Fulmini
-Ti dico che questa volta ce l'ho fatta, questa volta lo batterò- disse Mello senza badare a me.
-Te lo auguro, amico.-
Mi appostai vicino a loro e solo a quel punto parlai. -Ciao ragazzi, sbaglio o questo test era più difficile del solito?-
I due si voltarono contemporaneamente verso di me sorridendo. Matt con allegria e Mello con malizia, come erano soliti fare.
-Concordo. Voi cosa avete messo sotto al numero 54?- domandò Matt a sua volta.
-10.994 metri- rispondemmo io e il biondo in coro.
-Merda, mi sa che l'ho sbagliata allora. Non mi aspettavo una domanda sull'abisso Challenger, visto che abbiamo appena accennato il discorso di oceani e fiumi, anche perchè non ne vedo l'utilità- si lamentò il ragazzo iniziando a dirigersi verso l'uscita dell'aula.
-Smettila di frignare, piuttosto quanto tempo ci metteranno secondo voi per pubblicare i risultati?- domandai.
-Ho sentito dire dopo cena, pare che abbiano migliorato il programma di lettura per le risposte rendendolo più veloce- rispose Mello, facendo passare con nonchalance un braccio attorno alla mia vita, conducendomi a sé.
-Da quando siete così intimi?- domandò Matt fissandoci da dietro le lenti arancioni che si era appena calato sugli occhi.
-Da quando non ti fai più gli affari tuoi- rispose Mello sgorbutico stringendomi con più possessività. Io mi limitai ad irrigidirmi vergognandomi come una ladra per le sue effusioni in mezzo al corridoio e sotto gli occhi di tutti.
Il rosso si limitò ad alzare le spalle borbottando un: -Fate un po' come volete-.
Pochi secondi dopo avvistò un suo amico, allontanandosi e lasciandomi sola tra le piacevoli grinfie di Mello.
-Sei rigida come un tronco. Dove l'hai nascosta tutta la spavalderia di questa notte?-
-Da nessuna parte- risposi, senza però avere il coraggio di guardarlo fissa negli occhi.
-Mi sei praticamente saltata addosso.-
-Non ti sono saltata addosso- replicai guardandolo di sbieco.
-Voglio che mi guardi bene quando mi parli- sussurrò quasi rabbioso, voltandomi di prepotenza verso la sua direzione. L'impatto con i suoi occhi mi paralizzò, riportando a galla il ricordo delle sue labbra alla disperata ricerca delle mie.
Mello era bello, dannatamente bello e per quando provassi non riuscivo a pentirmi del mio gesto impulsivo. Al contrario desideravo solo replicarlo, solo che non ne avevo il coraggio.
-Contento?- domandai dopo qualche secondo che sostenevo il suo contatto visivo. Lui si limitò a fissarmi a sua volta con gli occhi che ardevano e senza darmi il tempo di protestare mi trascinò nell'aula più vicina.
-Mello, si può sapere cosa ti passa per la testa?- domandai alzando di un tono la voce, mentre con una mano mi massaggiavo il polso che aveva strattonato.
-Questo- rispose buttandosi con ferocia sulle mie labbra. Dal momento che non riuscivo a ribellarmi, né tantomeno ne provavo il desiderio, non persi un attimo per replicare le azioni delle notte passata, stringendolo a me e abbandonandomi contro le sue labbra bollenti.
Non potei fare a meno di avvertire le farfalle nello stomaco al contatto delle sue mani sui miei fianchi e delle sue dita che iniziavano ad intrufolarsi spudoratamente sotto la mia maglietta fina.
Lo lasciai fare per qualche minuto, non avendo la forza di allontanarlo da me. Iniziavo a sentire qualcosa di strano verso di Mello e la cosa mi spaventava, ma allo stesso tempo non me la sentivo di contrastare quella piccola fiammella carica di sentimento che iniziava a bruciare nel mio petto.
Decisi che mi sarei limitata a seguire il corso degli eventi, curiosa di sapere dove mi avrebbero condotta.
-Cosa stiamo facendo?- domandai, rivolta più a me stessa, una volta che le labbra di Mello abbandonarono le mie.
-Ha importanza? Ho voglia di farlo e lo faccio- confessò poggiando la sua fronte sulla mia con irruenza. Niente di quello che Mello faceva trasudava delicatezza, ma a me stava bene così. Mello era fatto in questo modo e mi andava benissimo, non avrei cambiato quel suo caratterino per niente al mondo.
-Hai ragione, non ne ha- risposi limitandomi a sfiorargli le labbra con mie, ancora desiderosa di un contatto, ma troppo a corto di fiato per baciarlo di nuovo. Sapevo che gambe, cuore e polmoni non avrebbero retto.
Nella mia testa continuava a rimbombare una vocina che mi urlava di lasciar perdere Mello e correre da Matt, ma cominciava ad essere sempre più debole.
Quel giorno tornando in mensa, da sola, per la prima volta non pensai ad occhi verdi e capelli rossi, ma piuttosto alle mani di Mello sulla mia pelle e alle sue labbra che mi baciavano ovunque gli fosse possibile.
Non c'era razionalità in quello che stava accadendo né programmazione. Non l'avevo meditato né tantomeno ottenuto a piccoli passi e mi sorpresi nello scoprire che non me ne curavo.
Ero felice, bastava solo questo.
-Ma mi stai ascoltando?- domandò Linda.
-Eh?- domandai, tradendomi.
La ragazza alzò gli occhi al cielo, mentre Kimiko continuava a scansare disgustata i cavoletti di Bruxelles fino ai margini del piatto.
-Scusami Linda, ero sovrappensiero- le risposi portando incosciamente il mio sguardo su Mello.
-Perché guardi Mello mentre lo dici?-
A quella ragazza non sfuggiva davvero nulla.
-Diciamo che ci siamo baciati.-
La reazione delle due fu immediata. Kimiko sputò l'acqua che stava bevendo, colpendomi in pieno, mentre Linda lasciò cadere a terra il pane che stava per addentare.
Disgustata mi asciugai il volto con un tovagliolo, senza prestare attenzione alle ragazze che mi tempestavano di domande.
-Avete fatto cosa?-
-Quando?-
-Ha baciato lui te o tu lui?-
-Adesso state insieme?-
-Avete fatto altro?-
-Perché non rispondi?-
-Lui ti piace?-
-Tu gli piaci?-
Spararono domande a raffica per un minuto buono, prima di decidersi a tacere spaventate dal pugno che tirai sul tavolo.
-Chiudete il becco, vi dirò tutto in privato- dissi alzandomi da tavola per riconsegnare il vassoio vuoto e sfuggire dalle grinfie delle due.
Posai l'oggetto su una pila di altri vassoi vuoti e prima di uscire ne approfittai per buttare uno sguardo verso il tavolo di Mello e Matt abituale, dove in quel momento mangiavano e scherzavano con alcune ragazze.
Provai un forte fastidio notando Pamela tenere una mano sulla spalla di Mello e ancora più fastidio rendendomi conto che ero gelosa della situazione.
Da quando ero gelosa di Mello?
Mi sentivo stupida a rodermi il fegato solo per il fatto di esserci baciati, non significava niente per lui. Non ero sicuramente la prima ragazza che gli saltava al collo e con cui si divertiva a giocare un po' e la cosa mi rendeva triste e allo stesso tempo decisa a non essere messa da parte.
Iniziavo a rendermi conto dell'interesse che provavo per Mello e non potevo più ignorare la cosa. Dovevo capire la reale portata di quello che provavo e da quanto covavo quelle emozioni.
Solo allora notai la segretaria avvicinarsi a piccoli passi verso la bacheca con alcuni fogli tra le mani e delle puntine, non bisognava essere un genio per capire si trattasse dei risultati del test di quella mattinata.
Non avendo il coraggio di guardare per prima feci dietrofront e due minuti dopo ficcai appena la testa dentro la mensa urlando: -Sono usciti i risultati-.
La reazione delle persone nella sala fu immediata, tutti lasciarono sul tavolo i loro vassoi con la promessa di tornare dopo per terminare il pasto sopra o sistemarli e tutti iniziarono a correre in preda all'eccitazione.
Matt spense la PSP arrancando per salvare la partita prima e Mello si ficcò la tavoletta di cioccolata mezza mangiucchiata in tasca avendo appena la cura di incartarla prima, scacciando con un gesto secco la mano di Pamela dalla sua spalla.
Il gesto mi provocò un enorme piacere.
-Dai muoviti Red- mi esortò Linda afferrandomi per un polso eccitata. Kimiko si limitò a seguirci cupa mormorando tra sé e sé parole per calmare la sua agitazione, forse tecniche che la psicologa dell'istituto le aveva consigliato per gestire l'ansia e gli attacchi di panico che le prendevano in situazioni simili. Io e Linda la tenemmo sott'occhio per tutto il tragitto assicurandoci del suo stato fisico ed emotivo.
Riuscimmo a raggiungere la bacheca senza particolari problemi, alzando il collo per cercare di leggere. Eravamo ancora in pochi lì ad aspettare il nostro turno, ma nonostante questo alcuni ragazzini erano già lì che brontolavano per la posizione umiliante in cui si erano classificati mentre altri scommettevano sulla graduatoria. Cosa che ritenevo abbastanza inutile visto che le posizioni erano quasi sempre le stesse, Near arrivava sempre primo, mentre Mello sempre secondo.
Incrociai le dita sperando di vedere per almeno questa volta il nome del bel biondo preceduto da un bel "1", non volevo vederlo arrabbiato e triste come durante i risultati del progetto di criminologia.
Il ragazzo davanti a me di nome Dean che in quel momento stava leggendo, affiancato da un suo amico, si voltò verso di me scioccato e confuso per poi lasciarmi il posto ancora stordito.
La prima cosa che notai fu che Kimiko si era collocata dodicesima e la cosa mi ferì profondamente, ne avrebbe sicuramente sofferto tanto e non sarebbe stato facile questa volta consolarla.
Fatto questo come sempre iniziai a far slittare il dito dal posizione numero 10, le uniche che adesso mi interessavano, salendo man mano.
10. Sabine
9. Queel
8. Dean
7. Pamela
6. Bryce
5. Linda
Sorrisi notando che la mia amica era riuscita a scalare due posizioni.
4. Matt
A quel punto mi fu chiaro che se il nome di Matt era vicino il numero "4" allora per questa volta spettava a me il terzo posto e avevo un motivo per prendere scherzosamente in giro Matt per tutto il resto della serata. Già me lo immaginavo mentre continuava a giocare con la sua PSP fingendo di non badare alla mie parole.
Quando però spostai dito e occhi dalla quarta alla terza posizione il mio sorrisino sparì completamente dalla mia faccia.
3. Mello
Doveva esserci un errore. Cosa ci faceva il nome di Mello in terza posizione?
Doveva esserci un errore per forza.
Dove era finito il mio nome? Doveva essere mio quel posto, ma non c'ero io. Perché?
Mandai giù il groppo di saliva spostandomi sulla seconda posizione.
2. Near
Restai impalata per dieci secondi buoni su quel nome stropicciandomi gli occhi. Quando tornai a guardare però c'era ancora il suo nome dopo il numero due.
Era follia pura.
Ignorai il sudore freddo e raccattando tutto il coraggio di cui disponevo alzai la testa per scoprire il nome del primo classificato.
1. Red
TADAN
Tesoro, non per dire... ma sei nella merda.
Dico solo questo 👀
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