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Più passano i giorni e più un grosso vuoto si fa spazio dentro di te, ti ripeti che era solo una cotta passeggera, ma forse è stato di più.
È riuscito a capirti in pochi sguardi, in pochi gesti.
Aveva sempre quello sguardo pieno di emozioni contrastanti tra di loro, che ogni volta scatenavano in te una tempesta interiore.
Non puoi negare al riflesso che hai davanti che forse qualcosa per lui è rimasto ancora.
Hai bisogno di parlagli, così ti dirigi alla stazione di polizia senza trovarlo, ma non ti perdi e ti dirigi verso il suo partner.
-Ciao Roger, per caso sai dov'è Martin?- gli chiedi mentre ti annuisce.
-Vai sul terrazzo- ti dice facendoti l'occhiolino.
Ti dirigi verso l'ascensore diretta all'ultimo piano, per poi fare la rampa di scale, raggiungendo la porta che da sul terrazzo.
Appena sei fuori lo vedi: passeggia sul cornicione come se stesse camminando tranquillamente per strada, soliti stivali, solita giacca.
Appena ti avvicini a lui, come se ti avesse sentito, si volta verso di te, alzando le sopracciglia, guardandoti dai suo occhiali da sole che porta.
-Che ci fai qui?- ti chiede, fermandosi sul cornicione che stava percorrendo.
-Dobbiamo parlare- dici avvicinandoti a lui. Ti fa segno con il capo di parlare mentre tu sospiri non sapendo da dove iniziare.
-Da quando te ne sei andato dalla stanza quel giorno...sento un vuoto che non so spiegare- inizi a dire, guardandolo attentamente, mentre silenzioso continua a osservarti.
-Un vuoto che si è fatto sempre più grande diventando una voragine. Quando c'eri tu, in qualche modo mi sentivo meno sola, compresa. Non posso più negare al mio stesso riflesso che forse provo qualcosa per te- dici d'un fiato vedendolo scendere con un balzo dal cornicione.
-Rachel, io...io non sono adatto a te. Sono pazzo, sono fuori come un balcone, capisci?- ti dice, avvicinandosi a te, levandosi gli occhiali, mentre ciocche dei suoi capelli andavano contro i suoi occhi.
-Cosa vuol dire che non sei adatto a me, Martin? Non c'è qualcosa per cui non essere adatti- dici scuotendo la testa, sentendo i tuoi occhi riempirsi di lacrime.
Ti guarda seguendo con il capo il movimento del tuo gesto, vedendolo abbassare il capo portandolo alla tua altezza, prendendoti il viso tra le mani.
-Sei un fiore troppo prezioso, nelle mie mani potresti sgretolarti come sabbia al vento- ti sussurra, vedendoti piangere silenziosamente, mentre le tue lacrime salate finiscono inesorabilmente anche sulle sue mani.
Ti guarda con sguardo rammaricato, quasi provando lo stesso dolore che stai provando adesso tu.
-Sei spregevole- sussurri con voce rotta, sprofondando nel suo sguardo, sentendoti quasi soffocare.
Chiude gli occhi, con ancora le mani sul tuo volto, porta la fronte contro la tua.
-Mi dispiace- ti dice, per poi staccare le mani dal tuo volto e la sua fronte.
La tua risposta è un sonoro schiaffo contro il suo volto.
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