Il bacio della buonanotte
-Scarlett vai nella mia camera, prendi l'anguilla che sta per terra e buttala, adesso!- tuonò Melissa appena rientrata in casa.
-Devo prenderla io?-
-Io di certo non la prenderò-
Scarlett sbuffò e si avvicinò con faccia disgustata all'essere viscido che si trovava per terra. Prese tutti i tovaglioli che le sue mani potevano contenere e li aprì tutti quanti sull'animale.
-Disgustoso!- squittì mentre correva a tutta velocità verso il secchio sul retro della casa.
-Che cos'è questo odore rivoltante?- si lamentò Melissa che nel frattempo era entrata nella camera di Willow.
La ragazza era disperata -Non lo so! Sto cercando di capire da dove viene ma non ci riesco. Mi sta distruggendo tutto il sistema olfattivo.
La rossa si avvicinò lentamente al mini condizionatore che l'altra ragazza aveva acceso cinque minuti prima. Rimosse delicatamente la parte superiore e trovò un mucchietto di alici.
-Leva...leva queste...cose da qua dentro!- le urlò lei come se fosse sua la colpa -E controlla anche quello di Scarlett-
Willow fece tutto ciò che le aveva ordinato l'amica e trovò nella stessa condizione del suo, il condizionatore dell'altra ragazza.
Melissa si massaggiò le tempie tentando di mantenere la calma.
-Voi finite di pulire, io intanto vado a togliermi tutto il viscidume che mi è rimasto addosso. Buttali pure quei condizionatori, ne compreremo di nuovi-
Così si diresse dentro il bagno, chiudendosi dentro e respirando a fondo. Cominciò a levarsi velocemente tutti i vestiti, appuntandosi mentalmente di bruciarli una volta uscita.
Aprì l'anta della doccia e cominciò subito a far scorrere l'acqua. Insaponò con forza tutto il corpo e prestò particolarmente attenzione al lavaggio dei capelli, che erano rimasti più colpiti dall'incidente.
"Giuro che quando trovo il responsabile " pensò tra sé "Lo sgozzo vivo. E io ho anche una mezza idea di chi sia"
Passati dieci minuti, uscì dalla doccia sentendosi rinata. Prese un asciugamano dalla cesta sotto il lavandino, e cominciò a frizionare i capelli, raccogliendoli poi tutti per far assorbire ancora un po' di umidità. Aprì l'anta dell'armadietto e prese il suo profumo preferito e se ne spruzzò un po' sul collo -Ma che...- esclamò confusa dall'odore. Ne spruzzò ancora un po'e tutto l'odore le arrivò alle narici. Lasciò immediatamente il profumo, che cadde nel lavandino e si ruppe, facendo fuoriuscire tutta la "gradevole" essenza. Appoggiò le mani al lavandino e lo strinse con forza, per evitare di prendere qualcosa in mano e scaraventarla contro il muro.
-Mel- disse poi guardandosi allo specchio -Non è niente. Assolutamente nulla, è un profumo e lo puoi ricomprare. Devi solo stare calma e respirare a fondo e non agitarti. Semplice- Allentò un po' la presa sul lavandino e sorrise allo specchio. Poi prese l'asciugacapelli e tolse l'asciugamano dalla testa.
Willow stava levando l'ultima alice dall'interno del condizionatore quando un urlo la spaventò facendogliele cadere tutte quanti dalle mani.
Si diresse nella direzione da dove proveniva l'ultrasuono e nel corridoio si scontrò con Scarlett, che anche lei aveva sentito l'urlo. Corsero verso il bagno ma girando la maniglia constatarono che la porta era chiusa -Melissa apri la porta!- urlarono dall'altro lato.
Dopo alcuni secondi sentirono la chiave che girava nella serratura e la porta che si apriva lentamente, mostrando una Melissa con un'aria truce dipinta in volto. Le due ragazze davanti a lei spalancarono la bocca, mentre guardavano i suoi capelli.
-I tuoi...- cominciò Willow timorosa.
Scarlett deglutì -I tuoi capelli sono...-
-...Sono verdi!- urlò Melissa -E nemmeno del tutto, perché in alcuni punti continua a esserci il mio colore, quindi ho i capelli rosso verde-
-Un po' come la bandiera della bielorussia- disse Willow maledicendosi l'attimo dopo.
-Stai zitta, ti prego stai zitta!- Melissa tornò davanti allo specchio e si mise le mani nei capelli -Io le ammazzo!- tuonó spaventando le due ragazza.
Uscì dal bagno chiudendo violentemente la porta. Si diresse fuori, non prima di aver raccolto tutti i capelli in un cappello, verso il cancelletto di uscita e entrò in quello dei suoi vicini.
Bussò con violenza alla porta. bryan le aprì e la guardò con sguardo interrogativo -Sto cercando le tue amiche idiote, sono a casa al momento?-
Il ragazzo boccheggiò ma prima che potesse rispondere sulla porta comparvero le cinque ragazze attirate dalla voce squillante di Melissa.
-Come mai da queste parti Melissa?- chiese con aria innocente Elinor.
-Come mai?!- la ragazza levò il cappello dalla testa lasciando che i capelli le scendessero giù -Per questo sono qui!- squittì indicandosi la testa.
-Ti dona il verde- continuò Marlee. Isabel e Allison dovettero girarsi dall'altra parte per non scoppiare a ridere in faccia alla ragazza.
-So che la colpa è vostra, lo so dal profondo del mio cuore-
-Così ci ferisci!- esclamò Paige -Noi siamo brave persone, non avremmo mai fatto una cosa del genere-
-Prendetevi pure gioco di me, ma giuro sul mio nome che ve la farò pagare per quello che mi avete fatto- detto ciò si rimise tutti i capelli nel cappello e si diresse nuovamente verso casa sua.
-Credo che l'abbiamo fatta incavolare tanto!- disse Isabel.
-Direi un po' più di tanto- aggiunse Allison.
Le ragazze cominciarono a ridere -Hai visto che c'era ancor un po' di rosso- Esclamò Elinor.
-Lo so e comunque la sua faccia incavolata è stata una carezza al mio cuore, non quanto lo sarebbe stata tagliarle i capelli, ma non possiamo ottenere tutto nella vita, dobbiamo accontentarci-
Chiusero la porta d'ingresso e si sdraiarono sul divano.
-La voglio proprio vedere domani girare con quei capelli- disse Isabel.
-O cavolo!- esclamò Marlee
-Cosa?- le chiese Allison seduta accanto a lei.
-Mi ero completamente dimenticata che domani non ci sono. Ho trovato un biglietto per la mostra di una pittrice dell'era vittoriana, Helen Allingham, che ho scoperto da poco ma già adoro e a cui sto cercando anche di ispirarmi per creare un nuovo stile-
-Helen chi?- chiese Allison con poco interesse.
-Allingham-
-Mai sentita-
-Già non avevo dubbi. Comunque tutta domani mattina non ci sarò-
-Come ci dispiace!- Allison fece una faccia triste -Per quattro ore non sentiremo la tua bellissima e delicato voce soave. Che gran peccato!-
-Che simpatica! Sfottimi pure, sono una persona più matura di te e non ti risponderò!-
In quel momento rientrò nella stanza Bryan, che era precedentemente uscito per lasciar parlare da sole le ragazze.
-Si può sapere che aveva da urlare pel di carota?-
Marlee rise a quel soprannome buffo -Si stava lamentando con noi per alcune sciocchezze-
-Ovvero?-
-Lo scoprirai presto- concluse lei mettendogli una mano sulla spalla.
Il ragazzo non era ancora convinto, ma non insistette.
-Noi stiamo uscendo per andare a mangiare nel pub qui vicino. Venite con noi?-
Allison si alzò subito dal divano e corse verso la sua borsa mettendosela in spalla -Sono pronta! Quando andiamo?-
-Anche adesso-
La ragazza fece un urlo di gioia e uscì contenta dalla casa seguita da tutti quanti.
Il locale all'interno, nonostante fosse pieno giorno, era poco illuminato, così avevano optato per stare fuori all'aria aperta.
Tutta la zona era circondata da fiori e piante dal colore sgargiante, con dei tendoni che coprivano tutto quanto per evitare che il sole arrivasse direttamente sui commensali. Per il gruppo, la cameriera che li aveva scortati fuori, dovette unire più tavoli insieme.
Con grande delusione di Allison, il servizio in quel posto era uno dei più lenti che avesse mai visto. Perciò lo stomaco della ragazza aveva faticato ad essere riempito.
Felix aveva notato in lontananza, nascosto da alcuni fiori, un grande biliardino -Che ne dite se ci facessimo qualche partita prima di andare via?-
-E rendiamo il tutto più divertente con una scommessa- aggiunse subito Isabel.
-Non è andata molto bene per noi l'ultima volta che abbiamo fatto una scommessa con voi- disse Bryan -Ma a biliardino io e Felix insieme siamo praticamente imbattibili, quindi accetteremo volentieri. Scegliete pure la vostra squadra-
Allison ed Elinor avevano preso posto a un lato del biliardino mentre dall'altro c'erano Bryan e Felix.
-La penitenza per chi perde?- chiese Felix
-La sceglierà alla fine la squadra vincitrice. Mi raccomando niente cose zozze. Ed è una penitenza che si estende a tutti voi maschi- gli rispose Elinor
-O a tutte voi femmine- finì Bryan.
Senza indugiare oltre cominciarono a giocare la partita. A quanto pare Felix e Bryan erano davvero una coppia forte, perché non sbagliavano un tiro.
Marlee aveva cominciato a disperarsi silenziosamente. Stavano cinque a zero per i ragazzi, e non ci avrebbero messo poco ad arrivare a dieci. era terrorizzata da cosa potevano fargli fare.
-Si sta mettendo un pochino male per voi fanciulle- sussurrò da dietro Rob.
Elinor si girò sorridendogli -Come dice un famoso detto "Non dire sacco se non ce l'hai nel gatto"-
-"non dire gatto se non ce l'hai nel sacco"- la corresse confusa accanto a lei Allison.
-Quel che è- Elinor sventolò una mano e poi si rigirò per riprendere la partita.
Mai frase fu più vera di quella pronunciata da Elinor, la quale cominciò a segnare uno dopo l'altro una serie di goal, tanto da risollevare l'animo ormai rassegnato di Marlee. Allison aveva parato la maggior parte dei tiri avversari.
-Chi fa questo ha vinto- esclamò Bryan lanciando la pallina in mezzo al campo. Bryan, trovandosi in attacco, tirò la pallina che, per loro sfortuna ma per fortuna delle ragazze, costeggiò tutto il bordo della porta, senza effettivamente entrare. Allison aveva ripreso possesso della palla e con un colpo secco, direttamente dalla porta, aveva segnato l'ultimo goal.
Marlee, seduta sulle sedie accanto al biliardino, si era alzata in piedi e aveva sollevato le braccia in aria in segno di vittoria mentre Isabel e Paige si battevano il cinque ed Elinor e Allison si congratulavano l'una con l'altra. Tutti i ragazzi, nel frattempo le guardavano a bocca aperta.
Bryan si inginocchiò davanti a tutte quante con le mani in segno di preghiera -L'unica cosa che vi chiediamo è clemenza nei nostri confronti. Solo questo. Vi supplico-
Allison si strofinò le mani e sorrise maliziosamente -Io ho una mezza idea di quello che possiamo farvi fare-
Pagarono il conto e uscirono fuori dal locale. Cinque minuti dopo si trovavano in una piazza mediamente affollata. I sette ragazzi erano stati sistemati uno accanto all'altro.
Allison da brava insegnante di danza classica quale era, si mise davanti a loro e cominciò ad insegnarli alcuni passi.
-Questa è la prima- disse la ragazza mentre mimava il movimento -La seconda e la terza. Ora tocca a voi-
I ragazzi, non poco riluttanti cominciarono a imitarla. I passanti li guardavano con un sopracciglio alzato.
-Più in alto le braccia Harrison, e Rob, la schiena un po' più dritta. Bryan tu sei perfetto, hai mai pensato di cominciare a fare danza classica?- finì Allison ridendo. Il ragazzo le fece la linguaccia, mentre cercava di mantenere le punte.
-E ora rendiamola un po' più difficile!-
-Più difficile!- esclamò Shawn .
-Tesoro bello, avete fatto solo tre posizioni, quelle che fanno tutti i bambini i primi dieci minuti nel primo giorno di danza, quindi si, più difficile-
I sette sbuffarono contrariati.
-Cominciamo con una piroet, poi un relevè, adesso un croisè, poi continuiamo con un grand Jatè e per finire un fouette entournant- Allison concluse con un sospiro soddisfatta, poi si girò dietro per vedere se avessero capito tutto, ma trovò solo sette figure indistinte che scappavano nella folla.
Marlee l'affiancò -Ti hanno seguita fino a relevè poi hanno cominciato a correre-
-Direi che gli abbiamo dato abbastanza tempo- disse Allison. Le cinque ragazze presero borse e altre cose che avevano lasciato su un muretto e cominciarono a rincorrerli.
Dopo nemmeno venti metri Elinor si fermò e si mise le mani sulle ginocchia, ansimando -Voi andate avanti, io vi raggiungo tra un po'!-
-Ma hai fatto solo venti metri- le fece notare Isabel che si era fermata un attimo accanto a lei.
-Le uniche maratone che faccio sono di film, libri e serie tv. Non sono abituata a tutta questa attività fisica-
Nel frattempo Marlee, che nonostante le sue gambe corte viaggiava come un siluro, raggiunse in poco tempo il resto del gruppo.
-Ma che cosa sei, Bolt in miniatura!?- le chiese Bryan ormai esausto.
-Una specie- rispose la ragazza -Dato che siete venuti meno alla penitenza vi toccherà fare da facchini da qui fino a casa- Intanto erano arrivate le altre ragazze che avevano cominciato a dargli tutto ciò che avevano.
-Meglio schiavi che costretti a fare quelle acrobazie- esclamò Rob mentre anche Elinor, che era riuscita a percorrere il resto della strada senza collassare, gli lasciava le sue cose.
Così si incamminarono verso casa e solo quando rientrarono si resero conto che il tempo era passato più velocemente di quanto avessero pensato.
Nash guardò l'orologio ed esclamò -cavolo dobbiamo sbrigarci tra un'ora inizia la partita!-
Le ragazze non capivano -Che partita?- chiese Isabel esprimendo la domanda di tutte quante.
-La partita di calcetto- continuò Nash
-Anche d'estate in vacanza il calcetto?- si lamentò Marlee.
-Soprattutto d'estate in vacanza- le disse Bryan mentre raccoglieva le sue cose -Abbiamo conosciuto dei ragazzi, e uno di questi ha il padre che possiede il campetto e ci hanno detto se volevamo fare la partita contro di loro dato che l'altro giorno ci siamo messi tutti quanti a giocare sulla spiaggia e hanno visto che ce la caviamo. Ci sarà un po' di gente stasera a vedere la partita. Ci sarete voi?-
-Sai che odio il calcio- gli fece notare Marlee.
-Anche io credo che non verrò stasera. Sto praticamente dormendo in piedi già adesso- disse Isabel.
-Noi ci saremo- Allison parlò a nome anche di Elinor e Paige.
Jordan si avvicinò alla più grande delle ragazze -Ciao Paige- disse mentre gli altri cominciavano a portare tutte le loro cose fuori.
Lei sbuffò -Cosa vuoi?-
-Perchè devi essere sempre così scontrosa quando ti parlo, con gli altri non sei così-
-Perchè tu mi dai particolarmente sui nervi a differenza degli altri e mi stai sempre appiccicato-
Il ragazzo annuì -Va bene allora facciamo così, stasera tu esci con me e io non ti infastidirò più-
La ragazza spalancò gli occhi e cominciò a ridere -Non uscirò di certo con te, in più hai quanti, sedici anni?-
-Quasi diciassette- la corresse lui
-Praticamente la stessa cosa. il mio è un no-
Il ragazzo insistette -Ma pensaci. Una sola sera, per essere lasciata il resto della vacanza in pace-
-Mi sembra che tu stasera abbia una partita di calcetto quindi anche se volessi non potremmo fare niente. Che peccato-
Jordan sorrise -Non mi permettono di giocare perché dicono che faccio schifo, ed è vero, quindi per stasera sono tutto tuo. Allora...?-
-Stasera e poi mi lasci in pace- Il ragazzo cominciò ad esultare.
I ragazzi si erano raccolti tutti in giardino con i loro borsoni.
-Non facevate prima a vestirvi qua, invece che portarvi tutti i vestiti nei borsoni- fece notare ai ragazzi Isabel.
Nash ci pensò un attimo su -In effetti, ma oramai è andata così-
-Paige tu non vieni?- chiese Allison alla sorella che stava uscendo dal cancello insieme a Jordan.
-No, devo risolvere una questione- disse prima di scomparire con il ragazzo.
Anche gli altri si avvicinarono tutti all'uscita.
-Non fatevi fare troppi goal- gli urlò Marlee per incoraggiarli.
-Sei un tesoro di ragazza- le rispose Bryan mentre sollevava nella sua direzione il dito medio.
La ragazza sorrise e rientrò in casa, dove trovò Isabel spalmata sul divano con una vaschetta grande di gelato in mano.
-Mi piace mangiare un po' di gelato prima di dormire. Devo essere considerata una criminale per questo!- esclamò con un cucchiaio di gelato in bocca.
-Izzy sono solo le otto di sera, come puoi andare a letto a quest'ora?-
-Guardo prima un po' il telefono poi non è mica colpa mia se una deficiente stamattina mi ha praticamente fatta alzare all'alba-
-erano le sette e mezza- la corresse Marlee.
-Per me era come se fosse l'alba va bene!-
-Non parlo più- concluse Marlee mentre si avviava in cucina.
Nel frattempo, lungo la strada centrale, camminavano Jordan e Paige uno accanto all'altra. Il ragazzo si fermò davanti a un semplice e piccolo locale.
-Va bene?- chiese lui.
-Per me è indifferente- Paige aprì la porta ed entrò.
La cameriera li fece accomodare in un tavolo uno davanti all'altra. L'atmosfera era resa romantica dalle candele messe al centro della tovaglia. Paige prese subito in mano il menù dietro al quale si nascose e cominciò a ordinare e lo stesso fece Jordan. Quando la cameriera portò via i menù, la ragazza non aveva più niente per separarla dal ragazzo dall'altro lato.
-Ti intrattengo con delle battute-
-Anche no-
Ma Jordan non si curò del suo rifiuto.-C'è una persona che parla al telefono e a un certo punto dice "é caduta la linea" e allora l'altra gli risponde "Speriamo non si sia fatta male"-
La ragazza rimase impassibile.
-Okay proviamo con un'altra. La mucca è esperta in pc perché in-stalla- il ragazzo sorrise speranzoso in una qualche lezione che non trovò.
-Un tasso dice a un altro tasso: tassomiglio- ancora niente -Qui è sepolto Napoleone, non tutto ma Bonaparte- Paige rimase in silenzio -Sette cinesi entrano in un bar e dicono "Sette te" e il barista "Settete"- la ragazza mise in bocca un grissino che avevano portato in quel momento -Oh andiamo, sei una donna di ghiaccio, sforzati almeno un pochino. Vuoi sentire un'altra battuta?-
-Grazie ma credo che mi bastino quelle...-
-Quattro quarti! L'ahi capita, quattro quarti, la battuta musicale-
La ragazza scosse la testa.
-oh ma insomma ma cosa devo fare per farti sorridere!- esclamò il ragazzo spalancando le braccia. La sua mano colpì la boccetta del sale che cominciò a rotolare a terra. Accidentalmente il cameriere, non avendola vista, ci scivolò sopra, facendo finire il vassoio che portava in mano, addosso alla signora seduta al tavolo accanto al loro. La donna spaventata aveva urtato la candela sul tavolo che si era capovolta sulla tovaglia che aveva preso fuoco. Jordan per aiutare aveva preso la brocca d'acqua che stava sul loro tavolo e l'aveva lanciata su quello che stava andando a fuoco, bagnando così anche la signora che si stava imbestialendo.
Jordan cercò di scusarsi -Mi dispiace davvero, non era mia intenzione. é stato tutto un incidente-
Nel frattempo era intervenuto il caposala -Fuori di qui immediatamente!- urlò ai due ragazzi che, spaventati dal tono dell'uomo, avevano preso fugacemente le loro cose e si erano subito diretti verso l'uscita. Fuori dal locale sentivano che dentro qualcuno ancora sbraitava.
-Anzi che non ci hanno chiesto di risarcirgli i danni- commentò il ragazzo.
Paige si girò verso di lui e cominciò a ridere e anche piuttosto rumorosamente -é stata la scena più divertente che io abbia mai visto. Fantastica. Hai visto tutti gli spaghetti sulla testa della signora che le facevano da parrucca- continuò a ridere piegandosi, letteralmente, in due dalle risate.
Jordan salì sul muretto lì vicino e mise le mani intorno alla bocca per amplificare il volume della sua voce -Signori e signore, la fanciulla ha finalmente riso- attirò l'attenzione di qualche passante e di due signore anziane sedute sulla panchina -Questi giovani di oggi sono tutti matti- aveva commentato una delle due.
-Vieni giù stupido- Paige gli aveva preso la mano e lo aveva tirato giù mentre si asciugava ancora qualche lacrima. -Ci conviene andarcene prima che cambino idea e ci facciano pagare-
-Vuoi andare... a casa?-
Lei lo guardò un attimo e poi sorrise -credo che ci sia un po' di tempo per prenderci il gelato, no?-
Jordan stava per scoppiare dalla gioia -Si, si e ancora si, assolutamente e definitivamente si- e si diressero chiacchierando verso la gelateria.
Gli altri ragazzi nel frattempo erano arrivati nel campetto dove li aspettavano per giocare. Allison ed Elinor si sedettero sugli spalti dove c'era anche un po' di altra gente. Felix si sedette accanto a loro.
-Tu non giochi?- gli chiese Elinor
-Non è che mi entusiasmi molto l'idea. Sono la scorta nel caso qualcuno si dovesse far male, ma aspetterò qui con voi altrimenti lì giù in campo sono da solo sulla panchina- concluse il ragazzo
-Non sapevo che Harrison fosse un tipo sportivo- Allison era sorpresa di vedere il ragazzo nel campetto.
-Si gli piace da sempre il calcio-
-Ei Ella- disse una voce che scendeva le scale in quel momento
-Chris- replicò la ragazza sorridendo
-Sei venuta qui per vedermi giocare?- chiese lui
-Non sapevo nemmeno che tu giocassi. Bagnino di giorno e calciatore di notte. Deve essere parecchio movimentata la tua vita-
Prima che il ragazzo potesse rispondere qualcuno lo chiamò dal campetto -Chris porta il culo sul campo-
-Il dovere mi chiama-
-Chi era?- si informò subito Felix quando il ragazzo era ormai lontano
-Il bagnino-
-E tu lo conosci perché?-
-Lunga e alquanto imbarazzante storia-
Felix annuì poi riprese a parlare -Vi siete messi insieme?-
-Oh santo cielo no Felix siamo soltanto...amici, forse nemmeno quello, diciamo conoscenti-
-Non so se ricordi come è finita la tua ultima relazione- disse lui prima di sorseggiare un altro goccio della sua bottiglia.
-Ricordo perfettamente come è finita la mia ultima relazione, non serviva che me lo ricordassi e solo perché mi sono lasciata con una persona questo non mi impedisce di non mettermi più insieme a nessuno-
Felix sbuffò -Sto solo cercando di metterti in guardia. Tu mi sembri un po' troppo presa da lui per essere solo amici e lui mi sembra il tipo di ragazzo inaffidabile che sta con una ragazza solo per il sesso e poi non se ne fa più niente-
-Solo perché ci ho parlato qualche volta stai facendo tutta questa scena. Se avessimo pomiciato sulla panchina accanto a te mi avresti ucciso!- esclamò scuotendo la testa.
-Sto solo cercando di aiutarti a non prendere una cattiva decisione-
-Ma io non ho mai chiesto il tuo aiuto!- la ragazza si alzò in piedi, lo scavalcò e si andò a sedere qualche posto più avanti.
-Quanto è testarda quella ragazza- detto ciò si alzò anche lui ed entrò in campo, sedendosi sulla panchina delle riserve.
-E io rimarrò qua sola soletta- disse Allison prima di mangiare un pezzo del panino che aveva in mano.
Mentre i due ragazzi discutevano, la partita era intanto cominciata. Erano passati circa dieci minuti quando, Bryan, per prendere possesso di palla, aveva messo male il piede cadendo a terra. Subito corsero a vedere le condizioni del ragazzo.
-Puoi camminare?- gli chiese Chris che lo aveva aiutato a rialzarsi in piedi.
-Camminare si, ma correre non credo proprio-
Così Felix entrò al suo posto. Nash si avvicinò a Bryan che intanto stava uscendo dal campo. -Ei amico dove vai?-
-Preferisco tornare a casa e riposarmi che rimanere qua e non poter giocare-
-Vuoi che ti accompagno io- gli chiese Elinor che vedendo l'incidente era scesa dagli spalti.
-No stai tranquilla, riesco a camminare bene, è solo quando lo poggio di più per correre che mi fa male-
-James dice che è solo una distorsione e che domani dovrebbe andare molto meglio- riprese Nash.
Bryan annuì con la testa e lo salutò avviandosi verso casa.
-Marlee io mi stendo sul letto tuo e di Elinor che è più morbido del mio- urlò Isabel dal piano superiore alla ragazza.
Non ricevendo risposta, scese controvoglia le scale e trovò Marlee che seduta per terra in cucina ascoltava la musica con le cuffie e disegnava sul quaderno. rendendosi conto della presenza dell'amica tolse la musica -Dimmi?-
-Come ti ho urlato prima, io mi metto sul letto tuo e di Elinor che è più comodo rispetto al mio-
-Va bene. Tra un po' ti raggiungo anche io perché mi sta venendo anche a me sonno-
Isabel salì nuovamente le scale e si buttò sul letto.
Bryan infilò le chiavi che gli aveva dato Allison, nella serratura e aprì la porta di casa. Era stanco e la gamba aveva cominciato a fargli un po' più male. L'unica cosa che voleva fare era sdraiarsi e riposare.
Isabel nel frattempo aveva cominciato a prendere sonno, quando sentì i passi di Marlee entrare nella stanza. La ragazza si sdraiò vicino a Izzy, che era girata su un lato. Marlee la strinse da dietro in un abbraccio. Isabel stava per chiederle da dove provenisse tutta quell'intimità tra loro due, ma non parlò, era troppo stanca anche per quello. Poi le diede un bacio sulla guancia. Isabel cominciava ad essere confusa.
La luce venne accesa e la ragazza vide Marlee sulla porta che la guardava con le sopracciglia aggrottate. Si girò verso l'altra parte del letto e incrociò il suo sguardo con quello di Bryan.
-Mi dovete dire qualcosa voi due?- chiese Marlee sorridendo
-o porca vacca- esclamò il ragazzo mentre si alzava velocemente dal letto -ero sicuro che fossi Marlee disse rivolto a Isabel.
-Anche io ero sicuro che tu fossi Marlee-
Mentre Bryan usciva dalla stanza, la vera Marlee si stese nel letto matrimoniale accanto a Isabel che la guardava.
-Io non te lo do il bacio della buonanotte!- esclamò lei ridendo
-Ma finiscila!- Isabel le lanciò il cuscino in faccia e si girò dall'altra parte, mentre Marlee spegneva la luce.
Alluraaaa. Sono in super ritardo perché è praticamente passato un mese e non so proprio come scusarmi. Inoltre molto probabilmente da adesso in avanti non pubblicherò più una volta alla settimana, ma ogni due (sperando di riuscirci). Scusate ancora.
-percabeth_12_18
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