Cydonia - Soukoku
I loro capelli, di vividi colori, come se fossero tinti con petali... e i loro volti, delicati e discreti come i boccioli.
Esistono delle donne al mondo che nascono con "semi", simili a luccicanti diamanti, impiantati nel corpo.
Da giovani non sono diverse dalle normali ragazze, ma con la maturità adottano le caratteristiche dei fiori che custodiscono.
I capelli si tingono del colore del fiore e i loro corpi ne acquisiscono l'odore.
Una volta al mese queste fanciulle, chiamate "vergini dei fiori", "sbocciano". I piaceri che donano le vergini dei fiori durante la sbocciatura sono ciò che le rendono così desiderabili.
E quando una vergine dei fiori giace con un uomo... dei fiori appaiono sulla sua pelle come se fossero dipinti.
È una visione da esperire e un'esperienza da vivere.
La sbocciatura causa alle vergini dei fiori intensa libidine quanto dolore. La sofferenza può essere alleviata solo giacendo con un uomo.
E se decidessero di non giacere con qualcuno per oltre un anno sopportando il dolore... appassirebbero e morirebbero.
In ogni caso, ogni vergine dei fiori non raggiunge la soglia dei trent'anni, morendo prima a causa del veleno contenuto nel seme con cui nascono.
-Tsk, che fastidio quelle stronze- borbottò Nakahara Chuuya dopo che una di quelle donne era passata vicino a lui e, dopo averlo squadrato dalla testa ai piedi, lo aveva ignorato.
Chuuya non era altro che una delle tante guardie del corpo delle splendide vergini dei fiori, però, se non fosse stato per i vestiti maschili che indossava, a causa dei suoi lineamenti non troppo mascolini, sarebbe potuto sembrare una delle tante vergini che erano lì.
Mori, il proprietario del Flower Garden, l'unico luogo dove le Vergini dei fiori potevano vivere e imparare ad essere una piacevole compagnia per gli uomini, lo aveva preso con sé quando il ragazzo aveva solo dieci anni, e da allora Chuuya dava una mano nell'enorme residenza.
-Sei solo geloso, non sarai mai bello e aggraziato come loro- ribatté Osamu Dazai. Dazai era una sorta di figlioccio per il proprietario di quel posto. Si diceva in giro che un giorno avrebbe ereditato lui ciò che era di Mori e con sé il Flower Garden.
Nakahara lo colpì al petto, facendo svolazzare in aria i propri capelli rossi. Era più basso di Dazai, ma era fisicamente più forte, anche se nessuno lo avrebbe detto guardandolo. Era anche piuttosto magro e i suoi occhi erano di un azzurro profondo.
Degli occhi magnetici da cui non potevi sfuggire.
-Che cosa hai detto?! Io non sono geloso proprio di nessuno!- gli urlò contro Chuuya mentre scuoteva dal colletto del cappotto la alta figura di Dazai.
Dazai aveva il potere di farlo alterare facendo poco o niente.
Gli bastava aprir bocca.
-Lo dici perché non sei mai stato con una di loro- Dazai fece schioccare la lingua e un sorriso malizioso si formò sul suo volto. Gli fece così intendere che lui chiaramente ci era stato e ne era soddisfatto.
Non c'era bisogno però di parlarne.. Chuuya già sapeva delle avventure dell'altro con le donne che vivano lì e di sicuro non voleva ricordare i momenti in cui lo aveva visto sgattaiolare fuori i dentro le stanze delle varie tipe con cui era stato a letto.
-E chi ci vuole andare a letto! Non sono un porco come te che pensi solo ad usarle! Stupido sprecabende- ribatté a tono Nakahara. Osamu non poté che sorridere. Era divertente vederlo agitarsi e alterarsi per così poco. Era bello quando aveva un'espressione contrariata e lo abbassava un po' tirandolo per il colletto della camicia avvicinando così i loro volti.
Sembrava un gattino che emette dei ringhi per rappresentare la sua collera nei confronti del padrone.
-Pff, sei così basso che se ci provassi con una di loro neanche ti vedrebbe- Osamu lo prese nuovamente in giro per la sua altezza e poi girò la testa da tutt'altra parte. Voleva infastidirlo ancora di più guardando le vergini dei fiori passeggiare.
Un sorriso si formò sul suo viso a quella visione, o almeno così doveva sembrare all'altro. In verità era Chuuya a divertirlo.
Quando Nakahara lo notò così impegnato a veder quelle donne, storse il naso e lo lasciò andare. Cosa ci trovavano tutti in quelle fanciulle?
Lui proprio non lo capiva.
Erano belle, profumate, a letto davano tanto piacere... ma alla fine gli sembravano solo delle creature tristi.
Donne destinate a vivere per dar piacere agli uomini per poi morire prima del dovuto. Una vita che girava intorno al sesso... niente amore, niente famiglia... Che senso aveva una vita così?
Chuuya si sistemò i spostò i capelli che erano finiti in avanti mentre si agitava e intando guardava l'altro con la coda dell'occhio.
Dazai gli sembrava così preso... che decise di guardarle anche lui.
Erano davvero incantevoli.
Nessuno avrebbe mai potuto negare che non lo fossero.
Gli ricordavano tanto delle bambole che camminavano, parlavano come era stato imposto loro, venivano agghindate per essere più piacevoli... ma alla fine erano dei corpi vuoti che da soli non erano capaci di far nulla.
-Non era anche tua madre una vergine dei fiori?- domandò al rosso il moro mentre poggiava le braccia sulla ringhiera del balcone e piegava in avanti la sua figura.
Quella domanda fece voltare lo sguardo del rosso verso Dazai. Sapevano poco uno del passato dell'altro anche se si conoscevano da tanti anni. Alla fine andava bene così... Sentiva che poteva fidarsi, anche se Osamu non sapeva tutto di lui.
-Lo era.- mormorò guardando davanti a sé. Sua madre era una vergine dei fiori che si era innamorata di un suo cliente e da quell'amore era nato lui. Era cresciuto con lei in una piccola abitazione al Moon Flower finché lei non era morta a trent'anni. Suo padre... beh, quell'uomo non voleva aver niente a che fare col figlio nato da una donna di compagnia. Probabilmente l'aveva ingannata e mai l'aveva amata.
-Il veleno- Dazai quello lo sapeva già, ma non disse nulla. Lo ricordava da ragazzino. Lo aveva incontrato quando la madre di Chuuya era già morta e Nakahara non faceva altro che creare disordini infastidendo sia le vergini che i clienti.
Chuuya a sentir nominare il veleno emise un lieve suono di disapprovazione e fastidio.
-Perché mi hai chiesto di mia madre?- chiese il rosso, infastidito dai brutti ricordi che aveva portato a galla quella semplice domanda.
Anche se in effetti lui stesso da solo finiva a pensarci nei suoi momenti di riflessione...
-Stavo pensando al fatto che tra poco è il tuo compleanno- Dazai sogghignò e posò il mento sopra la mano guardando in avanti.
Che cosa c'entrava il fatto che sua madre era una vergine dei fiori con il compleanno di Chuuya?
Chuuya lo guardò e inarcò un sopracciglio. -È tra poco, ma cosa c'ent... Cos'è quell'espressione idiota che hai in faccia?!-
Dazai sorrise e poi schioccò la lingua rimettendosi dritto. -Farai vent'anni. Se tu fossi una vergine dei fiori sbocceresti tra qualche giorno-
Era ciò che lo divertiva?
Di certo quelle parole non divertirono Nakahara. -Non c'è nulla di divertente in questo- disse a denti stretti e stringendo i pugni.
La sbocciatura non era niente di divertente... era il momento in cui quelle povere donne era costrette al lasciarsi andare con gli uomini o morire entro un anno.
-Vero, saresti una pessima Vergine dei fiori. Faresti scappare via ogni uomo- scherzò ancora Dazai.
Chuuya a quelle parole gli diede una ginocchiata nello stomaco dopo averlo fatto abbassare. Tutto così velocemente che l'altro non fece neanche in tempo a reagire.
Dazai lo prese in giro ancora, Chuuya lo colpì ancora, poi rimasero in silenzio.
Nessuno dei due aprì bocca per un po'. Il rosso odiava parlare delle vergini dei fiori e Dazai lo sapeva molto bene. Fu per questo motivo che decise di andar dalle vergini che stavano passeggiando nel giardino.
Eppure, mentre stava flirtando con quelle bellissime creature, il suo sguardo si mosse verso il balcone dove stava Chuuya.
Non lo stava guardando, era infastidito. Non conoscendolo qualcuno non avrebbe davvero capito il motivo del suo fastidio, ma Osamu lo conosceva bene. Sapeva che quella sua espressione era dovuta al suo piccolo segreto.
Dazai era un uomo furbo e riusciva a capire le cose molto prima di altri. Era per questo che Mori lo aveva preso con lui.
Per quanto uno ci provasse, era difficile nascondergli un segreto.
Oggi ha un profumo particolarmente buono, pensò Osamu mentre scherzava con una splendida vergine che un po' ci stava al flirt.
Il profumo di Chuuya lo aveva spesso attratto a sé e, seppur Mori lo avesse avvertito di stargli alla larga, Dazai non ci era mai riuscito.
Ogni anno il suo profumo era sempre più forte e buono.
Ora che era vicino ai vent'anni era incredibile non sentirlo, anche con i goffi tentativi del rosso di nasconderlo.
Era una cosa più che rara... ma poteva succedere che il figlio maschio di una vergine dei fiori potesse a sua volta nascere col "seme". Mori stesso in tanti anni, a parte Chuuya, non aveva mai visto un caso del genere. Eppure lo aveva preso con sé consapevole che sarebbe stato ottimo per i suoi affari.
Per i clienti con gusti più... particolari. Tipo il suo protetto, Dazai. Osamu era particolarmente interessato a quell'esemplare raro e non avrebbe perso l'occasione di cogliere quel fiore non appena sarebbe sbocciato.
Doveva solo aspettare qualche altro giorno...
Il sorriso di Dazai si allargò a quel pensiero. Finalmente avrebbe provato quel vergine dei fiori e dopo averlo fatto non avrebbe permesso che qualcun altro ci mettesse le mani sopra.
Era suo.
***
I giorni passarono davvero in fretta e Chuuya era sempre più nervoso. Aveva già progettato di chiudersi in camera a chiave fino all'alba... ma qualcuno si era messo in mezzo al suo piano davvero pessimo.
Quando entrò nel suo appartamento trovò le luci accese. Aggrottò la fronte e si innervosì. Chi era entrato nelle sue stanze? Poi... proprio quel giorno tra tanti?
-Se trovo qualcuno nella mia casa lo ammazzo...- disse a denti stretti parecchio infastidito.
Camminò verso il salotto trovando una grande torta e i suoi piatti preferiti. C'era anche una grandissima bottiglia di vino. Un mega bottiglione da cinque litri.
Il suo vino preferito.
Non guardò neanche Dazai che era dietro al tavolo. Prese il vino tra le mani stringendolo a sé. Doveva essere un sogno... perché era davvero fantastico.
Dopo un attimo di sorpresa il moro rise e applaudì. -Auguri, nanetto- disse sorridendo lievemente.
Aveva appositamente evitato Chuuya negli ultimi giorni per preparare tutto ciò. Peccato che quel suo evitarlo aveva infastidito Chuuya e l'aveva fatto pensare che non avesse interesse nel vederlo o che avesse trovato una nuova vergine con cui diversi per più giorni.
Chiaramente Chuuya era geloso di lui da tempo. Infondo, Nakahara provava dei sentimenti piuttosto forti verso il moro.
-Dazai...?- Chuuya lo guardò sorpreso e poi riprese a fissare quella tavola imbandita. Aveva fatto tutto ciò per lui...? Perché? -Perché hai fatto tutto questo?- era confuso. Infondo Dazai non aveva mai fatto niente di che per lui...
-Ho pensato che dopo la sbocciatura avresti potuto aver fame- Il moro ghignò lievemente e si avvicinò a lui abbassandosi un po' alla sua altezza. I loro visi erano davvero vicini.
Nakahara strabuzzò gli occhi a quelle parole. -Com... come fai a saperlo?! - Chuuya era davvero sorpreso. E lui che credeva di essersi davvero nascosto per tutti quegli anni...
-Lo so da sempre- Dazai semplicemente scrollò le spalle.
Stando tanto vicino a lui in un momento in cui il profumo era più forte che mai, poté finalmente capire quale fosse la fragranza che l'aveva attratto per così tanti anni. -Cydonia, eh?- Gli prese una ciocca di capelli e la osservò meglio. Il normale color rosso arancio dei capelli di Chuuya era molto più intenso del solito. - Dai petali rossi-arancioni sicuramente... Sai che il fior di pesco rappresenta la tentazione, nanetto?-
Chuuya arrossì. Normalmente Dazai non si comportava così con lui... Perché stava facendo così in un momento in cui il rosso era davvero vulnerabile? A momenti avrebbe perso il controllo... -Che cosa stai blateran...- non finì di parlare.
Dazai non gli rispose, ma lo baciò. Un bacio pieno di desiderio.
Voleva baciarlo da anni... ma non aveva mai potuto prima di allora. Una vergine dei fiori se viene toccata sessualmente prima della fioritura muore appassita in poco tempo.
Lui lo voleva per sempre.
Chuuya era confuso, stranito e voleva colpirlo, ma invece si limitò a baciare quelle labbra che voleva assaporare da tanto tempo anche lui.
Non riusciva davvero a ragionare bene. Lasciò cadere la bottiglia a terra e strinse più a sé la lunga figura di Dazai.
La persona che amava sarebbe stata con lui nel momento in cui più ne aveva bisogno... andava bene così, almeno in quel momento.
Il giorno dopo avrebbero fatto i conti con la realtà che li circondava.
Quella sera contava solo che si amavano e che Chuuya non avrebbe passato la notte del suo ventesimo compleanno immerso nel dolore e nella solitudine della sua casa vuota.
Decisamente non sarebbe stato solo quel giorno... e andava bene così.
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Dedicato a talzen_
Ancora auguri per la centesima volta hahahah
Mi dispiace averci messo tanto per questa one-shot, ma come per gli altri regali... ci ho messo un secolo. Poi davvero non sapevo che scrivere... però ci tenevo a far una one-shot perché è un po' una nostra tradizione!
Forse la scelta del tema non ti piacerà...
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