Tormenta
Proprio come Mello aveva predetto Near una settimana dopo informò davvero, quello che restava della sua squadra, della possibilità che Mello cercasse di avvicinare uno di loro. Puntando tutto soprattutto su Halle, in quanto l'unica donna e più facile da sottomettere data la sua costituzione fisica e lo svantaggio che aveva rispetto agli altri due.
Il ragazzo mi raccontò tutto, mentre obbligavamo la donna a condurci da Near.
Le mani mi tremavano per l'agitazione di rivedere l'albino e non facevo altro che far scattare preoccupata lo sguardo su Mello, che camminava verso le porte a vetri con una maschera di rabbia feroce stampata in faccia.
Mi aspettavo il peggio da quell'incontro.
Il biondo puntò la pistola alla testa della donna non appena notammo la prima telecamera, sicuri del fatto che Near fosse già lì ad osservarci.
-Ci farà passare secondo te?- domandai.
-Lo farà- rispose Mello, secco.
La testa mi girava per tutte le informazioni che pochi giorni prima Mello ci aveva raccontato.
Kira poteva essere il secondo L ed il nostro prossimo obiettivo era arrivare in Giappone per iniziare con i pedinamenti. Avevamo già una mezza idea su chi cominciare.
Come previsto da Mello ci lasciarono passare ed io puntai subito lo sguardo su Near, rannicchiato al centro della stanza di spalle e apparentemente troppo impegnato a giocare per degnarci anche di un solo sguardo.
-Getta la pistola- urlarono i due uomini di Near, Rester e Gevanni.
-Non solo tu, Mello... anche voi signori... abbassate le armi. Sarebbe inutile far scorrere del sangue- intervenne Near, facendomi gelare sul posto per l'ennesima prova della sua incredibile freddezza e tranquillità davanti alle situazioni più disparate.
-Ma lui ha ucciso tutti i nostri uomini ed assassinato il capo della polizia giapponese- protestò Gevanni, senza abbassare l'arma.
-Non abbiamo nessuna prova al riguardo e per quanto concerne il capo della polizia tutto lascia pensare che sia stata opera di Kira- disse Near -non fatemelo ripetere... il nostro obiettivo è catturare Kira e non otteremo niente uccidendo Mello. In più sarebbe terribilmente scortese puntargli la pistola contro dopo che è riuscito a mettere temporaneamente le mani sul quaderno ed avvicinare Kira prima di noi. Dovremmo mostrargli rispetto, invece...-
Trattenni il fiato alle sue parole e guardai Mello, anche lui leggermente sorpreso.
-Come vuoi- disse Rester abbassando la pistola insieme a Gevanni.
-Ineccepibile, Near- disse Mello, abbassandola egli stesso. Io la mia non l'avevo nemmeno tirata fuori, quindi mi limitai a guardare la scena senza perdermi nemmeno un dettaglio.
Era sempre epico vedere un confronto tra loro due, sembrava uno scontro tra titani.
Quei due erano talmente intelligenti da far impallidire chiunque al confronto.
Insieme avrebbero potuto spazzare via Kira senza nemmeno bisogno di alzare un dito, ma una collaborazione tra i due era impossibile a causa della loro incompatibilità.
D'altra parte erano come due metà della stessa medaglia, due metà che non sarebbero mai riuscite ad accostarsi.
Near si lasciava guidare dalla testa. Le sue abilità deduttive erano mostruose e possedeva un sangue freddo pari solo a quello di L, il ragazzo assomigliava terribilmente al suo predecessore e come lui peccava di una cosa fondamentale: lo spirito di iniziativa.
Il ragazzo era geniale, ma era come un bambino ed aveva bisogno di qualcuno vicino che lo aiutasse per tirare fuori la sua vera forza. Peccava di senso pratico per cavarsela da solo ed inoltre non conosceva le regole base per stare nella società, questo lo portava a perdersi gran parte delle possibilità.
Mello invece era anch'esso incredibilmente geniale, ma si lasciava guidare troppo dal cuore. Non aveva il sangue freddo necessario per restare fermo e si faceva trascinare alla deriva dai suoi sentimenti.
Purtroppo era cresciuto con un profondo senso di inferiorità e quello lo aveva portato negli anni a deformare il proprio animo ed il proprio carattere, finendo spesso col fare casini al solo scopo di soddisfare le proprie manie di esibizionismo. Non sarebbe mai riuscito a operare a mente fredda, in quanto il suo obiettivo primario non era tanto il risultato come nel caso di Near... ma piuttosto il desiderio di schiacciare i suoi avversari ed ottenere il riconoscimento mondiale. Lo spirito di iniziativa di cui peccava Near lui lo possedeva in abbondanza, ma allo stesso tempo non aveva nemmeno una goccia del sangue freddo che invadeva invece le vene di Near.
Mello era cuore, Near era cervello.
Questo li rendeva assolutamente incompatibili alla convivenza. Ed era un vero peccato perché collaborando sarebbero riusciti a sopperire alle carenze dell'altro sprigionando un potenziale sicuramente superiore a quello di L.
Forse L era morto nella speranza di vederli collaborare, seppur con la convinzione che non sarebbe mai successo.
Continuai ad osservarli piena di quei pensieri e mi sentivo nel mezzo. Avevo condiviso tanto con tutti e due al punto da finire con l'innamorarmi profondamente di Mello e provare dell'affetto, sicuramente non corrisposto, per Near.
-Avevi previsto tutto?- domandò Mello al suo rivale.
-Sì, ma non mi aspettavo saresti venuto fin qui- confessò l'altro, senza smettere di darci le spalle -grazie al tuo lavoro mi sono avvicinato a Kira.-
Notai immediatamente lo sguardo di Mello cambiare e ancora prima di poter realizzare lui digrignò i denti.
-Near...- tuonò pieno di rabbia, puntando di nuovo la pistola contro la testa del ragazzo -guarda che io non sono uno strumento per completare il tuo puzzle.-
Rester e Gevanni ripuntarono immediatamente a loro volta le pistole su Mello ed io sobbalzai.
Il biondo aveva davvero la faccia di uno intenzionato a premere il grilletto e la cosa mi spaventò. Stavo malissimo per lui perché solo io riuscivo a percepire la nota di sordo dolore che era trapelata con le sue parole.
Mello era stanco, stanco di sentirsi inferiore, stanco di essere preso in giro dai modi saccenti di Near. L'albino sembrava tanto innocente ma in realtà tutto ciò che diceva era quasi sempre diretto a prendere in giro una persona. Sapeva che quella frase avrebbe sortito un effetto negativo in Mello e per un secondo detestai quel ragazzo tutto bianco di spalle.
-Non me lo faccia ripetere, comandante Rester. Abbassate le armi- disse Near con il suo solito tono freddo e controllato -se vuoi spararmi, spara pure, Mello.-
Il biondo sussultò ed impugnò ancora più saldamente la pistola, avvicinandosi maggiormente a Near.
Non lo tentare, Near. Ti prego... non lo tentare.
Le dita di Mello tremavano per la rabbia e teneva i denti talmente serrati che per un secondo ebbi paura di vederli saltare in aria in decine di pezzi per quanto li stava stringendo.
Feci una mossa azzardata e mi posizionai tra Near e Mello, cercando di far ragionare il ragazzo.
Poggiai cauta una mano sul suo braccio, facendo al contempo da scudo a Near.
Il gesto sembrò far infuriare ancora di più Mello, forse dell'idea che stessi favorendo l'albino a lui.
-Ascoltami, Mello... io sono dalla tua parte, lo sai. Sempre. Ma fidati di me se ti dico che sparando a Near non otterrai niente, faresti solo contento Kira e moriresti subito dopo- gli sussurrai, accarezzandogli dolcemente il braccio per farlo calmare.
Il suo sguardo cambiò leggermente davanti al mio pieno d'amore solo per lui.
Abbassò lentamente la pistola ed io gli strinsi leggermente il braccio per fargli capire quanto immensamente fossi fiera di lui in quel momento.
-Dimenticavo, Near... ero venuto solo per riprendermi la mia foto- disse Mello, subito dopo, ricordandosi il vero motivo della nostra visita.
-Ok- disse semplicemente Near, allungando con due dita l'oggetto richiesto a Mello.
Allungai il collo e notai Mello, bellissimo come sempre, ai tempi della Wammy's House che sorrideva leggermente tenebroso dal giardino dell'istituto. Il retro della foto riportava scritto nella bella calligrafia di Near: "Dear Mello".
Sembrava quasi il titolo perfetto per una storia e forse era il modo di Near per dire a Mello che aveva tenuto al sicuro quella foto consapevole del fatto che il suo rivale sarebbe tornato per riprendersela.
-Non ce ne sono altre copie, ho fatto in modo di non farla riprendere dalle telecamere di sicurezza e sistemato le cose con tutti quelli che ti hanno visto in volto all'istituto. Non dovrebbe essere più possibile adesso ucciderti con il quaderno della morte, ma non posso assicurartelo al 100%- spiegò Near. Tirai un sospiro di sollievo alla notizia, niente per me contava più della vita di Mello.
