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Che schifo!

Rob spostò leggermente la tenda della stanza in cui dormiva e cercò di vedere fuori, nonostante la forte pioggia che imperversava sin dalla notte precedente.

-Da non crederci. Qui siamo in piena estate e continua a diluviare da stanotte come se fosse inverno. Colpa del riscaldamento globale.-

Felix lo guardò stupito -E da quand'è che tu sai qualcosa sul riscaldamento globale, o qualcosa in generale?- finì ridendo.

-Oh, ma sta zitto idiota- Rob gli lanciò la ciabatta che si era appena tolto dal piede e Felix la schivò prontamente ridendo.

In quel momento uscì dal bagno della stanza Bryan. Il ragazzo non aveva una bella cera. I capelli erano tutti arruffati e due profonde occhiaie infossavano i suoi occhi.

Salutò i due con un mugolio poco convinto, poi cominciò a vestirsi per scendere a fare colazione.

Seduti intorno al grande tavolo della cucina, c'erano tutti i loro amici, chi più e chi meno sveglio.

Elinor non la smetteva di sorridere.

-Si può sapere che ti prende?- le chiese Felix mentre si avvicinava al ripiano dove era già stato fatto il caffè da un'anima pia.

La ragazza saltellò fino alla finestra che dava sul giardino e scostò la tenda, indicando l'esterno della casa. Come se questo avesse potuto chiarire qualcosa al ragazzo.

-Allora...?-

Elinor enfatizzò con la mano l'esterno -Sta piovendo!-

-Già...lo vedo. Quindi?-

-Io amo la pioggia. Mi mette una gran felicità questo tempo e mi sento produttiva all'ennesima potenza. Potrei fare di tutto-

-Allora vedi di andare a comprare la carta igienica perché l'abbiamo finita- la interruppe Allison mentre finiva di divorare la ciambella davanti a lei.

-Tutto tranne quello. Sono produttiva verso le cose che mi interessano, per tutto il resto continuo ad essere pigra-

Allison sollevò gli occhi al cielo. Poteva controbattere che la carta igienica serviva anche a lei, ma non voleva allungare oltre quella conversazione.

I ragazzi intorno al tavolo fecero spazio a Rob, Felix e Bryan che si sedettero dove trovarono posto.

-Mi ero dimenticato di dirvelo ma domani sera, nel parco principale vicino al centro, fanno una sorta di festival. Dovrebbe esserci della musica di qualche tizio sconosciuto e della roba colorata che puoi lanciare- esclamò Jordan, appena ricordatosi del cartello che aveva visto il giorno prima.

Elinor si finse impressionata -Musica di tizi sconosciuti e roba colorata lanciata, andiamoci subito!-

Nash annuì -Ho visto anche io il cartello e sono andato una volta a una cosa del genere. é abbastanza divertente. C'è un dj, la roba colorata sarebbero una specie di polveri colorate che puoi lanciare e che ti lanciano e poi c'è da bere. E tanto-

-Allora qualcuno domani non potrà uscire- affermò piaghe guardando Allison ed Elinor che sbuffarono.

-Una sola volta è successo. Ho esagerato una sola volta. Vuoi per caso rinfacciarmelo per tutta la vita?- esclamò Allison

-Forse-

-Sapete per caso dov'è Marlee- disse Bryan interrompendo la conversazione tra gli amici che si girarono tutti verso di lui.

-Ieri sera è tornata tardi e stamattina si è alzata presto e se ne è andata. Mi ha detto che voleva passare una giornata da sola e così l'ho lasciata andare ma non ti so proprio dire dove sia in questo momento- spiegò Isabel con certo imbarazzo per la situazione tra i due.

Bryan annuì -Credo che uscirò anche io stamattina. Ho l'urgenza di parlare con lei al più presto-

Felix, dall'altra parte del tavolo, accennò un piccolo sorriso di incoraggiamento.

Si alzò dal tavolo, lasciando quasi del tutto intatta la ciambella che Harrison, quella mattina, era andato a prendere per tutti i ragazzi.

-Non la mangi?- gli chiese Allison speranzosa.

Lui guardò la ciambella per una manciata di secondi e poi rispose -Credo che la incarterò e la mangerò più tardi-

Allison appoggiò affranta la schiena sullo schienale della sedia.

-Non è che per caso hai un ombrello da qualche parte- chiese Bryan alla ragazza, che ci pensò un attimo per poi rispondere -Dovrebbero stare nel capannone in giardino-

Il ragazzo annuì e salutò tutti quanti. Percorse velocemente il breve tratto che lo separava dalla sua meta ed entrando, dopo aver spostato una serie di cianfrusaglie che gli bloccavano il passaggio, arrivò a un gruppo ammassato di ombrelli disposti in modo disordinato per terra. Ne aveva preso solo uno, ma poi aveva considerato l'eventualità che Marlee non avesse preso nessun ombrello perché non sapeva dove si trovavano. Così ne prese uno in più anche con la speranza di trovare la sua ragazza.

Si avvicinò al cancellato e lo aprì, cominciando a vagare per le strade senza una meta precisa.

-A questo punto non possiamo fare niente di niente. Il mare è praticamente off-limits, considerando che anche quando fanno due gocce mettono quella maledetta bandiera rossa che infrange i sogni di milioni di ragazzi-

-Ora non esagerare Nash- l'aveva ammonito Jordan all'ennesima lamentela del ragazzo.

-Non esagerare manco per niente. Sono venuto qua per godermi l'estate, il mare, le belle ragazze...-

-...gli amici- aggiunse Felix.

-Sisi, anche quelli. E invece, mi ritrovo la pioggia. La pioggia d'estate-

-Quanto sei melodrammatico. Siamo qui da più di dieci giorni. é il primo giorno in cui piove e per domani è previsto un sole che spacca le pietre. Quindi adesso ti calmi e troviamo un qualcosa da fare tutti insieme, magari al chiuso- lo tranquillizzò Jordan

-Non so voi- cominciò Isabel -Ma quando piove, l'attività che più mi piace fare è dormire, dormire e dormire ancora-

-Izzy tu dormi sempre, la pioggia è solo una scusa in più- le fece notare Elinor, ricordandosi delle svariate volte in cui aveva svegliato Isabel alle due del pomeriggio con una chiamata.

-é vero, ma con il rumore della pioggia di sottofondo è più rilassante-

-Potremmo andare nella piscina comunale che è al chiuso- propose Rob.

Jordan scosse vigorosamente la testa -Se non vuoi puzzare per i prossimi due giorni te lo sconsiglio. La stanno ripulendo-

-Potremmo andare a vedere un film al cinema- anche Allison cercò una soluzione.

Elinor dissentì -il cinema la mattina è chiuso. Apre alle quattro del pomeriggio-

-Oh lo vedete!- esclamò Nash appoggiando con poca delicatezza la fronte sul tavolo e alzando le braccia al cielo -Il mondo oggi sta remando contro di noi-

-Ho trovato!- Paige attirò l'attenzione su di sé soddisfatta -Andiamo al bowling-

-Ci sto!- esclamò contenta Elinor.

-Ma non è un po' lontano da qui?- chiese Isabel nella speranza di poter rimanere a casa in pace e tranquillità.

-Per niente- le rispose Paige smontando le sue aspettative -é a solo una fermata di autobus da qui, è conveniente. E poi che altro vuoi fare con questa pioggia-

-E abbandoneremo Bryan e Marlee sotto la pioggia?- continuò insistendo Isabel.

Felix si intromise -Credo che Bryan e Marlee abbiano delle faccende da sbrigare-

-Allora è andata per il bowling- disse soddisfatto Jordan che non aveva la minima intenzione di passare tutto il giorno chiuso dentro casa, a differenza di altre persone che avrebbe volentieri donato un rene pur di non andare.

Tutti (chi più e chi meno) furono d'accordo con l'idea della ragazza quindi si andarono tutti a preparare. 

Nel frattempo Bryan continuava a vagare per le strade. La pioggia non lo aiutava per niente. Aveva una scarsa visuale e più di una volta aveva scambiato altre ragazze per Marlee. 

Aveva anche paura. Paura di rivedere Marlee con il ragazzo di ieri, magari seduti in un bar che si tenevano una mano. Scosse la testa scacciando quel pensiero. Improvvisamente la pioggia si fece ancora più fitta di prima e il ragazzo rischiò di inciampare più di un paio di volte. Cominciava anche a fare un po' freddo per la sua misera canottiera e i suoi pantaloni corti.

Decise così di entrare in un piccolo bar vicino al mare. L'aveva visto molte volte da quando erano arrivati. Era un locale semplice, stile retrò, uno di quelli che piacevano tanto a Marlee. Si era ripromesso di portarcela per passare un po' di tempo da soli. E invece in  quel momento c'era solo lui. Entrando ripose i due ombrelli che aveva, nel porta ombrelli e poi si accomodò in uno dei tavoli accanto alle ampie vetrate che permettevano la vista del mare agitato. Ordinò un cappuccino e un cornetto al cioccolato e si riposò qualche minuto. 

Quei pochi minuti si trasformarono in una mezz'ora, tempo durante il quale il ragazzo aveva meditato più volte se uscire sotto la pioggia che non aveva accennato a diminuire, oppure rimanere in quel locale all'asciutto. Ovviamente ogni volta aveva optato per la seconda opzione, per di più demotivato dal non avere la più pallida idea su dove cercare la ragazza. Chiuse un attimo gli occhi lasciandosi cullare dall'insolito rumore rilassante di sottofondo delle persone che parlavano. Si lasciò trasportare dai vari pensieri che già giravano da un po' nella sua testa e poi venne improvvisamente interrotto da una voce. 

-Ciao-

Riaprì velocemente gli occhi e vide davanti a lui, bagnata dalla testa ai piedi, Marlee.

-é libero questo posto- continuò lei indicando la sedia che si trovava al lato opposto di dove era seduto Bryan.

Il ragazzo le fece segno di sedersi.
-Vuoi qualcosa da mangiare o bere- le chiese lui interrompendo il silenzio che si era creato tra di loro.     

-In effetti stamattina non ho fatto colazione-

Bryan chiamò la cameriera e Marlee ordinò le stesse cose che aveva preso il ragazzo.

Di nuovo il silenzio. Entrambi odiavano quelle situazioni, dove non si sapeva che fare né tantomeno cosa dire. Vedendo che Bryan non accennava a cominciare la conversazione, riprese a parlare lei.

-Ti ho visto mentre passavo e sono entrata. Ti stavo cercando- disse timorosa della reazione del ragazzo.

Lui annuì -Ti stavo cercando anche io- si interruppe  mentre la cameriera lasciava sul loro tavolo le cose che avevano ordinato.

I due ragazzi si guardarono negli occhi e poi Marlee cominciò a parlare, anticipando l'intenzione di Bryan
-Volevo spiegarti tutto quello che è successo ieri-

-Non ce ne è bisogno io...-

-Invece ce ne è bisogno- la ragazza cominciò a parlare mentre beveva il cappuccino ancora caldo -Quando sono andata alla mostra, andavo molto di fretta perché ero arrivata in ritardo. Avevo preso un caffè nel bar davanti al posto dove dovevo entrare, ma un tizio, il ragazzo che appunto hai visto ieri, mi è venuto addosso e me lo ha fatto rovesciare tutto quanto. Mi è caduta a terra anche la borsa e ha visto i miei disegni e da qui è partita la nostra conversazione sull'arte. Poi mi ha offerto un caffè per farsi perdonare e abbiamo parlato semplicemente di disegno, pittura e altri generi artistici. Poi per messaggio abbiamo continuato a parlare solo ed esclusivamente di queste cose, perché mi trovavo bene a parlarne con lui dato che nessun altro qui è interessato all'arte tranne Harrison, ma Harrison non parla mai, o quasi. E ieri, te lo dico sinceramente, il mio è stato un grande errore. Non sarei mai dovuta andare da lui. Solo che tutti a casa avevano i loro problemi e non mi sembrava giusto da parte mia sfogarmi con qualcuno che aveva altre cose a cui pensare. Così sono andata da lui e, fidati, me ne pento. Sono ancora incavolata per come hai reagito e per quella gelosia eccessiva che hai dimostrato, ma d'altra parte adesso ne capisco anche il motivo- ripensó a come Jacob il giorno prima si era avvicinato a lei per baciarla - Mi dispiace di non averne parlato con te prima e di non aver chiarito sin dal principio-

Vedendo che Bryan continuava a guardarla senza rispondere Marlee aggiunse -Credo sia tutto quello che volevo dire. Tu invece hai qualcosa da dirmi?-

Bryan annuì -Dispiace anche a me per tutto quello che è successo e non sarei mai voluto arrivare sino a questo punto. Sei la mia ragazza e mi fido di te ciecamente. Solo che le cose ultimamente sono un po' complicate e...- Bryan s'interruppe. Non aveva il coraggio di dirglielo. Non voleva dirle che da lì a poco non si sarebbero più rivisti, ma come gli aveva detto anche Felix, doveva per forza dirglielo. Ma aspettare una manciata di minuti in più non avrebbe cambiato nulla così ricominciò a parlare cambiando argomento -Approfittiamo che ha smesso di piovere per andare verso casa, altrimenti riprendiamo il diluvio-

Marlee annuì e, pagato il conto uscirono dal piccolo bar e cominciarono a camminare per le strade quasi deserte uno accanto all'altra.

-Che mi stavi per dire prima?- gli chiese Marlee vedendo che il ragazzo era tornato ad essere silenzioso.

Bryan scosse la testa tentenna do per qualche secondo - Solo che ho sbagliato ad agire in quel modo.-

Marlee lo guardò con un sopracciglio alzato -Non credo fosse soltanto questo. Mi vuoi dire la verità o dobbiamo continuare a mentirci reciprocamente fino alla fine della nostra esistenza- 

Bryan sorrise tristemente. La guardó un attimo negli occhi e poi riportó lo sguardo sulla strada.
-A settembre parto- sputò tutto di getto.

Marlee sembrava più confusa di prima -Okay... e dove vai?-

-Germania-

-E qual è il problema?- 

Bryan si passò una mano tra i capelli -Il problema è che parto per rimanere in Germania. Non è una vacanza. Mia madre ha ricevuto una proposta di lavoro lì più retribuita e ha deciso di accettarla. Ci trasferiamo lì a settembre-

Marlee boccheggiò. La sensazione che provava in quel momento era come se qualcuno le avesse dato un forte pugno sullo stomaco.

Bryan stava per parlare di nuovo, quando ricominciò a piovere. in quel momento si rese conto di aver dimenticato entrambi gli ombrelli all'interno del bar. Si trovavano a metà strada, perciò era inutile tornare indietro. Il ragazzo prese così la mano di Marlee e cominciò a correre cercando di trovare una zona che avesse tetti più sporgenti o delle rientranze dove si potessero riparare.



-Jordan, se continui a spingermi in questa maniera, anche se involontariamente, tra un po' l'ombrello non mi servirà più perché sarò bagnata completamente!- esclamò Paige mentre cercava di rientrare sotto l'ombrello dove si trovavano lei, Jordan e Nash.

Certo neanche la situazione degli altri ragazzi era migliore. Felix, Rob e Harrison erano costretti a fare piccoli passi alla volta altrimenti si sarebbero bagnati. Mentre sotto il terzo ombrello,  Allison e Isabel si coprivano meglio rispetto agli altri, perché Elinor aveva deciso di abbandonare la posizione sotto l'ombrello, tirare su il cappuccio della giacchetta che la madre, previdente come sempre, le aveva consigliato di mettere in valigia, e "godersi" la pioggia che non le aveva lasciato neanche una piccola frazione di vestiti asciutti.

Arrivati alla fermata dell'autobus, fortunatamente, trovarono riparo. L'autobus passò con loro grande stupore pochi minuti dopo, ed era anche semi vuoto. Paige aveva ragione, il tragitto era molto breve e scesi, trovarono direttamente davanti alla loro fermata il bowling, indicato da delle grandi insegne luminose al neon.

Si sbrigarono ad attraversare la strada, anche se la pioggia era cessata quasi del tutto.      
Entrati, furono inizialmente accecati dai colori dei neon che riprendevano quelli della scritta fuori. Poi si diressero verso il tavolo dove si prendevano le scarpe per entrare in pista. 

-Queste scarpe sono sempre state orribili e continueranno a esserlo- esordì Paige guardando le scarpe color cachi che le erano state date, ai suoi piedi.

-Siamo qui per giocare a bowling cara Paige, non per fare una sfilata di moda- Allison sorrise superandola e raggiungendo gli amici che stavano già scegliendo le palle con cui giocare.

Secondo la lista che era stata fatta, il primo a giocare era Nash, che prese la palla rosa da dieci chili e si avvicinò, pregando di non darsela sui piedi. Lanciò la palla con tutta la forza che aveva in corpo. Non era tanta, ma riuscì comunque a far percorrere qualche metro alla palla prima che andasse nel canale. Anche il secondo tiro fece cilecca, così Nash si ritirò sconsolato sedendosi su una delle panche davanti alla pista.

Quando fu il turno di Harrison, furono tutti stupiti come il ragazzo prese con noncuranza la palla,  si avvicinò alla pista e lanciò la palla facendo strike, risedendosi l'attimo dopo come se nulla fosse successo.

-Come hai fatto a fare strike al primo colpo?- domandò esasperato Nash.

Harrison alzò le spalle noncurante -Ho fatto parte di una squadra di bowling per cinque anni-

Felix annuì sorridendo e mettendo una mano sulla spalla di Harrison .-Questo ragazzo è un asso nel bowling-

Tutti annuirono sorridendo. Poi Allison si avvicinò a Isabel e le chiese sottovoce -Esistono le squadre di bowling?-

-Evidentemente- poi si alzò in piedi ed esordì -Adesso è il mio turno-

Non trovando la sua palla in mezzo alle altre, prese quella da otto chili di Paige.

-Voglio che mi ritorni indietro sana e salva!-

-Sarà fatto signora- esclamò ridendo Isabel.

La ragazza si concentrò per lanciare la palla, però le sfuggì dalla mano mentre stava caricando il lancio, così la tirò nella posizione opposta, schivando di pochi centimetri il piede di Paige.

La ragazza la guardò con gli occhi spalancati -Ho detto che la rivolevo sana e salva, ma dopo il lancio-

-Scusa!- esclamò Isabel accertandosi di non aver colpito nessuno dei suoi amici, che avevano tirato prontamente su le gambe.

Isabel tirò velocemente la palla per non perdere il turno ma con scarsi risultati.

Si sedette accanto a Nash che la guardò, mettendo una mano sulla sua spalla -Benvenuta nel club dei perdenti-

Dopo di lei fu il turno di Rob che sicuramente non raggiunse il livello di Harrison, ma riuscì a fare spare e se ne vantò per i successivi cinque minuti.

-Adesso tocca a Paige- Allison incitò la sorella che non si era ancora alzata -Mi raccomando, devi tirare sulla pista, non nei canali- continuò prendendola in giro, ricordandosi di tutti i fallimenti nelle numerose volte in cui erano andati al bowling con la famiglia.

-Stai zitta e fammi concentrare- tirò la palla con tutta la sua forza e riuscì a colpire i birilli lasciandone però uno per entrambi i lati. 

-E adesso che fai? Dividi la palla in due?- le chiese Jordan guardando la situazione poco risolvibile.

Paige si inginocchiò e prese la palla in mano -Una volta ho visto un film sul bowling. E la situazione era la stessa. So come fare- La ragazza cominciò a far roteare la palla su se stessa più e più volte, fino a quando annuì e la spinse in avanti. 

La palla, secondo il film che aveva visto la ragazza, avrebbe dovuto girare fino a colpire il primo birillo, poi roteando, avrebbe dovuto prendere un'altra inclinazione e colpire il secondo birillo.

Paige era sicura di sé, ma la palla, dopo aver percorso neanche due metri, entrò nel canale.

-Del resto non gioco a bowling- sollevò le spalle e si sedette anche lei.

-Preparatevi per la campionessa- Elinor si alzò in piedi asciugandosi le mani con l'aria che usciva dalla bocchetta vicino a dove venivano raccolte le palle.

-Oggi vi delizierò con il mio tiro alla Elinor- si girò e si avvicinò alla pista. Aprì le gambe e si preparò a lanciare la palla con entrambe le mani.

-hai intenzione di tirare la palla in questa maniera barbara?- le chiese Harrison perplesso per i modi della ragazza.

-Non credo tu abbia molte possibilità- aggiunse Rob.

-Così non hai abbastanza potenza per tirare- anche Jordan espresse la propria opinione.

-Se state un attimo zitti tutti quanti posso tirare. Grazie-

I ragazzi si guardarono tra di loro e risero, pronti ad assistere al fallimento di Elinor.

Ma la ragazza, lasciando tutti a bocca aperta, riuscì a tirare la palla colpendo tutti i birilli. Si girò soddisfatta, provando grande piacere delle facce sorprese dei suoi amici -La campionessa adesso si può sedere- disse soddisfatta mentre lasciava il posto a Jordan che si stava riprendendo dalla sorpresa.

Il ragazzo scosse la testa e, presa posizione, tirò la palla ma lo fece molto lentamente perché gli sfuggì dalle dita. La palla viaggiò con una lentezza che stava per far addormentare i ragazzi. Anche Jordan aveva incrociato le braccia sospirando. Ma, improvvisamente, prima che la palla arrivasse alla sua meta, si abbassò l'asta che portò via con sé tutti i birilli. Con sorpresa di tutti quanti, il tiro venne considerato uno strike.

-Ma che cavolo!- esclamò Harrison alzandosi in piedi alzando le braccia al cielo. Il ragazzo sentiva messe in discussione le sue grandi doti di giocatore di bowling.

Jordan rise soddisfatto e batte la sua mano con una di quelle di Harrison che erano ancora sollevate.

Jordan ed Elinor si strinsero la mano soddisfatti del loro operato.

-Ora tocca  a me!- esclamò contenta Allison. Le era sempre piaciuto giocare a bowling, ed era anche piuttosto brava.

Prese posizione concentrandosi e tirò la palla.

Durante il primo turno colpì solo un birillo a destra. Sbuffò -Con il secondo farò spare- disse a nessuno in particolare, forse più per rassicurare se stessa.

Ma anche il secondo tiro non andò bene e la palla finì nel canale. Paige rise avvicinandosi ad Allison, cercando di imitare la voce della sorella -Mi raccomando devi tirare sulla pista, non nei canali-

Allison le rivolse uno sguardo truce, ma Paige continuò a ridere prendendosi gioco di lei.

-Manco solo io- disse Felix mentre guardava il televisore che indicava i vari punteggi dei ragazzi.

-Vi avverto, faccio veramente schifo a giocare  a bowling e non mi è mai piaciuta come attività. Sono andato a un paio di partite di Harrison e mi sono quasi addormentato. Senza offesa amico-

Harrison sollevò le spalle in segno di noncuranza.

Rob cercò di incoraggiarlo -Dai, più schifo di Nash non potrai fare-

-Grazie tanto Rob- Nash incrociò le braccia al petto e mise il broncio.

Felix lanciò la sua palla, ma invece di lanciarla in lungo lo fece in alto, così la palla ricadde sul posto.

Immediatamente si avvicinò ad alta velocità il signore che gestiva il bowling. Urlava qualcosa di incomprensibile mentre si avvicinava a Felix che cominció a spaventarsi.

L'uomo si avvicinò pericolosamente a Felix che indietreggiò di qualche passo con il terrore dipinto in volto -Io... mi dispiace tanto. Non sono molto bravo a giocare-

Il signore lo fermò sollevando il suo indice davanti la bocca del ragazzo, che si zittì immediatamente.

L'uomo si mise subito in ginocchio e cominciò ad analizzare la zona dell'impatto passando una mano sopra al pavimento, si sdraiò anche a terra, poggiando una guancia sul pavimento e chiudendo un occhio. Si rialzò in piedi e si rivolse al ragazzo davanti a lui puntandogli un dito contro -Ti controllo ragazzo, ti controllo attentamente-

Felix accennò un sorriso per nascondere la paura che gli metteva quell'uomo e annuì vigorosamente.

Alla stessa velocità a cui era arrivato, se ne andò. Tutti quanti cominciarono a ridere, tranne Felix che era seriamente rimasto terrorizzato dai penetranti occhi del signore.



Marlee e Bryan erano riusciti a trovare una piccola scalinata coperta che portava a un ristorante. Si erano seduti, completamente bagnati, uno accanto all'altra.

Bryan stava aspettando che la sua ragazza cominciasse a parlare, ma Marlee sembrava quasi in trans.

-Tutto bene?- chiese lui cominciando seriamente a preoccuparsi.

Marlee rise amaramente -Sto benissimo. ho appena saputo che a settembre non rivedrò più il mio ragazzo-

Bryan le strinse la mano, intrecciando le sue dita con quelle della ragazza-Avrei voluto dirtelo prima, ma poi ho pensato che se te lo avessi detto avremmo vissuto quest'estate pensando al momento in cui sarei partito e sarebbe stata solo piena di malinconia e io non volevo questo. È anche per questa ragione che ho dato di matto all'idea di tu e quel tizio insieme. lo consideravo una minaccia al poco tempo che avremmo potuto passare ancora insieme, ma non mi sono accorto che è stata proprio la mia gelosia a rovinare tutto quanto-

Marlee strinse più forte la sua mano -Bryan io ti amo e non ti saresti dovuto preoccupare di nulla ma ti capisco e ti chiedo scusa per essermi comportata come una stronza in quest'ultimo periodo. E quando te ne andrai non potremo vederci più come facciamo adesso, è vero, ma ci sono sempre le estati per vederci. E so che probabilmente dovremo lasciarci perché le relazioni a distanza non hanno mai funzionato ma non voglio preoccuparmi di questo durante quest'ultimo periodo che passeremo insieme. Voglio godermi il resto di quest'estate, e voglio godermelo insieme a te.- si asciugò le lacrime che continuavano a rigarle il viso.

Bryan le lasciò la mano e l'abbracciò forte tra le sue braccia.

-Andatevene via ragazzini! é l'entrata di un ristorante non un ritrovo per chiacchierare-

Bryan e Marlee si alzarono immediatamente e si allontanarono dall'entrata. Furono di nuovo sotto la pioggia.

Corsero per qualche metro poi Bryan bloccò la ragazza stringendole la mano -Ti amo Marlee-

Marlee sorrise -Ti amo anche io-

Il ragazzo l'avvicinò a sé stringendola per i fianchi. Si baciarono, sotto la pioggia, e con tutti i passanti che li guardavano sollevando un sopracciglio considerando i due ragazzi strambi.

Ma a nessuno dei due importavano. Sorrisero entrambi mentre continuavano a baciarsi sotto la pioggia, che incessante, continuava a scendere.

Bryan si allontanò solo per qualche secondo dalla ragazza -Adesso puoi spennare "bacio sotto la pioggia con un bellissimo ragazzo" dalla tua lista delle cose da fare-

Marlee scosse la testa ridendo mentre il ragazzo si avvicinò nuovamente a lei per continuare a baciarla.

-Mamma che schifo! Si stanno baciando- esclamò un bambino passando accanto ai due ragazzi.

-Dylan! Lascia stare in pace le persone e fatti gli affari tuoi- disse una signora accanto a lui che doveva essere la madre. La donna stava trascinando via il bambino cercando di tenere l'ombrello, dopo essersi scusata con i due ragazzi.

Bryan rise dopo che vide i due voltare l'angolo -Infatti che schifo- disse spostando Marlee, ma non abbandonando il sorriso.

-Che spiritoso che sei!-

Bryan passò una mano sulle spalle della ragazza accanto a lui che a sua volta lo strinse più a sé con un braccio attorno ai suoi fianchi, mentre camminavano entrambi felici sotto la pioggia.

MY CORNER
Ed eccoci qua con un nuovo capitolo. Come potete notare é il terzo nel giro di due settimane. Lo so cosa starete pensando. Dove hai rinchiuso la vera percabeth_12_18, quella che aggiorna, se tutto va bene, dopo un mese? E la risposta é: in cantina. No a parte gli scherzi, avevo detto che mi sarei fatta perdonare in qualche modo. Adesso forse mi odierete per un'altra ragione. Ci stiamo avviando verso la fine. Mancano davvero pochi capitoli. Cercheró di fare il capitolo finale più lungo del solito ma ancora nulla é sicuro.
Adesso lascio la scelta a voi. Dato che mi sono portata avanti nella scrittura dei capitoli, ne preferite uno a settimana, oppure due? Fatemelo sapere nei commenti❤️.
Come al solito, spero che il capitolo vi sia piaciuto.

-percabeth_12_18



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