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Stockholm Syndrome

Perfavore leggete lo spazio-autrice alla fine del capitolo. Grazie, buona lettura!

Luke si accasciò a terra portandosi le ginocchia al petto, tutto intorno a lui stava come scomparendo. La voce di Hayley era diventata un sussurro mentre i suoi occhi diventavano più opachi. Stava affondando in quelle acque già esplorate, in quelle emozioni già provate e si lasciava cadere come pioggia. Leggero e invisibile.

Fece due bracciate e, dopo aver spinto con i piedi tesi, uscì con la testa dall'acqua. Rise mentre cercava di spostarsi i capelli chiari e bagnati dalla fronte. Poteva vedere la figura slanciata e abbronzata di Jeremy guardarlo dal cumolo di pietre su cui era seduto da più di 10 minuti.

-JJ vieni, su! L'acqua è caldissima.-

Urlò Luke in acqua agitando le braccia. Guardò il ragazzo alzarsi dalla roccia scrollando le mani in segno di pazienza, aveva sempre visto il fratello maggiore come un padre, una figura da cui prendere spunto. Jeremy guardò la distesa del mare Australiano sotto di lui storcendo il naso.

Luke si fece forza con le braccia su un pietra per uscire dall'acqua, il costume blu era appiccicato alle sue gambe magre e le goccioline facevano chiazze più scure sulla pietra grigia. Rise ancora facendo spuntare la fossetta sulla guancia destra.

-Non ti hanno insegnato a nuotare all'accademia?-

Chiese il piccolo con ironia, Jeremy lo fulminò con lo sguardo scuotendo la testa. L'acqua per lui era sempre stata una questione delicata, e all'accademia era un grosso problema non saper nuotare. Ma lui lo avrebbe superato prima o poi.

Si avvicinò al fratello e gli prese il labbro inferiore tra l'indice e il pollice tirandoglielo.

-Cosa stai facendo?-

Cercò di dire il biondo mentre guardava il fratello osservare il proprio labbro.

-Sai Lukey, ti starebbe bene un piercing al labbro.-

Constató Jeremy lasciando la presa dal pezzo di pelle del fratello prima di passarsi una mano sopra il tatuaggio situato sulla spalla scoperta. Era semplice, tre letterine messe in fila. L'aveva fatto il giorno dopo che erano nate le gemelle, Luke se lo ricordava bene perchè lo aveva accompagnato. Ricordava come quel posto puzzava di candeggina e dei mille album che aveva sfogliato mentre suo fratello parlava con il tatuatore.

Si sporse più avanti per guardarlo, stava ripassando con i polpastrelli le lettere: L, M e Z. Scritte in corsivo.

Jeremy era così fiero di suo fratello piú piccolo e lo sarebbe stato anche delle sue sorelle.

-Ora che vado via devi prenderti cura delle gemelle, lo farai per me?-

Il biondo annuì e il fratello gli scompigliò i capelli con il palmo della mano. Jeremy si alzò iniziando a saltellare sulla pietre.

-Che fai?-

Chiese Luke ridendo.

-Le pietre bruciano, genio.- rispose Jeremy.

Il biondo lo rincorse, il sole era troppo lumisono e lui aveva gli occhi troppo chiusi per vedere il terreno instabile sotto di lui.

Mise le mani avanti ridendo e, quando vide il corpo del fratello cadere verso l'oceano, urlò.

Due mani gli presero il viso.

-Luke.-

La voce rotta di Hayley era un sussurro nell'uragano nella sua testa.

Lei lo guardava, guardava quegli occhi neri come la pece fissarla con disperazione. Le aveva appena raccontato l'evento più catastrofico della sua vita. Gemette quando si sentì stringere i polsi fragili, Luke le ringhiò tra le lacrime. La trinse a se con cattiveria.

-L'ho spinto io.-

Disse. Hayley scosse la testa cercando di mantenere la calma.

-Non l'hai fatto apposta.-

Lui la strinse di più facendole male, alla ragazza piaceva quel male. Era sempre stata nell'ombra delle altre persone ma da quando aveva iniziato ad uscire da esse per guardare il sole si sentiva invincibile e bisognosa del dolore delle altre persone.

Quello di Luke era il migliore, pieno di intrighi e voglioso di più odio. Di più passione.

-Te ne andrai anche te.- Disse rabbioso. Hayley non capiva.

-Perchè dovrei?- chiese stupita.

-Quando finirà questa faccenda della minaccia tu te ne andrai.- Sputò lui alzandosi e trascinandola dietro di se.

-No Luke, no.- sussurrò

Era impazzito, i suoi demoni avevano prevalso sulla parte consapevole facendolo andare fuori di testa. I suoi occhi erano sempre più scuri mentre Hayley cercava di liberarsi.

-Non me ne andró Luke, prometto.- non pensò prima di parlare.

-Non promettere.- Sussurrò lui.
Gli occhi di Hayley pizzicavano, lo stomaco le si chiuse e il senso di nausea aumentò. Le dava fastidio quella sua caratterestica.

Il suo diaframma si schiacciò su se stesso facendola piegare in avanti. Cercò di alzarsi e velocemente portò le mani ai lati del viso di Luke. Si avvicinò a lui vogliosa di riaverlo in quella stanza.

Mentre le loro bocche si scontravano tra di loro con disperazione Hayley riusciva solo a pensare alle parole di Luke, che la tormentavano giorno e notte, da giorni.

"Io ti spezzerò il cuore."

Ma non voleva ascoltarlo, avrebbe sofferto, non le importava in quel momento. Non gli importava mentre sentiva la lingua di Luke accarezzarle il palato.

Quando il ragazzo le accarezzò il collo con dita inferme sapeva che gli occhi neri erano tornati di un azzurro chiaro, e lì se ne accorse. Lui era tornato.

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Ryan le passò una mano sulla schiena prima di aprire il libro di Psicologia. Non aveva detto niente. Hayley se ne accorse, e dopo averle raccontato la storia di Luke lei era stata zitta.

Credeva che parlandone con lei si sarebbe sfogata e invece si sentiva ancora più pesante.

-Oggi parleremo del condizionamento.-

Il silenzio caló sopra la classe come un velo di tristezza. Quel giorno Hayley vedeva i colori più scuri, l'azzurro era stato sostituito dal grigio e il castano dei capelli del professor David da un nero spento.

Il professore giocherellava con il gessetto spezzato. Guardava gli alunni in faccia uno per uno. Voleva vedere i loro occhi, la loro espressione, soprattutto quella di Hayley lo incuriosì.

Era come assente, c'era ma non c'era, o avrebbe voluto essere da qualche altra parte.

-Non è quando apprendiamo un comportamento?-

Chiese una voce maschile dalle prime file. Il professore si girò verso alla lavagna scrivendo, in un corsivo perfetto.

Hayley alzò la testa dal banco come se l'avessero chiamata, d'un tratto la guancia colpita da Luke aveva iniziato a farle di nuovo male.Corrugò la fronte, per la prima volta Hayley pensó di essere davvero pazza.

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George spalancò la porta di casa e alzò le mani al cielo.

-Aaron, ho avuto un'idea.-

Il ragazzo biondo tolse la mano dal pacchetto di patatine girandosi verso il suo ragazzo.

-Parlarne in classe non ha funzionato?-

-Esatto, ma- iniziò a dire George, togliendogli il pacchetto di patatine dalle mani- ho pensato di far venire uno psicologo per fargli fare una seduta a testa. Così, per provare una nuova esperienza.-

George sembrava entusiasta mentre Aaron lo guardava con occhi neutri, voleva di nuovo le sue patatine. Cercó di allungare un braccio verso di esse ma il moro fece un passo indietro.

-Se vuoi le tue patatine tutte intere devi farmi un favore.- il suo tono di voce era smielato.

Aaron scosse la testa.

-Te lo scordi che vengo io a fare le sedute.- rispose ridendo.

George fece una smorfia, era come se riuscisse a leggerlo nel pensiero. Delle volte era quasi sconcertante.

-Fallo in nome della Psicologia.-

Lo pregò il ragazzo, lanciando il pacchetto rumoroso sul tavolo di legno rotondo che occupava gran parte del salone.

Il biondo storse le testa da un lato mentre osservava il sorriso di George crescere sempre di più.

-Tanto lo so che lo farai.-

Disse quest'ultimo con voce allegra e squillante. Aaron lo guardó andare via mentre si portava alle labbra sorridenti una patatina giallastra.

Si conoscevano troppo bene a vicenda,e Aaron sapeva che George avrebbe rischiato il Burnout. Non sarebbe stata la prima volta.

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Hayley tornò a casa, sentiva sua sorella piangere dal piano inferiore. Evie si affezionava troppo alla gente e diceva da un po' di giorni alla sorella che avrebbe voluto diventare menefreghesta e insensibile.

Ma lei non sapeva cosa voleva dire stare dall'altra parte.

Dalla parte di Hayley.

Stare dalla parte delle persone insensibili e senza emozioni, ci aveva messo un pò ad ammetterlo ma la veritá era quella. Era frustante sentire la sorella piangere. Sentire che provava sentimenti, che provava a vivere invece di sopravvivere. Ti uccide dentro non provare niente, non riuscire a piangere, vedere un ragazzo e non provare niente.

A volte era bello perchè pensava che se tanto era da sola non avrebbe deluso nessuno ma dopo pensava alle persone come Evie. Che farebbero di tutto per le altre persone o per un ragazzo. Hayley non sapeva se ce l'avrebbe fatta. Se avrebbe resistito al sentimento che le iniettava Luke.

Lei non sentiva niente, era un corpo senza emozioni.

Ma nonostante questo continuava ad immaginare un futuro oscuro con Luke.

E non sapeva che dall'altra parte di Baltimora il ragazzo pensava alla stessa cosa, accecato dalla paura e pieno di illusioni.

Perchè, lo sanno tutti, le persone come loro vivevano solo di immaginazione e speranze.

FAN CLUB.

Esatto, ho un fan-club.

Sorprese? Ahaha io pure.

Comunque la ragazza che ha creato questa cosa mi ha chiesto di scriverlo a fondo capitolo così che, chi voleva aggiungersi (ci sono anche io in questo gruppo yay!), poteva. Quindi, mmm è imbarazzante, ma se volete contattate heemmyx.

Spero che il capitolo vi sia piaciuto e, non lo so, ahah. Abbiamo scoperto qualcosa di più sul fratello di Luke.

MA, la cosa importante che dovevo dirvi era....(rullo di tamburi) che presto pubblicheró un altra storia. Sarà su Calum molto probabilmente e si chiamerà Heartache. La trama dovrebbe essere tipo questa:

"Un ragazzo con così tanti piercing e tatuaggi non poteva che essere il pericolo messo dentro a due Vans nere."

Spero vi piaccia! La pubblicherò presto. Ok questa era la cosa importante.

Ho una cattiva memoria e non mi ricordo a chi dovevo fare publicità visto che siete davvero in tantissime. Quindi potete commentare la vostra stroria qui e la metteró nel prossimo capitolo.

Aggiornerò a: 60 voti e 30 commenti.

Lo so che non vi ho ancora spiegato cos'è lo Yell e mi state odiando, ma non posso dirvi nulla ahah. Nel prossimo capitolo piegherò anche il Burnout che centra con la Psicologia. Yeah.

Buona serata, grazie a tutti di tutto.

ciao ciao

Twitter: @freelemons5

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