Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 17

Non sapevo cosa fare. Lui si avvicinava sempre di più. Distogliere lo sguardo dal suo era praticamente impossibile, quasi mi specchiavo nelle sue pupille. Mi iniziai ad interrogare su come evitare proprio quello che stava accadendo, quando sentii una voce chiamarmi, proprio vicino a me, alla mia destra. Thomas si girò quasi infuriato. Mi voltai e vidi William.

-scusa amico, stavamo parlando. Puoi tornare dopo?- disse Thomas a denti stretti.

-me ne ero accorto. E te lo puoi anche scordare. Io ho bisogno di parlarle adesso, quindi non metterti in mezzo- la sua voce era dura.

-altrimenti?- stavano davvero per fare a botte per chi voleva parlare prima con Eloise Anderson? No, ok. Avrei voluto ricordargli che non siamo in un film, ma non mi sembrò il caso di intervenire.

-devo ricordarti cosa è successo l'ultima volta?- William sorrise sfidandolo, e Thomas abbassò la mano che aveva sul mio volto.

William sorrise vittorioso e subito dopo si fece serio. Senza guardarmi mi prese per il braccio e mi costrinse a seguirlo. Sembrava la presa che mia madre usava quando ero piccola ed eravamo in pubblico per portarmi da qualche parte a sgridarmi.
Andai addosso a troppa gente, tanto che, uscita dalla folla, avevo l'altro braccio dolorante per tutte le botte che avevo preso.

-dove stiamo andando?- urlai per sovrastare la musica, ma lui non mi rispose.

Guardandolo da dietro notai che aveva delle spalle enormi, lo sapevo già, ma in questo momento avevo un'altra visuale, e sembravano immense. Con i tacchi riuscivo ad arrivargli leggermente sopra la spalla, la differenza di altezza è sempre stata qualcosa di positivo per me. Quella sera aveva i pantaloni neri e strappati del primo giorno di scuola, una maglietta grigio scuro leggermente lunga e sopra il giacchetto di pelle, anche se il modello mi parve leggermente diverso dal solito.

Passammo tutta la sala dove la gente saltava e nonostante qualcuno lo chiamasse per incoraggiarlo a ballare, lui neanche li degnava di uno sguardo. La sua mano attorno al mio braccio, proprio sopra il gomito, era stretta, ma non faceva male, sembrava quasi delicata. Aveva lunghe dita sottili, ma muscolose. Sul dorso della mano c'era qualche vena che si notava per il suo spessore.
Superammo qualche altra persona, mentre cercavo di liberarmi dalla sua presa invano. Arrivò all'ingresso, aprì la porta e ci ritrovammo nel giardino, a parte qualche ubriaco a terra a dormire più lontano, non c'era nessuno. Mi mise con le spalle al muro di siepe che faceva da recinto della casa.

-cosa cavolo ti è preso?- mi urlò contro. Adesso quella che si comportava da svampita ero diventata io? Questo ragazzo non faceva che confondermi, per non parlare dei suoi comportamenti. fino a meno di un'ora fa mi sgridava per aver giocato a biliardo con altri e con lui, mentre ora mi urlava contro di punto in bianco. Era la persona più lunatica del mondo.

-Cosa cavolo mi è...- stavo per finire di citare la sua frase, ma poi partì con la mia -stai scherzando vero? Non sono io quella che prima quasi ci prova, poi fa una scenata per non farti giocare a biliardo, e poi ti trascina via da una festa con un diavolo per capello- alzai anche io la voce, ero stufa di fare la debole, io non ero così.

-tu non capisci- ecco l'unica cosa che non poteva dire.

-io non capisco?- sorrisi amaramente.

-stammi a sentire- lo interruppi senza pensarci due volte, nonostante la sua voce si era addolcita.

-no, tu stammi a sentire. Sei la persona più lunatica che io abbia mai conosciuto! Ti rendi conto di come la nostra relazione sia andata avanti? Ti sei mai fermato a pensare a quello che mi hai fatto? Prima di te la mia vita era normale, ero una normalissima tristissima adolescente che andava avanti con la sua vita tranquillamente. Poi tu sei entrato in quella maledetta classe, e hai iniziato a fare di tutto affinché io ti notassi, affinché io perdessi la testa per te!- stavo urlando come una matta, stavo dando sfogo a tutto quello che avevo sempre pensato, ma che non avevo mai avuto il coraggio di dirgli in faccia, forse per la paura di quello che poteva succedere dopo. Forse perché dopo che avrò finito la mia sfuriata, lui mi manderà al diavolo e mi estranierà per sempre dalla sua vita. Misi le mani davanti a me -tu... TU dopo avermi illusa clamorosamente cosa fai? Mi pianti in asso e ti inizi a fare una ragazza qualunque cercando di allontanarmi il più possibile da te, e poi? Quando finalmente stavo andando avanti con un'altra persona che mi avrebbe trattato come se fossi la sua unica ragione di vita tu ti immischi di nuovo? E poi osi anche dirmi che non ti capisco? Cosa ti dice la testa?- gesticolavo freneticamente, era un mio difetto di quando perdevo la pazienza. -sai una cosa? Se davvero non capisco, perché allora non mi spieghi?-.

William si passò una mano fra i capelli e così facendo abbassai leggermente la guardia, era sempre così, involontariamente riusciva sempre a colpirmi, con il più stupido dei gesti.

-Davvero lo avresti baciato?- la sua voce era calma, e rilassò lievemente anche me.

-è questa l'unica cosa che ti viene in mente dopo-- stavo di nuovo alzando la voce.

-Rispondimi- mi interruppe. I suoi occhi in quel momenti quasi trasparivano risentimento e incertezza, debolezza e tristezza. Non lo avevo mai visto così, ma non intendevo arrendermi, finalmente stavo per ottenere una risposta a tutte le mie domande.

-No- risposi d'istinto, e vidi una luce di quasi vittoria nei suoi occhi -voglio dire non lo so, ok? Sarebbe stato il mio primo bacio. Io non lo so. Non so neanche perché te lo sto dicendo!- bene, ora se ne sarebbe andato, dopo aver scoperto che sono praticamente ancora una bambina, non aveva più motivo di restare.

-Da quanto pensi tutto quello che mi hai detto?- non riuscivo a seguire il suo percorso mentale, con tutte quelle domande dove voleva arrivare?

-Da... da un pò- incrociai le braccia. Lui sembrò riacquisire tutta la sicurezza che aveva prima, e abbassai leggermente lo sguardo.

- E perché me lo dici solo ora?- fece un piccolo passo verso di me.

- Perché... io avevo paura- il suo passo verso di me mi aveva calmato nuovamente. Mi morsi il lato del labbro inferiore. Ero pronta a dirgliene di tutti i colori, e invece stavo per dire le uniche cose che non avrei dovuto. Mi guardò come ad incitarmi a continuare -avevo paura delle conseguenze, perché io a differenza tua ci penso. Avevo paura che una volta dette tutte quelle cose, tu avresti fatto dietro front e mi avresti lasciata qui, senza risposte. Avevo paura che quello che avevamo ancora, qualcosa di debole e usurato, stesse per svanire. Avevo paura che il sottile filo che ancora ci univa si sarebbe rotto del tutto. Avevo paura di perderti, dopo tutto quello che ti ho detto, temevo che di noi non sarebbe rimasto più niente, se non qualche sguardo rubato. Avevo-- mi mise le mani sulle guance e con le dita asciugò quelle poche lacrime, che senza accorgermene, si stavano facendo strada sul mio viso. -Perché sei ancora qui?-.

Mi guardò negli occhi ed eliminò lo spazio che rimaneva a dividerci abbracciandomi così forte che mi sembrò quasi di sciogliermi. Era tutto così familiare, il suo strano profumo di muschio e rose. Quando le sue dita toccarono il sottile strato di pelle scoperta della mia schiena, tra la maglietta e la gonna, di nuovo una sensazione di caldo e freddo allo stesso tempo mi invase. Mi sentivo come se, nonostante tutto quello che mi aveva fatto, quello fosse l'unico posto dove potevo essere realmente al sicuro.

-Mi dispiace così tanto Eloise... io non pensavo che ne avresti sofferto così tanto-

-è esattamente quello che intendevo prima quando-- mi interruppe stringendomi ancora più forte.

- Quello che ho fatto è stato unicamente per...si, per cercare di allontanarti, pensavo che così facendo- abbassò leggermente la voce, in modo che solo io potessi sentirlo- i demoni non ti avrebbero più perseguitato, ma mi sbagliavo. La verità è che con Molly è tutta scena, niente di quello che hai visto è reale, avevamo una sorta di patto- lo sentii sospirare -non mi avevi perso e non mi perderai Eloise, te lo prometto.-.

Mi allontanai da lui sciogliendo quell'abbraccio che sembrava carico di passione -sai credo di star per dire la cosa più imbarazzante del mondo, almeno per me- sorrisi leggermente mordendomi il labbro inferiore e lo guardai negli occhi. I ricci gli ricadevano leggermente sulla fronte incorniciandogli il viso, le sue labbra erano leggermente socchiuse, e i suoi occhi erano fissi su di me. Gli stessi occhi che da tanto sognavo di avere addosso, quegli occhi del colore dell'oscurità più profonda, ora che li guardavo mi sembrava quasi di specchiarmici dentro, mi sembrava quasi di vedere la mia stupida faccia imbarazzata. I suoi occhi erano intensi e mi sembrava quasi che in quel momento mi stessero scavando dentro, mi stessero spogliando e guardando in profondità, in luoghi della mia mente dove neanche io osavo addentrarmi.

-hai presente quando ho detto che hai tentato da subito in tutti i modi di farmi perdere la testa per te?- lui annuii -credo di essere del tutto impazzita per colpa tua, perché ora il mio cuore se potesse uscirebbe dal petto- sorrisi e lui mi prese la mano e la mise sul suo petto premendola. Mi sentii arrossire, ma per fortuna era scuro e probabilmente William neanche lo notò. Sentii i suoi muscoli irrigidirsi quando la mia mano toccò il suo petto, e poi il suo cuore battere forte almeno quanto il mio.

- Credo di capire cosa intendi- disse con voce profonda, incurvandosi lentamente verso di me. Poggiò la sua fronte sulla mia e sentii i suoi ricci solleticarmi il viso. Fu tutto molto veloce, anche se mi sembrò di viverlo al rallentatore. Si avvicinò ancora di più e le sue labbra furono sulle mie. Chiusi istintivamente gli occhi. Una strana sensazione si fece strada nella mia pancia e anche nel cuore che accelerò leggermente. La mia mano destra era ancora sul petto di William e potevo sentire che anche il suo cuore batteva forte e veloce. Le nostre bocche danzavano in un ballo a me estraneo, ma il più emozionante mai ballato. Sembrava che tra di noi un fuoco da tempo acceso si stesse aizzando. Ecco il motivo per il quale custodivo il mio primo bacio, era un qualcosa che avrei dato a qualcuno che riusciva a farmi provare qualcosa anche quando non mi baciava, anche quando mi faceva ridere, o litigavamo, o che mi trasmetteva qualcosa grazie solo alla sua presenza. William era esattamente così, con lui non importava cosa stessi facendo, riusciva sempre a farmi provare qualcosa. Il nostro bacio sembrava interminabile. La sua mano destra si fece strada fra i capelli, facendomi rabbrividire, mentre la sinistra che prima era sulla mia, ancora fissa sul suo petto, si posò sulla mia guancia destra, quella stessa mano mi scostò i capelli e passò sul collo per poi staccarsi di scatto. William si allontanò gemendo per il dolore.

-cosa...? Che è successo Will?- gli presi il volto fra le mani.

-io... non lo so. è stato quando ti ho toccato il collo.- Abbassai le mani e William mi voltò il viso leggermente dalla parte opposta.

-Will... che c'è? Che è successo?- mi iniziai ad allarmare quando guardai la sua faccia seria e preoccupata.

-Eloise, da quanto hai questo segno?- indurì la mascella. Poi ricordai tutto. Intendeva quello che mi era comparso in seguito quell'incubo in cui affogavo.

-io... da un po'- guardai dall'altra parte vergognandomi di essermi dimenticata di dirglielo, ma le cose stavano andando storte, e non potevo presentarmi da lui e raccontargli dei miei incubi.

-questo è il secondo vero?- annuii -dov'è l'altro?- allungai la gamba e alzai la gonna giusto affinché si potesse vedere il primo simbolo forgiato nel bagno della scuola. -immagino il motivo per il quale non mi hai detto nulla-

-già, oltretutto credevo di essere pazza...- sorrisi imbarazzata per cercare di alleggerire l'atmosfera e abbassai la gamba.

-Eloise, è meglio se andiamo a casa tua. Non voglio spaventarti, ma ho già visto quei segni e non sono nulla di buono. ti terrò d'occhio io. Sempre.- era determinato, significa che la cosa era più preoccupante di quanto immaginassi.

-se stai cercando di non spaventarmi, stai fallendo miseramente-

-non importa dobbiamo andare via, adesso!- mi prese per mano, anche se un gesto portato dalla preoccupazione, mi provocò dei brividi.

-devo prima avvertire Lily e prendere la borsa- sbuffò ed entrammo, sempre mano nella mano. Stavo per andare dove c'erano Lily e John, ma probabilmente sarebbe stato meglio evitare, o avrei dovuto darle spiegazioni, cosa che non potevo assolutamente fare.

Ci fermammo nell'ingresso e iniziai a cercare la mia borsa in tutto quel casino che c'era. Una volta trovata, alzai lo sguardo e davanti a me vi era Thomas.

-Eloise te ne vai di già?-

-si, scusami, ma mia madre sta avendo problemi con la macchina e... è meglio che vada- non gli diedi il tempo di rispondere che ero di nuovo con William. Lui si girò e vedendo Thomas gli lanciò un'occhiataccia. Fece intrecciare le mie dita con le sue ed andammo nella sua macchina.

Solo in quel momento mi resi conto di quanto la temperatura si fosse abbassata e istintivamente incrociai le braccia. William si voltò verso di me.

-perché non sei andata da Lily?-

-avrebbe fatto troppe domande, e non sono brava a mentire con lei.- sorrisi amaramente, mentre William mi porse la sua giacca di pelle che mi posai sulle spalle. Mi sentivo tornata ai vecchi tempi. (Seafret - Bring me the horizon)

William guidò fino a casa mia e una volta arrivati ci accordammo affinché lui entrasse dalla finestra della mia camera. Se mia madre fosse stata in casa e avesse visto un ragazzo entrarvi di tarda sera, non l'avrebbe presa affatto bene.

Entrai a casa e la vidi stesa sul divano con la televisione accesa, quando mi avvicinai notai che si era addormentata. Probabilmente stava aspettando me. Spensi la televisione, la coprii con la coperta che tenevamo sempre in sala e le lasciai un bacio sulla fronte. Salii le scale e aprii la finestra. mi voltai per levarmi la giacca di William e posarla sulla sedia. Quando mi girai era dentro la mia stanza e sussultai leggermente.

-scusa- si mise a ridere William.

-non ci sono ancora abituata. Vado a cambiarmi- detto ciò andai in bagno e indossai il mio enorme pigiama intero celestino a poise bianchi. Non mi sarei fatta vedere nuovamente con la mia altra tenuta da notte, decisamente.

Ritornai in camera e lo trovai a curiosare tra i miei CD. Mi stesi di lato nel letto e lo iniziai a guardare. Era di spalle a me e osservai ogni suo movimento.

-Lana del Rey, Seafred, Guns n' Roses, Coldplay... non ti facevo così sofisticata, abbiamo più o meno gli stessi gusti.- si girò a guardarmi con il sorriso, e il suo sguardo sembrò addolcirsi. Si avvicinò e si stese supino di fianco a me.

-Quali ti piacciono di più?-

-Guns n' Roses, Coldplay, Green Day, Seafred...- si voltò a guardarmi, e restammo così qualche attimo, a perderci nei nostri stessi sguardi.

-Will, cosa significano i simboli che ho?-

La sua espressione si fece seria -spero di sbagliarmi... ora dormi ok?- annuii e chiusi gli occhi poggiandomi sul suo braccio, mentre lui si girò verso di me. Mi iniziò ad accarezzare delicatamente i capelli e mi addormentai come quando Will entrò nella mia vita, all'improvviso.

>>>>Spazio autrice<<<<

Salve salve salveeee

Come va la vostra estate? La mia alla grande!

Avete visto? Sono riuscita a pubblicare in tempo 😏 e in più questo capitolo è anche più lungo del solito. Dunque dunque, Will ha scoperto i marchi che ha Eloise, cosa accadrà ora? Che cosa comportano?
Volevo mettere una canzone verso la fine, ma wattpad fa i capricci :/ spero nel prossimo di riuscire a mettere un brano😊

Fatemi sapere che ne pensate! Il vostro parere è fondamentale per me!

Commentateeeee

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro