The X [first Attack]
Era un tranquillo lunedì mattina. Lena si era svegliata presto per prepararsi ad andare a scuola; gli insegnanti avevano avvisato che ci sarebbero stati dei nuovi studenti stranieri per lo scambio culturale, e lei sperava fossero carini. Dopo una buona colazione, Lena uscì di casa per prendere lo scuolabus e si sedette affianco alla sua migliore amica, parlando del più e del meno.
Quando arrivarono a scuola, tutto proseguì in maniera normale. Scese dal bus e andò nel cortile scolastico finché la campanella non suonò, ed in seguito andarono tutti nelle rispettive classi. Lena si allontanò per un momento dalla sua amica per raggiungere un cesto dell'immondizia e gettare la cartina di una caramella che aveva mangiato. Mentre buttava la cartaccia, volse il suo sguardo verso un albero, non troppo distante da lì. Un albero strano, aveva un simbolo su di esso. Era un cerchio con una X dentro. Lena fece spallucce, qualche studente doveva aver combinato quella cretinata, lo avrebbe riferito al preside più tardi. In fondo, gli alberi non potevano essere maltrattati in quel modo.
La campanella suonò, tutti gli alunni andarono in classe e Lena e la sua amica erano le più impazienti di incontrare i nuovi studenti. Ognuno sedeva al suo banco quando il preside entrò in classe, portando con sé i due nuovi studenti. Il sorriso di Lena si smorzò quando li vide, per lei non erano carini... Provenivano da paesi più poveri, e Lena era in qualche modo intollerante per le "cose" del genere. La sua amica, invece, andava matta per il primo che era entrato, sarebbe potuto essere il suo marito per la vita, o almeno lo pensava. Lena osservò il sorriso dell'amica con uno sguardo di disprezzo. Lena era quel tipo di persona che diceva "Non è pregiudizio, MA...". Non era però colpa sua, bensì dell'educazione che i genitori le avevano imposto riguardo differenti culture.
Malgrado suo, uno degli studenti si sarebbe seduto vicino a lei per il resto dell'anno, si può ben immaginare non le piacesse. Ma non poteva cambiarlo.
Le ore passavano e, per un attimo, una matita cadde a terra. La matita di Lena. Chi la recuperò fu il nuovo studente al suo fianco, Orion. Le ritornò la matita, e lei la afferrò con la punta delle dita, con uno sguardo giudizioso sul ragazzo.
"Non ho bisogno del tuo aiuto per prendermi la matita, ma grazie per avermela ritornata e non rubata." Esclamò con voce arrogante, pulendo la matita sulla maglietta.
Orion non ribatté nulla e guardò verso il basso. L'amica di Lena, al contrario, era molto delusa dal suo comportamento, ma non disse comunque nulla. In momenti come questi, è usuale che tutti si fermino ad apprezzare la bellezza del silenzio.
Il tempo passò fino alla fine delle lezioni e – finalmente, per Lena – potevano tornare a casa. sul bus del ritorno, Lena rimase silenziosa per tutto il tragitto, era scocciata. Decise di ascoltare della musica col suo cellulare, ma ogni canzone riusciva ad ascoltarla solo per i primi dodici secondi, poi udiva solo suoni orribili che la costringevano a togliersi le cuffie rapidamente. Grandioso, un cellulare difettato adesso. Era tutto quello di cui aveva bisogno ora.
Scese dal bus come se la sua vita fosse ora la peggiore del mondo, il tipico dramma giovanile. L'unica buona cosa era che quel sabato sera ci sarebbe stata una festa a casa di uno degli studenti più grandi, quindi avrebbe potuto sopportare meglio il nuovo alunno per la settimana.
Si stava dirigendo verso le scale quando sua madre la chiamò.
"Tesoro, non vuoi la cena? Ho fatto il pollo come piace a te." Disse la donna con un gentile sorriso.
"Dai il pollo a qualcun altro." Rispose furiosamente la ragazza, e se ne andò in camera sua.
Andò sul letto e prese il suo portatile. C'era un'amica con cui parlava sempre, che però viveva molto lontano, quindi doveva sempre aggiornare la ragazza sulle nuove cose che accadevano.
Aprì Skype e avviò la chat vocale.
"Ugh, non crederai mai a cosa mi è successo." Esclamò Lena con la voce più drammatica possibile.
"Che è successo? I tuoi non ti hanno dato la paghetta nemmeno sta volta?" Chiese l'altra ragazza, tesa.
"No, magari fosse quello. Duo nuovi ragazzi sono venuti in classe nostra, sono stranieri."
"Figo. Sono carini?"
"Uuughh, solo pensarci mi fa sentire male. Provengono da qualche luogo tremendo, e giudicando dai loro vestiti e dal loro aspetto, non penso si lavino nemmeno, devono aver utilizzato TUTTI i loro soldi per questo scambio culturale, non è possibile altrimenti."
"Non essere sciocca, non è così che funziona. Devono essere molto studiosi, e non dovrebbero essere così male..."
"Non voglio giudicare o che, MA dalla loro faccia, penso non sappiano neanche scrivere... Immagino non abbiano nemmeno una scuola dove vivono, penso sia per questo che abbiano fatto lo scambio."
"Hm..."
"Per non dire-- -xxXXXXXXxxxxxxxxxxxxxxxX
Una serie di rumori e glitch sovrastarono il portatile, per finire con una schermata blu con delle X apparire sempre più numerose, poi il portatile si spense. Lena era ovviamente spaventata, cos'era quella roba? Non era mai successa prima. Pensò che probabilmente era qualche programma che aveva usato o forse un problema di Skype, poiché, alla fine, aveva aperto solo un'icona...
Tuttavia, cercò di riaccendere il portatile. Dopo diversi lunghi minuti ci riuscì, tirando un sospiro di sollievo che non fosse rotto. Riavviò Skype di nuovo e richiamò l'amica.
"Cristo, il mio computer si è spento da solo, ha fatto dei suoni strani, temevo fosse rotto. Penso di aver impiegato venti minuti tentando di riaccenderlo, sono felice di esserci riuscita." Disse Lena con una risata ridicola.
"...Cosa? Impossibile, non hai smesso di parlarmi per un secondo..." Rispose l'amica un po' confusa, pensando che quello fosse una sorta di scherzo o qualcosa di simile.
"Uh? Come?? Dopo che si è spento ci ho messo un sacco di tempo per riaccenderlo. Magari mi sentivi mentre provavo a farlo? Magari è rimasto "connesso" in qualche modo, disattivando solo lo schermo."
"No, Lena. Hai continuato a parlarmi tutto il tempo, riguardo a quanto detestassi quel ragazzo e quanto stupido fosse in testa, tale che non era nemmeno possibile aggiustarlo perché non ha un cervello ma merda in testa."
"Ti fai beffe di me perché non mi piace qualcuno?" Chiese Lene indignata.
"No! Sei tu che hai detto queste cose."
"Non ho detto nulla, non sono riuscita nemmeno a finire la frase quando si è spento il computer."
"Guarda, se hai intenzione di prendermi per il culo così allora me ne vado. Ho cose di meglio da fare." Disse l'amica di Lena prima di riagganciare.
Lena aveva il volto stravolto dalla confusione, lei stessa non avrebbe mai detto nulla del genere, ma la sua amica non era una di quelle che mentono, o almeno non mentiva a lei. Cos'era accaduto?
Tentò di ignorarlo. Notò che la lucina della sua webcam era accesa nonostante non la stesse utilizzando; fissò quella lucetta, che si spense rapidamente dopo dieci secondi, dopo che Lena si era avvicinata. Fece spallucce e posò il portatile sulla scrivania, lasciandolo aperto nel caso dovesse utilizzarlo di nuovo. Si alzò e uscì dalla camera... era affamata. E avrebbe dovuto inventare una scusa per sua madre per aver ignorato il pollo di prima. Per fortuna, sua madre era di buon umore.
Dopo cena, tornò nella sua stanza. Chiuse la finestra e utilizzò il computer per diversi altri minuti prima di spegnerlo, chiudendolo e lasciandolo sulla scrivania. Per quel giorno decise di guardare solo un po' di TV, e dopo sarebbe andata a dormire.
Il giorno seguente, si svegliò infastidita dal sole che le colpiva la faccia. Sua madre aveva aperto la finestra ancora? Le aveva detto un sacco di volte che non voleva essere risvegliata in quel modo. Si alzò, richiudendo la finestra e la tenda, cosicché il sole non battesse più così forte sul suo volto. Andò al bagno e curò la sua igiene personale. Mentre si sistemava per bene, di fronte allo specchio dell'armadio, notò qualcosa di strano sul muro. Chiuse l'anta dell'armadio e si avvicinò. Era una piccola X rossa. Tentò di cancellarla con qualcosa, con del sapone, ma non veniva via. Sembrava essere una pittura a lunga tenuta.
Decise di lasciar perdere.
Scese le scale per andare a fare colazione e poi andò alla fermata del bus. Come consuetudine, si sedette vicino alla sua amica, che evitò di parlarle troppo... Lena lo notò.
"Cosa succede, Mirian? Ti ho fatto qualcosa? Hai ignorato i miei messaggi, e ora vuoi ignorare anche me?"
"Cosa? Ignorare? Io? Ho risposto ad ogni tuo messaggio! Anche quelli in cui mi deridevi." Rispose Mirian, guardandosi in basso, evidentemente scocciata.
"Uh? Non ti ho derisa. E ti ho inviato solo due messaggi. Uno in cui dicevo ciao e l'altro in cui chiedevo se mi stavi ignorando, non ho scritto altro dopo ciò." Disse Lena, incrociando le braccia.
"No, Lena. Mi hai inviato un sacco di messaggi, dicendo di come tu sapessi del mio appuntamento col nuovo studente e di come fossi stupida e disgustosa ad iniziare una relazione con un tipo 'come lui'." Spiegò Mirian, avendo ormai perso la pazienza.
"Che? Aspetta, ti stai vedendo col nuovo ragazzo???" Lena aveva un aspetto sorpreso e disgustato.
"Senti..." Il bus si fermò di fronte alla scuola e Mirian si alzò in piedi. "Stai facendo la testa di cazzo da ieri, e non tollererò più la tua arroganza." Esclamò furiosa, e scese dal bus.
Lena rimase sbigottita per diversi secondi, la sua amica usciva col ragazzo nuovo? Scese dal bus solo dopo che tutti gli altri lo avevano fatto.
Aveva ben altro di cui pensare oltre alla sua migliore amica uscirsene con un tipo del genere. Lena sapeva di non aver inviato altri messaggi. Ricordò la conversazione che aveva avuto con l'altra sua amica su Skype... qualcosa non quadrava.
Andò verso il cesto dell'immondizia per gettare la cartina della caramella e guardò verso l'albero, ma non c'era più alcun simbolo... si spaventò un po', ma immaginò che probabilmente fosse stato fatto con della vernice e su una superficie frastagliata tra l'altro, e gli addetti dovevano aver pulito...
La campanella suonò e gli studenti andarono in classe.
Lena non prestò attenzione per nemmeno un secondo. Aveva molti pensieri in testa...
Orion le allungò un bigliettino, e quando lei lo notò, glielò strappoò di mano con violenza, guardando a cosa vi fosse scritto.
"Stai bene? Sembri spaventata..."
Lena accartocciò il bigliettino e glielo rilanciò indietro.
"Sto bene, non ho bisogno delle tue preoccupazioni. E non serve che tu mi passi bigliettini, non so da dove tu venga, ma qui puoi parlare liberamente mentre l'insegnante sta correggendo i compiti." Disse Lena senza nemmeno guardare il ragazzo, che abbassò il capo silenziosamente.
Mirian guardò verso Lena con sguardo di disapprovazione. Lena le restituì lo sguardo con un'alzata di spalle.
"Cosa? Ho solo detto la verità."
"È muto." Spiegò l'altro nuovo studente, che stava vicino a Mirian, a Lena, con espressione impassibile.
"Oh fantastico, non sa nemmeno parlare e vuole studiare." Esclamò Lena il più arrogante possibile.
Orion era un ragazzo tranquillo a cui importava delle persone, ma dopo aver udito ciò, si alzò in piedi e se ne andò dalla classe correndo. Aveva già subito bullismo in precedenza a causa del suo essere muto, e credeva che in un nuovo paese avrebbero compreso meglio la sua situazione.
"Guarda che hai fatto, ce l'hai un cuore?" Disse Mirian adirata, mentre lo studente vicino a lei si alzava ed usciva anche lui dalla classe, seguendo il suo amico.
L'insenante guardò verso la porta da cui i due ragazzi erano usciti, e poi osservò Lena.
Alla scrivania della direttrice, Lena incrociò le braccia, scocciata dalla situazione. Suo padre giunse rapidamente a scuola, arrabbiato con la direttrice e con l'insegnante, avrebbe protetto sua figlia fino alla fine.
Lena non ce la faceva più, e non poteva nemmeno cambiare scuola poiché i suoi la avevano costretta a studiare in questa, una delle migliori scuole del paese.
Per tutta la settimana Lena era stata arrogante con i nuovi studenti, soprattutto Orion, che continuava a preoccuparsi per lei ogni volta che qualcosa di strano accadeva. Era un ragazzo dal cuore d'oro.
Venerdì sera, finalmente. Il sabato sera ci sarebbe stata la grande festa ed era davvero l'unica cosa che rallegrava Lena. Quella sera, Lena decise di andare a trovare Mirian, vedere come stava e cercare di ristabilire la loro amicizia, che ormai era stata spezzata e probabilmente non sarebbe comunque stata ripristinata. Mentre passeggiava vicino ad un negozio, guardò verso le telecamere. Sembravano seguirla... Cercò di smetterla con quelle sue paranoie, e proseguì. Arrivata alla casa dell'amica, suonò il campanello. Suonò più e più volte. Finalmente Mirian si fece vedere, incrociando le braccia alla vista di Lena in piedi di fronte alla sua porta di casa.
"Che vuoi?" Chiese Mirian.
"Farmi perdonare?" Lena rispose con un'altra domanda, prendendo una scatola di cioccolatini dalla borsa che trasportava.
"..."
Mirian accettò di far entrare Lena, poiché erano amiche da anni, del cioccolato non avrebbe fatto tutto il lavoro.
Nella stanza di Mirian, risero e parlarono di ogni argomento che non fossero i due nuovi ragazzi, perché se avessero toccato quel tema si sarebbero messe a litigare nuovamente. Il cellulare di Lena squillò.
"Aspetta un minuto." Disse a Mirian, e rispose alla chiamata. "Pronto? Oh, ciao mamma. Sono a casa di Mirian..." Il volto di Lena sbiancò, in disperazione. "...Cosa? Okay, arrivo!" Esclamò ancora più disperata.
"Cosa???" Domandò Mirian preoccupata.
"Mio padre ha fatto un incidente!" Spiegò Lena mentre recuperava le sue cose e usciva dalla stanza. Mirian la seguì, la accompagnò alla porta.
"Un incidente?" Mirian le aprì la porta.
"Non lo so, andrò a casa e vedrò. Ciao, ci vediamo domani alla festa." Lena salutò e corse via. Mirian rispose al saluto e chiuse la porta.
Lena arrivò a casa in preda alla disperazione, piangendo, urlando per sua madre. Corse nel salotto e... perplessa e confusa si bloccò sulla soglia, di fronte al salotto. Sua madre e suo padre stavano tranquillamente guardando la televisione. La madre di Lena si alzò e le corse in contro, preoccupata.
"Cosa c'è, cara? È successo qualcosa?" Le chiese.
"...Ma... avevi detto... Perché mi hai detto che papà ha avuto un incidente?" Lena era ancora sotto shock, stava ancora piangendo.
"...Come? Tuo padre non ha avuto alcun tipo di incidente. Siamo rimasti a guardare la TV tutto il giorno." Spiegò la madre di Lena, accarezzando il viso di Lena con la mano, per asciugare le sue lacrime.
"Ma mi hai chiamata mentre ero a casa di Mirian, mi hai detto che aveva avuto un incidente, ero spaventata..." Lena non sapeva come sentirsi, piangeva e basta. La madre la abbracciò, e lei rispose all'abbraccio.
"Oh, tesoro. Devi aver ricevuto un brutto scherzo telefonico." Sua madre cercò di calmarla. Suo padre le raggiunse e le accarezzò il capo.
"Sto bene, tesoro. Non dovresti rispondere ai numeri sconosciuti." Disse.
"Ma proveniva dal numero della mamma, l'ho visto. Era salvato, guarda." Si allontanò dall'abbraccio e prese il suo cellulare per mostrarlo... ma non c'era nulla. Letteralmente nulla. Non c'erano più contatti, nessun messaggio, nessuna app. il suo telefono era completamente vuoto. "...Cosa..."
I suoi genitori si guardarono... Lena si stava comportando in modo strano da un po'. Stavano pensando di portarla da una psichiatra o qualcosa di simile...
"Vai in camera tua, tesoro. Sei molto stanca." Disse sua madre, facendo scorrere la mano tra i suoi capelli.
Lena andò nella sua stanza. Perché stava accadendo tutto ciò? Non lo sapeva. Ma l'indomani tutto si sarebbe risolto, o almeno lo credeva.
Il giorno seguente, si svegliò tardi. Guardò l'orologio, erano almeno le 2:30 del pomeriggio. Si alzò e curò la sua igiene. Quando entrò nella vasca da bagno, sentì un bruciore sulla sua clavicola. Si alzò e si avvicinò allo specchio. C'era un piccolo taglio lì, a forma di X. Ora era davvero spaventata. Non ricordava di essersi ferita o cose simili. E soprattutto, non con quella forma.
Ce la mise tutta ad ignorarlo. Dopo aver fatto il bagno, si preparò ad andò a vedere un po' di TV, fino all'ora della festa. Non aveva più alcun modo di inviare messaggi, poiché aveva perso tutti i suoi contatti in rubrica. Ma non appena ebbe l'occasione di riprendere il cellulare, notò che tutti i numeri e le app erano ritornati, e c'erano diversi messaggi da parte di Mirian che le chiedevano a che ore bisognava ritrovarsi.
Lena era ovviamente sorpresa, ma rispose ai messaggi in ogni caso.
Si stava preparando per bene per la festa, avrebbe infossato dei nuovi abiti che erano stati importati da dei ricchi paesi. Era emozionata. Sperava di incontrare qualche ragazzo carino con cui parlare tutta la notte. I suoi genitori le avevano proibito di andare alla festa, in quando credevano che loro figlia avesse bisogno di molto riposo, quindi avrebbe dovuto svignarsela di nascosto.
Uscita dalla finestra, avrebbe dovuto camminare fino a casa di Mirian, per poi andare assieme alla festa, passò di nuovo di fronte al negozio, le telecamere parevano inseguirla. Questa volta, lei mostrò il suo dito medio.
Arrivata da Mirian, abbracciò l'amica entusiasta.
"Sarà incredibile!" Esclamò Lena impaziente.
"sì! Sarà una serata fantastica. Ma verrà anche Coda, quindi per favore cerca di non fare la stupida." Disse Mirian riferendosi al suo nuovo fidanzato, il nuovo studente.
"Ugh... Okay. Per te." Lena sorrise e abbracciò l'amica.
Andarono entrambe alla festa emozionate. Arrivate l', si separarono poiché Mirian andò a stare col suo ragazzo e Lena andò alla caccia di qualche tipo per conto suo. Qualcuno le toccò la spalla e le lasciò un biglietto appiccicato lì. La persona scomparì più veloce di un ratto. Appena prese il bigliettino, Lena alzò gli occhi al cielo, immaginandosi che fosse da parte di Orion. Ma... la scrittura era diversa.
"Incontriamoci in giardino."
Lena pensò fosse qualche ammiratore segreto. Andò in giardino con tutta la sua graziosità, ma non trovò nessuno. Notò alcune carte per terra, che conducevano dietro un grande albero. Immaginò che l'ammiratore fosse lì. Raccolse i foglietti uno per uno. Li lesse ad alta voce, suadentemente, in modo che l'ammiratore potesse udire che lei era vicina.
Il primo biglietto diceva, "Tu..."
Ce ne era un altro più avanti. Lo raccolse. Diceva, "Dovresti..."
Il terzo, "Parlare..."
Il quarto, più vicino all'albero, "Meno..."
"Cosa..." Lena lesse con espressione confusa.
Non ebbe tempo di pensare, venne tirata dietro l'albero.
Un paio di ore più tardi, quando la festa era ormai finita, Mirian iniziò a cercare l'amica, non la trovava da nessuna parte. Decise di inviarle un messaggio.
"Dove sei? Stiamo andando via." Scrisse Mirian preoccupata.
"...In giardino."
"Perché sei lì?"
"..."
Mirian decise di andare nel giardino, poiché la sua amica non voleva fornire spiegazioni. Si guardò intorno nel cortile, ma non vide nessuno.
Si guardò davanti, c'era un grande albero con una X rossa disegnata sopra. Dietro l'albero poteva vedere un braccio. Sembrava che Lena fosse seduta dietro l'albero. Mirian si avvicinò, preoccupata per l'amica, poteva essere ubriaca o aver avuto il cuore spezzato per qualche ragazzo.
"Scema, che ci fai qui? Forza, and--- AAAAAAAAAAAAAH!!"
Mirian gridò alla vista della sua amica.
Lena aveva il capo rivolto verso l'alto, il suo volto poteva essere ben visto, la sua bocca era cucita, il sangue fuoriusciva dal naso e dagli occhi, e la sua gola era completamente aperta. Non sembrava un taglio normale, bensì come se qualcuno la avesse aperta e con le mani avesse distrutto ogni cosa all'interno, strappando pelle e carne.
Notò alla fine la X disegnata sull'albero, e non era stata fatta con l'inchiostro... ma... con sang----- ---- --- 0000W
xxxxxXXXxxxXXxxxxxxXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXxxxXXXXXXXXXXXXXXXxxXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxXXXXxx
XXxX
X
X
X
Xxxxxxxxxxxxxxxx
- 01011001 01101111 01110101 00100000 01110100 01100001 01101100 01101011 00100000 01110100 01101111 01101111 00100000 01101101 01110101 01100011 01101000* -
*In codice binario si traduce in "You talk too much": parli troppo.
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