Prova 1 (@CaithDavis)
CaithDavis alex_ily hollandobrien0726 magis06
COVER IN ALTO
Dato che non so comporre un pezzo così su due piedi, mi sono fatta dare da mio fratello tredicenne 3 parole chiave: elefante, piccone, videogioco.
Ecco qui cosa ne è uscito, buona lettura.
Parole: circa 1450
Adolphant
Aprii gli occhi di scatto.
Dove sono? Fu la prima domanda che mi venne in mente. Ricordavo di essermi addormentato nel mio letto la sera prima. "Nel mio comodo, morbido e adorato letto..." pronunciai, notando solo pietre intorno a me.
"Finalmente ti sei svegliato."
Feci un piccolo salto sul posto, da seduto, a causa dello spavento; mi guardai intorno, ma non vedevo nulla, a parte buio e rocce. Pensai, allora, di essere in una caverna.
"Sei stato scelto come Guerriero della Luce..."
Mi misi a ridere così forte che interruppi la voce. Guerriero della Luce? Era uno dei soliti scherzi di Luneth.
"Luneth, questo non è Final Fantasy! Smettila, non ci casco."
"Oh, ma non è un gioco; guardati" continuò la voce, che sicuramente non apparteneva al mio miglior amico.
Feci come mi aveva detto e...
"Porco schifo, sono un elefante che emana luce, troppo figo!"
"Cosa? Ti piace essere un elefante?" La voce sconosciuta sembrava spiazzata.
"Ma scherzi? È il mio sogno" dissi sorridente, trotterellando, e al tempo stesso illuminando poco a poco la caverna, col mio passaggio.
"Certo che sei strano, ragazzo. Mi chiedo perché gli anziani abbiano scelto uno svitato come te."
"Hey, attento a come parli. Non si offendono gli elefanti, ti denuncio al WWF."
"Non sei più nel tuo mondo. Arrenditi al mio volere! Muahah" sì, questo pezzo lo conoscete, no? La famosa risata maligna. Rise così tanto che si strozzò con la sua saliva.
Comparve una grande scritta luminosa davanti a me: YOU WIN!
Seguita subito dopo da un'altra: NEXT LEVEL.
Ma che scherzo era mai questo?
Lo ammetto, adoravo essere un elefante, ma essere finito in un videogioco, era una cosa stranissima, quindi pensai alla soluzione più logica che potesse esistere per un nerd come me: stavo sognando.
"Che cosa hai fatto a Leviatano?" Stavolta la voce era cambiata.
Leviatano, il drago marino? Ma davvero ero in Final Fantasy? Però, ero un elefante.
"Allora? Cosa gli hai fatto?" tuonò la voce, distraendomi dai miei pensieri.
"Nulla, ha fatto tutto da solo. Io sono rinchiuso in questa caverna, come puoi vedere, e non so nemmeno come uscire."
"Io non ti vedo ragazzo, ti sento solamente. Dovrei lasciarti lì a morire, ma ti do la possibilità di batterci. Ci dovrebbe essere un interruttore da qualche parte, attivalo, e prendi il sentiero che ti si aprirà davanti. Trova i tuoi amici, e troverai noi, sempre se sei abbastanza forte."
Forte, eh? No, non lo ero. Ero forte con le dita, quando giocavo, ma come forza fisica, non valevo niente. Persino nelle sembianze di elefante sembravo fatto solo di pelle e ossa.
La voce era scomparsa, perciò mi misi alla ricerca dell'interruttore, che però non trovavo.
"Fatti vedere" borbottai, e all'improvviso vidi qualcosa luccicare sulla parete davanti a me. Mi avvicinai, e attivai la levetta.
La caverna si illuminò di colpo, tanto che dovetti coprirmi gli occhi con la proboscide.
Pensai alle parole che aveva detto: i tuoi amici.
"Hey, voce! Chi sono 'i miei amici'?"
Niente.
Silenzio.
Sospirai. Che cavolo! Sognavo di essere un elefante in Final Fantasy, e gridavo ad una voce sconosciuta. Chiunque mi avesse visto in quel momento, avrebbe detto che sono pazzo.
Mi accorsi pochi minuti dopo della roccia che si era spostata accanto a me, rivelando così un passaggio verso il nulla: era buio.
Cominciai a percorrerlo, fino ad arrivare ad un bivio. Presi la strada a destra, per arrivare poi ad altri incroci. Non li contai, giravo a vuoto senza meta, prendendo strade a caso, finché non vidi una luce.
Era quella Luce? Stavo andando nell'Aldilà, morendo nel sonno? Avrei dovuto conoscere Melinda Gordon, per farmi parlare coi miei familiari un'ultima volta.
Un'altra caverna vuota, a parte un elefante.
"Hey!" Quello si spaventò, e si girò di colpo verso di me.
"Ma che cazzo..?" Ero stupefatto.
Ciò che avevo davanti ai miei occhi era un elefante di colore blu, con la faccia di Luneth.
"Non ci credo" disse lui. "Adolph, che ci fai qui?"
"Tu che ci fai qui" risposi con un'altra domanda.
"Che razza di scherzo è mai questo?"
"Ah, me lo chiedo anch'io. Ho cominciato a girare per quella specie di corridoi" dissi indicando il passaggio dietro di me, "finché non ti ho trovato."
"Ma quale corridoio? Non c'è niente."
Cosa? Mi voltai, ed effettivamente aveva ragione. Il passaggio si era chiuso, e noi eravamo intrappolati in un'altra caverna. Raccontai cosa mi fosse successo prima, e mi disse che anche lui aveva visto le scritte luminose, senza capirne il significato.
"Questa stanza quindi era già luminosa, quando ti sei svegliato?"
"Adolph, io ero sveglio. Non mi sono mai svegliato. Ero in discoteca, e quando ho aperto la porta del bagno, mezzo sbronzo, sono capitato qui dentro."
Confuso. Ecco come mi sarei descritto, se qualcuno me l'avesse chiesto. Non capivo.
Sicuramente, la mia mente mi giocava brutti scherzi.
"Dobbiamo uscire di qui, e abbiamo due possibilità: o aspettiamo che mi sveglio, o cerchiamo la levetta per il prossimo passaggio."
"Propongo la seconda, visto che solo tu pensi di essere in un sogno."
La trovammo dopo una decina di minuti, e cominciammo a camminare.
"Mi spieghi perché tu devi essere un elefante bianco e io blu?"
"Ma che razza di domande sono? Ti sembra il momento?"
Mi ignorò del tutto, e proseguì davanti a sé verso la prossima caverna illuminata, dove trovammo Joycelin, l'elefantino rosa, la mia sorellina, ancora addormentata.
La svegliai e continuammo il nostro viaggio, eravamo stanchi, e ci mancava solo che ci fossimo persi. Ci ritrovammo ad un vicolo cieco, e decidemmo di riposarci un po'.
Fui svegliato da un grido. Mi guardai intorno, Joyce e Luneth dormivano ancora, perciò mi diressi verso le urla.
"Chris" gridai verso l'elefante verde che lottava contro un pipistrello gigante. Volevo aiutarlo, ma non sapevo come fare.
"Adolph, dietro di me! In quel baule c'è un piccone" gridò quando si accorse della mia presenza.
Feci come aveva detto, e con qualche colpo di piccone, insieme alla sua spada, abbiamo fatto scappare il mostro.
Privo di forze, si appoggiò a me, ringraziandomi. Per risposta, gli domandai come facesse a saper dell'arma.
"In tutto il dangeon vi sono otto bauli, li ho trovati tutti, ma ad ognuno di essi c'era un mostro da sconfiggere. Nei primi quattro, ho trovato le armi: la spada, l'arco con le frecce, una bacchetta, e il piccone. Negli altri ho trovato tantissimi panini."
"Davvero? Me ne dai uno?"
Lo mangiai così velocemente che ne volevo un altro, ma poi pensai alla mia sorellina e a Luneth.
"Chris, vieni con me, ti porto dagli altri." Per strada gli spiegai tutto ciò che era successo, e lui fece lo stesso. Lo guardai attentamente, e scoprii che era di colore verde, e che emanava luce dello stesso colore, come tutti noi.
Guerrieri della Luce... E chi se lo aspettava?
Mangiammo tutti quanti due panini a testa, per poter suddividere al meglio le porzioni.
"Guerrieri, venite." Sentimmo di nuovo quella voce, mentre un passaggio nuovo si apriva davanti ai nostri occhi.
Lo percorremmo ma ci trovammo sospesi nel vuoto.
"Siete abbastanza forti da sconfiggermi? Io sono Xande, e voi siete morti." Comparve davanti ai nostri occhi una specie di scheletro corazzato, e ognuno di noi impugnò la propria arma: io col piccone, Luneth con l'arco, Joycelin con la bacchetta, e Chris con la spada.
Attaccammo tutti insieme, e morì solo dopo l'incantesimo di Joyce.
Ricomparvero le scritte: YOU WIN. NEXT LEVEL.
"Ancora? Sono stufo" si lamentò Chris.
Davanti a noi comparve un nuvolone nero, che nemmeno si sarebbe riconosciuto, se non avessimo emanato luce, dato che era buio pesto.
Questo parlò: "Io sono l'Oscurità, e voi avete ucciso i miei due servi più forti. Ora tocca a voi morire."
Questa volta fu più difficile, tanto che Joyce, Luneth ed io, eravamo già al tappeto.
Non arrenderti, dona la tua anima al tuo amico, così che possa sconfiggere l'Oscurità, riequilibrandola con la Luce.
Non sapevo se avevo le allucinazioni o meno, ma feci come mi disse. Diedi le ultime forze a Chris, in che modo non ne ho idea, e la stessa cosa fecero anche Joyce e Luneth.
Mi risvegliai stanco morto nel mio letto. Sì, era un sogno, lo sapevo.
Il giorno dopo decisi di raccontare questo sogno solo a mia sorella, in modo che i miei amici non mi prendessero in giro. Mi ritrovai scioccato quando Joyce mi raccontò di aver fatto lo stesso sogno.
A quel punto lo raccontai anche a Luneth e Christian, e come avevo previsto non mi credettero.
La notte, prima di addormentarmi, ripetei a me stesso: era solo un sogno.
Non è così, Adolphant.
***
Oddio... fine. Spero vi sia piaciuto.
Alla prossima prova
Cassi💋
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