Turbolenza
Quando aprii gli occhi mi accorsi subito che qualcosa non andava.
Alzai la testa curiosa di capire, trovandomi il viso di Mello a pochi centimetri di distanza dal mio.
Stavo per sobbalzare ed urlare per lo spavento, ma il pensiero di Matt che dormiva sereno al mio fianco mi convinse a trattenermi.
-Forza poche storie, alzati. Abbiamo del lavoro da fare- disse senza preoccuparsi di svegliare Matt. Ci voleva di più per svegliare quel ghiro.
Puntai gli occhi sull'orologio a parete e strabuzzai gli occhi.
-Ma sono le cinque del mattino! Si può sapere cosa ti dice la testa?-
-Proprio per questo ti devi alzare. Abbiamo solo una settimana per finirlo e a quest'ora non troveremo nessuno in biblioteca.-
-Certo, perchè le persone normali a quest'ora dormono- ribattei alzandomi dal letto. Ormai tutti i miei buoni propositi di dormire erano andati in fumo.
-Bel pigiamino- commentò Mello alludendo al mio paio di leggins neri e alla maglietta con un panda, che giocava con un cubo di Rubik, che indossavo.
Lo squadrai dalla testa ai piedi cercando anche io un pretesto per prenderlo in giro, ma Mello era perfetto nei suoi jeans neri e nella sua maglietta del medesimo colore. Stupido Mello e stupidi jeans aderenti.
L'infame si era già vestito proprio per non darmi margine per insultarlo a mia volta.
Infilai velocemente le mie pantofole rosse e mi stiracchiai leggermente ignorando il ragazzo che mi fissava sghignazzando.
A quel punto mi ci voleva solo una bella doccia veloce e un cambio pulito.
Prima di andare via mi avvicinai a Matt rimboccandogli le coperte che erano scivolate di lato e lui continuò a dormire senza accorgersi di nulla. Sorrisi leggermente e mi voltai verso Mello che mi guardava senza proferire parola.
Non era il tipo più amabile ed amichevole del mondo, ma non si era mai permesso in anni ed anni che mi vedeva sgattaiolare nel letto di Matt di fare commenti o battutine. Per questo gli ero grata.
-Vado a darmi una sistemata. Ci vediamo tra quindici minuti in biblioteca?-
-Okay. Ma che non siano più di quindici minuti, perchè non ho voglia di aspettarti in eterno.-
Alzai gli occhi al cielo e abbandonai la stanza con la testa piena di domande.
Scivolando sotto il getto della doccia non riuscivo ancora a liberarmi da alcune domande che mi perseguitavano da un po'. Come mai io e Mello non eravamo mai riusciti a legare? Passavamo molto tempo insieme grazie alla nostra amicizia in comune con Matt, ma mentre sia io che lui avevamo un ottimo rapporto con il ragazzo malato di videogame noi ci eravamo limitati a tollerare la presenza dell'altro senza mai approfondire il rapporto.
Mentre mi insaponavo ripensavo a tutte le giornate passate a studiare insieme a loro e a tutte le volte in cui avevo parlato tantissimo con Matt, scambiando a malapena una dozzina di parole con lui o a tutte le volte che sgusciavo nella loro stanza a qualsiasi ora del giorno e della notte scambiandoci giusto un saluto. Era mai possibile passare così tanto tempo con una persona senza mai diventarne amica?
Solo in quel momento mi resi conto che Mello era stato sempre presente nella mia vita più di quanto credessi. In un modo o nell'altro sentivo di provare dell'affetto per lui nonostante le poche occasioni in cui avevamo cercato di socializzare in qualche modo.
Forse questo era il momento giusto per colmare anni e anni di quasi indifferenza reciproca.
La decisione fu decretata nell'esatto momento in cui chiusi la manopola dell'acqua. È saputo e risaputo che le più grandi riflessioni e decisioni si prendono sotto la doccia e prima di addormentarsi. Almeno nel mio caso era sempre stato così.
Sgattaiolai velocemente in camera indossando un paio di jeans chiari e una maglietta bianca semplice. In testa infilai il solito berretto rosso che di solito toglievo solo per dormire, quando bisognava lavarlo e quando mi facevo la doccia. Era il mio marchio di fabbrica e non me ne separavo quasi mai.
Col fiatone arrivai in biblioteca allo scadere dei quindici minuti, con lo zainetto sulla spalla e il libro che avevo iniziato la sera prima sotto braccio.
Mello era già lì che sfogliava annoiato un libro, mentre con l'altra mano teneva su una tavoletta di cioccolata.
Presi posto davanti a lui senza che neanche alzasse lo sguardo.
-Ehy, Mello...-
-Che vuoi?- domandò continuando a leggere senza prestarmi attenzione.
Repressi la voglia di mollargli un pugno sul muso. -Ti sei mai chiesto perché io e te non siamo mai diventati amici?-
-Francamente sono altre le mie priorità nella vita.-
-Okay come non detto, lascia perdere- brontolai cominciando a leggere.
Passammo qualche secondo in silenzio e poi parlò di nuovo. -Forse perchè tu non mi hai mai dato confidenza.-
-Sei tu che non me ne hai mai data- ribattei scandalizzata.
-Ti dico che ti sbagli. Quando eravamo più piccoli ci ho provato, ma poi mi sono arreso quanto ho compreso la reale grandezza della tua più completa indifferenza- confessò guardandomi fissa negli occhi. Per la prima volta non vi lessi dentro sfida o rabbia, solo sincerità.
Cercai di ripercorrere a ritroso la storia della mia vita e solo allora compresi tutto. Rividi una piccola me parlare fitta, fitta con Matt senza rendermi conto che Mello cercava di inserirsi nella conversazione, Mello che mi chiedeva se mi ero fatta male quella volta che cadendo dall'altalena mi ero sbucciata il ginocchio, ma io lo avevo ignorato per correre piangente tra le braccia di Matt, Mello che mi lasciava sempre scegliere per prima nella scatola dei giochi e Mello che mi suggeriva durante la lezione di biologia quella volta in cui non ricordavo la risposta, facendolo passare per un caso. Con un salto temporale arrivai al momento in cui Mello smise di cercare di introdursi nella conversazioni limitandosi ad ascoltare in silenzio mangiando il suo cioccolato, ma che nonostante tutto continuava a svegliarmi la mattina quando mi rifugiavo nel letto di Matt e nessuno dei due sentiva la sveglia e sempre lui che mi guardava fisso e deciso ogni volta che ridevo e scherzavo col suo amico senza mai badare a lui.
La consapevolezza fu una frustata per me. Non mi ero mai resa conto per davvero di tutti i tentativi che il ragazzo aveva fatto negli anni per stabilire un rapporto di amicizia con me ed ero cresciuta considerandolo freddo ed indifferente. Solo in quel momento capii che la vera persona fredda e indifferente ero sempre stata solo e solamente io.
Il libro che tenevo tra la mani mi cadde a terra e notai la sorpresa negli occhi del ragazzo davanti a me.
-Io... mi dispiace così tanto- dissi, senza riuscire a frenare le lacrime che iniziavano ad affollarsi nei miei occhi. Lui mi guardò confuso per qualche istante per il mio cambio repentino di umore, ma poi sembrò comprendere.
-Guarda che non serve piangere. Ormai è andata.-
-No che non è andata- dissi abbandonando il mio posto per posizionarmi davanti a Mello, una volta fatto il giro del tavolo.
Mi venne naturale prendere una delle sue mani tra le mie e di abbassarmi alla sua altezza, dal momento che era ancora seduto. Lo notai trasalire leggermente al contatto, probabilmente non abituato a così tanta spavalderia da parte mia.
-Mello, io non mi sono mai resa conto dei tuoi tentativi. Sono stata così stupida- dissi stringendo forte la sua mano. Era grande e calda, trasmetteva così tanta sicurezza.
Il ragazzo si limitò a fissarmi senza dire niente. -Credi che io e te potremmo recuperare?-
Non mi meritavo un'altra occasione, ma mi affidavo a qualche strano moto di gentilezza da parte di Mello.
Lui mi sorprese alzando le spalle. -Credo che potremmo tentare. Basta che adesso però ti muovi a finire di leggere quel libro, abbiamo del lavolo da fare.-
Sorrisi e mi asciugai gli occhi col dorso della mano, trattenendomi dalla voglia di abbracciarlo. Era ancora troppo presto per cose simili, mi avrebbe sicuramente strangolata.
Tornai al mio posto più serena che mai, pronta per buttarmi a capofitto sul lavoro.
Prima di farlo, però, gettai un ultimo sguardo su Mello, che leggeva di già il suo libro con una maschera impassibile incollata sul volto come se nulla di tutto quello appena successo fosse mai accaduto. Mello era fatto così ed ormai iniziavo a capirlo, nascondeva le sue emozioni dietro ai suoi occhi glaciali e alla sua faccia impassibile, ma anche lui aveva dei sentimenti. Bisognava solo avere la pazienza di tirarli fuori.
Fissai le sue mani sfogliare le pagine ed i suoi occhi scorrere sulle parole per un tempo che mi sembrò durare all'infinito e allo stesso tempo neanche un istante, capendo che mi ero messa in qualcosa di più complesso di me, ma che al tempo stesso mi rendeva felice.
Sorrisi di nuovo e tornai a guardare il mio libro. Ero pronta per la pagina 394.
Erano passate due settimane e tutti nell'istituto fremevano più che mai.
Era arrivato il giorno di sapere chi tra le coppie aveva svolto il lavoro migliore.
Io e Mello, come tutti gli altri avevamo consegnato il lavoro una settimana prima lavorando giorno e notte senza sosta.
Alla fine il nostro lavoro era risultato breve ma approfondito. Io ero molto soddisfatta mentre Mello non aveva fatto altro che borbottare sostenendo che potevamo fare di meglio.
Probabilmente non avrebbe retto a un'altra sconfitta da parte di Near.
