Prologo
-Prego signor Hall. Il signor Edwards la raggiungerà tra pochi minuti. Gradisce qualcosa da bere?-
-No grazie.- Jamie sorrise alla cortese ed algida segretaria dai capelli così biondi da essere quasi bianchi, stretti in una austera crocchia sulla nuca. La donna gli rivolse un sorriso controllato e glaciale quanto la calotta artica ed uscì dall'immenso ufficio chiudendosi la porta alle spalle. Jamie sospirò guardandosi intorno. L'aveva invitato ad entrare ma non ad accomodarsi, quindi rimase in piedi. Quell'ufficio era davvero enorme. Che ci facevano lí dentro? Il ballo delle debuttanti?! Due pareti su quattro erano completamente di vetro. A destra c'era un lungo tavolo di cristallo con intorno sistemate otto poltrone di pelle, una parete era coperta da sei grandi schermi piatti su cui scorrevano le immagini silenziose di notiziari economici. Al centro dell'ufficio, proprio dirimpetto all'entrata e di fronte ad una delle due pareti di vetro, c'era un'enorme scrivania di legno nero laccato. Jamie inarcò un sopracciglio scuro. A occhio e croce quel tavolo era grande quanto il suo bagno, e sopra c'erano poggiati solo un portatile ultimissimo modello e un telefono fisso. Dietro la scrivania una poltrona da ufficio di pelle imbottita e di fronte due poltroncine sempre in pelle imbottita nera ma con la struttura base in acciaio cromato. Dall'altro lato dell'ufficio, di fronte la seconda parete di vetro, che quindi formava una "L" con l'altra, c'erano tre divani di pelle nera con le strutture di acciaio cromato, un basso tavolino di cristallo e, in un angolo, un mobile bar nel solito legno laccato nero. Jamie fece qualche passo e si avvicinò ad una strana scultura di cristallo posta al centro del basso tavolino tra i divani. Sembrava una fiamma e la superficie era ricoperta di piccole sfaccettature. Si mordicchiò il labbro inferiore pensieroso. Chissà se valeva qualcosa. Probabile che tutto lì dentro valesse molto più di qualcosa. Un'anta della grande porta d'ingresso si aprì e Jamie drizzò le spalle. L'uomo che entrò rimase un momento perplesso non vedendolo immediatamente.
-Buongiorno.- disse attirandone l'attenzione. L'uomo voltò la testa verso di lui e i loro sguardi si incrociarono.
"Oh santo Zeus!" pensò Jamie rimanendo imbambolato. Gli occhi verdi di quell'uomo erano calamite incastonate in un viso dalla bellezza così virile da far diventare le gambe di gelatina. Era alto, prestante, carnagione dorata e capelli scuri perfettamente tagliati. Le sopracciglie scure dal taglio preciso rendevano lo sguardo tagliente e profondo. Il naso dritto e proporzionato conduceva lo sguardo ad una bocca ben disegnata e carnosa il giusto per essere quella di un uomo. Jamie si rese conto di fissare quella bocca perfetta, e non era una buona cosa! Riportò gli occhi in quelli dell'uomo. Quest'ultimo chiuse la porta e gli andò incontro.
-Signor Hall.- disse la visione con voce calda e profonda.
"Come?" Sbattè le ciglia come risvegliandosi da un incantesimo e nelle orecchie si ritrovò il miele caldo. Guardò inebetito la mano che gli porgeva. Il cervello riuscì a fatica a rimettersi in moto e Jamie strinse la mano che gli veniva porta dal dio greco che aveva di fronte.
-Signor Edwards.- riuscì a dire cercando d'ignorare il brivido che gli aveva percorso il braccio e poi la spina dorsale quando aveva stretto la mano dell'uomo.
-Le hanno offerto qualcosa da bere?-
-Si, certo.- lui annuì ritraendo la mano ed avvicinandosi ai divani lo invitò ad accomodarsi.
-Mi scusi se l'ho fatta attendere ma ho avuto un contrattempo.- era cortese ma glaciale, rimase in piedi e Jamie si rese conto che stava aspettando che si sedesse prima lui. Davvero c'era ancora chi lo faceva?
Jamie si sedette sul divano che aveva più vicino, poggiò la borsa a terra e intrecciò le mani sulle ginocchia. Edwards si sedette sul divano a fianco.
-Allora, signor Hall, ho sentito parlare in termini entusiasti del suo talento.-
Kaylan si concesse il lusso di studiare l'uomo che aveva di fronte. Profondi occhi color cioccolato, un viso ovale dalla linea dolce, zigomi alti, naso dritto e labbra carnose. Capelli neri tagliati perfettamente ma tenuti un po' lunghi e scompigliati. Poteva intuire un bel corpo sotto la camicia di seta verde petrolio, la giacca e pantaloni neri. Si piegò verso la borsa che aveva poggiato a terra. Cos'è che aveva detto? Ah si. Aveva qualche esempio dei suoi menù più richiesti correlati da foto se voleva dare un'occhiata. Dalla borsa tirò fuori un tablet e lo accese.
-Non ho problemi nel caso avesse necessità a differenziare il menù in presenza di intolleranze alimentari, vegetariani, vegani e via discorrendo.- gli stava dicendo mentre apriva e chiudeva delle cartelle.
-Ecco, questo è il menù dell'ultimo pranzo che ho preparato.- lo guardò e sorrise porgendogli il tablet, lo prese ed iniziò a scorrere alcuni nomi di ricette e relative foto. Jamie si sentì un po' a disagio e cancellò il sorriso dal volto visto che lui non sembrava altrettanto avvezzo a sorridere.
-L'unica cosa in cui spero davvero è sempre quella di trovare una cucina ben attrezzata. Posso provvedere nel caso in cui ci fosse bisogno di qualche attrezzo particolare, ma il mio lavoro consiste nel cucinare nella cucina del cliente quindi non giro con un camion pieno di attrezzatura!- scherzò pentendosene immediatamente.
-Posso immaginare. Su questo punto non avrà problemi, la mia cucina è perfettamente attrezzata. Per quanto riguarda il menù...- gli restituì il tablet -come funziona la questione? Le dico cosa voglio e lei esegue?-Jamie socchiuse le belle labbra nell'udire quelle ultime parole. Era un doppio senso involontario? Lo guardò dritto negli occhi... era malizia quello scintillio che vi aveva scorto?
-Bè, non esattamente. Lei mi dice di che tipo di pranzo...-
-Cena.- lo corresse.
-...di che tipo di cena si tratta e quanti commensali ci saranno. Redigo un paio di menù che a mio avviso sono più adatti e poi lei decide quale dei due vuole che faccia apportando anche eventuali modifiche.-
-Eccellente. Si occupa anche dei vini?-
-Certo.-
-Bene. Sono certo che nella mia cantina troverà tutto ciò che le serve.-
Ah perfetto! Quell'uomo aveva anche una cantina di vini! Kaylan Edwards guardò l'orologio di platino che aveva al polso e si alzò.
-Mi scusi se interrompo bruscamente il nostro incontro ma ho un appuntamento tra meno di cinque minuti.- Jamie ripose il tablet nella borsa e si alzò ritrovandosi vicinissimo all'uomo più bello, sexy e ombroso che avesse mai visto. Lui lo guardò negli occhi poi si fece da parte per farlo passare tra i due divani.
-Le manderò via mail tutte le informazioni sulla cena. Grazie per essere venuto.- gli porse di nuovo la mano.
-Grazie a lei signorEdwards. Buona giornata.- gli rispose stringendogli la mano cortesemente masenza sorridere. Gli aprì la porta e uscì puntando dritto verso l'ascensore.
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