Love Me
18- One Direction
L'amore Eternit- Fedez
Ti scatterò una foto- Tiziano Ferro
Ripensai velocemente a quello che avevo detto, mi era uscito così naturale dalle labbra che quasi ero più sorpresa io del ragazzo che era coricato accanto a me, con sguardo impaziente e terrorizzato.
Ripensai a tutti gli anni di dolore, a tutti i giorni e mesi in cui avevo provato una gioia così immensa da stare male.
Ripensai alla prima volta in cui Luke aveva detto di amarmi, e lo disse con così tanto odio e tristezza che quasi mi ero spaventata. Come può una cosa così bella farti provare così tanto odio?
Vorresti andartene e lasciare tutto, perché è tutto troppo complicato.
Quando ero più giovane l'ho voluto tante volte, non esistevano seconde strade. Quando la prima si interrompeva semplicemente rimanevo ferma. Immobile senza capire cosa fare.
Avevo sempre trovato in Luke un punto di riferimento, un sole intorno a cui avrei girato tutta la mia vita.
E l'avrei fatto davvero, gli sarei rimasta accanto tutta la vita, se lo avesse voluto.
Il tempo mi giocava brutti scherzi, la memoria si burlava di me.
Non ricordavo la mia vita prima di Luke, o la mia vita prima che mi trovasse a Londra.
Come se la mia memoria vivesse solo con lui, come se registrasse informazioni solo quando anche lui era presente.
Non avevo mai cercato di capire fino in fondo i miei pensieri.
Non mi accorsi neanche dei minuti che erano passati, Luke continuava a fissarmi, sempre con la faccia più contorta.
Appoggiò la testa contro al materasso, si portò il braccio contro gli occhi e il gomito era in linea d'aria con il suo naso. Poco dopo riportò il braccio contro il materasso, lungo un fianco.
Continuò a guardare il soffitto della sua stanza, senza indugiare sulla mia figura stesa affianco a lui.
-Ti prego dimmi che mi ami.- mormorò -Potrei persino crederci.-
Le lacrime passavano lentamente sulle sue guance, sfioravano le orecchie e si nascondevano tra i suoi capelli biondi.
Posai il pacchetto sul letto e mi misi sopra di lui, aprii le gambe e mi sedetti sui suoi fianchi. Lui spostò subito lo sguardo da un'altra parte.
-Luke, guardami.- gli dissi gentilmente.
Lui indugiò qualche secondo ma alla fine posò lo sguardo su di me, posai le mani sulle sue spalle e lo tirai verso di me fino a quando non fu seduto.
Passai le mani poi lungo le sue guance, cancellando altro dolore che gli avevo causato. Mi agitai vedendolo così.
-Cristo, io ti amo.- dissi senza voce.
-Ti amo dalla prima volta che ti sei chinato per togliermi un rametto dalla scarpa.- risi, iniziai a piangere subito dopo non sapendo bene il perché.
Anche a lui scappò una risata, posò una ciocca dei miei capelli dietro all'orecchio e dopo mi strinse contro di se.
-Anche io ti amo, ed ho pensato a questo per tanto tempo.- potevo vedere i suoi occhi chiari cercare i miei -Ho pensato che avresti potuto andartene dalle mie mani. Ed i giorni da prima lontani, sarebbero diventati anni. E credevo che ti saresti scortata di me. Quando ero da solo volevo che la notte passasse velocemente, volevo non ricordare più niente. Poi ti ho ritrovata ed è cambiato tutto. Adesso voglio amore e tutto quello che hai da darmi. Vorrei che il mattino non arrivasse mai, perché mi piace vederti dormire.-
-Luke.- mi appoggiai alla sua spalla.
-Ti amo da quando ho 18 anni, Hayley. Prima ancora di riuscire a capire i miei sentimenti. Abbiamo avuto un occasione, e Dio solo sa come ci abbiamo provato, ma so che adesso staremo bene. Voglio amare nel modo in cui mi facevi sentire quando avevo 18 anni.- sussurrò ad occhi chiusi.
Non riuscii a dire niente, tutte le parole che anni fa mi aveva attentamente nascosto erano saltate fuori. Ero certa che il vecchio Luke non sarebbe mai riuscito a dire quelle cose, un po' mi rattristai, ma alla fine affrontai il fatto che era solo cresciuto. I suoi pensieri ed i suoi bisogni erano cambiati con lui, i suoi ideali, i suoi sogni.
Fissai le sue palpebre chiuse, spostai il pollice vicino alle sue labbra, fino a toccare quello inferiore. Sorrisi.
-Tu mi dai anche di più di quello che merito.- per qualche secondo non seppi cosa dire -Mi manca il piercing sul tuo labbro.-
Luke sorrise, ormai avevamo smesso tutti e due di piangere, forse solo troppo presi dalle nostre emozioni.
-A lavoro non me lo fanno portare ma, se vuoi, a casa potrei metterlo.-
Annuii, tesi un braccio dietro alla schiena e presi la busta che avevo messo nella tasca dei jeans. Luke mi fissò attento e prese l'involucro di carta quando glielo passai.
-Buon Natale.- dissi.
Mi diede un bacio veloce, aprì la busta e mentre lesse il retro del biglietto da visita gli spiegai.
-Una volta avevi detto che ti sarebbe piaciuto fare un tatuaggio come quello di tuo fratello, non so se hai cambiato idea, ma sapevo che ti piaceva e quindi sono andata da Friday 13 e ho già prenotato quindi se non vuoi possiamo andare a disdire e prendere qualcos'altro e-
Mi prese per le spalle iniziò a baciarmi.
-Stai zitta, dio mio.- rise contro le mie labbra -È bellissimo, e si voglio ancora farmi un tatuaggio. Appena posso vado, mi accompagni?-
Annuii, -Certo che ti accompagno.-
Ci baciammo fino a quando Luke si staccò e prese il pacchetto mezzo scartato che avevo posato sul materasso.
-Dai aprilo.- mi spronò.
Gli sorrisi e tolsi completamente la carta con i cani, notai un marca nota e il cuore mi esplose nelle orecchie per la forma della scatola.
Era quadrata e vellutata.
Lo guardai quasi spaventata.
Lui rise alla mia reazione, alzando la testa verso il soffitto.
-Non è quello a cui stai pensando Hayley, apri la scatola.- disse.
Più tranquilla feci quello che avevo detto, toccai con i polpastrelli il bracciale con tutti i suoi ciondoli.
Lo tirai fuori meravigliata e cercai di registrare più dettagli possibili di quel momento.
Tutti i ciondoli rappresentavano qualcosa per me e Luke, erano a forma di: Stati Uniti, Inghilterra, una busta classica, un libro, una moto, una tazzina da caffè e una piccola ancora.
A vedere l'ultimo ciondolo argentato mi si strinse il cuore nel petto.
Lui tirò fuori la collana di corda che aveva appeso al collo e la fece cadere contro il maglione.
La sua ancora e la mia erano grandi uguali.
-Per non dimenticare mai.- disse.
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Tenevo il tempo del basso di Calum con la punta del piede, lo facevo scontrare contro il parquet e ogni tanto imitavo i suoi gesti per strappargli una risata.
Lui stava in piedi al centro del salotto, le mani tese per arrivare alle corde del basso. Nonostante non me ne intendessi, era davvero bella.
-Ho chiesto al proprietario del negozio se potevo andarla a ritirare oggi anche se era chiuso, ho insistito così tanto che l'ho fatto tener aperto anche a Natale.- rise scuotendo la testa.
Tornò a muovere le dita sulle corde, alternando suoni acuti a gravi e viceversa.
Affianco ai suoi piedi c'era un piccolo amplificatore.
Il braccialetto di Luke tintinnò al mio polso quando gli feci segno di suonare qualcos'altro.
-Si! Ancora, ancora!- la voce piccola di Amy si aggiunse nella stanza.
Fece sbattere i piedini sul pavimento e si buttò sul divano con poca grazia.
Calum sorrise e cominciò a suonare sotto occhi adoranti di Amy.
-Quando sarai grande ti insegnerò a suonare.- le disse, lei si agitò nel pigiama rossa e applaudì estasiata.
Passò un'altra canzone, Calum mise al collo di Amy il basso e la fece giocare con le corde mentre si avvicinò alla finestra della sala. Lo raggiunsi.
-Cosa c'è che non va?- gli chiesi, vedendolo turbato.
-Luke ci sta mettendo tanto ad arrivare, non hai detto che doveva aiutare Liz a mettere a posto ancora la cena di ieri?- mi domandò.
-È così.- mentii -Tra qualche minuto dovrebbe arrivare.-
Lui annuii e ritornò a posare la sua attenzione verso la sorellina.
Sinceramente, avrei voluto rimandare quel momento per sempre, non sapevo in che modo avrebbe reagito Calum e un po' avevo paura di perdere la sua amicizia appena ritrovata.
10 minuti dopo la macchina di Luke si fece spazio del piccolo viale innevato di casa Hood.
Cercai di osservare dalla finestra.
Luke fu il primo a scendere, poco dopo anche la portiera del passeggero e una posteriore si aprirono.
Vidi un ragazzo con i capelli quasi arancioni guardarsi intorno, come cercando di memorizzare il panorama.
Istanti dopo vidi Alexis, i capelli rosso fuoco erano nascosti gran parte da un cappello grigio, aveva un sorriso piccolo sul volto e aiutò Luke a portare alcune borse verso la porta di casa.
Iniziai ad andare nel panico, quasi non volevo andare alla porta ad aprire quando suonarono.
Calum si allontanò da Amy, lo seguii verso la porta, standogli dietro.
Il caos stava per cominciare.
Hei andate a leggere Titanium di Zayn Malik, è bellissima e quella ragazza se lo merita! Se potete dateci una sguardo 🌚
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