One-shot Gruvia:Non smetterò di amarti
Vivere per strada era sempre stato difficile per Juvia, doveva stare sempre attenta che qualcuno non la pestasse oppure che la sua coda non finisse impigliata in qualche cespuglio.
Ella infatti non era un'umana, era una gatta in piena regola. Aveva enormi occhi color cobalto mentre il suo lungo manto era color cielo, le orecchie come del resto la lunga coda morbida, degradavano in una sfumatura blu scuro.
La micia viveva in precedenza in una casa con una famiglia a cui voleva un mondo di bene che però per qualche strana ragione, la cacciò via, senza più riprenderla o cercarla.
-E' davvero così che passerò la mia vita nya? A cercare cibo dappertutto e sperare di non venir uccisa da un umano o da un cagnaccio?-
Pensò Juvia fissando il suo riflesso nell'acqua di un fiume,situato fuori dalla città in cui viveva.
A differenza dei altri gatti che aveva conosciuto, la micia dai occhi azzurri adorava l'acqua, vi faceva spesso lunghi bagni per lavarsi dalla polvere e dal fango in cui spesso cadeva a causa di bande di cani o di umani infuriati da cui aveva rubato un pesce o un pezzo di carne.
La gatta smise di fissare lo specchio d' acqua e guardò verso la città; Un posto pieno di pericoli che potevano ucciderla da un giorno all'altro.
Si alzò pigramente dall'erba color smeraldo e si incamminò per andare a trovare qualcosa da mangiare. Era una giornata priva di nubi, i fiori di ciliegio erano già fioriti, tingendo i viali e le strade di un rosa tiepido. La primavera finalmente era arrivata e le notti fredde si erano fatte più tiepide per la gioia di Juvia.
Saltando sui tetti dei vari negozi che conosceva a memoria, si diresse verso la macelleria in cui era solita "cacciare". Era un edificio situato tra una pescheria e una fucina, con un po' di fortuna Juvia avrebbe incontrato l'umano che le dava da mangiare senza urlarle contro.
La micia entrò da una finestra che rimaneva sempre aperta che dava giusto alla cucina della macelleria.
Sbirciò dentro la stanza e vide che non vi era nessuno, con passo felpato saltò sopra un tavolo,entrando senza fare il minimo rumore.
Juvia era nervosissima, solitamente ci sarebbe stato qualcuno ma stranamente tutto era tranquillo, non c'era anima viva in quella stanza tranne lei.
Si diresse verso un cestino situato su una mensola della cucina che lei aveva denominato "cestino delle delizie" e cominciò a frugarvi dentro, non accorgendosi di un'ombra dietro di lei.
-Sei venuto ancora gattaccio! Ti concerò per le feste, sentirai così tanto dolore che non sopravviverai per vedere il domani-
Juvia spaventata mollò il pezzo di carne che si era presa, il suo pelo si rizzò istintivamente e cominciò a soffiare verso il macellaio.
-PRENDI QUESTO!-
Urlò l'umano brandendo una scopa e agitandola cercando di colpire la povera micia.
-Sono in trappola, come diamine farò a passare? Mi ammazzerà di sicuro questo folle-
Pensò la gatta, con il cuore che le batteva all'impazzata continuò ad evitare i colpi del macellaio che si facevano sempre più selvaggi.
In un tentativo disperato di fuggire, Juvia si lanciò verso le gambe dell'umano e vi passò attraverso, ma non si accorse che quello si era velocemente girato, colpendola ad una zampa.
La micia mugolò sorpresa e con le sue ultime forze si trascinò fuori dalla cucina, saltando fuori dalla finestra da cui era venuta.
Atterrò malamente sul terreno e miagolò di dolore appena la zampa posteriore destra fece contatto con la superficie fangosa.
-Ora cosa faccio nya? Con la zampa in questo stato non posso fare nulla!-
Disse Juvia con le lacrime ai occhi, si trascinò in un vicolo e si sistemò tra dei sacchi della spazzatura.
-Sono...stanca...se muovo ancora la zampa...potrebbe rompersi...sempre se non è già rotta...-
La micia dai occhi cobalto stava per sprofondare in un sonno profondo dovuto alla stanchezza, quando un odore pungente la ridestò all'istante.
-Questo è odore di...-
Juvia si scostò dai sacchi e guardò l'entrata del vicolo vedendo l'unica cosa che in quel momento non voleva assolutamente vedere.
-Un...Un...UN CANE-
Pensò con orrore, si nascose ancora di più tra la spazzatura, sperando di non venir scovata, si ritrasse ancora di più tra i sacchi.
-Non respirare pesantemente, non miagolare per nessuna ragione, non provare paura, i cani la fiutano come bistecche-
Juvia era terrorizzata, il cane si avvicinava sempre di più, poteva sentire le pesanti zampe posarsi sul terreno e avvicinarsi sempre di più a lei.
-E' vicinissimo, stravicinissimo, e la fine-
La gatta abbassò le orecchie, chiuse gli occhi e cominciò a tremare, in un istante si ricordò di quanto era felice nella sua vecchia dimora, amata e coccolata da tutti, cosa aveva fatto per meritarsi questa fine? Sbranata da un cane, era questo il suo destino?.
I sacchi che erano stati la sua protezione e il suo nascondiglio, furono scostati via, un'ombra enorme si stagliò sulla gattina, la quale si preparò a morire divorata dal suo nemico naturale.
-Ma guarda, cosa ci fa una gattina come te in questo postaccio?-
Disse il cane guardando curioso la gatta, che pian piano, aprì gli enormi occhi ancora spaventata. Il cobalto si incontrò con il blu scuro, la paura svanì subito dalla gatta, una strana sensazione di sicurezza si fece strada in lei, qualcosa che le diceva di non aver paura.
-Se...Se vuoi mangiarmi...dovrai prima combattermi!-
Disse Juvia alzandosi coraggiosamente sulle zampe e continuando a guardare quei meravigliosi occhi color del cielo di notte.
Il cane la guardò leggermente stupito nel vedere la sua determinazione e sorrise dolcemente.
-Non è mia intenzione divorarti gattina, avevo sentito odore di sangue e volevo dare un'occhiata-
Juvia sospirò sollevata, forse per una volta avrebbe avuto fortuna e avrebbe potuto salvarsi la pelliccia, il cane non sembrava intenzionato a ferirla.
La gatta notò che aveva il pelo di un grigio scuro, un buffo ciuffo nero sulla testolina, orecchie a punta e la coda più pomposa della sua che degradava in nero.
-Forse sono ripetente, ma che diamine ci fai in un veicolo da sola, anche se siamo nel bel mezzo della giornata potresti incontrare branchi di cani molto feroci-
La micia smise di fissare il cane e sospirò annoiata, le spiegazioni erano una cosa che odiava.
- Sono stata ferita quindi ero venuta qui per riposare, soddisfatto della mia risposta?-
Juvia pensò fosse meglio tralasciare la parte della macelleria, ormai non aveva senso parlarne.
-L'odore del sangue proviene dalla tua zampa destra posteriore vero?-
Il cane si piegò a guardare la mia zampa e una smorfia gli si dipinse sul muso.
-Ti hanno dato una bella steccata e per giunta ti hanno anche fatta sanguinare, notando che hai altre cicatrici sul corpo mi fa pensare che ferirti sia una cosa normale per te, sei una randagia dunque...-
La gatta lo fissò con ammirazione, quel sacco di pulci aveva capito tutto della ferita solo guardandola, ma chi era costui?
-Sì, sono una randagia, tu invece da come hai il pelo messo bene e dal collare deduco che sei un cane di casa-
Lo strano cane abbaiò divertito facendomi trasalire e mi si avvicinò ancora di più.
-Sono un cane che ha dei padroni e il mio nome e Gray mentre tu gattina?-
Il tono dolce con cui lo disse provocò un acceleramento nel battito cardiaco della gatta, la quale arrossì involontariamente.
-M..Mi chiamo Juvia...-
Gray le sorrise caldamente e le diede una leccata sulla guancia.
-Piacere di conoscerti Juvia, in quanto ferita è meglio se ti porto dal mio padrone, lui è un curatore di animali, un veterinario come lo chiamano gli umani, saprà di sicuro come sistemare quella zampa-
La micia lo guardò diffidente, come poteva fidarsi di un cane appena conosciuto? Una vocina le diceva che il canide non le avrebbe fatto del male, ma poteva dare ascolto a quella voce?.
Domande su domande si fecero strada nella sua testa, così tanti pensieri, così tante preoccupazioni.
Juvia non resse il tutto e svenne, la zampa continuava a sanguinare copiosamente, un taglio di cui nemmeno la stessa micia si era accorta.
Gray guardò il corpo inconscio della gatta e prendendola dolcemente per il collo, la mise sulla sua schiena e cominciò a correre verso casa sua, nella speranza di arrivare in tempo.
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La Luna era alta nel cielo, ormai sarebbero mancati pochi giorni al suo totale riempimento, quando il giorno del plenilunio sarebbe arrivato.
Un uomo dai lunghi capelli castani raccolti in una coda bassa bendava la zampa di Juvia, la quale era ancora inconscia.
-Bello mio, hai portato una paziente piuttosto malandata, mi chiedo dove tu l'abbia trovata, è così sporca, dovremmo farle un bel bagno quando si risveglierà-
Gray ascoltò le parole del suo padrone in silenzio,la sua coda era ferma e le sue orecchie grigie ben ritte.
Il cane era nervoso, non aveva mai conosciuto una gatta come Juvia, vederla stare male creò in lui una strana sensazione di tumulto, una sensazione che gli diceva di proteggere quella micia a tutti i costi.
-Ho finito di bendarla Gray, la metterò nella tua cuccia se non ti dispiace-
L'uomo portò la felina in una grande cuccia blu scuro, posandola delicatamente e accarezzandole la testolina.
-Se la caverà vecchio mio, questa gattina è forte-
Gray si avvicinò a Juvia e le leccò il pelo affettuosamente, si sistemò vicino a lei e dopo aver ricevuto coccole dal suo padrone, cadde in un dolce sonno profondo.
Le luci del mattino si fecero strada attraverso i vetri della sala da pranzo, un dolce profumo di mughetto era disperso nell'aria, intrecciato a quello forte della lavanda.
Juvia aprì piano i suoi occhioni blu, sbattendo le palpebre per abituarsi alla luce.
Si accorse che la zampa non le faceva più male, anche se piccole fitte la trapassavano quando cercava di muoverla.
Quando si ridestò del tutto, vide che Gray era al suo fianco, il grande cane dormiva serenamente, abbaiando di tanto in tanto nel sonno, il che provocò i miagolii divertiti di Juvia.
-Svegliati Gray, è mattina!-
Disse piano la micia posando una sua zampa sul muso del cane, il quale rispose voltandole le spalle.
La gatta allora si alzò piano e cominciò a mordicchiare il canide sull'orecchio destro, svegliandolo finalmente.
-Mmmm tornatene a dormire gattina, abbiamo tutto il giorno per svegliarci-
Disse seccato Gray, non scomodandosi di aprire gli occhi.
-Poi sarebbero i gatti quelli che dormono sempre, evidentemente non hanno conosciuto questo sacco di pulci-
Pensò Juvia sospirando, cercò di uscire dalla cuccia ma con Gray che l'aveva praticamente accerchiata con il suo enorme corpo, non riusciva ad andarsene via.
-Ora come esco?-
Disse esasperata la gatta quando vide la coda del cane muoversi leggermente.
-Nyaa è così morbida, posso dirlo solo guardandola-
Da brava cacciatrice, Juvia adocchiò la lunga coda e con un salto, vi atterrò sopra, cominciando a morderla.
-E' davvero morbidissima nya-
La micia continuò a masticare felice la coda, non accorgendosi che Gray si era svegliato e che con un movimento veloce della testa, aveva afferrato l'orecchio sinistro di Juvia, mordicchiandolo contento.
-Non mordere così selvaggiamente gattina, altrimenti mi fai male-
Juvia mollò la coda e i brividi le si formarono lungo la schiena, i soffici morsi sul suo orecchio l'avevano sorpresa e anche se non voleva ammetterlo, le piacevano un sacco.
-Purr Purr-
La micia non riuscì più a trattenersi e cominciò a fare le fusa, le quali riempirono l'intera stanza.
-Devo dedurre dalle tua fusa che i miei morsi non sono poi così selvaggi-
Disse Gray facendole l'occhiolino e imbarazzandola.
-Gray potresti per favore smettere di mordicchiarmi l'orecchio?-
Disse Juvia rossa come un pomodoro mentre la sua coda aveva cominciato ad agitarsi.
-Eh? Ma se stai facendo le fusa ci sarà un motivo no? E poi io voglio le mie coccole mattutine!"
Disse il cane scherzosamente mentre Juvia si imbarazzava ancora di più, la cuccia stava diventando soffocante per la micia, la quale con il muso spostò le zampe di Gray e saltò sul davanzale di una finestra, contemplando il paesaggio.
-Quando il mio padrone arriverà di darà da mangiare, sei talmente magra che mi meraviglio tu sia riuscita a sopravvivere Juvia-
Gray uscì dalla sua cuccia, il suo collare brillò appena i raggi del sole lo colpirono, la micia notò che era un grosso fiocco di neve bianco che risplendeva ad ogni movimento del cane.
-Sono forte...ho imparato ad essere forte-
Disse la gatta distogliendo lo sguardo dal suo nuovo amico.
Gli eventi dei ultimi giorni l'avevano lasciata basita;prima era una gatta randagia senza casa, costretta a cacciare e mangiare qualsiasi cosa trovasse, ora aveva una nuova dimora, che condivideva con un cane per cui provava strani sentimenti.
Juvia decise di andare a fare una passeggiata, saltò fuori dalla finestra aperta ed atterrò nel giardino di quella casa.
C'erano fiori dappertutto e la rugiada copriva le foglie e l'erba del prato enorme. Arrampicandosi sopra un albero, la gatta vide l'enorme casa stagliarsi davanti a lei.
-Aspettami Juvia voglio venire con te!"
Disse Gray correndo verso di lei, tra i denti aveva un uccello catturato chissà dove e stava scodinzolando davanti all'albero di Juvia.
-Ti ho preso la colazione!-
Disse fieramente il cagnolone, con il petto gonfio dall'orgoglio mentre poggiava delicatamente sull'erba la sua preda.
-Scendi scendi che dopo voglio farti visitare il giardino!"
Il cagnolone continuò a scodinzolare felice e appena Juvia con grazia scese dall'albero, le diede una leccata affettuosa sulla testa, inutile dire che la gatta divenne rossa in faccia e per nasconderlo, si mise a mangiare l'uccellino.
-Grazie per il pasto...Gray-
Disse leccandosi la zampa e passandosela sulle orecchie.
-Ora ti farò vedere tutto il giardino, poi ti farò un tour della casa ed infine possiamo andare in città!-
Tutto quell'entusiasmo da parte del cane era davvero contagioso, Juvia miagolò felice e i due si diressero ad esplorare le meraviglie di quel posto.
Giorni e mesi passarono, il legame che il cane e la gatta avevano si era fatto sempre più forte.
Juvia ora viveva a casa del padrone di Gray ed aveva anche ricevuto un collare con una grossa goccia blu, che di tanto in tanto toglieva per non impigliarlo da qualche parte.
-Hey Gray fra poco ci sarà la prima Luna blu dell'anno-
Juvia stava seduta nel giardino a guardare la Luna quasi completa, Gray era affianco a lei e le stava gentilmente mordicchiando l'orecchio destro.
-Ah sta davvero per essere Luna Blu? Non vedo l'ora di vederti nella tua forma umana eheheh-
Disse malizioso il cane, imbarazzando Juvia.
-Stai zitto sacco di pulci, per la Luna Blu mi nasconderò da qualche parte a fare i miei affari, odio essere vista nella mia forma umana-
La gatta cominciò a giocare con un filo d'erba non notando l'espressione triste di Gray, il cane voleva starle vicino, voleva proteggerla e voleva essere con lei.
-Tu...non ti fidi di me Ju?-
Disse Gray guardando Juvia nei occhi, la quale si impietrì di colpo, le parole del cane la ferirono profondamente. Lei si fidava di lui, gli avrebbe affidato anche la sua vita, ma non poteva certo dire a Gray che si era profondamente innamorata di lui. Con una zampata, colpì il cane al muso, facendolo sobbalzare dalla sorpresa.
-Idiota come puoi dirle queste cose?Io mi fido di te, più di chiunque altro, quindi non fare lo stupidone, se ci tieni a vedere la mia forma umana...puoi farlo-
Juvia guardò dritta nei occhi di Gray e lo vide sorridere, mostrando i suoi lunghi canini.
-Aww non vedo l'ora di vedere Ju-chan in forma umana-
Gray si avvicinò alla gatta e cominciò dolcemente a leccarle il pelo, Juvia cominciò a fare le fusa e leccare la guancia del cagnolone, addormentandosi al suo fianco.
Tre giorni passarono da quella notte, il mattino del tanto fatidico giorno, Juvia era andata in crisi totale.
Non aveva mai osato mostrare la sua forma umana a qualcuno, pensava che se qualcuno l'avesse vista, sarebbe finita in un mare di guai, quindi aveva sempre evitato di farsi vedere.
La Luna Blu era un'occasione speciale per tutti gli animali, in quanto appena i raggi lunari venivano a contatto con le creature, li trasformavano in umani per un'intera notte.
Si dice che una divinità femminile, che era scesa sulla Terra per saggiare la gentilezza delle persone, non avesse ricevuto l'ospitalità dai umani ma bensì dai animali, regalando loro la possibilità di prendere un aspetto umano solo però in occasione della Luna piena Blu.
Juvia pensava che fosse solo una leggenda ma le era sempre piaciuta quella storia, mentre si stava facendo un bagno nel fiume in cui era solita recarsi, vide Gray giocare con la sua coda e cadere a muso in giù sull'erba, provocando la risata della gatta.
-Non è divertente Juvia, sono talmente eccitato per stasera che non riesco a stare fermo-
La micia uscì fuori dall'acqua e si rotolò sopra un lenzuolo che aveva trovato in casa sua, asciugandosi velocemente grazie anche al Sole cocente.
-Non si vede una nuvola in cielo, questo vuol dire che stasera la Luna ci grazierà con i suoi raggi più luminosi-
Disse soddisfatta la gatta leccandosi una zampa.
Gray la fissò per un'stante e sorrise dolcemente, finalmente quella sera sarebbe stato in grado di vedere la sua Juvia in forma umana, avrebbe potuto abbracciarla e coccolarla, proprio come facevano gli umani, come poteva non essere eccitato per ciò?
-Gray ti stai comportando in maniera strana, stamattina mi hai catturato tre merli, mi hai fatto le coccole in continuazione e sei sempre rimasto vicino a me...non...non che mi dispiaccia ma è strano tutto qui...-
Juvia guardò Gray il quale le fece l'occhiolino e le lecco la guancia sinistra.
-Stanotte, qui al fiume, vieni assolutamente! Io devo andare... a fare delle commissioni importanti! Ci si vede Juvia- chan!-
Prima che la gatta potesse ribattere, il cane era già sparito all'orizzonte, correndo come un fulmine.
La micia lo guardò allontanarsi e ridacchiò divertita dal comportamento di Gray, Juvia decise che quella notte gli avrebbe dichiarato i suoi sentimenti, ma ci sarebbe davvero riuscita?
La giornata passò velocemente, la sera stava calando e il Sole era già sparito dall'orizzonte.
Di Gray non c'era ancora la traccia, il padrone di casa quella notte sarebbe rimasto nell'ordinazione veterinaria da quello che aveva sentito Juvia, la quale era agitatissima, non era nemmeno uscita da casa, dopo aver fatto il bagno e visto Gray andarsene, era ritornata a casa a starsene nella cuccia pensando a come dichiararsi.
-Oh io ti ho sempre amato mio caro-
Disse ad alta voce Juvia per poi coprirsi con una zampa la bocca e arrossire furiosamente.
-Ah è orribile! Sembro una stupida a dire queste cose, credo che mi lascerò all'improvvisazione del momento, sono sicura che andrà tutto bene! Ora è meglio che vado al fiume...la Luna sta per spuntare-
Juvia saltò dalla cuccia e salì sul davanzale della sala da pranzo, guardò il cielo luminoso, milioni di stelle si potevano scorgere nel cielo limpido, mentre la grande Luna stava pian piano innalzandosi nel cielo.
-Sarà meglio che mi sbrighi, non voglio far aspettare Gray-
Si disse arrossendo come un peperone, prese una scorciatoia e veloce come il vento passò per le strade della città che ormai conosceva benissimo; La casa del padrone era dalla parte opposta a dove si trovava il fiume, Juvia quando vi ci arrivò aveva il fiato sospeso e annaspava per aria.
-Ci...sono...riuscita...-
La gatta guardò il cielo, la Luna si stagliò sopra la sua testa e si tinse di un pallido blu, i raggi lunari appena fecero contatto con la pelliccia della micia, una luce blu l'avvolse e al posto della felina, vi era una giovane fanciulla.
Soffici boccoli blu le ricaddero sulle spalle, un fermaglio a forma di goccia blu le adornava i capelli, indossava un lungo vestito blu con un fiocco azzurro legato alla vita, il tutto impreziosito con zaffiri e acquemarine che risplendevano di una luce eterea.
Calzava delle ballerine color argento e aveva un lungo mantello bianco che svolazzava a contatto con la leggera brezza che si era innalzata.
-Mi domandò dove sia Gray-
Disse Juvia fissando lo specchio d'acqua e guardando la sua forma umana, l'unica cosa che non era cambiata erano i suoi occhi color cobalto, che risplendevano alla luce candida della Luna.
Un fruscio la fece sobbalzare, la ragazza si mise sulla difensiva, quando vide un ragazzo dai capelli corvini sbucare fuori dai cespugli.
-Juvia sei... sei tu?-
Disse il fanciullo fissando la giovane e arrossendo di colpo; Aveva un mantello nero sulle spalle impreziosito da ossidiane e onici nere e violette, indossava una camicia grigia con una spilla a forma di fiocco di neve bianca, un paio di pantaloni neri e calzava delle scarpe blu scure.
I capelli erano spettinati e neri e dei graffi si potevano vedere sul suo volto.
-Gray-sama? Juvia era preoccupatissima! Pensava non sarebbe venuto, perché hai dei graffi sul viso? Non dirmi che ti sei fatto male, Juvia si rattrista se Gray-sama è ferito-
Juvia si coprì le labbra e avvampò imbarazzata.
Odiava la sua forma umana per questo motivo, non parlava mai in prima persona, ma in terza e non capiva da dove diamine usciva il –sama.
-Juvia? Sembri cambiata...in modo positivo ovviamente...sei...sei bellissima...non che prima non lo eri si intende ma ora sei...wow-
La ragazza lo fissò con un'espressione che non trasudava nessuna emozione, per poi pian piano, cominciare a sbellicarsi dalle risate.
-Gray-sama è divertente...dovrebbe vedere la sua faccia...è totalmente rossa-
Disse Juvia asciugandosi le lacrime ed avvicinandosi al ragazzo, prese il suo viso tra le sue mani e cominciò a leccargli il sangue che usciva dai graffi sulle guancie.
La ragazza stava per staccarsi da Gray, ma lui la trattenne abbracciandola e accarezzandole dolcemente i capelli.
-Sono andato a prenderti qualcosa Juvia, però poi una banda di cani mi aveva accerchiato, ecco perché ho questi graffi ma non ti preoccupare per me, io sto bene Ju-
Dicendo questo Gray si staccò dalla ragazza e sorridendo tirò fuori dalla tasca qualcosa che Juvia non vide, il ragazzo le scostò leggermene i capelli e le mise al collo un nastro blu con strisce dorate, facendovi un fiocco.
-Juvia io...io ti amo..ti amo dal primo momento in cui ti ho visto, non mi importa se sei una gatta, io ti amo lo stesso! Con tutto il mio cuore-
Disse Gray guardando la ragazza nei occhi, la sua espressione era dolce, prese Juvia per le mani e le intrecciò alle sue.
La giovane cominciò a piangere inconsciamente, quello che aveva udito era la realtà?
Il ragazzo appena vide le lacrime della ragazza la guardò preoccupato e cominciò ad andare nel panico finché lei non gli saltò addosso e gli diede un dolce bacio sulle labbra.
-Gray-sama anche Juvia...anche Io... ti amo-
Disse sorridendo anche se le lacrime di gioia le incorniciavano ancora il viso.
Gray la baciò appassionatamente, Juvia ricambiò subito ma dopo un po' i due dovettero staccare in cerca di aria.
-Non sai quanto ho aspettato questo momento Juvia-
Gray si avvicinò di nuovo a Juvia per baciarla ma lei gli posò un dito sulle labbra.
-Se vorrai ancora baciarmi e abbracciarmi dovrai prima prendermi-
Disse maliziosa la ragazza, cominciando a correre vicino al fiume lasciando uno Gray sbigottito, il quale ridacchiò divertito e si mise a rincorrere la sua amata.
Quella notte la Luna brillò di una luce meravigliosa, abbracciando con i suoi raggi i due innamorati.
Conteggio parole:3933
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