Il ragazzino in questione aveva continuato a lavorare sempre da solo al progetto, a qualche tavolo di distanza dal nostro. Pamela non si era mai presentata e da come avevo saputo non aveva contribuito per niente al progetto, lasciando sulle spalle di Near tutto il lavoro.
Normalmente ne sarei rimasta dispiaciuta, ma sapevo che il ragazzino non aveva dato nessuna importanza alla faccenda. Era abbastanza geniale da fare un lavoro eccellente da solo.
La notizia sarebbe stata data durante la prima ora di lezione di criminologia del giorno, a cui io fortunatamente avrei partecipato insieme a Mello e Matt. Anche Near sarebbe stato presente a lezione.
Quelli che erano in altre classi avrebbero ricevuto la notizia per passaparola.
Quel giorno presi posto nel mio solito banco in terza fila al centro, mentre Matt e Mello si appropriarono di due posti in fondo alla classe a sinistra. Near occupò tranquillamente la prima fila in un posto abbastanza isolato.
Mrs Myers arrivò come sempre puntuale iniziando subito la lezione, senza accennare niente sul progetto. Impiegò qualche secondo per placare i brontolii prima di iniziare a spiegare in modo fluido, promettendo che l'annuncio sarebbe arrivato a fine lezione.
Passai l'ora a prendere appunti e a scambiarmi occhiate complici con Mello. Avevamo sfruttato le due settimane precedenti per stabilire un rapporto sereno e pacifico.
C'era stata qualche difficoltà a ingranare e qualche bisticcio, ma per il resto filava tutto abbastanza liscio. Matt era rimasto sorpreso dalla nostra improvvisa intenzione di fare amicizia, ma ci aveva messo poco per abituarsi all'idea lasciandosi andare a un: "Ce ne avete messo di tempo, brutti idioti".
Linda e Kimiko invece erano al settimo cielo e non facevano altro che riempirmi di domande ad ogni occasione. Per anni avevano ribadito che era troppo strano passare così tanto tempo con Mello senza diventarne amica e adesso che stava accadendo erano euforiche come due dodicenni.
Come promesso, appena terminata la lezione, la professoressa si sistemò gli eleganti occhiali sul naso e si preparò per fare l'annuncio.
-Ho visionato i vostri compiti insieme a Roger ed altri membri del corpo insegnante. E abbiamo stabilito che c'è una situazione di parità tra due gruppi.-
Qualcuno si lasciò scappare espressioni sorprese, gridolini di gioia e scalpiticci generali.
Io incrociai le dita sperando di far parte insieme a Mello di uno dei due gruppi vincenti.
La Myers ci lasciò per qualche secondo nella suspense prima di dire: -Gruppo 9 e gruppo 22, congratulazioni. Avete svolto un lavoro perfetto incarnando perfettamente il tipo di impegno che mi aspettavo e la giusta analisi, per tale meritate entrambi questo riconoscimento-.
Gruppo 9 e gruppo 22. Esattamente il gruppo mio e di Mello e quello di Near e Pamela.
Mi voltai subito verso Mello con il sorriso migliore.
Sorriso che svanì appena lo notai con la testa bassa e le mani strette a pugno sul banco.
Stavo per chiedermi il motivo di tanta rabbia ma ci arrivai immediatamente da sola.
Neanche questa volta era riuscito a battere Near. Lo aveva solo euguagliato e a quanto pare non era abbastanza per lui.
Matt gli disse qualcosa che da quella distanza mi fu impossibile afferrare e Mello si limitò a scuotere la testa senza nemmeno guardare in faccia l'amico.
Solo allora mi accorsi che metà classe mi guardava congratulandosi con me.
Regalai a tutti un sorriso di circostanza, dietro la quale nascosi i miei veri sentimenti e la mia preoccupazione e guardai di nuovo Mello, ancora col capo chino.
Near invece si arrotolava una ciocca di capelli sul dito con indifferenza. Niente sembrava mai turbare quella testa biondo platino.
Appena la Myers ci congedò Mello schizzò via dall'aula senza guardare in faccia nessuno e senza nemmeno aspettare Matt e me.
Io e il ragazzo ci guardammo tristi, consapevoli dei pensieri che adesso affollavano la mente del biondo.
-Vado a cercarlo- dissi. Ma Matt mi afferrò per un polso.
-Non te lo consiglio. In questo momento è furioso e potrebbe reagire in qualsiasi modo, meglio che vada io.-
-Voglio tentare. Dove posso trovarlo?-
-Beh, in genere in casi come questi va a sfogare la rabbia nel giardino sul retro. Dove non va quasi mai nessuno. Ma ti ripeto che te lo sconsiglio.-
-A mio rischio e pericolo- dissi, convincendo finalmente Matt a mollarmi.
TADAN
Eccoci con un nuovo capitolo. Non sono cute i nostri Mello e Red che diventano amici? Piango.
Cioccolatomane ha dei sentimenti. Adoro quello psicopatico malato di diabete fulminante ❤️
Spero piaccia anche a voi, sopratutto in questa storia. Sto cercando di restare fedele al suo personaggio e spero di non averlo stravolto. Chissà...
Sono in ansia, fatemi sapere.
Detto questo direi basta, saluti!
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