Nubi
Grazie per le 1000 views superate.
Il giorno dopo saltai giù dalla brandina molto presto, troppo eccitata per dormire ancora.
Mi sentivo come una bambina il giorno di Natale.
Mi stiracchiai a lungo, sentendo diverse ossa scrocchiare.
Il materasso era scomodo da far schifo ma non me ne curai più di tanto, avevo dormito in posti ben peggiori nelle ultime settimane.
Decisi di recarmi in bagno per darmi una rinfrescata, ma lo trovai ancora più sporco di quanto lo ricordassi la notte prima e mi ritrovai a storcere il naso. Quel posto aveva bisogno di una bella ripulita
La sera prima avevo adocchiato una sorta di sgabuzzino ed incrociai le dita, spalancandone la porta, non c'era molto ma trovai qualche prodotto per pulire.
Ero sorpresa ma non indagai sulla provenienza, mi bastava averli trovati.
Passai un'ora circa a pulire quel bagno e la mia stanza e mi presi un momento per ammirare entusiasta il risultato.
Non era il massimo, ma almeno adesso non c'era più il rischio di beccarsi una malattia semplicemente guardardo tutto quel lerciume.
Solo a quel punto mi presi la briga di fare una doccia, avendo ben cura di chiudere la porta e di portarmi già il cambio dietro. Non avevo nessuna intenzione di farmi beccare nuda da qualche maniaco mafioso. Erano tutti talmente viscidi da darmi il voltastomaco.
Matt e Mello si erano davveri ficcati in un brutto postaccio.
Tornai nella mia stanza quindici minuti dopo, lottando con i miei capelli bagnati.
Ormai erano lunghissimi e per domarli con la spazzola ci voleva diverso tempo.
Trovai sul mio letto ad aspettarmi una chioma rossa spettinata, Matt doveva essersi appena svegliato.
-Stamattina quando ho aperto gli occhi credevo di essermi sognato tutto, ma poi entrando qui ho visto la tua roba. Non sai quanto ne sono felice- mi disse lui, invitandomi con una mano a raggiungerlo sul letto.
Non avevamo notizie l'uno dell'altro da più di quattro anni, ma fu comunque naturale per me accoccolarmi sul suo petto come in un qualsiasi giorno di qualche anno fa, il tempo sembrava non essere passato.
Ero venuta lì con l'intenzione di dirgliene di tutti i colori per sfogare la rabbia che covavo dentro da anni e mi ero illusa fosse quello il vero motivo, invece era stato Near come al solito ad avere ragione. Non ero finita da loro spinta dalla rabbia, ma piuttosto dal desiderio di riaverli con me. Adesso lo sapevo.
-Mi sei mancato così tanto, Matt. Ogni secondo- confessai, infilando la mia testa nell'incavo del suo collo. Si stava così bene e al caldo lì.
-Anche tu, non sono mai riuscito a cancellare l'immagine di te che piangevi sotto a quel diluvio. È stato difficile per me voltarti le spalle, ma è stato ancora più difficile per Mello. Quando l'hai abbracciato tu non potevi vederlo, ma io sì. E ti assicuro che piangeva come un bambino, per questo è andato via senza nemmeno guardarti in faccia. Non voleva che tu lo vedessi così, avrebbe ceduto e ti avrebbe portata con noi- mi sussurrò, cullandomi col suono della sua voce calda.
-Quanto l'avrei voluto...- sussurrai a mia volta, senza smettere di pensare a quell'ultimo abbraccio.
Sembravano passati anni luce, ma allo stesso tempo neanche un giorno. Era strano da spiegare.
-Voglio andare da lui, Matt. Mi accompagni?- domandai.
Il ragazzo mi guardò intenerito, prima di acconsentire. Allacciò la sua mano alla mia e mi scortò fuori dalla stanza, non potei fare a meno di aggrapparmi alle sue dita come se fossero la mia unica àncora di salvezza. Mi era mancato così terribilmente tanto.
Qualche mafioso mi guardò passare lanciandomi sguardi curiosi, ma allo stesso tempo viscidi. Repressi il disgusto e continuai a camminare, fino a tornare davanti alla stanza del giorno prima.
Era una sorta di camera da letto e ufficio di Mello.
Matt l'aprì senza troppi complimenti, spegnendo sul nascere le lamentele del ragazzo biondo che minacciava di prenderlo a calci nel culo.
-Bene, vi lascio da soli. Divertitevi- disse Matt, sparendo subito dopo oltre la porta. Traditore.
-Cosa vuoi?- domandò secco Mello, squadrandomi dalla testa ai piedi e soffermandosi soprattutto a guardare il maglione che indossavo. Era il nostro maglione, quello che aveva lasciato alla Wammy's house.
Quella mattina lo avevo indossato con leggerezza e adesso me ne pentivo amaramente. Che idea potevo dargli con quello addosso?
Fissai di rimando il ragazzo davanti a me. Era cresciuto ed ormai aveva ben poco di un ragazzino, iniziava ad assomigliare ad un uomo.
Aveva sempre mantenuto il suo stile dark ma adesso indossava abiti più impegnativi, addosso ad altri probabilmente ridicoli, ma perfetti sul suo corpo magro e snello. Era leggermente più muscoloso di quanto ricordassi, in particolare sembrava aver sviluppato un po' spalle e braccia.
Era più alto di diversi centimetri e portava ancora il solito caschetto biondo, solo che con un taglio più scalato. Gli stava davvero bene.
La cosa che però mi saltò di più all'occhio fu la collana col crocifisso che portava al collo, un mio dono di quattro anni e mezzo addietro.
Lui seguì la traiettoria del mio sguardo e capì l'oggetto del mio interesse.
-Non farti strane idee, l'ho tenuto solo perché mi dava un'aria importante, non per altro. Tu piuttosto perché indossi ancora quel coso?- disse, pronunciando quasi con disgusto l'ultima frase.
Mi strinsi con rabbia al maglione nero, indispettita per il modo in cui aveva definito l'unico ricordo materiale che mi restava di lui.
-Perché è caldo, non farti strane idee nemmeno tu- mentii, ricambiando il suo sguardo adirato.
-Perché non te ne sei rimasta all'istituto?- domandò lui, dandomi le spalle.
-Sono grande ormai per queste schiocchezze, non credi? Era giunto il momento di prendere la mia strada.-
-La tua strada non è qui.-
-E dove? Cosa avrei dovuto fare? Accettare la proposta di Near?-
A quel nome lo sguardo di Mello si incendiò e in pochi secondi fu davanti a me.
Mi sbattè sul muro ancora prima di poter realizzare la cosa e si avvicinò minaccioso al mio viso.
-Cosa hai detto? Che rapporti hai con quella feccia?- mi urlò in faccia.
Non risposi immediatamente, troppo tramortita dalla vicinanza dei suoi occhi e delle sue labbra così invitanti. Non le ricordavo così belle.
Il suo corpo che premeva completamente contro il mio mi fece esplodere lo stomaco in tante piccole farfalle e percepii chiaramente le gambe tremare emozionate.
Tornai in me solo dopo un violento strattone da parte sua.
-Mi ha offerto di andare con lui, ma ho rifiutato.-
-Perché?- domandò lui sospettoso.
-Perché io voglio solo stare con Matt, ma soprattutto con te. Ho sempre scelto te, Mello, e continuerò sempre a scegliere te- gli confessai senza alcuna vergogna.
Il suo sguardò mutò di colpo e si allontanò da me. Mi mancava già il contatto con lui da morire.
-Esci, cerca Matt e resta con lui- mi liquidò lui.
-Ti prego, Mello. Non allontanarmi di nuovo, ho bisogno di te- dissi, cercando di avvicinarmi a lui.
Lui però mi guardò talmente male che abbandonai l'idea. A quel punto non mi restò altro da fare che lasciare la stanza sconsolata e andare da Matt.
La sera nel covo era davvero una baldoria continua.
Avevo passato tutta la giornata in camera mia a fissare il soffitto come una povera idiota, mentre Matt e Mello cospiravano chissà cosa sul caso Kira nella stanza di quest'ultimo.
A me non era stato permesso partecipare, in quanto il biondo non mi aveva voluta.
Tutto quel casino mi convinse ad uscire dalla stanza per raggiungere quella piena di divanetti. Quello che trovai una volta arrivata fu la banda al completo, circondata da alcune prostitute. Non mancavano toccatine e frasi sconce qua e là.
Era disgustoso ma sempre meglio che stare da sola. Adocchiai subito Mello su un divanetto con una barretta di cioccolata tra le mani ed una ragazza giovane e bella che tentava di attirare la sua attenzione, senza però riscuotere successo. Il ragazzo la ignorava spudoratamente.
Decisi di raggiungere Matt seduto in disparte con una sigaretta tra le labbra. Da quando fumava?
Ero a pochi metri da lui quando una mano grande e forte mi afferrò per un polso facendomi voltare.
-È da ieri che ti vedo in giro, sai? Devi essere proprio una brava puttanella se Mello ha deciso di tenerti qui, quanto vuoi per succhiarmelo?- mi domandò volgarmente.
-Non faccio queste cose- dissi, cercando di divincolarmi dalla sua presa.
L'uomo si alzò e mi afferrò per gli avambracci sorridendo malizioso.
-Non farti pregare. Quanto vuoi? Ti vanno bene 50 dollari? È un affare, ce l'ho grosso... ti piacerà- disse. Il suo alito puzzava da morire di alcool e la sua presa sulle mie braccia mi dava il disgusto.
Notai con la coda dell'occhio Matt alzarsi furibondo dalla sua sedia, ma prima che potesse anche solo avvicinarsi sentii un suono metallico proveniente da sinistra, come quello di una sicura che veniva rimossa.
Voltandomi notai per l'appunto una pistola, una beretta 92 FS per la precisione, puntata contro la nuca dell'uomo che mi teneva a sé. A tenerla c'era Mello e la stringeva con una furia omicida negli occhi che mai mi sarei aspettata.
L'uomo mi lasciò immediatamente portando le mani sul petto per mostrare le sue intenzioni pacifiche.
-Mello che ti prende?-
-Lei non è una puttana, non ti devi permettere hai capito?- domandò lui, sputando fuori ogni parola come se fosse veleno.
-Ma ieri si è presentata in quel modo e credevo che...-
-Vi ha fregati perché è più furba di voi, ma toccala di nuovo e ti faccio saltare il cervello- ringhiò pieno di odio.
-Non la toccherò mai più, lo giuro- disse l'uomo tremando come una foglia.
Mello abbassò la pistola e gli fece cenno di sparire, l'uomo non se lo fece ripetere due volte e si dileguò rapidamente.
Guardai il ragazzo davanti a me stordita e lui si voltò senza dire una parola. Reagii solo vedendo la sua schiena davanti a me, afferrandolo per una mano.
Il contatto con la sua pelle era così bello, bello esattamente come ricordavo che fosse. Anzi forse ancora di più.
-Mello... grazie- gli sussurrai, stringendo la sua mano con sentimento. Avevo così tanta voglia di stringergli le braccia attorno al busto, ma non potevo. Non lì. Non ancora.
Lui non rispose, addentò semplicemente la sua barretta di cioccolata e tornò a sedersi sul divano dove era seduto fino a poco prima, scacciando con un gesto brusco la ragazza accanto a sé, che offesa si allontanò.
Quella scena mi rese ancora più felice di quanto non lo fossi già e con un sorriso a 32 denti mi avvicinai a Matt, che aspettava poco più avanti anche lui sorridendo.
-Visto? Che ti dicevo?- mi domandò, buttandomi un braccio attorno al collo -vedi che ci tiene a te? Ha reagito davvero male.-
-Sono così felice- sussurrai, stringendomi a lui.
-E lo sarai ancora di più, vedrai. Si accorgerà presto dell'occasione che ha e verrà da te. Devi solo avere pazienza- mi rassicurò lui, invitandomi a sedermi insieme a lui.
-Lo spero Matt, lo spero così tanto.-
TADAN
Salve!
Sono troppo, troppo, troppo felice per le 1000k di visualizzazioni.
Che bellezza 😍
Grazie di cuore a tutti.
Corro perché devo sistemare altre due storie oggi, quindi non mi dilungo.
Casomai non vi rivedessi... buon pomeriggio, buona sera e buona notte!
Cit.
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