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Cuori infranti

Allison non aveva dormito molto durante la notte. Per quanto continuava a ripetersi che il ragazzo era stato un completo idiota e che non doveva pensare a lui, comunque le dispiaceva. Non avrebbe mai pensato che le avesse potuto fare una cosa del genere.
Tutti i suoi amici erano già al piano inferiore a fare colazione. Anche a loro era dispiaciuta la situazione, Shawn durante quei mesi era diventato anche loro amico. Allison si alzò dal letto e scese le scale. Venne accolta da qualche saluto ma nessuno mostrò compassione nei suoi confronti e lei gliene fù grata. Non le serviva la compassione ma solo un altro bello schiaffo da assestare sulla faccia di Shawn.
In quel momento la porta si aprì ed entrò nella casa il ragazzo. La sua faccia era in pessime condizioni e Allison non poté fare a meno di compiacersene. Non voleva nemmeno pensare dove aveva passato la notte e in tutta sincerità non le interessava nemmeno.
Tutti i ragazzi lo guardarono con il chiaro intento di volerlo mettere in difficoltà.
-Vado a prendere le mie cose- affermò lui cominciando a salire le scale per arrivare alla stanza del piano superiore.
Gli altri ragazzi nel frattempo si erano dispersi, perché ognuno aveva le proprie cose da fare.
Mentre Shawn usciva dalla stanza si ritrovò davanti Paige che lo bloccò con un braccio.
-Ti giuro sulla mia vita che se mia sorella uno qualsiasi di questi giorni é anche solo minimamente triste per colpa dell'imbecille che sei, io ti verrò a cercare ovunque tu sia, ti troverò e ti farò soffrire- senza aspettare una risposta levò il braccio è sì ritirò nella sua stanza.
Fece qualche passo e si ritrovò davanti Marlee e Isabel- Ascoltami bene stronzo, sei stato veramente un idiota completo e sei fortunato che Allison non ti abbia colpito più violentemente, anche se avrebbe dovuto farlo- cominciò a parlare Marlee.
-Non ti vergogni neanche un po'?. Ti ha anche ospitato a casa sua e tu tradisci  in questo modo la vostra relazione!- Isabel non si sarebbe tolta presto l'immagine dalla sua testa di Shawn e Melissa che praticamente si mangiavano a vicenda.
Il ragazzo sbuffò e passò in mezzo a loro.
Marlee fece una faccia sconvolta. - Dopo tutto questo, ha osato anche sbuffare! Io lo ammazzo!- Era già pronta a scatenarsi quando Isabel la fermò - Niente morti per oggi-
Shawn arrivò nella cucina dove anche Elinor si avvicinò a lui -Anche tu devi farmi una ramanzina? Ci hanno già pensato le tue amiche, ho capito. Sono uno stupido. Messaggio ricevuto-
Elinor scosse la testa -veramente volevo dirti che ti capisco-
Lui fece una faccia perplessa -Mi capisci? -
-Si ovviamente non del tutto. Comunque Allison è mia amica e tu non ti sei comportato bene. Però so che lei può essere molto pesante a volte. Capisco perfettamente che hai sentito il peso che ti si stava accumulando sulle spalle. Inoltre ad essere sincera, ti trattava proprio come uno zerbino o come un cagnolino e nessuno merita di essere trattato in questa maniera.-
Shawn le sorrise - Ti ringrazio veramente tanto. Mi serviva l'appoggio di qualcuno-
La ragazza sollevò le spalle e gli passò una tazza di caffé che aveva appena preparato.

Appena ne bevve un sorso, lo sputò immediatamente nel lavandino vicino a lui. Si passò disgustato una mano sulla bocca -Ma che cavolo ci hai messo dentro?!-

Elinor sollevò ingenuamente le spalle -Forse mi sono sbagliata e invece di mettere lo zucchero ho messo il sale. Se devo essere sincera forse quello non è nemmeno caffè- lo salutò con la mano soddisfatta, mentre lui usciva dalla casa sbattendo la porta.

Il ragazzo uscendo andò per sbaglio addosso a Jordan. Quest'ultimo lo salutò semplicemente senza aggiungere altro. Poi si avviò verso le scale e si avvicinò alla porta di Paige. Era socchiusa e stava per bussare quando sentì che la ragazza stava parlando con qualcuno al telefono. Stava per girarsi e tornare indietro ma le risate della ragazza lo fermarono.

-Sei proprio scemo Sam!- esclamò lei mentre continuava a ridere.

Jordan si avvicinò di più alla porta per ascoltare meglio la conversazione -Mi manchi tanto anche tu. Quando mi vieni a trovare?-

Una pausa e poi -Sai che non posso, adesso sto a casa di mia sorella e dei suoi amici-

Jordan era davvero curioso di sapere con chi stesse parlando Paige.

-Va bene allora ti richiamo stasera. Ti amo anche io-

Il ragazzo si bloccò. "ti amo" aveva detto la ragazza. Non lo dici di certo a un amico.

La porta andò a sbattere contro il suo piede e lui si spostò, lasciando alla ragazza la possibilità di uscire dalla sua stanza.

Paige lo guardò perplessa -Cosa ci facevi dietro la mia porta?-

Ma lui non rispose alla sua domanda -Hai un ragazzo?- le chiese invece.

Lei sollevò le spalle noncuranti -Si, perché?-

Jordan si allontanò da lei scuotendo la testa -Io pensavo che tra di noi...-

-Jordan te l'ho detto anche un altro paio di volte che ho un ragazzo. Comunque io e te siamo amici e non mi sembra di aver fatto qualcosa per farti credere il contrario-

-E allora la cena, i gelati e i sorrisi?-

-Santo cielo stavo solo cercando di essere affabile come persona. Avresti preferito che io avessi continuato a ignorarti? Davvero Jordan sei un buon amico ma niente di più-

Il ragazzo annuì sorridendo amaramente -Non fa niente, dovevo aspettarmelo da te-

La ragazza spalancò gli occhi sorpresa -Scusa cosa?-

Ma il ragazzo si era già girato e se ne stava andando non voltandosi indietro, nonostante la ragazza continuasse a chiamarlo.

In giardino, Bryan e Marlee, erano seduti uno accanto all'altro sulle altalene, proprio come pochi giorni prima.

Bryan si ricordò che nella confusione della serata precedente ancora non le aveva dato il suo regalo. Così si alzò in piedi e le disse -Aspetta qui devo prenderti una cosa-

La ragazza annuì sorridendo. Bryan rientrò velocemente dentro casa e salì fino alla sua stanza per prendere il regalo per la ragazza. Quando riaprì la porta che affacciava sul giardino la vide che sorrideva mentre mandava un messaggio. il primo pensiero del ragazzo fu che stesse scrivendo a quel tale che aveva incontrato alla mostra. L'ennesima fitta di gelosia lo attraversò mentre posava il regalo e si avvicinava a Marlee.

La ragazza alzò lo sguardo  e mise via il telefono non smettendo di sorridere -Allora, cosa dovevi prendermi?-

Bryan boccheggiò, e si prese un momento per riflettere. Non era sicuro di voler portare alla luce quell'argomento, però il pensiero lo aveva tormentato negli ultimi due giorni -Chi è Jacob?- chiese alla fine deglutendo.

Il sorriso dal volto di Marlee scomparve. -Hai guardato il mio telefono?- chiese la ragazza con tono infastidito.

-Stavo leggendo e continuava a squillare così volevo togliere la suoneria ma ho letto il nome Jacob e per curiosità ho aperto la chat-

-Quindi hai guardato il mio telefono senza il mio permesso- sottolineò le ultime quattro parole con decisione.

-Non è questo il punto- la liquidò Bryan -Il punto è il perché mi hai mentito quando ti ho chiesto se avessi conosciuto qualcuno alla mostra-

Marlee sbuffò -Perchè per me non era importante. é semplicemente un ragazzo con cui ho preso un caffè e ho parlato di arte-

-Bene, ci hai anche preso un caffè. Poi vi messaggiate e adesso probabilmente stavi parlando con lui. O sbaglio?-

La ragazza scosse la testa infastidita ancora più di prima -Stavo parlando con mia sorella. O adesso non posso parlare nemmeno più con i miei familiari? Perchè altrimenti se vuoi posso evitare di parlare con il mondo intero-

Bryan sbuffò -Non riesci a capire che per me puoi parlare con chi cavolo vuoi. Anche con quel Jacob. Non avrei avuto nessun problema. Ma la cosa che mi infastidisce e che non riesco a capire è perché tu non me lo abbia detto quando te l'ho chiesto-

-Perchè non mi è passato in mente in quel momento. Stavo pensando ad altro e ti ho risposto senza pensare!- gli urlò Marlee che cominciava a non sopportare più quella situazione.

Bryan annuì sconsolato -Non so perché ma faccio fatica a crederci-

-Se non hai fiducia in me allora forse è il caso che ci lasciamo. Perchè non posso sopportare nemmeno l'idea di stare con qualcuno che non si fida di me e che è ossessionato dal voler controllare tutto ciò che faccio-

-Cavolo- esclamò il ragazzo -Adesso sono io che sto dalla parte del torto? Se non volevi che stessimo più insieme io e te dovevi trovare una scusa migliore e non addossare tutta la colpa a me-

Marlee si sedette nuovamente sull'altalena, infilando le mani nei capelli. Poi raddrizzò la schiena e cominciò a parlare -Sai che ti dico Bryan. Che se litighiamo per la cosa più banale al mondo non so come questo- e indicò loro due -Possa andare avanti e funzionare-

Bryan sollevò le spalle -Allora possiamo concluderla qui-

-Bene- annuì Marlee con uno sguardo misto tra rabbia e tristezza.

-Bene-

La ragazza lo superò con lo sguardo basso e rientrò in casa. Bryan rimase da solo in giardino e si sedette sull'erba, strappandone qualche filo.

Si passò una mano sul viso -Cazzo!- esclamò mentre una lacrima scorreva sulla sua guancia.

Elinor aveva deciso, da persona matura quale era, che avrebbe messo fine a quello stupido litigio tra lei e Felix. Aveva messo da parte il suo amato orgoglio, cosa per lei molto difficile, e aveva deciso che gli avrebbe parlato e avrebbe chiarito la situazione. Era ormai pomeriggio e non aveva visto il ragazzo per tutto il giorno. Del resto aveva visto tutti poco. era una giornata strana e aleggiava un clima di tensione. A pranzo aveva mangiato solo con Isabel, Nash ed Harrison e non aveva la più pallida idea di dove fossero gli altri, anche perché nessuno le rispondeva. Il pomeriggio aveva deciso di salire al piano superiore e passando accanto alla porta della sua stanza, aveva sentito qualcuno piangere. Era sicura fosse Allison per Shawn ma poi aveva visto la ragazza uscire dal bagno, ancora triste ma che aveva superato la grande delusione iniziale.

Così aveva immaginato per esclusione che dentro la stanza ci fosse Marlee, dato che Isabel l'aveva appena lasciata al piano inferiore. Aveva provato a bussare più e più volte alla porta, cercando di convincere la ragazza ad aprirle la porta per parlare ma non ci era riuscita. Marlee voleva rimanere da sola. Elinor aveva pensato anche di entrare dalla finestra ma si era resa conto che quella era molto più alta della finestra della casa di Melissa. Così aveva rinunciato, promettendosi però di riprovarci più tardi.

-Nash sai per caso dove sta Felix?- gli chiese la ragazza, costringendolo ad alzare gli occhi dal suo amato telefono.

-è uscito stamattina perchè ha detto che voleva fare un giro da solo. Mi sembra abbia accennato che nel tardo pomeriggio voleva andare in spiaggia, quindi forse lo trovi là-

Elinor lo ringraziò e uscì di casa. il tempo quel giorno non era bello come quello che c'era stato tutta la settimana. Sembrava adattarsi perfettamente all'umore dei ragazzi. 

Camminò lentamente per le stradine che portavano alla spiaggia, cercando di pensare a delle scuse da fare al ragazzo, ma ogni volta che formulava un pensiero compiuto, esso svaniva dopo qualche secondo.

Arrivata, Elinor vide Felix seduto su una delle barche che servivano ai bagnini per il salvataggio. Rimase per un attimo a osservare le sue spalle e i suoi capelli, in disordine a causa del forte vento. Si tolse le scarpe e cominciò a camminare sulla sabbia, fresca sotto i suoi piedi. A pochi metri dal ragazzo cominciò a camminare più lentamente fino ad affiancarlo e a sedersi accanto a lui. Si girò per guardarla e poi riportò il suo sguardo sulle onde del mare che riflettevano il cielo notturno.

Rimasero l'uno accanto all'altra per qualche minuto, in completo silenzio. A romperlo per prima fu lei. -Ciao-

Felix scosse la testa e sospirò guardandola -Ciao-

Elinor sorrise. Almeno era un passo avanti. -Volevo scusarmi per tutto quello che è successo in questi ultimi giorni. Io sono stata stupida e mi sono comportata da immatura. So che mi vuoi bene e che molte cose le dici perché ti preoccupi per me e io...-

Felix la interruppe -Stai zitta ti prego!-

La ragazza lo guardò con un sopracciglio alzato.

-Stai zitta. Stai dicendo una marea di cretinate. Per cosa ti stai scusando?. Per esserti comportata da essere umano. Dovrei essere io a scusarmi con te, perché io sono il cretino- continuava a parlare non guardandola negli occhi, ma tenendo lo sguardo fisso sulle onde che si infrangevano sugli scogli -Sono stato un idiota in questi giorni. Ogni volta che ripenso a quello che ho detto e che ho fatto mi sento ancora più stupido. Hai il diritto di vivere la tua vita come meglio credi. Non sono tuo padre o tuo fratello, ma ti voglio bene come se fossi entrambi. Vederti con qualcuno che anche nella più piccola eventualità avrebbe potuto spezzarti il cuore mi ha fatto ammattire. Ho prestato più attenzione a come lui si comporta con te e non merita tutto l'odio che ho provato per lui in questi giorni. E tu sembri felice, non ti vedevo così radianti con un ragazzo da quando stavi con Will-

Elinor sorrise amaramente guardando in basso.

-Desidero solo il meglio per te El e voglio che tu questo lo sappia. Sono stato uno stupido e spero che tu mi possa perdonare. Lo spero con tutto il cuore- spostò finalmente il suo sguardo verso la ragazza che gli sorrise affettuosamente -Certo che ti perdono e si sei stato un po' uno stupido, ma lo sei sempre quindi che differenza fa?- e lo strinse in un abbraccio. Anche Felix fece lo stesso sorridendo e appoggiando la sua fronte sulla spalla della ragazza. Rimasero così, immobili , cullati soltanto dal rumore delle onde con il cielo che cominciava a tingersi di colori rosei.

-Lo sapevo!- esclamò arrabbiata una voce dietro di loro. I due ragazzi si girarono, trovando Rob con gli occhi rossi e una bottiglia quasi vuota di birra in mano.

-Rob cosa...- esclamò preoccupato Felix staccandosi immediatamente dalla ragazza.

-Io non volevo crederci- continuava a farfugliare -Pensavo che fosse solo un'enorme gigantesca cazzata. E invece eccovi qua. Abbracciati mentre vi guardate come due innamorati. Potrei vomitare-

Felix scoppiò a ridere -Santo cielo non mi dire che credi che ci sia qualcosa tra me ed Elinor. Credo che sai meglio di chiunque altro tra noi tutti che sono gay e innamorato di te- scandì bene le ultime parole.

Il ragazzo gettò la bottiglia per terra, che si ruppe su una piccola roccia -Cazzate, enormi cazzate-

-Rob ascoltami...- Felix provò ad avvicinarsi a lui mentre Elinor guardava la scena con un misto di paura e preoccupazione.

-Stammi lontano. Non ti avvicinare a me- gli puntò un dito contro, che poi girò verso Elinor -Io mi fidavo di te ma sei solo una stronza. Sai- disse lui sogghignando palesemente ubriaco -Allison ogni tanto parla un po' troppo. Le escono da quella boccuccia cose che non dovrebbe dire. Ieri sera fuori dal locale era parecchio scossa per quello che era successo con il suo ragazzo. Ha cominciato a dire che le storie d'amore sono una gran cazzata. Ha cominciato, in un impeto di forti emozioni- continuò ironico,  con un ghigno stampato sulla faccia - a parlare anche delle storie d'amore delle sue "amiche". Non se ne è nemmeno accorta di avermi detto che hai una cotta per il mio ragazzo-

Elinor si bloccò e il suo battito accelerò. Felix si passò le mani tra i capelli esasperato -Rob stai dicendo una marea di scemenze. A Elinor non piaccio-

Rob sorrise. Era un sorriso malvagio, pieno di risentimento e odio nei confronti della ragazza.

Felix sbuffò e si girò verso Elinor -Potresti dirgli che non provi nulla per me così finiamo questa faccenda e ce ne torniamo a casa-

La ragazza boccheggiò. Avrebbe potuto mentire, dire che Rob era solo in un momento di stordimento causato dall'alcol, ma non lo fece -Io... ecco...-

-Andiamo Elinoruccia cara, dì ciò che devi dire- la esortò Rob

Elinor sospirò -Ero innamorata di te- Felix rimase immobile a fissarla, incapace di proferire parola.

-Ero innamorata di te- ripeté la ragazza- Ma adesso non lo sono più. Non lo sono più dai tempi in cui ho conosciuto Will-

-Certo. Lo sai, Elinor- cominciò a parlare Rob senza più la perfidia che lo aveva pervaso fino a quel momento -Io mi fidavo di te. Mi hai difeso quando nessun altro era disposto a farlo e mi hai dato consigli quando nessun altro si era preoccupato di darmeli. Pensavo fossi mia amica. Ma mi sbagliavo. Mi sbagliavo su tutti e due- Si asciugò le lacrime che erano uscite contro la sua volontà e senza proferire più parola si avviò nella direzione da dove era venuto.

Felix si riscosse e cominciò a seguire Rob chiamandolo. Elinor lo bloccò prendolo per un braccio -Felix io... mi dispiace-

Il ragazzo scosse la testa -non ti preoccupare, non è colpa tua- abbassò lo sguardo sulla mano di Elinor posata sul suo braccio. La ragazza la ritirò subito, improvvisamente pentita di quel contatto. Vide l'amico che si allontanava velocemente e che continuava a chiamare il nome del ragazzo.

Elinor rimase lì sulla spiaggia. Era ancora in piedi. Ancora nella posizione in cui l'aveva lasciata l'altro. Guardava per terra e pensava. Si riscosse improvvisamente e cominciò a correre senza fermarsi, non prestando attenzione a gambe e polmoni che la imploravano di fermarsi. Arrivò fino al cancello della casa che era chiuso. Lo scavalcò con agilità e poi arrivò alla porta. Bussò violentemente, tre, quattro, cinque volte, così forte che anche le nocche della mano cominciarono a implorare pietà. Paige le aprì la porta  -Eli cosa...-

La ragazza la scansò bruscamente ed entrò in cucina dove al tavolo erano ancora seduti Nash, Harrison e Isabel. Anche Allison si era aggiunta al gruppetto e Isabel aveva un braccio intorno alle sue spalle, forse per consolarla. Elinor guardò Allison e scosse la testa, cominciando a piangere -Io mi fidavo di te- le urlò la ragazza con rabbia -Ti ho raccontato i miei segreti perché pensavo che restassero tra di noi perché non li andassi a dire al resto del mondo. E pensare che stamattina ti ho difeso e mi sono sentita così male per quello che ti ha fatto Shawn, quando tu non hai il minimo ritegno nei confronti degli altri -

Allison rimase a bocca aperta, colpita dalla violenza delle parole di Elinor.
-Hai tradito la mia fiducia così nel profondo che non so se riuscirò a perdonarti mai- La ragazza si calmò, nonostante le lacrime continuassero a uscire -Ti detesto. Con tutto il mio cuore- prese la sua borsa che aveva lasciato il pomeriggio vicino al lavello, e uscì dalla casa di corsa, non prestando attenzione alle voci che la chiamavano all'interno.

-Cosa è successo?- chiese perplesso Harrison che aveva assistito alla scena con lo stesso stupore di tutti gli altri nella stanza. nessuno gli rispose perché nessuno come lui sapeva che cosa era realmente accaduto.

Isabel si girò verso Allison -Si può sapere che cosa le hai fatto?-

Allison scosse la testa -Io... Io non lo so. Non ne ho la più pallida idea-

Nel frattempo Elinor camminava velocemente per le stradine popolate da persone che si divertivano ballando e bevendo. Svoltò a destra in una strada più piccola e arrivata davanti a una piccola casa davanti alla quale era passata un paio di volte, cominciò a bussare alla porta color mogano che non c'entrava nulla con il verde pisello con cui erano state pitturate le mura della casa.

Nessun le aprì così bussò di nuovo, nella speranza che ci fosse realmente qualcuno all'interno.

La porta si aprì lentamente. Chris aveva solo dei pantaloncini neri addosso e una maglietta bianca. Il ragazzo si era probabilmente addormentato, perché aveva aperto la porta sbadigliando. Cercò di mettere a fuoco la persona davanti a lui -Elinor che ci fai qui?- guardandola meglio vide che la ragazza stava piangendo. Le mise una mano sulla schiena e la fece entrare, facendola sedere sul divano che il ragazzo usava per dormire. Le riempì un bicchiere d'acqua, che lei prese e bevve subito.

Chris si sedette per terra davanti a lei e la osservò mentre finiva di bere e posava il bicchiere sul mobile accanto al bracciolo. Le passò anche un fazzoletto con cui la ragazza si soffiò il naso.

-Cosa è successo?- chiese lui preoccupato.

-Ti dispiace se te ne parlo domani. Adesso non ne ho proprio la forza-

Il ragazzo annuì -Non c'è problema. Immagino ti serva un posto dove dormire-

Lei annuì -Ti dispiace se rimango qui?-

Lui le sorrise teneramente -Certo che no-

Si avvicinò a un grande armadio vicino a quella che doveva essere una cucina. Tirò fuori delle coperte e dei cuscini che mise per terra per crearsi un letto improvvisato.

Elinor lo fermò -Dormo io per terra. Non è giusto che tu ti debba sacrificare per me-

-Non lascio dormire le signore per terra, sono un gentiluomo, inoltre- disse mentre sistemava meglio il cuscino -non credere che il divano sia tanto meglio-

Elinor accennò un sorriso mentre l'altro spegneva la luce. Si coricarono entrambi, uno accanto all'altra, ma su due livelli differenti.

La ragazza fece scivolare la mano fuori dal divano, facendola quasi toccare per terra. Chris sfiorò con le sue dita quelle della ragazze. Alla fine intrecciarono le loro mani. Il ragazzo non la lasciò nemmeno quando entrambi si addormentarono.

MY CORNER

Ed eccomi qua bella gente, con questo nuovo capitolo. Che dire, è la rottura  praticamente di tutte le coppie. Ma un po' di tristezza ci deve essere. Altrimenti non c'è gusto. E poi, come sa chi ha letto altre mie storie, amo scrivere cose tristi. Anche se, ad essere sinceri, questo capitolo non lo è nemmeno poi così tanto. Vedrete che le cose in qualche modo si aggiusteranno, anche se forse non per tutti (risata malvagia mentre accarezzo un gatto). Come sempre vi aspetto al prossimo capitolo e vi invito a commentare in questo. Adoro i vostri commenti.

-percabeth_12_18

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