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Terzo aggiornamento della giornata, commentateeeeeeeeeeeee
Seconda volta in centrale di polizia in due giorni, sarà già un record? Alec dopo quell'accaduto ha deciso di ritornare all'albergo per una sessione intensiva lì in palestra, mentre tu continui a guardare Riggs, mentre scruta il monitor del suo computer.
Conosci quello sguardo tormentato e distrutto dentro. Ti alzi e lentamente e silenziosamente ti avvicini alla sua scrivania.
-Deve combattere con i suoi demoni eh?- gli chiedi, mentre sposta su di te lo sguardo, sorridendo debolmente.
-Non darmi del lei, dammi del tu. Mi fai sembrare ancora più vecchio- accenna una piccola risata, alzandosi dalla sedia. Si guarda un po' intorno e poi ti osserva indicandoti.
-Il tuo ragazzo non c'è-
-Bella osservazione- dici ridendo, per poi continuare.
-E' andato in albergo a sfogare la tensione in palestra. Cose da uomini- dici gesticolando con la mano a mezz'aria, vedendolo alzare un angolo della bocca.
-Be io sfogo la mia tensione sparando alle bottiglie con in mano una birra, ti va?- chiede, facendoti cenno di seguirlo, diretto all'ascensore. Il silenzio che vi accompagna fino alla sua roulotte, non è affatto imbarazzante, anzi è molto rilassante, è come se vi capiste stando perfino in silenzio. Scesi dal furgone, lui entra nella roulotte ed esce con 5 bottiglie di whiskey, posandole sul bordo del furgone, allontanandosi e affiancandosi a te, e guardandoti spara due colpi che vanno a segno perfettamente.
Apri la bocca guardandolo sorpresa, come una bambina davanti ad un regalo inaspettato.
-Ma sei pazzesco! Non hai nemmeno preso la mira!- urli saltando sul posto eccitata.
-Vuoi provare?- chiede indicando la sua glock tra le mani. Batti le mani cercando di scalpitare il meno possibile con i piedi e subito ti metti davanti alla prossima bottiglia, pronta a prendere la mira. Sei su di giri, e hai l'adrenalina a mille: non vedi l'ora di sparare.
-Allora...- lo senti dietro di te, il suo fiato che caldo si scontra con il tuo collo e i tuoi capelli sciolti. Le sue mani seguono la linea delle tue braccia, facendole alzare e impugnare con le sue mani e le tue, la pistola.
-Prima di sparare, oltre a prendere la mira devi trattenere il respiro, per un colpo più stabile e preciso possibile- ti dice contro l'orecchio, sentendo i suoi baffi solleticarti la pelle dell'orecchio sensibile. Sorridi e annuisci lentamente, sentendo le sue grandi mani adattarsi alle tue minute e leggere. La stretta delle vostre mani intorno alla pistola ti fa sentire al sicuro e ti mette uno stato di coraggio non indifferente.
-Quando sei pronta, schiaccia il grilletto- ti dice con voce bassa, mentre tu dopo qualche secondo schiacci il grilletto e senti la bottiglia esplodere in mille pezzi.
-Siii!- urli di gioia, girandoti verso Martin, realizzando solo dopo che siete a qualche centimetro di distanza con il corpo e il volto, mentre le sue mani sono sui tuoi fianchi.
-Non dovrei ma devo- la sua mano si sposta sul tuo collo, accarezzando con il pollice il tuo mento per poi avvicinarsi lentamente alle tue labbra e lasciarti un lento bacio mentre sorridi per il solletico che i suoi baffi fanno contro la tua pelle delicata.
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