CAPITOLO 25°
Mi svegliai, ma non mi alzai stetti sdraiata sotto le lenzuola continuando a fare ipotesi su ipotesi domande su domande ormai la mia testa stava scoppiando non sapevo più a che pensare ormai avevo solo quello in mente, sentì bussare alla porta e un scricchiolio, chiusi gli occhi per far finta di dormire.
H: Elsa?
Strizzai gli occhi cercando di non piangere e cercare di stare calma, Hiccup si avvicinò sedendosi sul fondo del letto.
H: So che sei sveglia, sai?
Aprì gli occhi stando sdraiata di lato guardando la finestra che risplendeva i raggi dal sole del mattino.
E: H-Hiccup...
Portai il mio polso sulla guancia per asciugarmi dalle lacrime.
H: Cosa ti succede?
Mi guardava confuso, cercava una risposta nei miei occhi senza successo.
E: N-Niente...
H: Elsa... Parlamene ti sentirai meglio...
Scossaì la testa strizzando gli occhi.
E: Le leggende...
H: Le leggende cosa...
E: Non mi hanno protetto!
Mi alzai sedendomi sul letto accanto a Hiccup, lui ancora confuso porto le sue mani nei miei capelli e portò la mia testa al suo petto.
E: H-Hiccup...
H: Elsa... Le leggende volevano farlo...
E: E... E perché non l'hanno fatto...
Hiccup sospiro abbracciandomi forte a lui.
H: Questo devi dirlo a loro Elsa...
Lo abbracciai senza staccarmi da lui, decisi di andare da Jack appena sarebbe tornato, volevo verità nient'altro che verità.
Aspettai per tutto il giorno sulla sedia della cucina mescolando il bicchier d'acqua con il cucchiaio di ferro, aspettai ad aspettai finche non sentì la porta ad aprirsi, alzai il volto guardandolo fluttuale dal pavimento.
J: Hey Elsa.
Non salutai lo guardai solo.
J: Va tutto bene?
Posai il cucchiaio sul tavolo.
E: Quel giorno...
Lo dissi a bassa voce per non farmi sentire, Jack si avvicinò sedendosi in parte a me spostandomi la ciocca di capelli davanti al viso.
E: Q-Quel giorno...
Ripetei singhiozzando e guardando il cucchiaio sul tavolo davanti a me.
J: Di che parli scusa?
Li scappò una risatina per poi ritornare serio guardandomi.
E: Quel giorno... Voi guardiani dove eravate?!
Jack continuava a guardarmi confuso.
J: Ma di che parli?
E: Quel giorno! Quel giorno della guerra, voi guardiani avete detto che il vostro lavoro è di difendere i bambini, giusto? Giusto. E dove eravate quel giorno perché mi avete abbandonata?!
Jack scoppio nel silenzio assoluto.
J: i....
E: TU COSA?! DOVE CAVOLO ERAVATE?!
J: I-Io...
E: JACK!
J: Non lo so...
Faci respironi che sembravano fuori controllo mi diventarono gli occhi lucidi fino alle lacrime che scendevano delicate sulle mie fredde guanciotte.
J: Elsa... Io...
Non risposi, anzi me ne andai lontano da lui uscendo di casa e sedendomi sugli scalini della porta, ormai... Senza risposte concrete... Che vita sto facendo?!
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