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Sole


La mia lezione privata di informatica il giorno dopo, seguita da quella di giapponese e psicologia applicata, mi fece quasi pentire di essermi coricata alle tre del mattino passate.
Nell'insieme le lezioni furono interessanti ma faticavo a tenere gli occhi aperti, cosa che di certo non sfuggì al corpo insegnante. Mi beccai qualche richiamo non particolarmente severo e dopo una serie infinita di scuse liquidarono la faccenda credendo che il tutto fosse solamente un effetto della recente commozione cerebrale. Non era vero ma non obiettai, la situazione giocava a mio favore.
Dopo ore e ore infernali di lezioni private finalmente potei tornare nella mia stanza, stanca a tal punto da saltare anche il pranzo.
Dieci minuti dopo ero un tutt'uno con il letto. Mi alzai solo per le lezioni pomeridiane e poi da brava pensionata tornai immediatamente a letto ignorando tutto e tutti.

Dormii tranquilla fino alle due del mattino circa, momento nel quale un violentissimo tuono mi destò dal mio sonno profondo facendomi scattare sull'attenti.
Mi portai le mani sulle orecchie pigiando forte quando un nuovo tuono, troppo vicino al precedente, ruggì talmente forte da far tremare le vetrate.
Arraffai alla rinfusa le pantofole abbandonate sotto al letto e un piccolo portachiavi che terminava con una minuscola torcia, non abbastanza forte da illuminare la stanza ma abbastanza da farmi vedere dove mettessi i piedi, dopodiché lasciai la mia camera senza pensarci due volte.
Il corridoio era lugubre e spettrale, come quella notte in cui incontrai Beyond Birthday vagare a tarda notte proprio come me alla ricerca di qualcosa da mangiare. Il pensiero del ragazzo e di ciò che era diventato mi portò ancora più i brividi, soprattutto perché lo avevo conosciuto e perché ci era capitato spesso di condividere alcune nottate pigre in corridoio. Mi voltai a destra e sinistra più volte col timore di vedere il suo fantasma pedinarmi insieme a quello di Alternate e accelerai l'andatura decisa a togliermi di mezzo il prima possibile da quell'inquietante situazione.
Arrivai in prossimità della familiare porta con appeso un cartonato raffigurante una chitarra elettrica nell'esatto momento in cui un tuono, ancora più forte dei precedenti, si fece sentire. Aprii velocemente la porta maledicendola quando protestò cigolando leggermente e spensi la torcia per non infastidire i due ragazzi dormienti. Fatto questo mi avvicinai al letto di Matt e senza tanti complimenti mi infilai dentro rannicchiandomi su me stessa il più possibile per togliere meno spazio al ragazzo rosso. Pochi secondi dopo avvertii chiaramente una stretta decisamente possessiva, troppo possessiva per essere di Matt. Quando infatti mi voltai trovai davanti a me il viso di Mello seminascosto dall'oscurità della stanza.
-Che diavolo ci fai tu qui?- domandai, senza preoccuparmi di apparire sgarbata.
-Quell'idiota si è addormentato sul mio letto e mi ha sfrattato- rispose mollando leggermente la presa. Ne approfittai per sgusciare via dal suo letto perdendomi in una marea di scuse.
-Avrei dovuto guardare prima di entrare sotto le coperte- mi giustificai arretrando di un passo decisa ad andare da Matt. Feci appena in tempo a voltarmi prima di sentire la mano calda e forte di Mello stringere il mio polso.
-Resta- sussurrò semplicemente. Il suo tono era irresistibilmente attraente e malinconico al punto da rendermi impossibile declinare.
Titubante mi rinfilai nel letto dando le spalle al ragazzo biondo, senza avere il coraggio di guardarlo negli occhi. Soprattutto perché iniziavo ad abituarmi al buio e vedevo sempre più chiaramente la sua sagoma.
Sospirai pronta per addormentarmi, ma dopo qualche secondo di silenzio avvertii di nuovo la bocca di Mello parlare a pochi centimetri dal mio orecchio sinistro.
-Perché lo hai baciato?- domandò, alludendo chiaramente a Matt.
-Perché così voleva quello stupido gioco. Come mai me lo chiedi?-
-Non mi è piaciuto per niente vederti baciare un altro- confessò guadagnandosi la mia attenzione. Per istinto mi voltai nella sua direzione decisa a scorgere sul suo viso qualsiasi traccia di scherzo o presa in giro, ma la sua faccia era mortalmente seria.
-Perché ti importa?- domandai stizzita.
-Perché tu sei mia- disse come se fosse la cosa più ovvia del mondo. Non avvertii arroganza nella sua voce, ma piuttosto titubanza mischiata con un velo di sfacciata speranza.
-Putroppo hai ragione- confessai. Era inutile negare, ormai ero sua e di nessun altro.
Mello non perse neanche un secondo per far scontrare le nostre labbra con una passione quasi dolorosa. Non saprei spiegare come, ma dopo pochi minuti lui era sopra di me che mi sovrastava con la sua figura.
Il bacio diventò sempre più famelico e sempre più ingestibile. Avrei dovuto odiarlo in quel momento e invece continuavo a cercare le sue labbra ed a stringerlo a me con quanta più intensità possibile.
Non ebbi nemmeno il coraggio di scacciare le sue mani sempre più sfacciate sul mio corpo, né tantomeno mi allontanai percependo la sua eccitazione.
-Mello- sussurrai quando passò a baciare il mio collo. Percepivo le sue labbra bollenti sulla mia pelle e la cosa mi faceva impazzire.
Portai le mie mani sui suoi capelli stringendoli e spingendo la sua testa verso il mio collo, incoraggiandolo a continuare. Quando Mello iniziò a mordicchiare e succhiare la mia pelle nell'incavo tra spalla e collo mi lasciai scappare un lieve gemito incapace di controllarmi. Quello sembrò far incendiare Mello, portandolo a stringermi a sé con ancora più possessività.
Il bruciore sulla mia pelle mi lasciò intuire che mi stesse marchiando, lasciandomi un segno del suo passaggio che mi sarei portata dietro per diversi giorni. Forse quello era un tentativo per marchiare il territorio e decretare che ero sua.
Una volta soddisfatto del lavoro Mello si staccò tornando sulle mie labbra e scatenando centinaia di brividi sulla mia schiena impossibili da gestire. Quando iniziò a torturare la mia maglietta deciso a toglierla mi decisi fosse giunto il momento, anche se a malincuore, di fermarlo.
-Mello, fermati. Non siamo soli in questa stanza- gli feci notare indicando la figura di Matt addormentato a pochi metri da noi.
Passai diversi minuti a spegnere le sue proteste e finalmente riuscii a metterlo buono convincendolo a dormire.
Lo baciai un'ultima volta assuefatta dalle sue morbide e attraenti labbra prima di decidermi finalmente a dormire.
Solo a quel punto mi accorsi che per tutto il tempo non aveva fatto altro che tuonare ma io non me ne ero curata. L'ennesimo tuono squarciò la pace della notte ma non ebbi minimamente paura. Il braccio di Mello che mi stringeva possessivo contro il suo corpo mi dava un senso di protezione assoluta e il suo respiro caldo sulla nuca era di un tepore terribilmente piacevole. A quel punto comoda e rassicurata finalmente mi addormentai, come mai ero riuscita a fare durante una notte di tempesta come quella.

