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Pioggia

Hola! Prima di leggere questa storia due precisazioni essenziali:
1- Lo so che Matt non ha i capelli rossi, bensì castani, ma io lo amo troppo versione fan art con quella chioma rosso fuoco e non potevo farne a meno;
2- Altre situazioni si discostano dalla realtà del manga. Caratteri e situazioni potrebbero subire variazioni.

Per il resto... BUONA LETTURA!

^^^^^^^^^

Singhiozzava.
La bambina ormai singhiozzava da ore davanti lo scuro cancello, rannicchiata su se stessa e incapace di fare altro.
E ovunque guardasse c'era solo pioggia.

Dieci anni dopo

-Non capirò mai il bisogno di tutti questi inutili lavori di gruppo- borbottò Linda giocando distrattamente con uno dei suoi codini.
-Non sono poi così male, Lin.-
La ragazza sbuffò fissando i corridoi della Wammy's house, orfanotrofio che da anni raccoglieva giovani geni; nel quale per prepararci al meglio erano stati convocati negli anni famosi insegnanti universitari e personale preparatissimo che tenevano lezioni pubbliche ma soprattutto private, tenendo conto delle potenzialità di ognuno di noi.
-Parli bene tu Red, per te è tutto dannatamente facile qui. Fai parte della cerchia d'oro, la cerchia dei primi in graduatoria da praticamente sempre e senza nessuna fatica.-
Le sue parole non mi colpirono. Ero abituata a frasi di questo tipo e ormai non ci facevo più caso.
Per me era tutto tranne che facile, ma preferivo sempre giocarmi la mia faccia da poker migliore.
Proprio per questo mi limitai a guardare davanti a me persa nei miei pensieri.
Quella mattina era trascorsa come tutte le altre. Era un tiepida giornata di settembre e le lezioni si erano svolte come sempre, se non fosse stato per il lavoro di gruppo che la professoressa Myers ci aveva sottoposto e che aveva fatto brontolare non poche persone. Generalmente erano tutti propensi allo studio, ma nessuno aveva voglia di prendersi subito impegni troppi seri già i primi giorni di ripresa dei corsi.
Le brevi vacanze estive erano ormai solo un vago ricordo per tutti. Dal canto mio non mi importava, adoravo la Wammy's house così come tutti i corsi, era sempre bello frequentarli e aprire sempre di più la propria mente. L'ignoranza mi terrorizzava e più riuscivo ad abbatterne e meglio mi sentivo.
Avvistai da lontano Matt con una delle sue solite magliette a righe e il muso incollato nell'ennesimo giochino sul Gameboy, ogni tanto alternato dalla PSP,  che ormai cadeva quasi a pezzi. Tirai un sospiro di sollievo e ne approfittai per allontanarmi da Linda, ormai diventata più logorroica che mai.
Le volevo bene ma quando iniziava a parlare certe volte non finiva più.
Il ragazzo notò la mia presenza solo quando gli fui praticamente davanti. Mi fece cenno con la mano di aspettare mentre salvava il gioco. Lo guardai pigiare frenetico sui tasti per poi infilarsi l'aggeggio elettronico in tasca in attesa della prossima partita.
Solo a quel punto mi riservò uno dei suoi sorrisi migliori sfilandomi dalla testa il berretto di cotone rosso che ero solita indossare praticamente sempre. Tutti alla Wammy's avevamo le nostre stranezze e il berretto era una delle mie.
Alzai gli occhi al cielo quando il ragazzo sollevò il cappello sopra la mia testa con un ghigno canzonatorio.
-Matt non mi metterò a saltellare come una bimbetta, quindi ridammi subito il mio berretto-. Il mio tono voleva apparire serio ma lui ormai mi conosceva da troppi anni per non individuare quanto in realtà fossi divertita dal suo comportamento.
-Che brontolona, non si può mai scherzare con te. Potresti fare coppia con Mello, sai?-
-Mi domando come ti vengano in mente certe idiozie- mormorai guardando dritta davanti a me.
Proprio come un richiamo il ragazzo biondo in questione sbucò dall'ultima aula in fondo a destra trascinandosi con aria scocciata lungo il corridoio. Notai un lampo di consapevolezza farsi largo nei suoi occhi nel momento esatto in cui individuò Matt esattamente al mio fianco e senza degnarmi di uno sguardo si avvicinò all'amico dai capelli rossi.
Non avevo nulla contro di lui, né lui nulla contro di me. Semplicemente viaggiavamo su binari diversi. L'unica cosa che avevamo in comune era l'amicizia con Matt.
Certo, io vedevo Matt come più di un amico ma nessuno tranne me, Linda e Kimiko lo sapeva. Le due ragazze in questione erano le uniche con cui mi sentivo libera di parlarne apertamente, anche se avevano dovuto tirarmi fuori la notizia con le pinze.
-Mello, ehi- lo salutò Matt rifilandogli una pacca sonora sulla schiena. Il biondo dal canto suo lo guardò con occhi glaciali.
Quei due erano culo e camicia eppure avevano due caratteri completamenti diversi. Matt era sempre allegro mentre Mello al contrario sembrava avercela col mondo intero 24 ore su 24. Alcune volte anni prima lo avevo osservato cercando di psicoanalizzarlo ma poi mi ero arresa all'ennesima occhiataccia che mi aveva rifilato beccandomi per la centesima volta a scrutarlo.
Approfittai della distrazione di Matt per sfilargli il mio cappello che teneva ancora tra le mani e solo in quel momento il biondo sembrò accorgersi della mia presenza. Mi dedicò un cenno del capo a mo' di saluto che io ricambiai allo stesso modo, quello era il massimo della comunicazione che solitamente c'era tra di noi.
-Brrrrr- commentò Matt sfregandosi le braccia con le mani alludendo al nostro essere due pezzi di ghiaccio.
Spintonai il ragazzo che mi piaceva senza smuoverlo di un millimetro e lui per tutta risposta mi rifilò l'ennesimo dei suoi sorrisi gettandomi un braccio sulle spalle e avvicinandomi a sé mentre camminavamo. Alla mia destra sentivo lo sguardo bruciante di Mello sulla mia faccia, feci il pessimo errore di voltarmi nella sua direzione incontrando le sue iridi azzurre che incutevano timore ai ragazzini più piccoli e facevano sospirare le ragazze presenti nella struttura. Non le biasimavo di certo, Mello aveva quell'aria da bello e dannato che non ti lasciava indifferente, Il suo modo di parlare, il suo modo di vestire, il suo modo di muoversi. Tutto di lui faceva impazzire le mie compagne, aveva un non so che di terribilmente sensuale nonostante fosse solo un ragazzino proprio come noi.
Lui ricambiò il mio sguardo con insistenza anche mentre frugava nella sua tasca alla ricerca di una barretta di cioccolata fondente che puntalmente addentò, l'immagine mi bastò per distogliere lo sguardo. Sapeva essero bello anche in momenti banali ed era difficile sostenere il suo sguardo a lungo.
-Allora... in ansia per la pubblicazione delle coppie per il lavoro di gruppo? Hanno detto dopo pranzo giusto?- domandò Matt rivolto ad entrambi.
-No, mi basta non capitare con quell'idiota scolorito- brontolò Mello assestando un altro morso alla sua barretta. Si riferiva chiaramente a Near, la loro rivalità era leggenda nella stuttura.
Secondo me lavorare con lui poteva essere un'esperienza interessante e decisamente proficua a livello intellettuale ma mi tenni il pensiero per me. Conoscevo Mello quel tanto che bastava per capire che si sarebbe infuriato odiandomi per sempre.
-No. Mi va bene capitare con chiunque, purché abbia voglia di fare le cose seriamente. Secondo me tracciare un profilo psicologico dei peggiori serial killer della storia per capire come ragionano può essere utile e sicuramente interessante, ma per sfruttare al massimo l'esperienza serve sicuramente qualcuno che abbia intenzione di prendere seriamente la ricerca- risposi senza emozioni nella voce.
-Ah e comunque sì, hanno detto dopo pranzo- aggiunsi infine.
Mi sentivo un po' apatica quel giorno. Mi succedeva ogni volta che avevo gli incubi, Matt lo sapeva bene e non fece commenti sul mio tono dell'umore visibilmente deflesso e si limitò a dire: -Sei davvero una secchiona. Io sono scocciato invece, pensavo di passare il fine settimana a giocare all'ultimo gioco di Guns battle uscito e invece mi toccherà dedicarmi a un noioso progetto.-
-Ecco, è esattamente con persone come te che spero di non capitare- commentai sorridendo leggermente. In verità avrei dato un rene per passare interi pomeriggi chiusa con lui chissà dove a lavorare al progetto completamente soli, ma era meglio tenermi quel pensiero per me.
Finalmente arrivammo in mensa ed io salutai frettolosamente i due ragazzi avvicinandomi al tavolo dove Kimiko e Linda già mi aspettavano. La prima sfogliava annoiata un libro con una mano mentre con l'altra giocherellava col cibo, mentre Linda era troppo impegnata a sfumare con le dita il colore sull'ennesimo dei suoi meravigliosi disegni per badare al vassoio col cibo accanto a sé ancora intatto. Kimiko mi salutò senza scollare gli occhi dal capitolo mentre la castana mi salutò sollevando una mano impiastricciata di blu e viola. Sempre la solita pasticciona.
Ricambiai i saluti e mi recai a prendere un vassoio color panna per poi mettermi tranquillamente in fila. Non ci volle molto prima di sentire una presenza al mio fianco.
Mello era esattamente accanto a me con la sua solita maschera di indifferenza in faccia, mi voltai a destra e a sinistra ma non c'era traccia di Matt. Lo individuai seduto al suo solito tavolo mentre si dilettava col suo Gameboy col capo chino e la lingua leggermente fuori dalla bocca in preda alla concentrazione.
-Quell'idiota non vuole mangiare, è furioso perchè non riesce a superare un livello-.
Sgranai gli occhi sorpresa. Raramente Mello parlava con me.
-È incorreggibile quello lì.-
-Però gli sbavi dietro, non è così?-
Mi gelai sul posto. Come aveva fatto a rendersene conto? Ero molto brava a nascondere le mie emozioni quando volevo e difficilmente qualcuno riusciva ad intuire cosa mi passasse per la testa, era una delle mie doti che più apprezzavo.
-Certo che ne spari di cavolate tu. Cos'è? L'ennesima tavoletta di cioccolata ti ha intasato il cervello?-
Mello mi guardò ghignando. -Non ti conviene provocarmi, mocciosa.-
-Ho solo quattro mesi meno di te. Non sono una mocciosa-.
Nel frattempo i ragazzi davanti a noi avevano allungato le orecchie credendo di non essere notati. Era palese che tutti cercassero di origliare la nostra conversazione per avere qualcosa di cui chiaccherare durante il pranzo.
-Tu dì pure quello che vuoi, ma tanto lo so io come lo sai tu che ho ragione.-  Chiaramente non si riferiva più al mio essere mocciosa o meno, ma ai miei sentimenti per Matt.
Non ero certamente innamorata di lui, ma sicuramente provavo un sentimento non indifferente.
-Credi pure quello che vuoi. E comunque perchè mi stai rivolgendo la parola? Tutto d'un tratto abbiamo qualcosa da spartire io e te?- Non c'era malignità nella mia voce, né tantomeno arroganza. Solo una piccola nota di insolente curiosità.
-No. È che mi sono reso conto che è abbastanza divertente provocarti.-
-Non sono il tuo nuovo giocattolino, Mello. Trovati qualcos'altro di divertente che non sia io.-
Nel frattempo il mio turno era arrivato e mi affrettai a prendere quello che mi interessava. Volevo solo liberarmi della presenza del biondo in quel momento e di tutti gli sguardi curiosi dei ragazzi che ci fissavano ghiotti di sapere.
Stavo per andare via quando avvertii la bocca di Mello esattamente vicino al mio orecchio sinistro.
-E chi ti dice che io ne abbia voglia? Ormai ho scelto te e sarà davvero uno spasso- soffiò.
Cercai di ignorare la scarica di brividi che il suo alito caldo sul collo mi aveva provocato e mi allontanai in fretta. Non potei, però, fare a meno di notare che profumava di cioccolata. E la cosa mi piaceva.
Presi posto al mio solito tavolo sotto lo sguardo allibito di Kimiko e Linda e quello furioso di tutte le ragazzine che morivano dietro a Mello da anni.
-Che ti ha detto?- domandò Kimiko avida.
-Chi?- domandai facendo la finta tonta.
-Non atteggiarti da stupida, lo sappiamo tutti che non lo sei per niente-.
Il problema di vivere alla Wammy's house era che difficilmente potevi fregare qualcuno. Erano tutti troppo intelligenti per cascare nei tranelli.
Alzai gli occhi al cielo pronta all'interrogatorio più lungo ed estenuante del secolo.
Cercai di sviarmela con un: -Niente di così interessante-.
-Non te la caverai con così poco. Niente che esca dalla bocca di Mello può essere niente di interessante- commentò Linda bisbigliando attenta a non farsi sentire. Lei faceva chiaramente parte del gruppo di persone che idolatravano Mello.
Aveva una cotta stratosferica per un ragazzo di nome Bryce più grande di un anno, ma questo non mi permetteva di scampare ai dettagliati racconti delle numerose fantasie che faceva abbastanza frequentemente su Mello.
Anche Kimiko era affascinata da lui, ma dal canto suo non si sarebbe mai messa con uno come lui. Per lei era dannatamente bello ma freddo come il ghiaccio dentro e le dava quasi i brividi certe volte il suo sguardo.
-Si è accorto che mi piace Matt e la cosa lo diverte. Credo che non mi lascerà in pace per un bel po'. Contente adesso?- confessai sconfitta, addentando con indifferenza la mia fetta di pane che nel frattempo avevo spalmato col formaggio.
Le due spalancarono occhi e bocca.
Poi Linda dopo qualche secondo di silenzio parlò. -No che non sono contenta. Voglio il dialogo parola per parola, con tutti i dettagli e...- Smise di parlare notando il mio sguardo glaciale, che in quel momento non aveva niente da invidiare a quello di Mello.
-Okay, ho capito l'antifona. Niente più domande!- esclamò alzando le braccia e portandosi alla bocca una forchettata di insalata super condita.
Sospirai sollevata contenta di aver chiuso la questione. La storia mi aveva leggermente scombussolata e preferivo dimenticarla il prima possibile.
Linda tornò a dedicarsi al suo disegno così come Kimiko al suo libro e il pranzo si svolse quasi nel silenzio più assoluto. Ma a noi andava bene così, ci bastava sentire la presenza delle altre per stare bene anche senza parlare.
Ero quasi alla fine del mio dolce quando un forte brusio iniziò a diffondersi per la mensa. In molti si alzarono portando di fretta i loro vassoi nel punto di raccolta per poi sfrecciare fuori dalla doppia porta che dava sul corridoio principale.
-Ma che diamine succede?- domandò Kimiko staccando i suoi occhi dal libro, ormai quasi a metà.
-Credo abbiano affisso i nomi per il lavoro di gruppo. Andiamo?- domandai prendendo il mio vassoio, non prima di aver ingoiato l'ultimo boccone di dessert.
Nella mensa eravamo rimaste solo noi tre, qualche altro ritardatario che si affrettava col proprio vassoio e Near, che continuava a montare un puzzle indifferente a tutto. Probabilmente non gli interessava minimamente sapere del suo compagno di gruppo, ma da lui me lo aspettavo. Non parlava quasi mai con nessuno, non aveva amici e passava le sue giornate chiuso nella sua bolla di asocialità. Spesso ero stata tentata di andare da lui per parlargli ma c'era qualcosa in lui che mi destava dall'intenzione, forse la consapevolezza che non mi avrebbe mai dato corda. Non era cattivo, era solo disinteressato verso le persone.
-Muoviti Red- mi esortò Linda strappandomi dai miei pensieri. Volsi un ultimo sguardo a Near che inseriva l'ennesima tessera e mi affrettai.
Faticai a stare al passo delle due ragazze che correvano come ossesse verso la folla che si era radunata davanti alla bacheca con gli annunci. La stessa dove pubblicavano i risultati dei nostri test quasi a cadenza mensile, quelli che proclamavano Near sempre primo e Mello alle sue spalle.
Solo in quel momento iniziai a provare una discreta curiosità. Con chi sarei capitata?
Incrociai le dita e mi apprestai a mettermi in fila in attesa del mio turno per leggere.
Generalmente aspettavamo tutti educatamente e raramente ti beccavi una gomitata o uno spintone. Cercai di sbirciare sui fogli ma da quella distanza vedevo solo una massa confusa di lettere senza senso. Nel frattempo alle mie orecchie arrivavano i commenti abbattuti di chi non era soddisfatto nel proprio partner e di chi lanciava gridolini di gioia convinto del contrario.
Quando arrivò il turno di Matt, poco avanti a me, iniziai seriamente a pregare. Il ragazzo dopo pochi secondi mi sfilò vicino con una faccia che non trasmetteva né  gioia e né tristezza.
-Allora?- domandai curiosa.
-Sono con Linda- mi rispose guardando per un secondo la ragazza in questione alle mie spalle.
-Ah- fu tutto quello che riuscii a dire. Automaticamente pensai a quanto fosse fortunata la mia amica e a quanto si sarebbe scusata con me nonostante non avesse nessuna colpa.
-Per caso hai visto anche con chi sono io?- domandai poco dopo.
-Sì, ma non voglio rovinarti la sorpresa- rispose ridendo sotto ai baffi.
La sua risposta mi faceva solo pensare a una persona ma decisi di ignorare la cosa.
-Ti odio quando fai così, Matt-. Il ragazzo sorrise dandomi una pacca sulla spalla.
-Non è vero, lo so. Detto questo credo proprio che me ne andrò in stanza. Io e te Linda poi ci mettiamo d'accordo per il lavoro, ok?- domandò guardando infine la mia amica.
Lei si limitò ad annuire con la testa visibilmente mortificata. Non era colpa sua e gliel'avrei fatto capire.
Matt con un gesto della mano ci salutò e iniziò ad incamminarsi per il corridoio con passo lento e nessuna apparente voglia di fare nulla al di fuori che buttarsi sul letto per giocare a qualche strano videogame.
-Oh Red, mi dispiace tanto. Io...- iniziò Linda immediatamente, ma la bloccai con un gesto della mano lasciando intendere che andava tutto bene.
-Non c'è problema. Basta che non lo guardi troppo- dissi ridendo e incoraggiando anche un sorriso sulle sue labbra. Kimiko si limitava a guardare le scena divertita.
A quel punto portai di nuovo lo sguardo davanti a me notando subito Mello farsi avanti. Il ragazzo iniziò a far scorrere il suo dito sulla lista soffermandosi circa a metà.
Trovai conferma ai miei dubbi sulla frase allusiva di Matt di poco prima nell'esatto momento in cui il ragazzo si girò cercandomi tra la folla. Non appena i nostri sguardi si incrociarono lui mi regalò un sorriso divertito che assomigliava di più ad un ghigno. A quel punto si allontanò.
-Cosa significavano quello sguardo e quel sorriso?- domandò Linda visibilmente confusa.
-Significa che io e lui faremo coppia insieme e che la cosa lo diverte immensamente- decifrai.
-Oddio non ci credo, che fortuna sfacciata che hai. Tu e Mello soli soletti a lavorare al progetto, sarete sulla bocca di tutte le ragazze- mi sussurrò euforica.
Dietro di lei sentivo le risate sommesse di Kimiko.
-Finitela voi due, non c'è niente di divertente. Sono spacciata- commentai avanzando, anche se ormai aveva poco senso visto che sapevo già con chi ero capitata. Forse aspettavo solo la conferma ufficiale.
-Dimmi... quale parte del lavorare con uno dei ragazzi più intelligenti, capaci e belli della Wammy ti fa sentire spacciata?- domandò Linda.
Ci ragionai. -Beh, messa su questo piano non sembra male. Ma hai visto anche tu il modo in cui mi ha guardata, sembrava portare guai-.
-Ce l'avessi io i tuoi guai- sospirò lei, presa da chissà quale altra fantasia erotica su Mello.
La ignorai e mi apprestai ad arrivare davanti al foglio, dato che il mio turno era arrivato. Mi focalizzai solo sui gruppi che mi interessavano.

Gruppo 5: Matt, Linda.
Gruppo 9: Mello, Red.
Gruppo 15: Kimiko, Akane.
Gruppo 20: Bryce, Iva.

Oh, Linda non ne sarebbe stata affatto contenta. Già me la immaginavo a lanciare per ore insulti a Iva per essere capitata in gruppo con Bryce.
Anche se di fatto né lei e né Kimiko potevano lamentarsi. Matt era una ragazzo geniale e una delle persone migliori sulla faccia della terra a mio parere, mentre Akane era una ragazza molto educata e volenterosa.
Poteva andare molto peggio.
Per curiosità cercai anche il nome di Near.

Gruppo 22: Near, Pamela.

Conoscevo Pamela quel poco che bastava per sapere che era cotta di Mello da tempi immemori e che di conseguenza odiava Near tanto per essere coerente con i pensieri del ragazzo dietro cui moriva. Non nutrivo particolare simpatia per lei.
Near ne sarebbe stato indifferente come al solito, ma mi dispiaceva comunque per lui.
Avrei volentieri barattato con lei Mello per Near. Tanto per il gusto di scampare dalle grinfie del biondo e per avere un'occasione per cercare finalmente di parlare un po' con Near e capirlo.
Mi aveva incuriosito dal giorno del suo arrivo.
Avvistai subito la ragazza in questione parlare con tono visibilmente alterato con una sua amica. Non riuscivo a capire cosa dicesse ma sicuramente nulla di buono. Intercettò il mio sguardo dopo qualche secondo guardandomi con odio, sicuramente incolpandomi di essere capitata in coppia con Mello. Come se la scelta fosse dipesa da me o fosse colpa mia.
Il mio lato da stronza emerse e mi spinse a sfoggiare un sorriso di vittoria e a salutarla con una mano. La ragazza diventò rossa dalla rabbia e si allontanò trascinando l'amica per il polso.
Quanto mi divertivo.

TADAN
Salve! Grazie per aver letto fino a qui. Ho scritto questo prologo diverso tempo fa, ma tra una cosa e l'altra non l'ho mai pubblicato. Consapevole che questa storia non sarà mai un capolavoro spero comunque di avere il vostro sostegno.
Amo il personaggio di Mello dal più profondo del cuore e dedico questa storia a lui, nonostante sia solo un insieme di inchiostro su carta. Non mi interessa. Lui avrà sempre un posto d'onore nel mio cuore.

-Beth-

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