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13

Arrivò l'inverno che portò con sé gelo e tempo per riflettere.
Riflettere...era una cosa che Jungkook non aveva mai fatto ma da quando l'aveva conosciuta non faceva altro.
Forse per la preoccupazione che gli causava la ragazza o forse per il fatto che durante i loro pranzi a scuola parlavano poco e si concedevano un lungo silenzio, rassicurante e non imbarazzante.
Fatto sta che gli amici più grandi del ragazzo lo vedevano più maturo, tranne quando faceva il cretino insieme a Taehyung e Jimin, lì non lo batteva nessuno.
Erano molto felici dell'influenza che aveva esercitato Serena su di lui anche se a volte si preoccupavano per entrambi. Avevano paura di cosa sarebbe successo se si fosse rotta quell'armonia, ma forse, come diceva Namjoon, bisognava focalizzarsi sul presente e non su cose che forse non sarebbe successe.

<settimana prossima ci farà la verifica su questo argomento ti conviene restare sveglio> disse la castana tirando una gomitata al corvino che stava per addormentarsi.
<lo so, ma questa notte non ho dormito molto> bisbigliò Jungkook sbadigliando per l'ennesima volta.
<ho notato> rise leggermente Serena avvicinando la sua mano a quella del ragazzo, il quale sorpreso di quel gesto si pietrificò sul posto.
Jungkook si aspettava di tutto ma non di ricevere un pizzicotto sul dorso della mano.
<che male! Perché l'hai fatto?> gli chiese il ragazzo mettendo un broncio che fece solo ridere la ragazza.
<per tenerti sveglio, lo faccio solo per il tuo bene kookie ~> disse lei usando quel nomignolo che Jungkook amava tanto, ma in quel momento non gliela voleva dare vinta, era arrabbiato.
<sono più grande di te, usa gli onorifici> sottolineò
<di appena un mese e poi non ti ha mai dato fastidio> disse lei in sua difesa, ma lo sguardo di Jungkook non ammetteva repliche.
<va bene signor Jungkook, scusi il mio comportamento> si corresse Serena con voce ironica facendo inevitabilmente ridere anche il corvino e attirando l'attenzione dell'insegnante.
<sono molto felice che le mie lezioni vi facciano ridere, spero di avere la stessa reazione nel correggere le vostre verifiche> disse con un sadico sorriso la professoressa di geografia mentre i due si ammutolirono.
<bene> disse tra se e se la donna vedendo di essere riuscita ad ottenere il silenzio, dopodiché ricominciò a spiegare.
I due ragazzi si guardarono un ultima volta, sorrisero e ritornarono ad ascoltare la lezione, o almeno ci provarono.

Quando arrivò l'intervallo Jungkook andò al bagno sciacquandosi ripetutamente il viso cercando di svegliarsi.
Sembrò riuscirci ma quel momento di freschezza durò per poco e cercò un posto tranquillo dove potersi rilassare.
Difficile a dirsi, non era una persona qualunque e come al solito qualche ragazza per il corridoio lo fermava per un autografo o una foto.
Gli sembrava quasi di fare sempre le stesse cose tutti i giorni, ormai da due mesi la stessa routine.
Se fosse stato un giorno qualunque gli avrebbe fatto piacere parlare con le sue fan, molte le aveva prese in simpatica, ma in quel momento era proprio stanco e voleva solo un po' di tranquillità.
Era "accerchiato" come al solito, alcune lo videro giù di morale e gli chiesero il motivo.

"Sono davvero fantastiche"

Pensò il ragazzo ma sperò che qualcuno lo avrebbe aiutato e, come nelle favole, il principe azzurrò salvò la principessa. In questo caso il contrario.
<dopo l'intervallo il prof di inglese ci farà una verifica a sorpresa! l'ho saputo poco fa> urlò la ragazza dai capelli color caramello e di conseguenza tutte le sue compagne di classe, poco prima vicine al corvino, corsero in aula a recuperare il libro d'inglese.
Jungkook finì gli autografi dopodiché si congedò con la scusa che anche lui dovesse studiare.
Si avvicinò a Serena e la ringraziò sapendo già che ciò che aveva detto era una bugia, lo si capiva dall'espressione divertita della ragazza.
<il tuo principe azzurro è venuto a salvarti> scherzò lei, mentre il corvino sorrise solamente, era davvero a pezzi.

La castana sospirò e delicatamente gli afferrò il polso, lo portò in classe facendolo sedere al suo posto.
Dopodiché si piegò sul suo zaino iniziando a cercare qualcosa al suo interno che alla fine trovò.
Tirò fuori da esso un piccolo termos e un bicchierino in plastica.
Svitò il coperchio e versò un po' di liquido fumante all'interno del bicchiere successivamente lo passò al sonnambulo.
Jungkook fissò il liquido nero tra le sue mani e guardò confuso la ragazza che sorrise dolcemente.
<tranquillo, è caffè non veleno> disse sistemandosi gli occhiali neri che le erano calati sul naso.
<so che voi occidentali ne siete dipendenti> rispose il ragazzo annusando la sostanza e percependo così un forte profumo.
<già, all'inizio il sapore non è piacevole ma poi ci fai l'abitudine> ammise lei facendo una smorfia.
<se non vi piace perché allora lo bevete?> chiese lui curioso.
<di solito lo beviamo al mattino per darci energia e per tenerci svegli, ecco perché te lo sto offrendo. Sai penso che si possa paragonare al fumo>
<ovvero?>
<dopo che lo provi ne diventi dipendente con l'unica differenza che il fumo, a lungo andare, ti uccide i polmoni, mentre il caffè...beh, se ne bevi troppo in una singola giornata potresti diventare troppo energico> spiegò Serena mettendo via il termos e aspettando che il ragazzo bevesse il contenuto del bicchiere.
<le persone di solito per rendere più piacevole il sapore ci aggiungono lo zucchero o il latte. Comunque tranquillo, il mio caffè è speciale lo preparo io stessa con il mio ingrediente segreto> continuò assumendo un'espressione fiero che però al ragazzo risultò buffa.
Lentamente portò il bicchiere alle labbra e con un gesto rapido assaggiò il caffè, chiuse gli occhi e poté sentire il sapore pungente della bevanda, ma non lo disturbò più di tanto anzi gli piaceva.
I battiti del suo cuore accelerarono sempre più e una sensazione di caldo e sicurezza lo pervase.
Trovò quella sostanza davvero piacevole e appena aprì gli occhi incontrò il volto ansioso della ragazza che aspettava una risposta da parte sua.
<è molto buono, amaro ma buono> affermò Jungkook sorridendogli e facendola arrossire, infatti Serena voltò subito lo sguardo altrove.
<mi fa piacere> sussurrò sorridendo leggermente.
Imbarazzati i due si voltarono verso la lavagna, Serena in quel momento sperò di sentire una frase uscire dalla bocca del ragazzo, ma il silenzio pervase il corvino. Rassegnata abbassò lo sguardo dandosi della stupida per aver sperato in una cosa tanto infantile, o almeno così lei la considerava.
<S-Serena...> balbettò lui facendole alzare di scatto la testa.
<m-mi c-chiedevo se in futuro ti andrebbe di prepararmi ancora il tuo caffè speciale> il cuore della ragazza se avesse potuto sarebbe uscito dal suo petto talmente erano forti i battiti.
I due ragazzi si guardarono negli  occhi entrambi con le guance rosse come pomodori.
<mi farebbe molto piacere> rispose Serena cercando di contenere la sua felicità mentre il ragazzo le donò un sorriso a trentadue denti, dove la ragazza poté notare che sembrava un coniglietto.
Un dolcissimo coniglietto.

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