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Saette

Il giorno dopo mi alzai dal letto a mezzogiorno passato, ero rincasata molto tardi e ci avevo messo una vita a prendere sonno, troppo impegnata a decidere cosa fare e come mi sarei comportata quella sera.
Non stavo più nella pelle e mi buttai sotto una doccia che più gelata non si poteva per placare il mio animo bollente.
Passai tutto il pomeriggio ad acconciarmi i capelli e sistemarmi, avevo visto entrare solo donne molto belle in quel covo e non dovevo essere da meno.
Evidentemente le sceglievano bene le prostitute da far entrare e dovevo essere appariscente per essere credibile.
Mi convinsi che fosse solo quello il motivo di tanta premura nel prepararmi, ma sapevo dentro di me che il più grande desiderio fosse quello di lasciare Mello a bocca asciutta e farlo pentire di avermi lasciata indietro quattro anni prima.
Lasciai la piccola stanza del motel in cui alloggiavo a mezzanotte, fasciata nel mio vestito migliore e col cuore che mi martellava nel petto.
Le gambe sembravano di gelatina mentre mettevo in moto la macchina rubata qualche giorno prima, era sempre un rischio andarci in giro ma dentro di me sapevo di doverla usare quell'ultima volta. Con le mani che tremavano ingranai la prima e partii a tutto gas, scalando le marce come una forsennata e sgommando ad ogni partenza. Avevo una fretta maledetta.
Arrivai al covo all'una meno venti e ne approfittai per sistemarmi il trucco, abbandonando il veicolo dieci minuti dopo. Era quello l'orario in cui iniziavano ad arrivare le prostitute.
Arrivavano ogni notte verso l'una ed andavano via per le quattro del mattino.
Era stato così per tutte le notti in cui avevo spiato i movimenti del covo.
Tirai fuori dal bagagliaio il borsone con tutte le mie cose e lo nascosi dietro un cespuglio, constatando che, se fosse andato tutto secondo i piani mi sarebbe servita la mia roba, e senza indugiare iniziai a dirigermi a piedi verso la mia destinazione.
Raggiunsi i due bestioni all'ingresso e lasciai loro un occhiolino ammiccante, i due mi guardarono imbambolati lasciando scorrere i loro occhi su tutto il mio corpo.
Mentre sparivo dietro la porta sentii il solito tra i due mormorare un: -Quella è sicuro per lui-.
Sorrisi e mi incamminai per il lurido e grigio corridoio, guardandomi attorno con circospezione.
-Ciao tesoro- mi disse un uomo sbucandomi davanti -cerchi qualcuno?-
Non mi piaceva per niente il suo sguardo viscido, ma ricambiai comunque il sorriso malizioso che mi stava rivolgendo.
-Mi hanno detto di chiedere di un certo Mello- dissi, fingendomi innocente.
L'uomo sbuffò senza nascondere il proprio disappunto.
-Peccato, ti avrei fatta divertire di più io. Seguimi.-
Feci come mi era stato detto e segui l'uomo lungo quel labirinto di corridoi, scale e stanze, fino ad arrivare ad una stanza più accogliente ed illuminata delle altre. L'ambiente era pieno di divanetti, sedie e computer ed attualmente era occupato da circa quindici persone, tra cui alcune prostitute.
Passai in rassegna tutti e quindici i visi senza tuttavia trovare cenno di Mello o Matt. Mi girai per chiedere informazioni all'uomo, ma proprio in quel momento una figura con un elegante cappotto nero entrò nella stanza tenendo tra le mani una barretta di cioccolata fondente.
Mi cadde quasi la mascella a terra davanti alla visione di Mello esattamente a cinque metri da me. Era cresciuto ed era bello più che mai.
Sentii le lacrime fare a gara per uscire dai miei occhi, ma decisi di darmi un contegno.
Non lo vedevo da quattro anni e non mi sembrava vero averlo lì a pochi passi da me.
-Dwight cosa diavolo fai lì? Non ti avevo messo di guardia in corridoio?- domandò Mello con un tono di voce affilato, il suo sguardo era tre volte più cattivo di quanto ricordassi.
-Beh, sono venuto qui a portarti questa qui. Chiedeva di te e mi sembrava abbastanza smarrita- rispose lui, indicandomi.
Solo a quel punto il ragazzo portò il suo sguardo verso di me e fu palese lo stupore nei suoi occhi.
-Lasciateci soli- disse indicandomi. Tutti nella stanza lo guardono contrariati.
-Ma Mello...- tentò uno.
-Fuori di qui!- urlò Mello, spaventando tutti. La stanza si svuotò non molti secondi dopo.
Restai a fissarlo per qualche momento, senza tralasciare neanche un dettaglio della sua figura. Una parte di me voleva schiaffeggiarlo, l'altra voleva saltargli addosso.
-Che accidente ci fai qui? Come ci hai trovati?- domandò lui, senza avvicinarsi a me.
-Lo sai cosa ci faccio qui- risposi semplicemente. Avevo tante cose da dirgli, ma in quel momento non trovavo le parole.
-Mello, guarda cosa ho trovato- disse Matt soddisfatto, entrando nella stanza con un portatile tra le mani.
Non era cambiato di una virgola, portava ancora una delle sue magliette a righe e i goggles con le lenti arancioni.
Se possibile mi paralizzai ancora di più.
-Matt...- sussurai con un filo di voce.
Il ragazzo portò curioso lo sguardo su di me, sgranando immediatamente gli occhi.
-Red- disse lui di rimando, mollando il computer tra le mani di Mello.
Mi ritrovai le sue braccia attorno al corpo due secondi dopo.
-Matt- ripetei stringendomi forte a lui. Passarono pochi secondi prima di iniziarlo a sentir singhiozzare, non me l'aspettavo una simile reazione ma mi fece comunque piacere.
Lo strinsi più forte a me e lo lasciai sfogare, accarezzandogli i capelli rossi. Mello non ci perse di vista per un istante.
-Come... come è possibile? Anzi no lascia perdere, non mi interessa- disse staccandosi da me con gli occhi lucidi.
Mi guardò dalla testa ai piedi con occhi sognanti.
-Ma guardati, guardati come sei cresciuta- disse afferrandomi una ciocca di capelli -guarda come sono lunghi.-
-Tutto molto romantico, ma adesso basta. Fuori di qui- disse Mello, indicandomi.
Matt si mise tra me e lui aprendo le braccia come a difendermi.
-Assolutamente no, mi hai già convinto una volta a lasciarla andare e ce ne siamo pentiti ogni giorno. Non ti permetterò di farla andare via, lo so che nemmeno tu lo desideri davvero.-
-Fate come vi pare- disse Mello, lasciando la stanza e senza nemmeno degnarmi di uno sguardo.
Matt non perse tempo e mi abbracciò di nuovo.
-Non mi vuole?- domandai staccandomi da lui diversi minuti dopo.
-Oh Red, non è così fidati di me. Non è come credi- rispose lui, accarezzandomi il viso.
-Dove è andato?- domandai.
-Fallo metabolizzare, dagli tempo.-
-Gli ho dato quattro cazzo di anni, non ti sembra molto? Dimmi dove è andato- replicai furiosa.
-Ultima porta in fondo al corridoio- disse lui arreso.
Mi incamminai in fretta e furia verso la direzione che mi aveva indicato incazzata più che mai, non se la sarebba cavata con così poco. Sentivo dietro di me Matt seguirmi, ma non gli diedi peso.
Raggiunsi la porta in questione due minuti dopo, spalancandola come una furia.
Non notai sorpresa sul viso di Mello, ero sicura si aspettasse questa mia mossa.
-Non ti permetterò di fare come fai sempre- gli urlai praticamente in faccia.
-Fare cosa?- domandò lui con tono freddo e distaccato.
-Scappare davanti alle situazioni scomode come un codardo, esattamente come hai sempre fatto- dissi tutto d'un fiato.
Notai i suoi occhi riempirsi di rabbia e le sue mani afferrare il colletto del mio vestito.
-Tu non sai proprio niente- mi sibilò in faccia. Mi scollai le sue mani di dosso, nonostante fosse l'ultima cosa che desiderassi fare e proprio in quel momento Matt entrò nella stanza.
-Perché mi avete abbandonata? E voglio il vero motivo, non quella cazzata che mi avete rifilato quattro anni fa- dissi fredda, guardando prima Mello e poi Matt.
-Per te, per proteggerti- rispose Matt, guadagnandosi uno sguardo velenoso da Mello.
-Proteggermi da cosa?- domandai, lasciando una lacrima sfuggire al mio controllo.
-Da questa vita- rispose Matt indicando l'ambiente attorno a sé -volevamo darti un futuro migliore di questo. Io e Mello sapevamo già che saremmo finiti in un posto simile e non volevamo trascinarci anche te.-
Mi tirai una ciocca di capelli piena di frustrazione, trattenendomi dalla voglia di crollare sulle mie stesse ginocchia in lacrime.
-Io desideravo solo stare con voi, avrei accettato qualsiasi cosa pur di non perdervi. Invece avete preferito escludermi e lasciarmi sola come un cane alla Wammy's house- confessai.
-Noi pensavamo che Linda...- tentò Matt.
-Linda se ne è andata quattro mesi dopo di voi, mi hanno lasciata tutti.-
Il rosso abbassò la testa a terra colpevole, mentre Mello continuò a guardare davanti a sé apparentemente indifferente.
-Eri il mio migliore amico Matt, non contava niente per te la nostra amicizia?- domandai.
-Certo che contava, proprio per questo ho accettato di lasciarti lì. L'ho fatto per te, solo per te, anche se mi sono pentito ogni singolo giorno di quella scelta- spiegò lui piangendo senza alcuna vergogna.
-E tu Mello...- dissi indicando il ragazzo vicino a me -io ti amavo Mello e avrei fatto qualsiasi cosa per te, compreso lasciare tutto e seguirti fino in capo al mondo.-
Lui a quel punto finalmente mi guardò dritta negli occhi dapprima con smarrimento e poi col solito sguardo duro di sempre, mi innamorai per l'ennesima volta di quegli occhi.
Avevo tanta voglia di gettarmi tra le sue braccia e baciarlo, sussurrandogli quanto mi fosse mancato.
Ma non potevo. Avevo una dignità e soprattutto temevo in un suo rifiuto.
Quattro anni erano tantissimi e dubitavo provasse ancora il benché minimo sentimento nei miei confronti. Io invece dal canto mio lo amavo ancora come il giorno in cui mi aveva abbandonata, se non ancora di più.
-Resta con noi- mi invitò Matt tendendomi la mano.
-Sei impazzito forse?- domandò Mello, fissandolo torvo. Si comportava come se io nemmeno ci fossi e la cosa mi feriva non poco.
-Ah, chiudi il becco, Mello- lo ammonì il rosso afferrandomi per una mano.
-Te ne assumerai tu la responsabilità allora, trovale una maledetta stanza-. Sorrisi tra me e me alle sue parole e seguii Matt.
Mi lasciò in una stanza spoglia, ma meno squallida di quello che credevo e poi si allontanò.
Tornò cinque minuti dopo lasciandomi sul letto il mio borsone, appena recuperato sotto mia direttiva e si incamminò verso la porta.
Arrivato sull'uscio però ci ripensò e si tuffò di nuovo tra le mie braccia, stringendomi ancora più forte delle due volte precedenti.
-Perdonami, ti prego perdonami. Ho pensato a te ogni singolo giorno te lo posso giurare, non mi sono mai perdonato per averti lasciata lì.-
-Non hai bisogno del mio perdono Matt, io non ti ho mai odiato. Altrimenti credi che sarei qui?- domandai retorica, strappandogli un piccolo sorriso -il problema sarà Mello, non sembra molto felice di avermi tra i piedi. Non mi aspettavo una festa di benvenuto sia chiaro, ma nemmeno quella reazione così scocciata.-
-Non è scocciato, semplicemente non sapeva come comportarsi e ha reagito così- mi spiegò lui grattandosi la nuca a disagio.
-Lui ha mai tenuto davvero a me, Matt? Almeno un pochino intendo- domandai. Ero pronta a qualsiasi risposta, me ne sarei fatta una ragione.
-Red, Mello ha pianto ogni notte per mesi dal giorno in cui ti ha lasciata lì. Non è mai più stato lo stesso, è diventato più freddo e chiuso in se stesso- mi spiegò lui spiazzandomi.
-Eppure non sembrava- dissi, dopo qualche secondo di sbigottimento.
-Fidati di me, lo vedrai anche tu. Tu sei sempre stata l'unica per lui, te lo posso giurare.-
-Sì certo, ho visto tutte le prostitute che venivano qui ogni sera.-
Matt scoppiò a ridere subito dopo.
-Sei proprio un'ingenua, Mello ne è sempre stato disgustato. Le faceva andare nella sua stanza, le teneva lì per un po' e poi le pagava, allugando sempre qualche banconota in più per farle tacere riguardo al suo completo disinteresse verso di loro. Non le toccava neanche e quelle ragazze accettavano di buon grado dei soldi senza bisogno di fare nulla.-
-E allora a cosa gli servono se non ci fa nulla?- domandai curiosa.
-Per non perdere la sua faccia ovvio, non voleva passare per una femminuccia tutto qua- mi spiegò lui.
Tirai un sospiro di sollievo e mi lasciai cadere sul letto con un macigno in meno sul petto.
-Lo ami ancora, vero?- mi domandò lui, notando la mia reazione e la mia scenata di gelosia.
-Lo amo ancora- risposi semplicemente, stendendomi sul letto.
Matt si limitò a sorridere.
-Matt- lo richiamai, proprio mentre superava la porta.
-Mh?- domandò lui sporgendosi sull'uscio.
-Non mi abbandonerete mai più, vero?-.
-Mai più, te lo prometto- disse chiudendo la porta.
Mi addormentai pochi minuti dopo, felice come mai lo ero stata in vita mia.

TADAN
Allora... che dire?
Vi aspettavate qualcosa di diverso da questo incontro?
Ho cercato di essere fedele al carattere dei personaggi o comunque al modo in cui li ho sviluppati in questa storia.
Cioè onestamente non vedevo credibile un Matt che la ignorava o un Mello che iniziava a saltare con una femminuccia in preda all'euforia... poi non so voi.
Detto questo ho detto tutto.
Saluti!

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