Capitolo 7
Quel pomeriggio Lily disse che sarebbe venuta a casa mia verso le 8 dato che la festa sarebbe iniziata alle 9.
Una volta a casa misi Lana del Rey, poi presi uno dei miei libri preferiti e lo iniziai a leggere per la milionesima volta.
Ad un tratto nella tranquillità più totale, la porta si aprì di botto e Lily fece irruzione in camera mia.
-Eloise! Sono le 8.10. Era da 10 minuti che suonavo il campanello! Fino a che non è arrivata tua madre, altrimenti sarei rimasta fuori-
-cavolo, devo dire a mia madre di non far entrare gente a caso in casa- dissi in tono annoiato e alzai un sopracciglio con fare scherzoso e lei mi si fiondò addosso iniziandomi a fare il solletico. Mi conosceva da una vita e sapeva che ovunque mi toccasse io iniziavo a ridere come una pazza.
Poi finalmente si alzò.
-forza bimba dobbiamo fare ancora trucco e parrucco ed è estremamente tardi-
-Yes ma'am- urlai. Mi avvicinai all'armadio e tirai fuori dei pantaloni neri con la camicia a quadri rossi e blu scuro.
-oh no cara, rimetti tutto nell'armadio. Tu stasera non andrai in giro così-
Prese la sua borsa e tirò fuori un paio di pantaloncini grigio chiaro e una camicia nera con i bottoni a clip grigi, praticamente trasparente e buttò il tutto sul mio letto.
-ah no no, te lo puoi anche scordare. Ad una certa ora inizierà a fare freddo e non ho intenzione di ammalarmi-
Mi guardò in modo severo, poi alzò un angolo della bocca con fare malizioso -beh vorrà dire che ti farai prestare la felpa che avrà Will...-
-cosa c'entra ora William?! E poi se non c'è che faccio? Oppure se non se la mette?-
-ohoh allora lo stai prendendo in considerazione-
-per non morire congelata? Si.-
Senza dire una parola mi indicò i vestiti e mentre mi cambiavo lei faceva lo stesso, si stava mettendo dei pantaloni lunghi blu scuro con sopra una maglietta bianca, la guardai a bocca aperta -per quale cavolo di motivo tu puoi metterti i pantaloni lunghi e io no?!-
-perché io non devo fare colpo su nessuno, ho già dato-
Detto ciò andò in bagno e prese i miei trucchi e mi obbligò a sedermi sulla sedia davanti allo specchio che avevo in camera. Iniziò a farmi la linea con l'eyeliner e poi con la matita la parte di sotto per poi abbondare, era troppo decisamente, di mascara.
Dovevo ammetterlo, aveva fatto un ottimo lavoro.
-miracolo! Sembro un essere umano! Che stregoneria è mai questa?!-
Lei in tutta risposta si mise a braccia conserte e alzando il mento disse -beh grazie grazie, ma so fare di meglio-. Dalla borsa tirò fuori il ferro, doveva aver preso in prestito la borsetta di Hermione, e iniziò a farmi i boccoli. Mi guardai nuovamente allo specchio.
-MIRACOLO! Sembro una ragazza!- urlai e poi scoppiammo entrambe a ridere.
Presi la mia borsa e un giacchetto. Scendemmo le scale e salimmo in macchina di Lily, per l'evento i suoi gliel'avevano concessa.
Lily buttò sul sedile posteriore la mia giacca e con la musica a tutto volume andammo verso la festa.
Una volta parcheggiato scendemmo in spiaggia, un grande fuoco ardeva, almeno c'era una fonte di calore, probabilmente non avrei fatto la fine di Leonardo Di Caprio in Titanic. Inoltre c'era la musica alta che proveniva dal dj che chissà chi aveva pagato.
Io e Lily andammo verso il calore di cui tanto necessitavo e mi iniziai a guardare intorno.
-smettila di agitarti- Lily mi diede una gomitata
-non so di che stai parlando-
-ah si? Allora smettila di guardare ovunque e di spostare il peso da una gamba all'altra e di morderti il labbro. Mi stai mettendo ansia!-
Iniziai a ridere -ok ok.- non mi ero neanche accorta di essere nervosa.
-vedo Will- disse ad un tratto Lily-ore 6, ma non ti girare-
-perché non dovrei?-
-beh perché sta guardando da questa parte-
-seriamente?!- iniziai ad agitarmi ulteriormente senza saperne il motivo -perché? Cosa sta facendo?-
-la pianti di agitarti? Sembri una ragazzina delle medie- misi il broncio, poi la sua attenzione tornò su di me e iniziò a ridere. Poi a denti stretti disse -ridi-
-cosa? Perché?-
-ridi e basta!- Lei rideva come se avessi detto chissà cosa, e non capendo la situazione feci lo stesso.
Poco dopo mi sentii un braccio sulla spalla -vedo che qui vi divertite ragazze- mi voltai ed a un palmo dalla mia faccia c'era William che sorrideva.
-si, infatti. Ovviamente tutto prima che arrivassi tu- volevo essere la solita acida, ma quelle parole mi uscirono con un tono per niente azzeccato al loro significato.
-uuh ecco l'acida. Neanche ti avevo vista-
-si infatti, da facchino porta-zaini mi sono evoluta, ora sono un mobile- feci un finto sorriso e guardai il suo braccio.
Lui guardò verso Lily -ma è sempre così?-
-la maggior parte delle volte- disse Lily scuotendo la testa.
-solo quando ci sei tu- risposi io.
-beh sono onorato, mi riservi un trattamento diverso dagli altri-
-io al tuo posto non ne sarei così soddisfatto-
Ma perché avevo iniziato a dargli addosso? Non ce ne era motivo, eppure non sapevo mai come comportarmi con lui, la sua sfacciataggine mi metteva sempre alle strette e non sapevo mai cosa fare. Ero in perenne ansia, quasi trattenevo il fiato quando aspettavo una sua risposta perché dovevo concentrarmi a dargliene una all'altezza.
-oh mi sembra di aver visto qualcuno che conosco, vado a salutare- Detto ciò si volatilizzò nel nulla.
Era sicuramente una bugia, non conosceva nessuno e lo sapevo bene, lo aveva fatto solo per lasciarmi da sola con William. Mi riteovai a ringraziarla mentalmente, non sapendo neanche il perché.
-allora?- disse lui mettendosi davanti a me.
-cosa?-
Alzò le folte sopracciglia e fece spallucce, così continuai io -allora come mai oggi non sei venuto a scuola?-
-cosa sei mia madre?-
-è semplice curiosità. Perche? Hai fatto qualcosa di losco?-
-no, diciamo che ero... occupato. E poi stasera c'era la festa-
-allora fino alla fine dell'anno saranno più i giorni durante i quali starai a casa che quelli in cui starai a scuola date le innumerevoli feste che organizzano-
-beh la cosa non mi dispiace...- fece una pausa -solo se ad ogni festa ci sarai anche tu ovviamente- sentii le guance calde, ma avrei potuto dare la colpa al fuoco vicino a me.
-beh bastava dire che ti stavi preparando psicologicamente alla mia presenza qui- dissi alzando un sopracciglio.
Lui mi sorrise in modo malizioso, poi mi prese per mano e iniziò ad avvicinarsi al dj dove alcuni saltavano e altri si strusciavano tra di loro. -William io non ballo se è quello che hai in mente-
-in quanto?-
-in quanto- feci una pausa - non sono capace, non sono tipa da balli-
-non sei neanche tipa da feste ma sei qui-.
Mi continuò a tirare fino a che non ci ritrovammo sulla "pista". Lui mi mise di spalle davanti a sé. Ero immobile, poi mise le sue mani sui miei fianchi fino a che fece passare lentamente le sue dita sulle mie costole, provocandomi dei brividi assurdi. Lo sentì sorridere alla vista dell'effetto che mi faceva il suo tocco. Poi arrivò alle spalle che mi spinse ad alzare, ora avevo le braccia alte verso il cielo e lui passava lentamente le dita sulle mie braccia provocandomi una sensazione indescrivibile. Con la stessa quasi dolcezza si avvicinò ulteriormente fino a che il sottile spazio tra noi si annullò e la mia schiena aderì al suo corpo e la testa era sul suo petto. Abbassò la testa affinché mi arrivasse all'orecchio e riuscii a sentire il suo respiro caldo sul collo che mi provocava più brividi di prima. Iniziai a muovermi lentamente, poi mi girai verso di lui, che mi prese le mani e le mise dietro al suo collo. Io unii le mani sulla sua nuca sfiorandogli i capelli corvini e mettendo un po' di spazio che lui si preoccupò subito di colmare, mettendomi le mani sui fianchi e attirandomi a sé. Dentro di me sentivo un turbine di emozioni, odio, amore, desiderio. Ero così trasportata da quella specie di lento che mi scordai della gente che ci circondava e della musica da discoteca di sottofondo, ero attenta a guardare i suoi occhi, sentivo come se nell'oscurità di questi prima o poi mi ci sarei persa. Lui si stava avvicinando e il mio stomaco iniziò ad avere degli strani comportamenti, dedussi che erano le famose "farfalle nello stomaco".
-WILL!- urlò un qualche tipo di oca che gli si spalmò addosso, facendomi risvegliare da quello che sembrava un sogno. Ci staccammo di botto -allora perché perdi tempo con questa tizia?- disse passandogli un dito sul petto e mangiandosi mezze parole.
Per quale cavolo di motivo gli toccava il petto e gli stava così appiccicata? Che urto! Aspetta ma questa tizia l'avevo già vista... come si chiamava? Melissa, Melody...
-Molly non vedi che sono impegnato ora?-
Giusto Molly! Era quella della biblioteca. Quanto la odiavo.
-ma zuccherino, non riesco a camminare, non trovo la mia amica quindi stiamo un po insieme no?-
William mi guardò -accompagno Molly da questa sua amica e torno. È troppo ubriaca. Aspettami qui.-
Annuii. Eh certo adesso ci si metteva pure la tipa ubriaca. Perfetto!
Mi guardai attorno cercando con lo sguardo Lily, ma non la trovai. Chissà dov'era, sola peraltro, i sensi di colpa mi stavano divorando.
Ripensai a quello che stava succedendo fino a cinque minuti fa. Ma cosa mi stava prendendo? Perché facevo così? Era come se fossi sotto una qualche sorta di incantesimo. E la cosa mi piaceva.
-ehi- mi voltai e dietro di me trovai Thomas, solo ora mi resi conto di quanto era alto, gli arrivavo alla spalla, ma devo ammettere che William era più alto.
-ciao-
-sei sola?-
-in realtà sono con un'amica, ma l'ho persa. Tu?-
-capisco. Ah io sono con amici- mi indicò un gruppetto di ragazzi che a stento si reggeva in piedi -ma sono un po' andati e toccherà a me portarli a casa-
Gli sorrisi e lui fece lo stesso, calò il silenzio, che subito interruppe -ti va di fare una passeggiata più vicino al mare?-
-veramente sto aspettando una persona..-
-solo cinque minuti- mi prese per il polso e ci incamminammo, quella sera era piuttosto strano.
Lontano dal fuoco faceva fresco, quasi freddo, e lontano da William ancora di più. Non so neanche il perché ma riconducevo tutto a lui.
-hai intenzione di lasciarmi il polso?-
Me lo lasciò di botto come preso da una scossa. -insomma cosa mi volevi dire?-
-niente in particolare, volevo solo fare due passi con te- lo guardai sospettosa.
-si può sapere perché fai sempre la diffidente? Non ti voglio mica fare male!- mi mise una mano sulla spalla -non sono affari che ti riguardano, sono così e basta-
-perché non ti lasci un po' andare, potremmo essere amici-
-non capisco da dove viene di botto tutto questo interessamento nei miei confronti-
Adesso anche l'altra mano era sulla mia spalla e sentii chiaramente la puzza di alcool che aveva addosso -oh andiamo Eloise! Sei sempre così scontrosa e così acidaaa!- era ubriaco, ora ne avevo la conferma, fece uno strano sorriso -Thomas per favore lasciami, sei troppo ubriaco-
-io non sono ubriaco, ok?- urlò e si mosse barcollando verso di me.
-Thomas, lasciami!-
Stava per dire qualcosa quando una mano si fissò attorno al suo polso sinistro. Quasi gridai per lo spavento.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro