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Lose your mind

La luce che attraversava i fori della persiana gli illuminavano i capelli biondi.

Lei teneva le mani in quei capelli, quasi tirandoglieli, voleva fargli male.

Voleva fargli capire che stava sbagliando, stava perdendo il controllo e lei voleva farglielo notare.

Le labbra, screpolate dal freddo che portava dentro, le sfioravano il collo bianco. Pura, intoccabile.

Tutto quello in cui aveva sempre creduto stava cadendo come castelli di carte.

-Rilassati.- sussurrò Luke, il calore che uscito dalle sue labbra in quel momento era arrivato fino al viso di Hayley, facendola arrossire.

In un movimento furtivo lei si mordicchiò l'interno della guancia, stesa su quel divano si sentiva in imbarazzo, era a disagio in quell'ambiente, e si sentiva ancora più a disagio con Luke che la guardava dall'alto. Lo guardava socchiudere gli occhi chiari, le ciglia lunghe toccavano quasi il suo zigomo marcato, il suo viso era rilassato, il corpo corpo si muoveva in modo fluido e Hayley non poteva fare a meno di osservarlo.

Non sapeva esattamente il perché, era come quando era piccola e le dicevano che non poteva fare una cosa e lei, solo per disobbedire, la faceva. Era la stessa cosa, sapeva che doveva tenere le distanze il più possibile dal ragazzo davanti a lei, ma allo stesso tempo voleva disobbedire alla sua mente e fare l'opposto.

Il suo corpo si irrigidì quando il viso di Luke si fece più vicino al suo.

-Per sopravvivere un mese con me devi fidarti, non ti farò del male oggi.-

Hayley alzò lo sguardo lucente, il petto si alzava e si abbassava senza sosta. Le venne la pelle d'oca a sentire il tono della voce scherzosa di Luke. Non riusciva a prendere sul serio niente.

Era troppo tardi per tornare a vivere e lui era l'unica ragione.

Lui passò i polpastrelli piatti sul fianco della ragazza fino ad arrivare al mento, lo alzò lentamente.

Lei aveva paura e Luke si sentì leggermente bene a sapere che quella paura la stava costruendo lui.

Ma adesso voleva godersi quel momento, metterla alla prova, spingerla al limite fino a farglielo superare senza paura.

Chinò la testa, diminuendo la distanza tra lui e Hayley, la vide chiudere gli occhi e sorrise.

Sembrava una bambina e lo era.

Guardò la linea sottile nera sopra le palpebre di Hayley prima far sfiorare le labbra con le sue.

Lei stava ferma, immobilizzata dalla novità e dalla paura che essa portava.

Dopo qualche secondo vide il ragazzo ritirarsi, andò indietro solo qualche centimetro facendo ancora sfiorare le loro labbra, poco.

-Lo so che sei abituata a pensare, lo vedo, ma ti prego-  si fermò un secondo deglutendo e passando le mani sotto la maglietta della ragazza, accarezzando la schiena nuda.  -ti prego, perdi la testa.-

Tutto quello che successe dopo si divise in attimi.

Tutto è diviso in attimi, da quando vedevano per strada visi truccati e costruzioni irraggiungibili a quando sentivano le loro dita accarezzarsi.

Attimi, momenti che probabilmente non ricorderanno più, quelle piccolezze che non diventeranno mai ricordi ma si perderanno nel vento della primavera giovanile.

Tranne per Hayley.

Quell'attimo se lo sarebbe ricordato a vita, si sarebbe ricordata delle labbra gonfie del ragazzo, leggermente rosse dal poco contatto che avevano condiviso.

Erano attimi che creavano altre cose, come un effetto a catena.

Quando Hayley sentì Luke stendersi su di lei, si bloccò, spingendolo indietro, come se fosse un riflesso incondizionato.

L'orologio che c'era all'entrata della casa si fermò. Le mani di Luke erano ferme sui fianchi di Hayley mentre la guardava.

Era tutto immobile, lei ebbe tempo di pensare. Guardando gli occhi chiari di Luke qualcosa le colpì lo stomaco, come un pugno, di quelli che fanno male ma che non lasciano il segno.

Provava, ma non ci riusciva, la mente non c'era più. L'aveva lasciata sola, a combattere una battaglia dura.

La lancetta dei secondi partì all'improvviso e il viso di Luke tornò davanti a quello di Hayley.

Le diede dei piccoli baci, come se stessero giocando.


Dopo poco, Hayley premette le labbra a lungo contro quelle del ragazzo.

Dopo, si guardarono ancora e, mentre le mani affusolate di Luke scendevano verso il basso, sorrise.

Lei era totalmente il contrario delle ragazze che di solito sceglieva Luke come vittime.

Poteva tastare la sua inesperienza, tagliarla con un filo di cotone o farla scomparire sempre di più bacio dopo bacio.

Guardò un secondo in basso.

-Luke.- sussurrò.

Alzò subito lo sguardo, no.

Scosse la testa, stava sbagliando tutto.

Stava andando contro le proprie regole, ma la voglia di assaggiarla era troppo forte.

Scosse di nuovo la testa, lui rispettava le sue regole.

E in quel periodo le stava infrangendo tutte, una dopo l'altra.

Si era già accorto che con Hayley queste regole non funzionavano, doveva inventarsi altri modi per controllarla.

Aveva tanto insistito a farle perdere la testa ma, alla fine, la stava perdendo solo lui.

Si alzò dal corpo sottile della ragazza andando davanti alla finestra, prese la spessa stringa di corda tirando su la tapparella. Una luce improvvisa inondò il salotto di casa Hemmings, obbligando Hayley a portarsi una mano davanti agli occhi. 

Tornò in se, osservò la schiena di Luke da dietro, le dava le spalle guardando all'esterno della finestra, cos'era appena successo?

-Non ti avrei fatto male, te l'ho detto. Volevo solo vedere fino a che punto ti saresti spinta per me.-

Si girò guardando la ragazza ancora scossa mentre si metteva a sedere, scontrò la schiena contro il divano.

-Anche io potrei aver giocato.- commentò.

Luke rise avvicinandosi per accarezzarle i capelli.

-Oh andiamo Hayley, con me non puoi vincere.-

Alla ragazza mancò il fiato, schiuse le labbra che poco dopo furono riempite da quelle di Luke in un lieve bacio.

-Ti accompagno a casa.- disse con voce sicura.

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Quando si fermò davanti alla scritta nera "Diesel" ,contornata da un blu acceso, lo guardò scettica.

-Faccio solo benzina.- le disse capendo il suo sguardo confuso.

Lei annuì e, dopo che Luke scese dalla macchina con una banconota da 20 dollari in mano, aprì la portiera.

Il vento le accarezzava i capelli biondi e, quando le andarono sul viso, sbuffò spostandoseli dietro le orecchie.

-Hai bisogno di una mano?-

Si girò verso la voce maschile, un ragazzo alto e magro teneva il cappello dell'uniforme rossa stretto tra le mani, lasciando i capelli color miele liberi.

Svolazzavano leggeri, era sorridente.

-No, grazie.- Hayley ricambiò il sorriso, si vedeva che lui era più grande di lei.

-Sicura? Neanche al tuo amico laggiù? Sembra avere un po' di problemi con la pompa.-

Disse in tono ironico indicando Luke, che stava calciando il distributore.

Hayley rise e senza pensarci rispose:

-E' fatto così.-

Il ragazzo chiuse gli occhi marroni annuendo, sembrava simpatico.

Hayley poteva aggiungerlo nella categoria delle persone come Ryan, semplici e quasi sempre felici. Provava una certa invidia per quelli come loro.

-Ashton.-

Hayley scosse la testa non capendo.

-Scusa?-

-Mi chiamo Ashton.- si corresse, lei lo guardò appoggiare i gomiti sul tetto di alluminio della macchina, dal lato del guidatore.

-Hayley.- il suo viso spuntava di poco da sopra la vettura, Ashton invece era così alto che si appoggiava senza problemi con i gomiti contro di essa.

-Non sei di qui, vero?-

Hayley schiuse le labbra, nessuno se n'era mai accorto.

Ashton era un ragazzo che osservava, lei lo capì subito.

Era una di quelle persone che fin da piccole si fermavano davanti ad un fiore, guardandolo. Ammirando tutte le sfumature e l'odore soave.

Al ragazzo piaceva vedere.

Guardare era fin troppo superficiale, lui vedeva.

Vedeva come la ragazza batteva insistentemente l'indice contro la portiera della Ford scura, come faceva guizzare gli occhi da un lato all'altro della piccola piazza. Come se fosse in ansia per qualcosa.

-Vengo dall'Inghilterra.-

Ashton annuì, non aveva smesso di sorridere.

-Io dall'Australia, non è proprio un posto vicino.-

Hayley rise ma quando vide Luke dietro le spalle di Ashton si paralizzò, non si era neanche accorta della sua presenza prima di quel momento.

-Ci sono problemi?- era freddo, da quando avevano messo piede fuori casa Hemmings, era diventato un pezzo di ghiaccio.

Ashton era poco più basso di lui.

-Certo che no.-rispose Ashton alzando le mani dalla vettura.

Fece qualche passo indietro mentre faceva un cenno di saluto a Hayley e un piccolo sorriso.

Luke salì e sbatté la portiera, tutto il viaggio verso casa di Hayley era stato silenzioso, quasi inquietante.

-Mi sembrava di essere stato chiaro.- il tono di Luke era severo.

Lei corrugò la fronte. Luke si girò versò di lei e la prese violentemente per un braccio, gli occhi infuocati di rabbia. Quella macchina stava diventando un po' troppo stretta.

-Puoi giocare solo con me Hay, capito?-

Lui premette con forza le labbra contro quelle della ragazza per poi lasciarla subito dopo.

-Capito?-

Ripeté.

Lei annuì uscendo dalla macchina come un fulmine.

Un fulmine troppo piccolo per quella tempesta di tuoni.

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Alzò la testa dalla scrivania quando sentì un tonfo occuparle il letto.

Riusciva a riconoscere l'arrivo di Evie senza neanche guardarla.

-Che vuoi?- chiese subito.

-Calmati, sono solo venuta a parlare con te.-

La sorella si alzò dal materasso sbuffando, si avvicinò alla scrivania e si bloccò.

Indicò un lato del collo sorpresa, Hayley si portò veloce una mano sul punto indicato e, quando sentì una fitta in quell'area, maledì Luke. Non si ricordava che le sue labbra erano arrivate fino a lì.

-O forse sei tu che devi parlarmi.-

WEIRDO

Lo so, è un po cortino ma succedono tante cose.

1- E' ARRIVATO UN ALTRO CAPRONE. Prima o poi doveva comparire e lo stile di benzinaio sexy gli si addice.

Ne manca uno ma la speranza è l'ultima a morire.

Aggiornerò a: 15 voti e 10 commenti.

Altro bacio Hayke, ok la fusione fa pena quindi facciamo finta che non l'ho mai detta.

Ringrazio tutti perchè la mia storia è arrivata a 2K e 118 commenti e 200 e qualcosa voti.

Vi amo, e vorrei ringraziare particolarmente

@sonoundisastro

perchè lei è una della prime che ha commentato.

Ringrazio tutti quelli che hanno commentato e non, i ringraziamenti arriveranno ma adesso devo andare a fare un lavoro di Arte e una scheda attività ouo.

Se ci sono errori li correggo we, ho visto che vi è piaciuto il pezzp di DNA delle Little Mix nell'altro capitolo quindi metteró più canzoni in seguito.

Ora vado mi levo dalle palle.

Ripeto, aggiornerò a: 15 voti e 10 commenti.

Al prossimo capitolo.

Ciao ciao

Twitter: @freelemons5

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