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Super-I

Scese dalla moto strofinando a terra i pesanti anfibi neri. La notte li inghiottiva con gioia, mentre le loro menti erano offuscate dalla musica. Calum sorrise quando vide le luci colorate perforare le finestre del capannone.

-Allora? Niente male, vero?-

Calum annuì verso l'amico. Era la prima volta che vedeva un posto così...vissuto.

-Cos'è?- domandò.

Luke rise facendo dei passi verso i rumori, sembrava attratto da essi. Camminava spedito verso quel posto, si vedeva da lontano che portava solo guai, le loro anime si erano sporcate anche solo guardandolo. La musica gli macchiava il sangue come una malattia.

Calum lo seguì con lo sguardo e, quando lo vide fare una giravolta su se stesso a tempo di musica, non poté che ridere.

Non poté non pensare a quanto Luke fosse bravo in quel genere di cose.

Convincere, persuadere.

Lui comandava e gli altri obbedivano, ecco perchè Calum era lì.

Ma non gli dispiaceva, il contrario, quando vide una mora appoggiata al muro di alluminio del capannone sorridergli, pensó che avesse fatto la scelta migliore.

-Questo, Cal, è lo Yell.- dichiarò Luke.

Calum continuò a guardare la ragazza passandosi la lingua sul labbro inferiore.

-E cosa sarebbe?-

Chiese poco attento. Luke lo prese per il colletto della camicia.

-Lo Yell è il gioco dove tutti vincono e uno solo perde.- rise -dove tutti perdono e uno solo vince.-

Calum si scostò.

-È un gioco? Una gara?- chiese.

Luke gli sorrise.

-Capirai presto.-

Calum annuì, prima di posare di nuovo lo sguardo sulla ragazza appoggiata al muro. Sembrava un punto fisso.

-Calum?- Lo richiamò Luke con un ghigno divertito scolpito sul viso.

-Benvenuto nel mio mondo.-

Girò il viso quando Luke gli tirò una gomitata. Gli sorrideva mentre con una mano giocava con una penna. Ogni tanto gli capitava di pensare a quelle cose, di pensare a come era finito lì, con Luke.

Calum gli sorrise a sua volta, era strano, di solito non lo facevano mai.

Osservava quel tubicino di plastica passargli per le dita lunghe, il professore si voltò di spalle verso la lavagna, e lui non perse tempo a far sguizzare i suoi occhi chiari verso la finestra.

A Baltimora la primavera era alle porte, e scalciava per uscire da quella stanza fredda. In quella stagione dove tutto sbocciava e fioriva, Luke appassiva, come una rosa ormai secca. Non aveva mai capito perché, ma lui sentiva la vita nelle vene solo in inverno, quando il ghiaccio gli intorpidiva tutti i musculi. Anche se odiava la pioggia gli piaceva cosa essa portava.

Si girò verso Calum e inzió a distrarlo, facendo gesti strani con la biro.

-Lei ce l'ha un Super-Io?-

Luke alzò lo sguardo confuso. Si indicó con l'indice, perplesso. Il professore lo guardava, aspettandosi una risposta.

-Io?-

-Si,- sorrise il professore sedendosi goffamente sulla sedia rossa - lei.-

Luke si guardò intorno.

-Non lo so.- disse perplesso.

-Sta facendo quello che vorrebbe fare in questo momento? Mr. Hemmings?-

-Assolutamente, no.-

-Allora ha un buon Super-Io, fortunato lei.-

Una mano si alzò dalle prima file, interrompendo il dialogo.

-Io non ho ancora capito cos'è.-

Il professore alzò gli occhi al cielo passandosi una mano tra la barba bianca.

-È nella nostra mente, e ci controlla. Contiene tutte le regole che abbiamo imparato nella nostra vita. Vi manda dei segnali quando state facendo qualcosa di sbagliato.-

-Come un Grillo Parlante?-

Chiese una ragazza della terza fila.

-È un po' più complicato ma, si, il concetto è quello. C'è chi ce l'ha più sviluppato e chi di meno, ad esempio chi uccide: sa che è sbagliato ma lo fa lo stesso. Quelle persone hanno un Super-Io debole.-

Luke scosse la testa indifferente, la psicologia non faceva per lui. Tutto quell'ignoto non gli piaceva, lui amava la cose certe. Come la matematica, in quella era davvero bravo. Una dote naturale verso il fisso, il certo. Qualunque materia avesse una formula o una teoria lui l'amava.

Quando decise che si era annoiato abbastanza, chiese al professore di andare in bagno e, appena chiuse la porta dell'aula troppo vecchia per ospitare così tanti giovani, prese il telefono.

A: Hayley 9:08 a.m

Troviamoci dai bagni al secondo piano, voglio vederti.

Sorrise portandosi una mano tra i capelli corti.

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Strinse l'orlo del maglione colorato mentre faceva scivolare il telefono nella tasca dei jeans attillati.

Lo guardò da lontano, si stava stuzzicando il labbro inferiore con i denti mentre faceva vagare lo sguardo per i corridoi. Strinse più forte il cotone quando si accorse che stava cercando lei.

I loro occhi si incrociarono e lui le fece segno con la mano di avvicinarsi. Rise quando la vide avanzare a passi incerti, aveva ancora paura di lui ma non le dispiaceva più di tanto.

-È successo qualcosa che mi hai detto di venire?- Chiese Hayley guardando in basso.

-Si, ho una missione da compiere.- esclamò.

Lei alzò gli occhi chiari corrugando la fronte.

-Cosa?-

Lo vide ridere leggermente prima di tendere le braccia verso di lei e portarla contro il suo petto.

-Voglio far crollare il tuo Super-Io.-

-A te non piace la Psicologia.- Commentò la ragazza con il fiato mozzato.

-E a te non te ne deve importare, ora.- replicò.

La attirò a se per poi far scontrare le loro labbra, ora quel freddo Hayley non lo sentiva più. Luke era come il suo maglione preferito, pieno di difetti ma sempre il migliore per lei, per il suo fisico.

Tennero gli occhi chiusi.

-Non è così che farai cedere il mio Super-Io.- parlò Hayley facendo un piccolo sorriso.

-Ah no? E cosa dovrei fare? Ti ascolto.-
Chiese lui ammiccando. Gli piaceva questo gioco.

-Canta.- ordinò dolcemente la voce di Hayley -Per me.-

Luke la guardó, e forse schiuse le labbra solo perché l'azzurro nei suoi occhi era piú limpido o forse perchè lo stringeva piú forte a se, quella mattina.

-I'm gonna pick up the pieces, and build a Lego House. When things go wrong we can knock it down.-

Hayley chiuse gli occhi appoggiando la fronte al petto del ragazzo, gli piaceva ascoltare la sua voce. Era roca al punto giusto e solleticava l'udito con dolcezza e fermezza, allo stesso tempo. Le note gli danzavano in bocca mentre cercava di ricordarsi le parole di una canzone non troppo vecchia.

-My three words have two meanings, there's one thing on my mind.It's all for you. And it's dark in a cold December, but I've got ya to keep me warm. And if you're broke I'll mend ya and keep you sheltered from the storm that's raging on.-

Luke chiuse le labbra stringendo piú forte le mani sulla schiena di Hayley che subito alzó lo sguardo verso l'alto.

-Continua.- Lo incitò.

Lui scosse la testa.

-Non mi piace cantare canzoni in cui non credo.- Disse freddo.

-Fallo per me.- propose la ragazza -Io ci credo.-

Lui guardò dritto a se, nel mezzo del muro bianco. Era un suo difetto, uno dei pochi, lui credeva a poche cose e sicuramente l'amore era l'ultimo della lista. Continuò a denti stretti.

-I'm out of touch, I'm out of love. I'll pick you up when you're getting down. And of all these things I've done.-

-Luke.-

Lo chiamò Hayley, sorrise, poi tornó seria.

-Credo che tu abbia rotto il mio Super-Io.-

La guardò complice.

-Se è vero, perchè non stai dando di matto?-

Scosse la testa avvicinandosi al labbro perforato del ragazzo.

-Lo sto facendo, in silenzio.- spiegò ad occhi socchiusi.

-Io però voglio farti urlare, fino a quando non mi chiederai di smettere.- parlò Luke, dando voce ai suoi pensieri.

Hayley alzò le spalle.

-Succederà quando il tuo Super-Io sarà rotto.-

Hayley andò lontano con la mente, non voleva romperlo. Non voleva urlare per le ragioni sbagliate. Voleva lottare per le sue idee, e un Luke senza controllo, senza Super-Io, l'avrebbe solo ostacolata.

O fermata.

O annientata.

O fatta innamorare.

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Ryan chiuse la porta pesante e si portò una mano al petto quando vide Calum appoggiato alla ringhiera.

-Ti ricordi ancora cosa faccio i pomeriggi.- constatò Ryan, continuava a guardarlo.
Giocò con la tracolla dello zaino che le sfiorava le ginocchia concentriche.

-Già.-

Lei annuì e iniziò a camminare, quando sentì altri passi dietro ai suoi si tranquillizzò.

-Oggi pensavo al primo Yell a cui ho partecipato. Alla prima volta che ti ho vista.-

Ryan abbassó lo sguardo e quando sentì un: -Eri bellissima.- lasciare le labbra di Calum non poté che sorridere.

UCCIDERE.

Stasera abbiamo un po di persona da uccidere, per esempio mia madre, o anche me per l'orario in cui ho pubblicato.

Spero che sia abbastanza lungo il capitolo e che sia di vostro gradimento. Aggiornerò a: 50 voti e 25 commenti.

In molti mi hanno chiesto cos'è lo Yell e spero che adesso sia più chiaro ma non posso rivelarvi niente di più, per adesso ahah. Abbiate pazienza.

Comunque per chi fosse interessato:

La nostra mente si divide in due topiche fondamentali; una si soddivide a sua volta in conscio, preconscio e inconscio (l'ho spiegato un po di tempo fa.) e l'altra in Io, Super-Io e Es. Queste due topiche si assomigliano ma non sono uguali.

Ok sono le 23:03 e buona lettura per chi leggerà.

50 voti e 25 commenti.

I ringraziamenti arriveranno a breve.

Vi amo.

Alla prossima.

ciao ciao.

Twitter: @freelemons5

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