22) Yoongi's PoV
«Namjoon cosa?!» dico quasi urlando. Ringrazio il fatto di essere nel mio studio, come sempre.
‹Yoon, calmati›
«Come posso calmarmi?! Giuro che questa è la volta buona che lo uccido!» sbatto forte un pugno sulla scrivania.
‹Yoongi, ho detto calmati!› il suo tono è abbastanza intimidente da zittirmi.
Sto zitto, però dentro di me la mia rabbia sta per straripare. Non tanto per il fatto che anche lui abbia una relazione, per quanto poco seria sia, piuttosto perché ha trattato male quella ragazza. Non si può permettere, nemmeno se fosse l'uomo più importante al mondo.
«Ci vado a parlare» dico con tono fermo.
Riesco a sentire Han iniziare a parlare, urlando il suo disaccordo, ma io le stacco il telefono in faccia, lo lancio sul divano ed esco dallo studio a passi pesanti.
Namjoon è in piedi in mezzo al salotto a discutere con Jimin su una canzone. Prendendo un po' di rincorsa e allungando la falcata dei passi lo raggiungo e lo spingo finché non sbatte contro il muro.
«Yoongi, ma cosa...» Namjoon rimane sorpreso dalle mie azioni e nonostante la sua mole di muscoli, infinitamente maggiore della mia, rimane immobile tra me e il muro.
«Yoongi fermati, cosa fai?» Jimin interviene da dietro di me, cercando di separarmi dall'altro ragazzo.
«Come hai osato?!» urlo contro il più alto. La sua altezza potrebbe incutere paura e vedere da fuori questa scena, con me e Jimin affiancati a Namjoon, risulterebbe ridicola.
Però in questo momento, almeno nella mia mente, l'unica cosa ridicola è Namjoon. Mi fa ribrezzo.
«Cos'ho fatto?» chiede Nam, succube della mia rabbia.
«Me lo stai chiedendo seriamente?! Non credevo fossi così schifoso, seriamente. Una volta ti stimavo, mi hai deluso completamente. Complimenti, davvero», gli mostro la faccia più schifata che possa mai fare, mentre Jimin cerca ancora di tirarmi via da lui, urlando.
«Yoongi, smettila, di cosa stai parlando?!»
Accecato dalla rabbia, spingo via con forza Jimin con un braccio facendolo cadere e sposto le mie mani dalle spalle al collo di Namjoon con una leggera pressione, al che lui mi afferra fermamente i polsi, spaventato.
[Lo so, sono una persona orribile. Non posso promettere che le pubblicazioni diventeranno regolari fino a fine agosto, ho davvero troppi impegni. Scusatemi tantissimo, spero possiate capire]
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