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1 settembre, il ritorno

Anche il primo settembre la pioggia non dà pace alle anime vaganti che di primo mattino hanno il coraggio di sgusciare fuori dal letto per scenderein strada, le strade sono ridotte a ruscelli, le acque del Tamigisono più irrequiete del solito.

Sullo sfondo diun Londra ancora tiepidamente accoccolata tra le braccia dell'afosaestate appena trascorsa, la stazione di King's Cross è animata datante figure ammantate di nero che vagano portandosi appresso grossicarrelli colmi di bauli.

Un ragazzinodai capelli neri e gli occhi verdi rilegge per l'ultima voltal'esclusiva lettera che gli è arrivata per la prima voltaquell'estate, prima di salutare i suoi genitori in lacrime e ilfratellino più piccolo.

Altri come luicolgono l'ultima occasione, mentre vari gruppetti vanno a formarsisulla banchina, accanto al treno rosso sbuffante e anche dentro.

Come perqualcuno è la prima volta, per altri è l'ultima occasione che hannoper attraversare il magico muro che divide il binario nove da quellonumero dieci.

Alcuni comealtri preferiscono la compagnia delle famiglie, che vedranno di nuovosolo solo in occasione delle vacanze di Natale, distanti 3 mesi.

Un ultimosbuffo di vapore avverte i ritardatari di muoversi a sistemare gliultimi bauli e a salutare chi ancora mancasse del lungo elenco diparenti al seguito.

Un ciuffocastano sfugge dalla perfetta coda di una giovane strega, intenta anon soffocare nella stretta dei suoi fin troppo apprensivi genitori.

-Madre, padre,non ce n'è bisogno. Starò via solo tre mesi, mi rivedrete a Natale-

-Lo so, maquesto è il tuo penultimo anno e ...-

-Non c'èbisogno che me lo ricordiate, lo so bene. Ora devo andare: ho visto fsu un vagone ad aspettarmi insieme ad alcuni nostri compagni di casa-

-Ciao Giuliana,salutaci Hogwarts-

-Dai G, sali abordo!-

La ragazza silibera dalle braccia della madre, saluta il padre e sale con un balzosul treno, gli occhi color del cielo in tempesta fissi sui genitori.

Ci mette pocoad essere tirata a bordo dalla sua migliore amica: più alta di lei,capelli mossi, viso a cuore e fisico slanciato da giocatrice diquidditch.

Indossa già ladivisa della loro casa, orgogliosa com'è della serpe che siarrampica sullo stemma del suo maglione.

Giuliana eFederica non ci mettono molto a capire che sia il caso di tornare alloro scompartimento, per non essere travolte dalla folla di priminiemozionati.

Ce ne sono ditutti i tipi, da quelli che sfoggiano agitandola la loro bacchettacon orgoglio a chi piange tutto solo in un angolo, si stanno giàandando a formare alcuni gruppetti.

Il treno èormai partito, lasciandosi alle spalle la piovosa Londra in favore diun paesaggio più campestre.

Con un po' difatica stanno per raggiungere lo scompartimento quando un'alta figuraammantata di rosso e oro va accidentalmente a sbattere contro la piùalta delle due amiche, deviandola di poco dal suo percorso.

-Ehi staiattento Grifonschifo-

-Non avreineanche desiderato sgualcirmi il vestito andando a sbattere controuna tale persona- risponde quel ragazzo alto e moro con astiospazzolandosi il maglione.

-Cosa osiinsinuare con questo?- ribatte Federica, dando fondo al nuovo rancoreper il nemico appena conquistato.

-Io non insinuoproprio niente, non ho problemi a dirti che ...-

-E' abbastanza,smettetela. Fede andiamo- Giuliana interrompe il battibecco e con lasua voce pacata, ma allo stesso tempo imperiosa e gelida, mette atacere il dibattito.

Non siincontrano più con quel ragazzo, che se n'è andato sbuffando, pertutto il viaggio, troppo impegnate con poche delle loro compagne dicasa a parlare delle appena trascorse vacanze chi nel mondo babbanoche nel mondo magico.

-... alla fineci siamo resi conto che eravamo finiti a baciarci nella tana di undrago e siamo scappati via di corsa-

-E tu, G? Nonhai niente da raccontarci?-

-Come ogni annoho passato l'estate in compagnia della mia famiglia nella nostratenuta estiva-

-Nessunaffascinante giovane ti ha smossa dal tuo castello di ghiaccio ecastità?-

-No, non direi,come sempre-

Giuliana non hamai avuto un fidanzato, ma questo non la disturbava, anche perchèsolo pochi avevano avuto il coraggio di avvicinarla superando le suebarriere.

Vanno avanti aparlare di tutto e di niente, tanto che a un certo punto sia la bassastrega che la sua migliore amica tirano fuori i loro fidati libribabbani, portati apposta per superare la noia del viaggio.

Spalla controspalla le due si mettono a leggersi in rispettoso silenzio, mentreintorno a loro il mondo continua a scorrere.

Fuori dalfinestrino ormai la campagna inglese ha invaso ogni cosa.

All'improvvisouna alta ragazza bionda spalanca con una grazia innata la porta delloscompartimento, sul petto porta la spilla da prefetto di Serpeverde.

-Amanda! Erosicura che quest'anno ti avrebbero accettata come prefetto-

-Lo so Megan,era solo questione di tempo prima che la McGranitt si accorgesse diquanto valgo- risponde con superbia la bionda.

Giuliana nonriesce a nascondere una smorfia di disgusto all'evidente tracotanzadella sua poco gradita compagna di casa, mentre Federica non lerisparmia uno sguardo di puro astio.

Amanda Lincolnè sempre stata così smorfiosa, ma solo nell'ultimo anno si èrivelata come la principessa vipera viziata che è.

-Alexandra, tiprego, potresti raggiungermi? Ci vogliono di là-

Il ragazzo alquale è appoggiata Federica si alza con uno sbuffo, neanche a luista a genio la principessina, ma il dovere lo chiama essendo lui ilsecondo prefetto.

Si spazzola lachioma color petrolio in un modo che fa letteralmente impazzireFederica, è piuttosto palese come in fondo questa abbia una cottaper Alexander Raywood dal primo anno.

Quando i due siallontanano dallo scompartimento scoppia il putiferio.

-No ma dicol'avete vista? "Alexander, ti prego, potresti raggiungermi?"quanto è civettuola! In più quei capelli sono palesemente tinti,non li aveva biondo platinato l'anno scorso. Vuole evidenziare la sualontana appartenenza alla casata dei Malfoy!-

-Lo sai che sicomporta così da sempre- le risponde ridacchiando Megan, sorella diAlexander.

-Comunque daisi vede che Alec preferisce di gran lunga me!-

-Ehm ... ecco ...Fede mi duole darti una simile notizia in questo momento, ma miofratello si è ufficialmente fidanzato quest'estate ...-

-COSA?! E cosaaspettavi a dirmelo? Che mi dichiarassi scenicamente e facessi unafiguraccia?-

-No, io speravoti fosse passata, ecco tutto-

-Questa cottava avanti da quattro anni, sicuramente è il vero amore che mi chiama!-

-No, ma ecco...-

-Mi rimpiangeràquel verme! Senza offesa Meg!-

-Fai bene Fede!Fagli vedere cosa si sta perdendo!-

-G! appenaarriviamo al castello dobbiamo organizzare un festino dei nostri!Devo far sapere alla fauna maschile di Hogwarts che sono di nuovo ingioco-

-E farcibeccare o denunciare per molestie così la prima settimana? Nograzie- Giuliana alza appena gli occhi del libro. Sebbene Federicasia come una sorella per lei tutte quelle questioni amorose lalasciano completamente insofferente.

-Ma come?Potrebbe anche essere l'occasione giusta per trovarti la tua primaavventura!-

-Lo sai che nonvoglio, lo trovo inutile e di distrazione-

-Mi ricordicome siamo diventate amiche io e te? Siamo completamente l'opposto!-

-Siamo opposte,è vero, ma non riusciresti a vivere senza di me, come io non vivreisenza di te- dice tenendo sempre gli occhi bassi sul suo libro, soloper nascondere il rossore delle guance, perchè le parole avevasmesso di capirle 10 minuti prima.

Federica senzapreannunciare nulla le si getta al collo, abbracciandola, e se questoproveniente da qualcun altro le avrebbe suscitato un moto direpulsione, non vale per la ragazza che è come la sua vita, silascia stringere.

La porta siapre nuovamente, sono i due prefetti di Tassorosso che li avvertonodell'imminente arrivo al castello.

Anche Giuliana,una volta liberatasi dalla stretta della migliore amica, indossa lasua divisa rigorosamente verde ed argento, colori dei quali va moltofiera.

Quando il trenoemette l'ultimo sbuffo di quella corsa sfrenata fra le praterieinglesi una fiumana di studenti si precipita giù dalle carrozze; traloro spicca la colossale mole di Hagrid, intento a radunare i ragazzidel primo anno, ancora estranei a quella frenesia.

Giuliana eFederica si perdono di vista a causa della folla e si avviano versodue carrozze diverse; prima di partire la più bassa, ironico adirsi, riesce a scorgere da lontano l'amica incavolarsi, perl'ennesima volta quella giornata, con un ragazzo di Corvoneroaltissimo quanto quello che la ha urtata in treno, ma con i capellicolorati sulla cresta di verde e molti, forse troppi, piercing.

Vorrebbepoterla aiutare, ma qualcuno la spinge con malgrazia sulla carrozza.

Sono dueragazzi di Grifondoro, uno dei due è l'antipatico del treno, l'altroè biondo con gli occhi azzurri, tipo modello per le pubblicitàbabbane.

Per fortunaaccanto a lei è capitata Megan, se no avrebbe passato tutto ilviaggio chiusa nel suo palazzo di ghiaccio, non per niente è dal suoprimo anno che si è guadagnata il titolo di "fredda gemella diSerpeverde", mentre Federica ovviamente è "la gemellaincandescente".tti

Semplicementeli ignora, anche con il rischio di farsi etichettare da chi non laconosce come altezzosa. Non le è mai piaciuto stringere amicizie conchiunque.

Dopo il viaggionon hanno neanche il tempo di vedere le loro camerate perchè iprimini stanno per arrivare e tutti gli altri studenti si devono fartrovare seduti ai loro posti in Sala Grande.

Non appenaGiuliana riesce a trovare Federica si siede accanto a lei.

-Ciao G!Dov'eri finita? Ti ho cercata ovunque!-

-Mi hannospinta via. Comunque ho visto che hai stretto una nuova inimicizia-

-Già, unCorvonero, brutta gente quella, di certo meno intelligente deglialtri ad attaccare briga con me-

-Non ti pare diessere un po' troppo razzista? In fondo sono come noi-

-Quasi, lorosono quasi come noi. Noi siamo delle fighissime Serpeverde, loro no-

-Hai proprioragione F-

La discussionesi interrompe perchè un fiume di ragazzini fa il suo primo ingressoin Sala Grande. I loro piccoli occhietti vagano in giro per lostanzone, brillando di genuina curiosità alla vista del soffittoincantato e si meravigliano dall'abbondanza di cibi presenti suitavoli delle case ai quali fra non molto saranno seduti anche loro.

Sono guidatidal professor Vitious che dal basso del suo metro si confonde, se nonscompare, tra i giovani maghi.

La presideMcGranitt li aspetta gioviale alla fine della Sala Grande, dietro illeggio con la civetta bronzea che si stiracchia per mettere bene inmostra le penne lucenti.

Il CappelloParlante è appoggiato sullo sgabello, in attesa di poter svolgere illavoro per cui è stato creato.

Sebbene ora siaVitious il vicepreside, è la McGranitt che solleva il rattoppatocopricapo, chiamando il primo undicenne della lista.

-James SiriusPotter-

Un nomealtisonante.

Primo nome,primo scompiglio.

Sentire quelcognome così noto da essere leggenda lancia un velo estatico sututti gli studenti, che non possono non conoscere la storia del padredi quel ragazzo.

Il Cappello siposa sulla prima testa e, per la pura magia di cui è intriso, prendeparola.

"Vedo unabella testa sotto di me, senza dubbio brillante, ma esitante. Cosa tipreoccupa giovane mago? Forse la famosa stirpe o l'aspettativa, forseche il tuo nome cada? Ebbene, senza dubbio, in Grifondoro troverai latua strada".

Un boato diapplausi si accende nella casa dei coraggiosi ed il giovane zampettaallegro verso il tavolo, verso quella che per i prossimi sette annisarà la sua casa, quella che è stata di suo padre e di suo nonno,recupera il colorito che aveva perso.

Giuliana nonpresta molta attenzione alla cerimonia, avrà tempo in seguito disapere chi dovrà istruire sul come non infastidirla durante l'anno.

Quando però iragazzini sono finiti si fa avanti, da un angolo della sala, unragazzo visibilmente più grande di tutti quelli passati sotto ilCappello fino ad ora.

-Quest'annoospiteremo nella nostra scuola anche uno studente trasferito daDurmstrang, un inglese che ritorna in patria, Leonardo Barone, che hagià seguito separatamente le nostre lezioni per la durata dell'annoprecedente-

Non ha lefattezze di un ragazzo, ormai è in tutto e per tutto un uomo, ha icapelli corvini spettinati da un lato, degli occhi verde smeraldoammalianti, la mascella volitiva, spalle larghe e passo sicuro mentresi avvia davanti alla preside per farsi smistare.

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