CAPITOLO 16°
Era la sera d'inverno precisamente in Dicembre, la mia migliore amica Astrid mi stava venendo a trovare come da buona amica, mi ricordo che indossava per la priva volta una gonna vaporosa con la maglia in dentro con gli sbalzini che gli uscivano fuori, aveva una treccia dietro la schiena e un ciuffo che copriva quasi il suo occhio destro, i suoi occhi erano azzurri oceano come potevo dimenticarli, indossava degli stivaletti comodi ed alla moda e portava con se un dolce orsacchiotto si chiamava "Milo" lo chiamato così per suo padre morto per infarto. Teneva la mani alla sua mamma ed aveva un faccino così dolce da far innamorare tutti, avevamo solo tre anni ed eravamo inseparabili. Io invece, indossavo un abitino azzurro che arrivava fino alle ginocchia avevo anche io la treccia dietro la schiena e i miei occhi riflettevano alla luce della luna piena, erano azzurri intensi quasi l'impidi si vedeva il riflesso del volto di chi mi guardava, avevo un elefantino lo avevo chiamato "Bubu" amavo quel nome da piccola ad aspettavo con pazienza Astrid davanti alla finestra mentre la neve scendeva candida, cadeva davanti di me ed io la osservai ero così interessata al freddo amavo tutto, l'estate lo odiavo e lo odio ancora oggi mi sentivo quasi sciogliere sotto il sole.
La mia gioia fu completa appena sentì il campanello suonare correndo giù il salotto ad aspettare di strapazzare Astrid, mia madre aprì la porta ed eccola che correva verso di me stritolandomi e appena ci staccammo mostrammo i nostri pupazzetti facendo finta che parlassero usando la nostra voce. Mia madre ci disse di andare su di sopra lei e la signora avrebbero parlato come sempre erano amiche fantastiche loro due si conoscono da sempre fin dalla nascita di entrambe.
Astrid mi mostrò la sua gonna felice che gli facevo i complimenti essendo la prima volta che la indossava giocammo per ore ed ore con i nostri pupazzetti senza mai smettere di ridere finché si sentì come un terremoto che durò per qualche secondo. Sentimmo nostre madre venire su di corsa prendendoci in braccio e portandoci fuori di casa, la visione fu chiara eravamo nel bel mezzo di una guerra e mio padre stava combattendo per difenderci tutti quanti, iniziammo a scappare, ma mia madre cadde così facendo caddi anche io, mi ricordo due parole che mi disse vedendomi alzata e lei sdraiata me tre un uomo con una pistola si avvicinò a lei "Non badare a me, scappa e difenditi con quello che tu sai" venne sparata davanti ai miei stessi occhi, la mia depressione era troppa e la mia amica era scomparsa insieme alla madre ero sola in mezzo ai defunti sentì solo una vece avvicinandosi "Li raggiungerai nel paradiso" Era un uomo, ed era lui Isacco l'uomo malvagio che uccise tutti! Stava per spararmi quando la voce di mio padre mi assalì "Non ucciderla! Uccidi me" e fu così mio padre fu fucilato davanti a me come mia madre. Mi ricordo solo che Isacco mi prese in braccio portandomi via verso il buio e spaventoso bosco ed io che gridai sentendo come un eco "PAPÀ!" Ecco. Ecco cosa sentivo. Tutto era scomparso tutto, quelle parole di mio padre... Come posso dimenticarle... Il mio angelo custode...
{ spazio me }
Spero vi avervi fatto commuovere io un pochino ho pianto... Mh... Vabbe casi a parte, vi auguro buona giornata fatemi sapere se vi piace la storia.
||Frost❄️
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