La mattina dopo quando mi svegliai Mello non era più nel letto accanto a me, ma in compenso c'era Matt che mi fissava confuso sostenendosi il mento tra pollice ed indice.
-Ehm... buongiorno- dissi guardandolo imbarazzata.
-Okay, questa me la spieghi- disse indicando prima me, poi il letto e infine la porta del bagno dove si sentiva il rumore dell'acqua, con cui Mello si stava facendo una doccia, scorrere.
-Ti spiegherei tutto volentieri, ma faccio tardi per la lezione privata di matematica avanzata- risposi col tono più convincente del mondo.
-Normalmente mi fregheresti. Ma so benissimo che per oggi non hai lezione fino alle 9:00.-
Sbuffai esasperata considerando quanto il mio migliore amico fosse effettivamente invadente ed impiccione.
Proprio in quel momento Mello uscì dal bagno con indosso solo un paio di pantaloni neri di pelle e un asciugamano sulla testa con cui si frizionava i capelli lunghi.
Il ragazzo puntò i suoi occhi di ghiaccio prima su Matt troppo vicino alla mia figura e poi su di me e sfacciato si avvicinò allungandosi verso di me per schioccarmi un bacio sulle labbra. Lanciò infine uno sguardo di sfida al suo amico rosso prima di dirigersi verso una cassettiera alla ricerca di una t-shirt da indossare.
Imbarazzata mi sfiorai le labbra consapevole che il gesto non fosse stato casuale. Mello mi aveva baciata perché era geloso di Matt e voleva marcare il territorio.
Il rosso era sbalordito e continuava a fissare il suo amico biondo in ogni singolo movimento che faceva, seguendolo con lo sguardo fino a che non rientrò in bagno socchiudendo la porta.
-Beh, credo che il gesto di poco fa parli chiaro. Quindi state insieme?- domandò con un sorriso canzonatorio sulle labbra.
-No che non stiamo insieme!- esclamai con la voce soffocata e resa stridula dall'imbarazzo.
-Conosco Mello da più tempo di te ed è la prima volta che si comporta così. In genere le sue cose le fa in privato e mai davanti a me o altre persone.-
Alzai gli occhi al cielo, nascondendo quanto in realtà le sue parole mi avessero lusingata e mi allontanai dal letto per sfuggire dal suo sguardo indagatore.
-Io vado a farmi una doccia. Ci vediamo in mensa, ok?-
-Non finisce qui- urlò Matt divertito, da dietro la porta della sua camera che avevo appena chiuso.

TADAN
Eccomi qua.
Ieri ho scritto una marea di bozze, ero parecchio ispirata e spero di procedere velocemente con questa storia.
Mi sembra di avere ancora sei o sette capitoli da parte, se non ricordo male. Sono troppo pigra per controllare adesso 😂
In questo momento sono a lezione, sto facendo psichiatria. Forse potrebbe aiutarmi per capire Mello, lo vedo un perfetto candidato.
Mi sento un po' in colpa a scrivere questo spazio autrice adesso, ma sto comunque ascoltando. È bello riuscire a scrivere, mangiare ed ascoltare la lezione contemporaneamente
Ho scritto troppo mi sa, meglio chiudere.
Saluti!

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