CAPITOLO 2°
Pov Jack's
Venne sera ed io continuavo a pensare alla ragazza di prima. Mi sembrava di averla giá vista solo che non riuscivo a ricordarmela. Non dormì quella notte, ma tanto ero abituato sto sempre fuori. Me ne sto sopra i tetti delle case ad osservare la luna piena, la luna che mi ha dato una seconda vita, la mia energia si trova in un bastone abbastanza lungo con il pezzo finale a mezzo cerchio.
Saltai sui fili elettrici, tanto non peso neanche un kilo essendo uno spirito. Con la punta del bastone toccai i fili elettrici coprendoli di brina e, subito dopo, in ghiaccio. Non sono un fantasma, sono un guardiano, protettore dei bambini e guardiano della gioia, con i miei poteri porto l'inverno ovunque, tutti ormai mi vedono dopo l'ultima battaglia con il nostro nemico Pitch, ma questa è un'altra storia, una storia da non raccontare.
Pov. Elsa's
I: Elsa vieni qui!
E: Cosa c'è, Isacco?
I: Devo andare via, starò via tutta notte e in questo tratto di tempo, non provare ad uscire di casa, appena torno voglio che questa casa brilli, ci siamo intesi?
Si avvicinò a me con un coltellino appoggiandolo al mio collo, mi guardò con aria di sfida.
Arricciai il naso e balbettai.
E: S-Si...
I: Bene, tornerò domani mattina.
Sbatté la porta dietro di se, volevo scappare andarmene dalla casa, ma no, non potevo io sono troppo timida e troppo buona...
E: Okay, Elsa devi andartene! Non posso... Devi...
Feci un respiro enorme e con fretta e furia uscì dalla finestra, visto che la porta era chiusa a chiave da Isacco, e corsi via lontana dalla casa, lontana da tutti, era giunto il momento di diventare un po' ribelle, la vita è mia e non sua, dicevo dentro me, andai in cittá nascondendomi nelle viette delle case.
E: Che pazzia ho fatto...se mi becca...
Misi il mio retro della testa contro il muro e scesi fino a sedermi, mettendomi la testa sopra le mie ginocchia iniziando a piangere.
Pov. Jack's
Camminando sui tetti delle case, vidi il mio carissimo amico Hiccup Haddock, un piccolo contadino del posto che ama la meccanica, infatti, ha costruito un drago di statura media fatto di metallo così da poterlo portare sulla spalla, la chiamato Sdentato, occhi verdi smeraldi e squame di ferro pitturate con una vernice nera.
J: Hiccup, Hiccup!
Urlai da sopra un tetto.
H: Jack? Sei tu?
J: Eccerto che sono io, aspettami arrivo!
Scesi giù dal tetto attraversando la strada per andare verso il suo marciapiede dall'altra parte.
H: Allora come ti passa la vita?
J: Come al solito, sai com'è la vita e tu?
Che mi racconti?
H: Il lavoro in campagna è faticoso, ma non c'è male grazie.
S: Groow.
J: Ciao Sdenty, che bello rivederti dopo tanto tempo.
Risi accarezzandoli il musetto.
H: È un pó stanco.
J: Giá si vede, si è addormentato sopra la tua spalla come sempre.
Hiccup non risponde, ma sorrise osservando il draghetto.
H: Hey...ma non senti un rumore?
J: Cosa?
Stetti zitto è sentì qualcosa o meglio qualcuno che singhiozzava come se stesse piangendo.
H: Shhh....viene da lí dietro.
Hiccup mi fece zittire e pian piano andavamo verso il rumore che portava in una via ormai abbandonata.
J: Hey...va tutto bene signora?
E: S-Si...
Continuava a non guardarci e singhiozzava più di prima.
H: Siamo qui per aiutarti.
E: Ormai è innutile il danno è fatto...
J: Ma scusi, la conosco? La voce è familiare.
E: Sono Elsa...
Alzò lo sguardo, ed era lei la ragazza di stamattina, Elsa Aradell
J: Elsa sei tu!
H: La conosci?
J: Emm..ti spiego dopo.
La alzai da terra e lí mi accorsi, indossava un abito che arrivata alle ginocchie molto ampio, tutto sporco di polvere e con una mano copriva la fronte, Hic non so il perchè si avvivinò di scatto a lei.
H: Ma sei ferita!
E: N-No...
H: Tolga la mano.
J: Elsa, ascoltalo.
Elsa dopo qualche secondo si tolse la mano e da li vedemmo un graffio che dalla fronte andava verso l'occhio che arrivava alla guancia, vedevo che il sangue era fresco.
J: Chi è stato?!
E: Non posso...
H: Elsa devi dirlo!
E: Finirei nei guai...
H: Elsa ti vogliamo aiutare!
Elsa cede, e ci disse di quest'uomo di nome Isacco, se ricordo bene, che aveva ucciso tutta la sua famiglia e che la costringe a fare la sua schiavetta, mi disse anche il perchè tutta questa fretta di stamattina.
E: Siete contenti?!
Riprese a piangere e mi abbracciò molto forte...e sottovoce disse.
E: Voglio tornare a casa...casa mia...mia famiglia...stanca...
H: Portiamola a dormire e forse anche a mangiare, è molto magra.
J: Si...è meglio.
La portammo nella casa di Hiccup dove abitavano i suoi genitori, Stoick e Valka, la lavammo e la misero in un lettino per gli ospiti, ma ancora non parlava.
V: La vedo molto giù.
Disse la madre di Hiccup.
H: Giá...
St: Cara porta del mangiare, la ragazza avrà fame, chissá da quanto tempo non mangia.
Valka andò in cucina, nella camera restammo solo Hiccup, Stoick ed io, Stoick si siede vicino ad Elsa e con un sorriso disse.
St: Si sente meglio?
E: Un..pó...grazie.
St: È un piacere, come ti chiami?
E: Elsa, Elsa Aradell...
St: Piacere Elsa, io sono Stoick.
H: Io sono Hiccup suo figlio.
J: Ed io sono Jack, ma mi conosci giá.
E: Giá.
Elsa fece un mezzo sorriso, un buon inizio, no?
V: Ragazzi lasciateci soli ora, dovrá cibarsi.
Lasciammo le ragazze da soli, mentre noi aspettavamo in salotto.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro