sua moto come se stesse guardavano oltre la mia figura patente.
-Non ti lascerò mai andare.- disse il ragazzo alto e dai capelli rossi davanti a me, mi trascinava dietro ai suoi passi, strusciò le sua labbra contro l'angolo della mia bocca. Nel mio stato di incoscienza sapevo che quelle cose in realtà non le aveva mai dette, ma era come se la mia mente volesse farmi rivivere quel momento nei peggiori dei modi.
Mi girai di scatto, urlai verso il ragazzo lontano che mi stava fissando senza fare niente.
-Luke ti prego!- urlai -Aiutami.-
Lui scosse la testa, lo fissai quando sul suo volto si formò un ghigno. Non dissi niente quando la mano di Michael mi coprii la bocca, i miei occhi erano fissi e spalancati verso il ragazzo appoggiato alla propria moto.
Persi completamente la speranza quando si alzò da essa, andandosene.
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