CAPITOLO 23°
Venne sera e volai in tutta velocità al castello per prendere Elsa per portarla fuori, una serata romantica è da tanto che non la facciamo.
Bussai alla porta, mi sistemai la felpa e mi spettinai i capelli, vestirmi elegante non è il mio forte...
J: Elsa sei pronta?
E: Si...scusami è che dovevo fare una cosa per il castello...
Uscì dalla stanza guardandomi con i suoi occhi azzurri celesti, era bellissima indossava un abito lungo fino alle ginocchia con la gonna vaporosa, per il sopra indossava una maglia a spalline di colore bianco acceso e i suoi capelli...erano mossi e lunghi arrivavano fino al seno era bellissima...
E: Comunque sono pronta...
Sorrise chiudendo la porta alle sue spalle.
J: S-Sei bellissima...
Lo dissi a bassa voce, ero timido dopo tutto avevo paura che qualcosa andasse storto... Mi guardò e spostandosi una ciocca di capelli disse con una voce calma e dolce.
E: Grazie...
Ridacchio spettinandomi tutti i capelli, le sue mani erano così morbide e dolci...sembrava la pelle di una bambino...non aveva il trucco pesante aveva messo solo un rossetto rosso che risaltava le sue labbra...era splendida...l'ho già detto vero?
E: Dove mi porti di bello, Jack?
J: Ti devo portare in spiaggia...sai stasera ci sono le stelle cadenti è una serata importante.
Elsa mi guardò un po' confusa.
E: Le stelle cadenti sono importanti?
Ridacchiai prendendola per la mano per spingerla verso la spiaggia.
J: Molto, le stelle sono come noi, sai?
E: Come noi?
Annuì.
J: Le stelle ci osservano e ci proteggono.
E: Come fate voi guardiani?
J: Come facciamo noi guardiani.
Ripetei, ci incamminammo verso la spiaggia dove c'erano delle persone sdraiate per guardare il cielo, portai Elsa lontano da tutti e ci appoggiammo su un alberone vicino alla spiaggia.
J: Stavo dicendo prima, le stelle ci osservano e ci aiutano.
Mi sedetti in parte a lei prendendole la mano destra e sorridendole.
E: Le stelle sono importanti quindi.
Ridacchiò appoggiandosi alla mia spalla con la testa senza mai staccarsi la mano dalla mia.
J: Le stelle, sono noi sono persone morte, ma da là su ci osservano per portarci sulla buona strada.
Elsa sorrise, alzò gli occhi al cielo.
E: E...appena ne vedo una?
J: Appena ne vedrai una...esprimi un desiderio nella mente, non devi rivelarlo a nessuno o non si realizzerà.
Sospiro guardando il cielo, stemmo zitti per qualche minuto fino a vederne una sfrecciare nel cielo.
J: Esprimi il desiderio.
Chiuse gli occhi sussurrando qualcosa, le riaprì guardandomi.
E: In realtà il mio non è un desiderio... Ho solo salutato delle persone speciali.
J: La tua famiglia?
Annuì.
E: Mamma...papà e mia sorella...Anna...
La guardai un po' sorpreso.
J: Anna?
Annui.
E: Anna...è scomparsa in quel brutto giorno...non te lo detto...perché avevo paura...ti ho raccontato solo di Astrid...ma non di lei per privacy.
Si rattristò molto, portai la mia mano al suo viso accarezzandola.
J: Hey, va tutto bene...ora pensiamo solo a cose belle ci stai?
Allungai il mio dito mignolo alzandolo.
E: Ci sto.
Fece lo stesso con il suo prendendomelo e stringendomelo.
Restammo lì per ore ed ore a parlare...a divertirci...ed a pensare...fino ha quando si fece molto tardi.
J: Vieni ti riporto a casa.
Si vedeva che era stanca, i suoi occhi si chiudevano da soli così, la presi in braccio dandole un bacio sulla fronte, volai fino al castello, la appoggiando delicatamente Elsa nel letto mettendole le coperte sopra.
J: Notte Elsa...
Sorrise con gli occhi mezzi aperti.
E: Grazie Jack...ti adoro...
Si addormentò di colpo con un dolce e lieve sorriso stampato sulla faccia, le diedi un altro bacio ed uscì dalla finestra. Mi fermai per qualche secondo a guardarla sorridendo per poi ritornare a casa volando.
Non era una serata di quelle normali, ma era una serata per pensare e per conoscerci veramente..,io la amavo e la amo le darei la vita...le darei tutto pur che lei sia felice.
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