Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Crepuscolo

Mello aveva pensato a tutto e per una volta sarebbe stato lui ad utilizzare Near per i propri comodi.
Proprio per questo aveva contattato un certo Mogi, poliziotto giapponese che lavorava al caso Kira, fingendo di volerlo incontrare a New York; quando invece poi lo aveva mandato dritto, dritto da Near.
In questo modo noi non correvamo rischi e potevamo comunque ascoltare la conversazione per via telefonica.
Mogi era arrivato puntale e come pattuito all'indirizzo da noi indicato e, nonostante lo stupore di Near iniziale, era stato lasciato entrare.
Le domande dell'albino si erano fatte subito incalzanti, ma l'uomo aveva continuato a tenere la bocca chiusa senza spiccicare parola alcuna.
Io in quel momento ero appoggiata sul petto di Mello ed ascoltavo la conversazione, cercando di fare un punto della situazione.
Near aveva accarezzato la possibilità che Mogi fosse stato già manipolato da Kira per non scucire nemmeno mezza informazione e Mello aveva rivelato della falsità della regola dei 13 giorni, in quanto l'aveva verificata, e nell'insieme tutto sembrava confermare ancora di più la colpevolezza del secondo L.
La conversazione si stava facendo interessante, ma poi improvvisamente dall'altro capo del telefono trapelò una leggera agitazione generale.
-Guardate qui- ci disse Matt, indicando lo schermo della tv acceso davanti a lui.
Demegawa, il viscido conduttore de "Il regno di Kira", sovrastava il grattacielo ospitante l'SPK con un elicottero incitando con un megafono l'enorme folla sottostante. Lo scopo si rivelò quello di scoperchiare l'associazione e distruggerli, in quanto nemici del loro preziosissimo Kira.
-Oh, merda- mi lasciai scappare io, notando la violenta massa di gente prendere d'assalto le stesse vetrate che io e Mello in persona avevamo attraversato pochi giorni prima.
Mello, che non era più al telefono, fissava la scena con una strana luce divertita negli occhi. Probabilmente immaginando cosa potesse passare in quel momento nella testa del suo avversario e come quest'ultimo pensasse di sfuggire da quella situazione scomoda.
-Mello, tu pensi che... ?- domandai, senza riuscire a terminare la frase.
-Tsk, sono sicuro che l'omino bianco abbia qualche asso dentro quelle sue stupide maniche scolorite- decretò lui.
Il biondo non sbagliava mai e non sbagliò neanche quella volta.
La tv mostrò, infatti, subito dopo il cielo riempirsi di banconote e la gente entrare in delirio, distogliendo l'attenzione dalla missione principale.
-Quando si dice che le occasioni non piovono dal cielo...- commentò Matt ironico, senza distogliere gli occhi sgranati dalla sorpresa dallo schermo del televisore.
-Alla faccia! Quelli saranno almeno cinque milioni di dollari, anzi che dico... forse di più- commentai io, fissando rapita la pioggia verde che scendeva.
Una squadra speciale arrivò poco dopo per disperdere la folla e Mello spense la tv con un ghigno.
-Quel maledetto nano, sono sicuro che ha approfittato dell'arrivo di quella squadra per allontanarsi indisturbato- disse, con uno strano sorrisino sul viso.
-Che hai da sorridere tanto?- domandò Matt.
-Non è ovvio, Matt? Non credi che questo misterioso intervento da parte di Demegawa sia arrivato con un tempismo un po' troppo perfetto?- domandai al ragazzo.
-Già, proprio mentre quell'uomo era lì da loro col rischio di scucire informazioni interessanti in merito alla sua squadra ed il presunto Kira- considerò lui.
-Forse questo secondo L non è tanto furbo come crede, ci ha appena offerto su un piatto d'argento una prova ulteriore a suo carico- risposi io.
-Non essere così affrettata, Red. Non dobbiamo sottovalutarlo, considerando che neanche L è riuscito a catturarlo personalmente... adesso si è comportato da stupido, ma non bisogna comunque abbassare la guardia- mi ammonì Mello.
Abbassai la testa leggermente sconfitta, valutando la veridicità di quelle parole.
Ripensare ad L morto era sempre un dolore immenso per me, lui era il mio idolo da tanti di quegli anni che avevo perso il conto e adesso non c'era più.
Nella mia testa c'era solo un vago ricordo di lui ed anche se non ne ero sicura continuavo a cullarmi con il pensiero di quella notte di tanti anni prima.
-Ti sei incantata?- mi domandò Matt, sventolandomi una mano davanti -Mello ti ha offesa a tal punto? Non pensavo fossi così permal...-
-Taci, Matt- replicai, lanciandogli addosso un cuscino -stavo pensando a tutt'altro sinceramente.-
Il rosso osservò il cuscino come se avesse le fauci e poi guardò di nuovo me, sorridendo divertito.
-Piantatela voi due. Piuttosto raccattate quello che avete, non credo che resteremo ancora a lungo qui in America- ci ammonì Mello, mentre mangiucchiava un'altra delle sue tavolette di cioccolata.

Il Giappone era bello.
Per tanti anni avevo sognato di visitarlo, ma non mi aspettavo di certo di andarci ed essere costretta a stare per ore e ore chiusa in una stanza a spiare una ragazza bionda dalla voce stridula.
Mello era seduto davanti ad uno dei monitor e fissava annoiato Misa Amane parlare di cose superficiali ad un Mogi decisamente esasperato.
Non ce la vedevo per niente una gallina del genere nelle vesti del secondo Kira.
Eravamo sbarcati in Giappone da poco più di una settimana, una volta aver seguito Mogi ed un altro agente dall'America, giunto in aiuto del collega, fino a qui.
Matt stava spiando il presunto quartier generale della polizia giapponese alle prese col caso Kira, mentre io e Mello ci occupavamo di osservare questa presunta secondo Kira.
Desideravo tanto poter uscire a fare un giro con Matt e Mello, ma questa possibilità ci era preclusa.
-Che noia osservare qualcuno che non fa praticamente nulla- commentai decisamente seccata.
-Smettila di lagnarti- mi ammonì Mello, muovendo una mano come a voler scacciare via le mie parole.
-Per essere il mio ragazzo sei davvero poco romantico- risposi offesa, appoggiando il mio mento sulla sua spalla destra.
Il ragazzo si voltò leggermente verso di me con un piccolo ghigno sulla faccia.
-Il tuo ragazzo? Chi ti dice che io sia il tuo ragazzo?-
L'espressione offesa e sconvolta sul mio viso bastò per far allargare ancora di più il suo fastidioso ghigno. Feci per allontanarmi da lui, ma Mello fu più lesto e mi afferrò per un polso. Caddi tra le sue braccia. Cercai di ribellarmi, seppur con poca convinzione, ma lui rafforzò maggiormente la presa precludendomi qualsiasi tentativo di fuga.
Mi lasciai andare immediatamente, stavo troppo bene a contatto col suo corpo.
-Stavo scherzando. Perché credi che ti sopporti allora?- mi domandò lui, usando quel tono di voce roco e sensuale che tanto mi piaceva.
Come avevo già detto stare lì a spiare gente apparentemente normale era noioso, ma almeno aveva dato a me e Mello l'occasione di passare tanto tempo insieme ed avvicinarci ancora di più.
Risposi finalmente al suo abbraccio e mi lasciai andare contro il suo petto, mentre lui riportò il suo sguardo sul monitor davanti a lui.
C'era ancora un sacco di lavoro da fare.

TADAN
Sono in super mega ritardo, lo so!
Questo capitolo inoltre non mi convince per niente e sono seccata perché mi mancano da scrivere solo altri 3 capitoli.
Non mi sembra vero...
Mi dispiace un casino dover salutare questi personaggi per sempre...

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro