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5

Mi allontanai, guardando la coppia di devianti che mano nella mano si avvicinavano a noi.

-Dobbiamo andare Connor- disse Markus verso di lui.

-Arrivo tra poco- disse Connor, vedendo Markus e North uscire da casa.

-Ti avevo portato anche questa- mi voltai e vidi Connor indicarmi una busta poggiata sul tavolo. Mi avvicinai incuriosita, e appena guardai dentro sorrisi e mi morsi il labbro. 

Erano biscotti, cioccolata di qualsiasi tipo, brioche e altro che io mangiavo e adoravo. 

Mi voltai verso Connor ancora con il sorriso sulle labbra, mordendomi un labbro per la contentezza.

-Ho fatto uno scanner di ciò che c'era nella tua credenza e ti ho fatto un regalo. Eri uscita per quello, no?- mi chiese, facendomi sorridere ancora di più e annuire. 

Lo guardai rimettersi il cappellino, pronto ad andare via.

-Dove vai?- gli chiesi avvicinandomi a lui, quasi a sfiorargli la mano con la mia.

-Porto sempre a termine la mia missione- mi disse con un sorrisetto, mentre io lo guardai preoccupata.

-Tranquilla, ritornerò- mi disse accarezzandomi dolcemente la guancia per poi indietreggiare e correre via da casa insieme a Markus e North. 

Poco più tardi decisi di fare la mia solita corsa, saltata dato che avevo saltato la spesa per colpa di quel raduno di devianti in città. Un'ora dopo, ritornai a casa levandomi le cuffie e buttandomi in doccia. 

Subito dopo essermi lavata e sistemata, pranzai e accesi la tv. 

Mentre lavavo i piatti la televisione diede una notizia in diretta.

-Sono stati assaltati i depositi della CyberLife, rubati componenti per gli androidi e uccise delle guardie a sangue freddo dai devianti. Le scene sono trasmesse in diretta dai depositi- disse la giornalista, mentre davano le immagini da un elicottero in volo sopra ai depositi della CyberLife. 

Appena sentii uno scricchiolio dietro di me mi voltai di scatto, ritrovando Connor vicino al tavolo, sporco di sangue blu. Corsi subito verso di lui.

-Sei ferito?- gli chiesi velocemente toccandogli il petto, dove una grossa macchia di sangue blu era situata.

-Non è mio questo sangue- disse prendendo le mie mani tra le sue, fermandole sul suo petto. 

Mi fermai un attimo sospirando e feci scivolare le mie mani dalla presa di Connor, che alzò lo sguardo seguendo il mio. 

Portai le mani sui fianchi, alzando lo sguardo verso Connor, che fermo, rimase ad aspettare una mia parola. 

Scossi solo la testa, guardandolo indurendo lo sguardo verso di me.

-Era necessario ammazzare quelle guardie?- dissi indicando verso il televisore, che dava ancora le immagini in diretta dall'elicottero dei depositi.

-Non avevamo scelta- rispose, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.

-C'è sempre una scelta, Connor!- gli urlai, vedendolo assottigliare lo sguardo e indurire la mascella.

-Solo gli assassini fanno quelle cose, e voi non lo siete...o forse no- dissi guardandolo amareggiata. 

Camminai verso il divano ma mi fermò prendendomi dal polso, voltandomi verso di lui.

-Siamo stati costretti: ci hanno attaccati per primi. Noi eravamo pacifici, Louise- mi disse, fissandomi negli occhi, mentre lo guardavo incredula.

-Devi credermi, Louise, non ti mentirei mai- mi disse inclinando la testa, cercando una mia approvazione.

-Lasciami- dissi guardando la sua mano stringere il mio polso, ritornando poi a guardarlo. Lasciò il mio polso e si levò il cappellino, dirigendosi verso la televisione. 

Alzò la mano che d'improvviso divenne bianca e posandola sul televisore apparirono delle scene: un video, in prima persona dell'accaduto ai depositi. 

Mentre loro stavano prendendo le scorte delle guardie aveva già puntato le pistole contro di loro, che erano disarmati: senza preavviso le guardie iniziarono a sparare e i devianti dovettero nascondersi e combattere contro le guardie. 

Il video finì e Connor levò la mano dal televisore mentre si allontanò da esso di qualche centimetro guardandomi con ancora in una mano il cappellino che indossava. 

Corsi da lui e lo abbracciai.

-Scusami se non ti ho creduto- gli dissi, schiacciando più forte la mia faccia contro il suo petto.

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