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Foschia


Pamela incrociò le braccia al petto indispettita per non aver ricevuto a sua volta i complimenti dall'insegnante, nonostante avesse un anno e mezzo più di me era infantile come pochi.
Sorrisi vittoriosa calando meglio il berretto rosso sulla testa per coprire il piccolo bernoccolo anche se appena visibile. Avevo convinto l'infermiera a togliere le bende anziché portarle ancora per altri tre giorni e ne ero felice.
Ascoltai il resto della lezione cercando di ignorare Matt che continuava a tempestarmi di palline di carta per dirmi chissà quale diavoleria, non volevo beccarmi di nuovo una punizione e non volevo nemmeno chiedergli cosa volesse da me perché la risposta era ovvia. Data la sua impazienza e la sua testardaggine nel volermi a tutti i costi parlare doveva trattarsi per forza di Mello e in quel momento non mi interessava di lui, ero ancora troppo arrabbiata.
All'ennesima pallina di carta mi voltai verso di lui scagliandogli addosso il mio astuccio e quello bastò a calmarlo per tutto il resto dell'ora.
Quando però Mrs Myers ci liquidò non ci fu più modo per me di scappare da lui.
-Mi hai fatto male- si lamentò Matt, restituendomi con poca grazia l'astuccio, una volta fuori dall'aula.
-Ti sta bene. Ci ho messo dieci minuti per togliermi tutte le tue stupide palline di carta dai capelli- replicai accelerando il passo. Un tentativo inutile per sbarazzarmi di lui.
-Non scapperai, devo parlarti-.
-Fammi indovinare.. sei qui per convincermi a parlare con Mello e perdonarlo? Sappi che questa volta la risposta è un no.-
-Cosa te lo fa pensare? Assolutamente no, non lo farei neanche se minacciasse di bruciare tutti i miei giochi.... no okay, forse in questo caso lo farei.-
Alzai gli occhi al cielo ascoltando l'ultima parte della sua frase per poi guardarlo di nuovo torva.
-E cosa vuoi allora? Si può sapere cosa c'è di così importante da spingerti a tartassarmi così?- domandai scrutandolo curiosa.
Matt a quel punto si fermò in mezzo al corridoio sfoderando gli occhi più dolci che riuscì a trovare, quelli che utilizzava soltanto per le occasioni speciali.
-Devi venire con me ad una festa.-
-Neanche per idea. Lo sai che detesto i compleanni e tutte le sciocchezze che organizzano qui a tarda notte- risposi senza neanche pensarci su un secondo.
-Eddai, non fare la vecchia zitella acida. Ci saranno quasi tutti o almeno la parte che conta e non puoi mancare, si tratta della festa di compleanno di Oliver e non ci vado se non vieni anche tu e tu non vuoi che io resti solo ed emarginato nella mia stanza, vero?-
-Mi stai dicendo che ci sarà anche Mello?-
-Sì, ma non ha importanza. Puoi evitarlo tranquillamente.-
-Certo, sarà sicuramente facilissimo evitarlo in una stanza di appena 20 metri quadrati. Ci saranno sicuramente un sacco di angoli bui dove mimetizzarmi- commentai ironica facendo ridacchiare Matt.
-Se vieni tu puoi portare anche Linda e Kimiko. Ti ho detto che ci sarà anche Bryce?- domandò con fare innocente.
Era una mossa sleale fare leva sulla mia amicizia verso Linda e sulla sua cotta stratosferica per Bryce. Non potevo negarle una festa insieme a lui e Matt sapeva che non avrei resistito col cuore tenero che possedevo.
-Stai giocando dannatamente sporco.-
-In guerra tutto è concesso. Verrai allora?- domandò avvicinandosi a me con occhi adulatori.
-Verrò, basta che adesso ti levi dai piedi- risposi rassegnata spintonandolo. Il ragazzo però non si lasciò scoraggiare e mi stritolò in un abbraccio che mi provocò solo qualche debole brivido lungo la schiena. Una scena triste come chi si ostina a continuare a ballare anche se la festa è quasi finita e tutti sono andati via lasciando niente di più che un deserto di festoni e bicchieri vuoti, con nel cuore il solo ricordo dei momenti passati carichi di adrenalina e di musica.
I miei sentimenti per Matt adesso erano esattamente così. Solo dei piccoli ritardatari che si affannavano sotto le ultime note di una canzone cercando di tirare con sé ancora qualche frammento di vita. Ormai era solo tutto triste e penoso.
-Credo di essere cotta persa di Mello- mi lasciai scappare. Matt non reagì subito, ma anzi restò per qualche secondo confuso senza staccarsi da me.
-Sei seria o la botta che hai preso in testa è stata più forte di quanto pensassi?- domandò osservandomi come sotto una lente di ingrandimento. Dovevo sembrargli una povera pazza.
-Molto spiritoso- commentai ficcando la mano nel pacchetto di caramelle gommose che avevo appena scartato.
-Come puoi startene lì a mangiare caramelle dopo aver sganciato una bomba simile? Tu non ti rendi conto di cosa hai appena detto.-
-Me ne rendo conto benissimo e proprio per questo te ne sto parlando.-
Matt a quel puntò si posizionò davanti a me afferrandomi saldamente per le spalle. -Sei sicura di quello che dici? Sei consapevole del fatto che Mello non è alla ricerca di cose serie e che probabilmente ti getterà nel cestino più vicino non appena si sarà stancato di te? Lui è il mio migliore amico e gli voglio bene, ma tu sei la mia migliore amica e voglio bene anche a te. Non voglio che tu soffra.-
-Mi fa piacere che ti preoccupi per me, ma ti assicuro che so stare al mondo e che non mi lascerò gettare come una vecchia pantofola usata. Mi aiuterai?-
-Se ti aiuterò? Certo, come sempre- rispose lui senza esitazione circondandomi le spalle con un braccio come suo solito. -Intanto come primo consiglio ti dico di non andartene in giro per tutto l'istituto a sbanderiare i tuoi sentimenti, perchè Mello ha dietro un bel seguito di ragazze pronte a strapparti le unghie dalla carne senza alcuna esitazione pur di toglierti di mezzo, quelle lì sono matte da legare.-
Annuii, sapendo esattamente di cosa stesse parlando. Negli anni passati non di rado alcune ragazze si erano prese per i capelli o a calci litigando per entrare nelle grazie di Mello e lui dal canto suo giocava per un po' con quella che in quel momento sembrava divertirlo di più e poi tornava ad essere il solito menefregista di sempre. Nonostante tutto quelle ragazze non avevano smesso di corrergli dietro, ma anzi... erano diventate ancora più agguerrite ed ognuna di loro era sicura e decisa di conquistarlo del tutto prima o poi e non ammettevano rivali. Erano davvero delle stupide fuori di testa.
-Chi ti dice che io non sia peggio di loro?- domandai col sorriso sulle labbra.
-Nah, tu non hai bisogno di simili bravate per farti notare. Ci riesci egregiamente già da sola.-
Il suo complimento mi fece arrossire vistosamente nonostante non provassi più per lui gli stessi sentimenti. Matt restava comunque un ragazzo bellissimo e non potevi restare indifferente alle sue lusinghe.
Chiacchierammo ancora per qualche minuto fino a che non arrivammo davanti la porta della mia stanza, dove mi aspettava ancora il letto da sistemare e una bella doccia da fare. Mi ripromisi di fare presto per passare con largo anticipo da Linda e Kimiko.
-Passo a prenderti a mezzanotte. Il tempo di far passare di un po' il coprifuoco ed essere presenti a possibili controlli iniziali- disse Matt a bassa voce, alludendo ai controlli che ogni tanto facevano a sorpresa alle 23 in punto per punire eventuali trasgressori del coprifuoco. Non era mai stato necessario ricorrere a punizioni e col tempo avevano smesso di fare controlli random a sorpresa dopo l'orario previsto convinti di potersi fidare, limitandosi solo a passare ogni tanto solo allo scadere del tempo concesso fuori dalla camerate.
-Come vuoi- risposi atona, per niente contenta di partecipare a una simile buffonata. Avevo sentito parlare delle feste di compleanno nella stanza di Oliver ed essendo uno dei più grandi dell'istituto non faceva mai mancare birra presa chissà dove e con quali mezzi e altri giochini stupidi tipici di persone con gli ormoni impazziti.
-Metti qualcosa di sexy- continuò poi sghignazzando.
-Certo, solo se anche tu verrai in gonna corta e tacchi a spillo.-
Matt scoppiò in una fragorosa risata per poi decidersi a sloggiare, lasciandomi finalmente il tempo di rendermi presentabile e allertare le mie amiche.

Quando mi presentai nella stanza delle suddette trovai Kimiko in lacrime, per non essere arrivata neanche per questa volta almeno nella decima posizione, e Linda esaperata e con una ridicola maschera al cetriolo spalmata su tutta la faccia.
-Stasera si festeggia- proclamai entrando con maestosità nella stanza. Le ragazze inziarono a tempestarmi di domande e la notizia portò Kimiko a smettere di piangere e Linda a correre in bagno in preda all'euforia più totale e al desiderio di farsi notare da Bryce.
La ragazza era talmente su di giri che ci obbligò ad acconciarci i capelli e a truccarci con l'ausilio di alcuni cosmetici pescati chissà dove e che secondo la ragazza erano riservati alle occasioni speciali come quella. Quando mi guardai allo specchio un'ora dopo mi sentii una totale idiota con i capelli sistemati in una piccola cascata di boccoli e gli occhi truccati fin troppo pesantemente per i miei gusti. Mi sentivo ridicola e volevo ritornare acqua e sapone, ma Linda mi minacciò in modo così spaventoso che lasciai perdere acconsentendo a farmi spalmare addirittura sulle dita delle mani anche uno smalto blu notte identico al suo e a quello di Kimiko. Mi tolsi anche il berretto.
Le mie due amiche erano bellissime nei loro vestiti migliori e con il trucco ben piazzato sul viso.
Per non esagerare decisi di vestirmi in modo sobrio con un semplice jeans strappato sulle ginocchia e una maglietta rossa che lasciava scoperta una piccola porzione di schiena. Solo Linda decise di indossare una gonna.
A quel punto superato il pericolo del controllo a sorpresa si trasferirono nella mia stanza, dove le attendevo da venti minuti, passando il tempo spettegolando senza perdere mai di vista l'orologio, che arrivò sempre più lentamente alla tanto agognata mezzanotte.
Alle 0:02 avvertimmo un leggero colpetto contro la porta e spalancandola di scatto ci trovammo dinnanzi Matt col sorriso più radioso del mondo e una maglietta a righe nuova bianca e nera che lo rendeva vagamente simile a un carcerato. Decisi di tenermi il pensiero per me.
-Allora belle signorine, siete pronte per lo spasso?-

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