Inoltre ero molta sorpresa dalla meticolosità dell'albino.
-Near, io non ho nessuna voglia di allearmi con te...- spiegò deciso Mello.
-Questo lo so- rispose Near subito dopo.
-Ma mi scoccia prendere questa foto e andarmene via così. Il quaderno della morte appartiene ad uno shinigami che può essere visto solo da chi tocca il quaderno- spiegò Mello, facendomi sorridere. Ero così tanto fiera di lui in quel momento, tanto fiera.
Rester e Gevanni diedero subito contro a Mello, ma Near li zittì.
-Io ci credo. Che motivo avrebbe Mello di inventarsi una bugia tanto grossolana? Piuttosto avrebbe cercato qualcosa di più credibile-
Mello sembrava compiaciuto e parlò ancora: -Inoltre non tutte le regole sono vere, ma non posso dirti altro-.
Fece per andarsene e tirò fuori una tavoletta di cioccolata. A me dispiaceva andare via così, senza avere la possibilità di dire nulla a Near... ma sarebbe stato inopportuno intromettermi in una conversazione tanto intensa e mi voltai per seguire il biondo.
-Near...- disse Mello, indugiando un secondo.
-Mello...- rispose Near.
-Vediamo chi trova Kira per primo?- domandò Mello, con uno strano sorrisetto sulle labbra.
-Una gara, eh?- domandò Near compiaciuto, mentre notai la sua mano correre ad arricciarsi i capelli.
-Tanto la nostra meta è la stessa, ti aspetterò al traguardo- concluse Mello, prendendomi per un braccio deciso ad andare finalmente via.
Stavamo per uscire dalla porta quando sentii per la prima volta la voce di Near rivolta a me.
-Red, vorrei scambiare due parole con te- disse lui, voltandosi per la prima volta verso di noi.
-Va bene, Near- dissi facendo un passo avanti.
-Potete lasciarci da soli?- domandò, rivolto alla sua squadra -anche tu, Mello- continuò, notando il ragazzo ancora dietro di me.
Mello fece scattare lo sguardo tra me e lui con l'aria di uno che aveva appena fatto la scoperta del secolo e si affrettò a portarmi dietro alla sua schiena, nascondendomi alla vista dell'albino.
-Te lo scordi- gli ringhiò Mello contro, quasi come un cane rabbioso -lei è mia.-
Le sue parole mi fecero arrossire e strinsi leggermente il tessuto del suo cappotto con le dita.
-È tutto a posto, Mello. Lasciami sentire cosa ha da dire- lo rassicurai, cercando il suo sguardo.
-Ti aspetterò qui fuori- bisbigliò lui, uscendo subito dopo Rester, Gevanni e Halle.
Mi avvicinai cauta a Near e mi inginocchiai di fronte a lui, imitando la sua posizione.
-Ti ascolto- dissi, guardando il ragazzo davanti a me. Sembrava cresciuto tantissimo rispetto a quello che avevo lasciato alla Wammy's House 9 mesi prima.
-Shinigami, eh?- domandò lui, arrotolandosi una ciocca di capelli attorno al dito.
-Mi hai tenuta qui per scucire informazioni, forse? Non è da te, Near.-
-No, infatti- disse lui, senza degnarmi di uno sguardo. Era troppo preso a fissare un robot alla sua destra.
Feci strisciare lentamente una mano vicino alla sua e sfiorai leggermente le sue dita. Near portò subito lo sguardo lì soppesando attentamente la situazione, con la faccia di uno che non veniva toccato da tanto, tantissimo tempo. Non mi diede modo di vedere né se disprezzasse e né se tollerasse quel contatto, ma fatto sta che non spostò le dita da lì.
Mi costava ammetterlo ma mi era mancato, era strano per me non vederlo più dopo quattro anni passati a scacciare via la solitudine reciproca. Quella, però, era la prima volta che lo toccavo di mia iniziativa. In passato era successo raramente, ma solo per caso... ad esempio mentre costruivano qualcosa insieme o ci passavamo degli oggetti.
Fu stranissimo per me e forse per lui doveva essere ancora più strano.
Con la mano libera afferrai il robot che fino a poco prima stava guardando e lo fissai, riconoscendolo come il suo preferito.
-Sai, Near... inizio a pensare che tu non debba dirmi assolutamente nulla- constatai, dopo diversi secondi di silenzio. La cosa non mi infastidiva, ma restava comunque una situazione un po' imbarazzante.
-Ti ricordi cosa ti dissi nove mesi fa? L'offerta è sempre valida- disse, improvvisamente.
-Mi stai offrendo di piantare in asso Mello e venire qui? Mi dispiace... ma sai che non succederà mai. Io lo amo, Near- spiegai, sorridendo.
Lui mi guardò, con l'aria di uno che non comprendeva a pieno il significato di quelle parole. L'amore per lui doveva essere un concetto astratto.
-Immaginavo- disse semplicemente lui.
-È un colpo basso questo nei confronti di Mello, lo sai vero?-
-Ciò che conta è il risultato e tu saresti stata utile qui. Sei riuscita a scovare Mello. Nemmeno i miei uomini ci sono riusciti... le sue tracce si erano perse alla Wammy's House. Magistrale, non c'è che dire- disse lui, guardando di nuovo le nostre dita vicine.
-Le tue lodi non mi convinceranno, Near. Anche se mi ha fatto piacere rivederti- dissi, facendo scorrere di più la mia mano sulla sua. Arrivata completamente su la strinsi per un secondo o due, sperando di riuscire a trasmettergli un po' del mio affetto con quel contatto. Volevo bene a quel ragazzo e mi dispiaceva per lui, perché non avrebbe mai permesso a nessuno di entrare nella sua vita. Mello aveva me e Matt, lui non aveva nessuno.
Near non si oppose e allontanò la sua mano, lentamente, dalla mia solo dopo qualche secondo. Con quella calma che lo aveva sempre contraddistinto.
-Spero di rivederti un giorno- gli dissi infine, voltandomi per l'ultima volta a guardarlo.
Non ne ero sicura, ma chiudendo la porta mi sembrò di sentire il sussurro di un: -Anche io-.
-Cosa voleva?- domandò Mello, senza darmi nemmeno il tempo di avvicinarmi a lui.
-Augurarmi buona fortuna, adesso andiamo forza- gli dissi, prendendolo per un braccio.
Passammo davanti a Rester e Gevanni che non ci risparmiarono uno sguardo ostile, ma non badammo a loro e li superammo.
-Pensi che io sia uno stupido? Ho visto il modo in cui ti guardava- disse lui.
-E in che modo mi guardava esattamente? Sentiamo- domandai, una volta fuori dalla struttura, incrociando le braccia al petto.
-Come uno che moriva dalla voglia di tenerti lì con sé per sempre- rispose lui.
-Non essere sciocco, Mello. Sì... mi ha offerto di restare lì ma questo non spiega niente. È di Near che stiamo parlando. Sei sicuro che stiamo parlando dello stesso ragazzo? La tua gelosia è riposta inutilmente, lui sarebbe l'ultima persona al mondo da cui dovresti guardarti le spalle. Lui non prova nulla, ecco come stanno le cose- gli spiegai con calma.
Mello iniziò a camminare lasciandomi indietro ed io mi affrettai a corrergli incontro, forse mi comportavo come un cagnolino ammaestrato ma non mi interessava.
-Io appartengo a te, Mello. Dal primo momento in cui ho assaggiato le tue labbra, perché ti giuro su tutto quello che ho che nessun sapore potrà mai essere buono come il tuo. Voglio solo te, solo te... per tutta la vita. Io ti amo così tanto- gli sussurrai, prendendo il suo viso tra le mie mani. Lui mi fissò per qualche secondo e, leggendo solo la più profonda sincerità nel mio sguardo, finalmente mi baciò.
Mi aggrappai forte al suo collo e mi lasciai stringere dalle sue braccia, perché erano l'unico posto al mondo in cui desideravo stare.
Mello era cresciuto sentendosi sempre inferiore, giorno dopo giorno, e adesso aveva bisogno di essere spesso rassicurato sulle cose.
Non lo dava a vedere ma era molto insicuro, aveva bisogno di certezze ed io ero ben disposta a dargli tutte quelle che voleva, a costo di sembrare sdolcinata. Non mi importava, mi basta vederlo felice.
Proprio come in quel momento.
TADAN
Sono sparita per una settimana, lo so.
La mia giustificazione? Volevo prendermi un po' di tempo per scrivere qualcosa e riorganizzare le idee, ma adesso sono tornata.
Ma in compenso il capitolo è lunghissimo... supera le 2600 parole :)
Siamo a -5 dalla fine della storia e che dire... mi mancherà tantissimo. Davvero tanto.
Detto questo direi basta... saluti ❣️
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro