Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Brezza

No vabbè... guardate la foto.
Cioè.... PARLIAMONE!
Mello con la cicatrice è ancora più segs.
Vi lascio al capitolo adesso, scusate per la bava.

-Allora, Mello... sei pronto?- domandai, fissando il ragazzo davanti a me.
Lui annuì con convinzione ed io avvicinai tremante le mani alle sue bende.
Quella sarebbe stata la prima medicazione da cosciente e temevo di fargli troppo male.
-Fallo e basta- disse lui, notando la mia insicurezza.
-Va bene, ma se ti faccio male dimmelo. Ok?- domandai.
-Tsk- rispose lui, lasciandomi intendere che nemmeno sotto tortura mi avrebbe fermata. Era troppo orgoglioso per lamentarsi.
Iniziai partendo da quelle sulla faccia, srotolandole lentamente a partire dalla testa.
Le garze, andando via, portavano via anche la pelle che c'era sotto e Matt mi aiutava bagnandole con della soluzione fisiologica per rendere meno traumatica la rimozione.
Mello continuava a stringere i denti ed a me veniva da piangere notandolo soffrire così.
Mi dispiaceva così tanto e soffrivo insieme a lui.
-Adesso ti toglierò le garze sull'occhio e tu dovrai provare ad aprirlo. Va bene?- domandai.
Lui annuì ed io le tolsi.
Mello aprì piano, piano la palpebra prima di dire: -Ci vedo-.
Io e Matt tirammo un sospiro di sollievo talmente forte da buttar quasi giù la parete.
-Voglio vedermi allo specchio- disse Mello.
-Ma Mello...- tentai io.
-Datemi un fottuto specchio- disse furibondo.
Non avevamo molta scelta, per tale Matt gli passò l'oggetto richiesto e osservai Mello scrutarsi, mordendomi forte il labbro.
Stranamente il ragazzo non disse nulla e si lasciò medicare sul viso e sul resto del corpo senza dire una parola al riguardo.
A me venivano le lacrime agli occhi mentre tamponavo e disinfettavo la sua cute martoriata. Ero troppo in pena per lui.
Lo fasciai con cura e con delicatezza, con l'aiuto di Matt senza smettere di pensare per un secondo a come Mello potesse sentirsi in quel momento.
Nonostante le ustioni restava per me bellissimo, ma non vedevo lui dello stesso parere.
La risposta ai miei dubbi arrivò quando tentai di accarezzare la sua guancia sana e lui si scansò dal mio tocco.
Matt capì subito la situazione e lasciò l'appartamento, in modo da assicurarci la privacy necessaria.
Presi posto lentamente sul letto e tentai nuovamente di accarezzarlo, ma lui si scostò di nuovo.
-Mello, non fare così- gli sussurrai piano, riuscendo finalmente ad accarezzargli lentamente i capelli.
-Smettila di trattarmi come se niente fosse. Cosa potresti mai trovarci in un mostro come me? Mi hai visto?- mi domandò lui, pieno di rabbia negli occhi. Da quelle parole emersero tutte le sue insicurezze e tutte le emozioni che si era tenuto dentro negli anni, riuscivo a percepire tutto il dolore che aveva provato dai tempi della Wammy's House.
Il suo tono trasudava profonda tristezza e non lo avevo mai visto così preda dei complessi di inferiorità che tanto cercava di soffocare da troppo, troppo tempo.
-Mello, ascoltami bene... perché non te lo ripeterò. A me non importa niente, tu per me resti sempre il più bello tra tutti. Pensi davvero che il mio amore per te possa scomparire solo a seguito di una banalità del genere?- domandai, piena di sincerità nella voce.
Mello alzò lo sguardo e mi guardò così intensamente da farmi venire quasi un mancamento, non avevo mai visto una luce così bella nel suo sguardo. Vedevo una piccola fiammella di vita e speranza tornare ad ardere in lui.
-Oh, amore mio. Amore mio bellissimo- gli sussurrai avvicinandomi piano a lui.
Lui non si lamentò per il modo in cui l'avevo chiamato e mi permise di avvicinarmi.
-Lasciami dimostrare quanto io dannatamente ti ami- dissi infine, baciandolo come mai avevo fatto.
Mello non si tirò indietro e si lasciò baciare e toccare da me, ricambiando ogni mia minima attenzione nei suoi confronti.
Lo feci sdraiare lentamente e salii su di lui, avendo l'accortezza di non premere sulle sue ustioni. Lo aiutai a spogliarsi piano, piano ed aiutai lui a spogliare me.
Baciai ogni singolo centimetro di pelle non coperto dalle bende e mi beai dei suoi sospiri e di tutta la libertà che mi stava dando. Era soddisfacente per me poter guidare la cosa e poterlo baciare nel modo in cui avevo sempre sognato di fare: piano e con premura.
Restai sopra di lui anche nel momento in cui entrò piano dentro di me, riempiendomi fin dentro l'anima con quella passione travolgente.
Fu quasi meccanico per me iniziare a muovermi lentamente, lasciandomi guidare dall'istinto e dai miei sentimenti.
Mello mi accompagnò reggendomi per i fianchi e guardandomi pieno di desiderio. Leggevo tanto di quell'affetto nel suo sguardo da farmi quasi venire su le lacrime per quanto ero commossa.
Continuai a cercare le sue labbra per tutto il tempo, senza mai smettere di sussurrare il suo nome. Provando un brivido ogni volta che lui sussurrava di rimando il mio.
Ci amammo così profondamente da rendere superfluo tutto il resto.
Nessuno venne a disturbarci e andammo avanti per ore, senza stancarci mai.
Non ero mai stata così felice in tutta la mia vita.

L'America era arrivata alla frutta dopo che anche il presidente degli Stati Uniti aveva detto, durante una conferenza in diretta mondiale, di approvare l'operato di Kira e di impegnarsi a non ostacolarlo mai più.
-Quel lurido codardo- disse Matt, stringendo i pugni.
-Ormai è fatta Matt, inutile parlarne ancora- dissi, stringendo forte il trolley con dentro tutte le mie cose.
Era questione di pochi minuti e poi finalmente saremmo riusciti ad imbarcarci sull'aereo in direzione di New York.
-Mello, sei sicuro che troveremo l'SPK lì e che convinceremo quella donna a spifferarci qualcosa?- domandai al ragazzo accanto a me.
-Se ne sono sicuro dici? Ho mai sbagliato?- domandò lui retorico, con un tono di voce secco e che non ammetteva repliche.
Detestavo quel piano e l'idea di Mello che si avvicinava ad un'altra donna... oltretutto bella come quella.
Nonostante la cicatrice, che Mello cercava di nascondere il più possibile con i suoi lunghi capelli ed occasionalmente col cappuccio, restava un ragazzo bellissimo. Anzi, forse lo sfregio lo rendeva ancora più misterioso e particolare e a me non sfuggivano gli sguardi delle persone all'areoporto.
Alcuni lo indicavano sorpresi, altri impietositi, raramente qualcuno si mostrava inorridito... ma diverse ragazze lo guardavano incuriosite e ammaliate e la cosa non mi andava giù per niente.
Cercai frettolosamente la sua mano destra e la strinsi, lanciando uno sguardo di sfida a due giovani donne che stavano guardando da un po' troppo.
Mello seguì la traiettoria del mio sguardo e ghignò, avvicinandomi con un gesto possessivo al suo corpo. Mi scontrai contro il suo petto, facendo tintinnare la sua collana contro la zip del suo gilet e lo guardai rapita.
Fu automatico per me scostargli una ciocca che prepotente si era posata sui suoi occhi e lui bloccò la mia mano, stringendola. Non sopportava l'idea che toccassi la parte resa martoriata dall'ustione, nonostante tutto quello che avevo detto o fatto per tranquillizzarlo.
-Mello, non ti devi vergognare. Tu sei così bello ed io non ho occhi che per te, dovresti saperlo ormai- gli sussurrai, perdendomi per la milionesima o forse la miliardesima volta in quei suoi occhi mozzafiato.
Il ragazzo non rispose, ma piuttosto mi morse il labbro inferiore facendomi quasi scappare un gemito.
Qualsiasi cosa faceva, anche la più piccola, aveva il potere di mandarmi fuori di testa.
-Mi dispiace interrompere i vostri tentativi di accoppiamento qui in mezzo all'aeroporto, ma stanno iniziando ad imbarcare per il nostro volo. Se non vi dispiace dovremmo andare...- disse Matt maliziosamente, facendoci allontanare di colpo.
Io fui la prima ad allontanarmi e sorrisi quando Mello fece passare il suo braccio attorno alle mie spalle, avvicinandomi a sé.
Ero fortunata ad averlo tutto per me e mai lo avrei ceduto ad altri. Mello era mio.

Halle Lidner accettò di incontrare segretamente Mello pochi giorni dopo il nostro arrivo a New York.
L'incontro si sarebbe tenuto in prossimità di un vecchio parcheggio lontano da occhi indiscreti ed io avevo convinto Matt a seguire Mello, per niente tranquilla.
-Tu sei fuori di testa- mi riprese Matt sbuffando, per niente contento di quello che lo stavo costringendo a fare.
-Devo assicurarmi che niente vada storto, non rompere- replicai.
-Tu vuoi solo assicurarti che quella donna non metta le mani addosso al tuo "prezioso, preziossimo piccolo Mello"- rispose lui, cercando di imitare la mia voce nella parte finale della frase.
-Chiudi il becco, non riesco a concentrarmi sul labiale- dissi, scacciandolo con una mano ed impugnando meglio il binocolo che mi ero portata.
Da quella distanza riuscivo a capire poco e niente, ma la situazione sembrava essere tranquilla.
-Via da qui, stanno andando via. Dobbiamo tornare in appartamento prima di Mello o capirà che lo abbiamo pedinato. A quel punto le cose potrebbero mettersi male per noi- bisbigliai io, diversi minuti dopo.
-Per noi? Per te, casomai. Io sono solo una vittima di questa situazione e non voglio essere messo in mez... ahia!- disse, lanciando un urletto poco virile nel momento stesso in cui gli piazzai una sberla sulla nuca.
-Basta parlare, muoviti- ribadii spintonandolo.
Solo a quel punto il ragazzo si decise e finalmente raggiungemmo la macchina andando via. Tutto nella più completa discrezione.

Mello rincasò giusto due minuti dopo di noi ed io e Matt ci facemmo trovare nelle posizioni più rilassate possibili, fingendo sorpresa al suo rientro.
-Ah, Mello. Sei già qui- commentai io innocente.
-Pensate che io sia un idiota? Lo so che mi avete seguito. La macchina di Matt era parcheggiata in modo diverso da come era prima e il motore era caldo- disse lui, incrociando le braccia al petto.
-È tutta colpa di Red, io le avevo detto di farsi gli affari suoi- disse subito Matt.
-Idiota- dissi io, lanciandogli addosso un cuscino -potevamo dirgli che eravamo usciti a fare delle commissioni.-
Mello alzò gli occhi al cielo e si accomodò su una sedia mangiando cioccolata, senza badare a me e Matt che battibeccavamo in merito a chi aveva la colpa su cosa e perché.
Succedeva spesso, ma non facevamo mai sul serio. Era quasi divertente discutere così.
-Volete sapere cosa mi ha detto o volete continuare ancora a fare i bambini?- domandò secco Mello, cinque minuti dopo.
Io e Matt tornammo a metterci seduti guardandoci con un'espressione, leggermente divertita, che sembrava dire: "Non finisce qui".
-Near ha una mia foto- disse.
Strabuzzai subito gli occhi, ma Mello mi fermò subito.
-Stai tranquilla, se avesse voluto farci qualcosa sarei già morto. Ma non intendo lasciarla a lui ed in più ho ottenuto diverse informazioni interessanti.
Come sospettavamo Kira fa parte della polizia giapponese- spiegò lui. In faccia aveva un'espressione soddisfatta.
-Ma non credi che Near avesse previsto o meno un tuo avvicinamento ai suoi uomini?- domandai.
-Certo che l'ha previsto, ma a quanto pare ancora non ne ha parlato con loro... anche se immagino sia questione di poco tempo. Dobbiamo agire prima che l'SPK sia sciolta.-
-Verrà sciolta?- domandai, sorpresa.
-Potrebbe essere un bluff per depistare Kira, penso che Near punti a raggiungere il Giappone e noi arriveremo prima di lui- spiegò lui, stringendo forte la sua tavoletta di cioccolata -aspetterò qualche giorno e poi tornerò da quella donna, dopodiché sarà solo questione di poco prima che la obblighi a condurmi da Near.-
-Verrò con te da lui- mi offrii volontaria.
Il mio sguardo era talmente deciso che non tentò nemmeno di distogliermi dall'intenzione di seguirlo.
Ormai era fatta.

TADAN
Capitolo mlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlml... okay basta.
Devo muovermi a scrivere qualche altra bozza perché ho quasi esaurito le scorte lol
COMUNQUE ABBIAMO SUPERATO LE 2000 LETTURE, QUINDI GRAZIEEEEEE ❤️❤️❤️

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro