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Hide & Seek - Masky

'10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1

Ready or not, here I come'

Era una sera estiva come tante e l'aria calda rendeva impossibile il rimanere all'interno delle proprie abitazioni.

Io e i miei amici ci eravamo riuniti a casa di John, in periferia, poiché era la zona della città più fresca; ma nonostante ciò, il calore era insopportabile e il sudore ci imperlava la pelle coperta dai pochi vestiti che riuscivamo a sopportare.

Eravamo in sei: John, Sarah, Liam, Ryan, Jackie e io, Aria; ed eravamo di età compresa tra i 20 e i 26 anni. Jackie e John erano l'unica coppia del gruppo, ma fortunatamente non erano il tipo di fidanzati che si isolava, anzi partecipavano alle feste e alle riunioni tra amici come questa volentieri. Questa volta era stata una loro idea vederci per passare la giornata insieme.

John possedeva una piscina interrata nel giardino posteriore della sua casa che condivideva con la ragazza, così avevamo deciso di rilassarci facendo un bagno. La sera, avevamo organizzato una grigliata e avevamo appena finito di cenare.

Eravamo in veranda e stavamo parlando del più e del meno. Ci accomunava la passione per la musica, infatti li avevo conosciuti quasi tutti ad un concerto. Ryan, invece, era il mio migliore amico e ci conoscevamo da quando eravamo piccoli.

Ammetto che provavo qualcosa per lui, ma in quel momento volevo concentrarmi sulla carriera che avevo appena iniziato ad intraprendere piuttosto che su una relazione che avrebbe potuto anche comportare la fine della nostra lunga amicizia.

- Ehi ragazzi, perché non andiamo a fare una passeggiata nel bosco qui vicino? - propose Sarah, eccitata.

- Veramente non credo sia una buona idea - replicò Jackie - dicono che ci sia un pazzo mascherato che gira armato di un tubo di ferro...-

- Hai paura, Jackie? Sicuramente sono solo storielle inventate per spaventare i bambini - rise Liam, assecondando Sarah.

- Eddai ragazzi, sarà divertente! - continuò la bionda cercando di convincerci.

Io e Jackie ci guardammo preoccupate.

- Ti proteggo io, se hai paura - mi sussurrò Ryan all'orecchio, divertito.

Le mie guance acquisirono una colorito scarlatto, e abbassai lo sguardo imbarazzata a sentire quel sussurro. Ero sicura che fosse a conoscenza dei sentimenti che nutrivo per lui e ci provava gusto ad imbarazzarmi e a stuzzicarmi usando questo mio punto debole. Ma in fondo, sapevo anche che ricambiava.

- Va bene, ma non stiamo via tanto - cedette Jackie infine, iniziando a sparecchiare - prima che faccia buio, torniamo a casa-

La aiutammo a mettere a posto e uscimmo di casa, diretti in quel bosco che era inquietante di giorno, figuriamoci come sarebbe stato tra poco.

Il cielo era dipinto di arancione, con varie sfumature che andavano dal rosso, al viola, al blu. Non era ancora spuntata nessuna stella e il caldo sembrava proprio non abbandonarci.

Dopo una decina di minuti di strada, con il sole ormai tramontato del tutto, arrivammo davanti ad un sentiero che portava all'interno del bosco.

- Bene, si è fatto buio e il bosco l'abbiamo visto. Direi che possiamo tornare a casa - Jackie girò i tacchi e fece per andarsene, ma John la bloccò.

- Eddai Jackie... Non fare così - le sorrise - facciamo un giro e poi torniamo a casa -

La ragazza dai capelli castano chiaro e corti sbuffò, e ci seguì tenendo per mano il suo ragazzo.

- Hey Aria - mi raggiunse Ryan - tremi ancora dallo spavento? - sogghignò.

- Non sei divertente, Ryan - aumentai il passo, offesa.

Sapeva che avevo paura dei luoghi da cui non potevo uscire facilmente, e che il bosco di notte non era proprio quello che faceva per me.

- Eddai - mi affiancò nuovamente - lo sai che ti voglio bene -

- Già... mi vuoi bene... - abbassai lo sguardo.

Quelle parole facevano male.

Faceva male sentirsi dire 'ti voglio bene' da una persona da cui avresti voluto sentirti dire 'ti amo'.

- Ragazzi! Avete visto Sarah?- Liam, allarmato, ci raggiunse.

- Non era con voi?- lo guardò confuso Ryan.

- Si è allontanata e credevamo fosse con voi -

- Dai Liam, non scherzare - lo ammonii, leggermente preoccupata.

- Non sto scherzando! Ti giuro che è sparita! -

Nel frattempo ci raggiunsero anche Jackie e John, e proprio quando si avvicinarono, sentimmo un urlo.

Ci guardammo tutti cinque spaventati. Quella era la sua voce, urlava dal dolore.

- SARAH! SARAH, DOVE SEI? - iniziammo ad urlare all'unisono.

- Ragazzi, dividiamoci. La troveremo più in fretta- suggerì Liam.

- Non ti hanno insegnato niente i film horror? - sbraitò John, lasciando l'amata e avvicinandosi al castano.

- Vuoi che la troviamo domani mattina, magari morta o chissà cosa? -

Jackie iniziò a piangere.

- Ragazzi smettetela, su. Non è il momento per litigare questo - cercai di trattenere la calma, ma la verità era che stavo morendo dalla paura e le parole di Liam non aiutavano.

- Potremmo telefonarle - propose Ryan, intromettendosi.

Presi il cellulare e digitai il suo numero, avviando il vivavoce in modo che potessero sentire tutti.

Uno squillo. Due squilli. Tre squilli.

Poi rispose qualcuno.

- Sarah? Dove sei? Siamo preoccupati per te! - la chiamai, ma non rispose nessuno.

Si sentiva un rumore statico, di interferenza, ma nessuna voce.

Poi improvvisamente, una voce camuffata iniziò a parlare:

'Diamo un'occhiata alla situazione: sono a caccia del luogo in cui vi trovate. Mentre aspettate lì siete parecchio spaventati, lo percepisco. Percepisco la paura heheheh HAHAHAHAHAHA.'

E la chiamata finì.

Guardai i miei amici, ancora più spaventata, e notai che il terrore aveva preso possesso anche dei loro occhi.

- A-andiamocene da qui... vi prego - singhiozzò Jackie, abbracciata a John.

- Dobbiamo trovare Sarah- si impuntò Liam, ricominciando a camminare.

- Ehi, dove vai? Dobbiamo rimanere uniti-

- No Ryan, io e Jackie andiamo a casa. Non vedi com'è ridotta? -

I due innamorati cominciarono a camminare nella direzione opposta, dove eravamo arrivati, lasciandoci soli.

- Che facciamo, Ray? - chiesi tremando.

Lui mi strinse in un abbraccio.

- Andrà tutto bene piccola. Te lo prometto -

Iniziai a piangere tra le sue braccia, ma lui mi alzò il viso tenendomi il mento con due dita e mi schioccò un bacio a fior di labbra.

Venimmo interrotti da altre urla.

- Questa era Jackie... -

- Andiamo - mi prese per mano e mi trascinò fino alla provenienza dell'urlo.

Quando arrivammo, ci trovammo davanti ad una scena raccapricciante: John era stato sgozzato e Jackie colpita violentemente alla nuca.

Mi tappai la bocca, per reprimere dei singhiozzi e i conati di vomito e mi rannicchiai nascondendo la testa sul petto di Ryan. Lui mi accarezzò la schiena per rassicurarmi, ma aveva uno sguardo sconvolto.

Si avvicinò a Jackie e le prese il polso, quando lei mugolò qualcosa.

- Masch... Aveva una maschera...- sussurrò prima di esalare il suo ultimo respiro.

Ryan tornò da me e mi abbracciò nuovamente, prima di allontanarci.

- Dovremmo chiamare la polizia... Dammi il tuo cellulare -

Mi porse una mano, ma quando presi il cellulare per darglielo, questo iniziò a squillare. Era sempre il numero di Sarah.

Guardai Ryan titubante, ma lui mi esortò a rispondere e così feci.

'Ho trovato anche loro, non c'è voluto molto. La loro paura è cresciuta e mi hanno reso più facile il lavoro. Il tempo sta finendo e non sopporto questa cosa, quindi rimani ferma lì. So dove sei, i battiti del tuo cuore sono cosi forti.'

Fine della telefonata.

Mi portai una mano al petto e in effetti i battiti del mio cuore erano accelerati.

Scoppiai a piangere, singhiozzando. Ce l'aveva con me?

- Shh piccola - mi abbracciò nuovamente Ryan - ti prometto che usciremo da qui sani e salvi - mi lasciò un lieve bacio sui capelli e mi prese per mano, iniziando a camminare verso una direzione a me sconosciuta.

Camminammo per circa venti minuti, senza trovare via d'uscita.

- Ryan... quanto manca? - chiesi guardandomi intorno spaventata, ma trattenendo uno sbadiglio.

- Non lo so - ammise sospirando - credo che ci siamo persi...-

Improvvisamente, sentimmo un rumore alla nostra destra, tra gli alberi e una voce, quella voce.

'Starò nel buio, ad ascoltare il tuo cuore.'

- Resta qui, torno subito - mi baciò con passione prima andarsene.

Non feci in tempo a fermarlo che era già sparito.

Vagai per qualche metro, finché non inciampai su qualcosa e caddi.

Ero terrorizzata e quando aprii gli occhi trovai il cadavere di Liam, con diverse ferite all'addome.

Urlai e iniziai a singhiozzare, appoggiandomi con la schiena ad un albero e circondando le ginocchia con le braccia, dondolandomi come una bambina.

Poi di nuovo il telefono. Speravo fosse Ryan che mi diceva che stava tornando da me, ma era di nuovo il numero di Sarah.

- P-pronto? - balbettai, continuando a sperare che fosse il mio ragazzo.

'Mettiamo in chiaro le cose: vedi cara, come ho già detto, sono il migliore in questo gioco perché fiuto la paura. Sento qualcosa nel buio, ed è il battito del tuo cuore. Attenta, sto arrivando.'

Attenta, sto arrivando.

Quelle parole mi continuavano a ronzare in testa e decisi di correre.

Corsi per diversi metri, senza meta né una direzione precisa da seguire.

Corsi finché non sentii i polmoni andarmi a fuoco e l'aria mancare.

Corsi finché non andai a sbattere contro qualcosa, o meglio qualcuno.

Alzai lo sguardo, indietreggiando, e mi trovai davanti un ragazzo con indosso un paio di jeans e una giacca di pelle marrone chiaro. Aveva il volto coperto da una maschera bianca dai tratti femminili e in mano teneva un tubo di ferro grondante di sangue.

- Finalmente - disse facendomi riconoscere la voce che aveva risposto al telefono - come ti ho detto, sono arrivato hehehehe HAHAHAHAH-

Iniziò a ridere nuovamente, una risata sadica e carica di odio, prima di iniziare a colpirmi in testa con l'arnese che teneva in mano; uccidendomi.

Ora non sente più il mio cuore battere per la paura.

Ora non può più trovarmi.


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