in gita 6
La fantastica serata alla reggia diVenaria doveva ben concludersi. Studenti e insegnanti dovevanorendere i magnifici abiti prestati dai genitori di Piper, e lopavevanmo fatto riponendoli con cura nella stanza in cui li avevanotrovati. Una esperienza veramente elettrizzante, sotto molti punti divista.
Ricondotta alla ragione, e allapensione, la piccola mandria di studenti, tutti andarono nelle lorocamere e si predisposero ad un buon sonno ristoratore in vista dellanuova giornata.
Non tutti.n chirone aveva fatto passarvoce ai suoi prediletti, nonchè alla Lo Giudice e alla figlia, ditrovarsi -nel massimo silenzio- nella sala 'refettorio' dellapensione.
Era appena passata la mezzanotte quandol'eterogeneo gruppo si riunì.
L'ordine del giorno era null'affattocomplicato: capirci qualcosa! Il primo punto da affrontare -e conurgenza- era la posizione della piccola Delfina, anche perché dovevaandare a scuola il giorno successivo.
Fu Percy a iniziare a rivolgersidirettanmente a lei: "Hei Delfy!ho visto che andavi d'accordocon Black Jack. Ti ha raccontato cose interessanti o avetechiacchierato del più e del meno... o ti ha parlato di quanto glipiacciano le ciambelle?" concluse come se fosse la cosa piùnormale del mondo.
Dal suo canto anche Delfina iniziò alanciarsi in dettagliate descrizioni dell'interessante colloquioavuto col pegaso. Quando iniziò a cambiare discorso ed a domandarsiinvece con una certa insistenza cosa fossero le ombre che avevavisto, sullo sguardo della Lo Giudice apparve una specie di sorrisoallarmato che -unitamente alla chiarezza della situazione- spinsePiperb dalla lingua ammaliatrice a convincerla ald andare subito adormire, stanca per la giornata.
Dopo aver tirato un grosso sospiro disollievo, in faccia alla Lo Giudice si dipinsero tutte le domandeinespresse tenute faticosamente a bada sino a quel momento: cosa erasuccesso esattamente? Chi erano davvero i suoi studenti? Chirone eraChirone? Perché Delfina parlava coi cavalli e vedeva imostri?sembrava che tutti sapessero tranne lei, ed era decisamente ilmomentio di mettere la parola fine a questa disparità. Dopotutto chiera l'insegnante?
"Va bene ragazzi, professore... sobene che per prima cosa dovrei chiedervi chi siete veramente, perchémi sembra di vivere in un sogno. O forse in una specie di incubo, mala mia adorabile figliola è viva e reale. Solo che -a quanto pare-fa cose che non dovrebbe e vede entità che enssuno sa neppure cheesistono"
con la sua consueta imperturbabilitàChirone prese la parola e iniziò a spiegare, come faceva sempre coni suoi studenti, cercando di rispettare le piccole regole che dasempre lo accompagnavano: conciso ma rilevante, leggero ma nonsuperficiale, chiaro ma non banale. Senza po tempo in mezzo spiegò aCassandra -poteva chiamarla Cassandra, vero?- che gli Dei studiati ascuolacopme semplice mitologia esistono, che vivono tutt'ora sottomentite spoglie; che non hanno perso l'abitudine (se non proprio ilvizio) di accoppiarsi con i comuni mortali e di figliare con loro conla consueta prolificità.
Date le indubitabili caratterristichedi Delfina, l'ipotesi più probabile era che fosse figlia di uno deifigli di Poseidone, e che se non lo era lei, probabilmente lo era suomarito. Sfortunatamente non avrebbe potuto chiedergli spiegazioniessendo passato fra i più.
Col suo solito tempismo intervennePercy: "Beh professorezza, Delfina è mia nipote, quinditecnicamente lei è mia cognata: mio padre è Poseidone, suo suocero"
approfittando dello shock che avevaammutolita Cassandra, i suoi studenti iniziarono a presentarsi a leinelle lor vesti semidivine, spiegando brevemente le loro augusteascendenze e le caratteristiche precipue. Quindi ripreseimmediatamente Percy specificando la sua capacità di comunicare coicavalli e coi pesci, creature di Poseidone, di controllare le acque edi trarne rigenerazione. Annabeth lo interruppe prima che iniziasse asvelare troppo, e si presentò come figlia di Atena, evidentementedotata di gradi capacità intellettive, logiche, mnemoniche e diragionamento veloce, era ovvio che avesse sempre un'idea o un piano,su qualunque avvenimento.
Piper, figlia di Afrodite, aveva indono la lingua ammaliatrice ("Ah, ecco perchè Delfina non avevafatto storie per andare a dormire") e sua madre li avevariforniti di costumi speciali per permettere ai ragazzi semidei diassumere il proprio effettivo ruolo liberamente e di poter girarearmati inosservati. Piper ci tenne anche a specificareche lei non erauna fagnana pettegola come molti suoi fratelli.
A seguire Charles e Leo, figli diEfesto, ma solo Leo poteva prendere fuoco; Reyna figlia di bellona epretore del campo Giove; l'inquietante Nico figlio di Ade colfidanzato Will, figlio di Apollo. Fu Jason, figlio di Giove achiudere la carrellata acd una sempre più attonita Cassandra.
Dopo svariati secondi di doverososilezio fu Chirone a riprendere la parola. Egli specificò chei figlidi Dei e di comuni mortali, avevano vita e morte dei 'mortali' con lanon comune e sfortunata evenienza di essereperseguitati per tutta lavita da una panoplia di mostridi vatria natura: arpie, dracene,lestrigoni, benevole, telchini, il Minotauro, le Gorgoni, le Empuse,i ciclopi, in giganti... insomma tutti volevano uccidere i semidei, enon si capiva neppure perchè!
Insomma, Chirone insistette parecchiosulo fatto che la discrezione dovesse essere assoluta, per nonmettere ulteriormente in pericolo i suoi ragazzi, per una volta invacanza/scuola in un luogo 'dimenticato dagli Dei e dagli uomini' enon mettetre in pericolo gli studenti normali, che non potevanoaccorgersi in alcun modo delle battaglie 'divine', ma avrebberopotuto sempre restare coinvolti in crolli accidentali.
Per una sera era abbastanza. no. Nonera abbastanza, era troppo. Decisamente troppo. Barttaglie dei suoiamati studenti con mostri mitologici, Dei che esistono ancora, i lorofigli nella sua classe, la sua stessa figlia nipotina di poseidone,Chirone che dimostrava 50m anni e che forse ne aveva 3000... troppo,troppo!
Con la sua solida esperienza e la suaconsueta capacità di affrontare ogni genere di situazione, fuChirone a sciogliere il gruppo daql momento di impasse in cui sitrovava: sciolse la riunione, mandò a letto i ragazzi e preparò unatisana per Cassandra, per permetterle di dormire e di prendere ledecisioni necessarie con la giusta lucidità.
Vorrei dirvi una piccola grnade cosa per la quale sono veramente felice: avete presente il capitolo che avete appena letto (ovvio che si, lo avete appena letto) ecco... voi pensate che lo abbia scritto io, ma lo ha scritto la professoressa Lo Giudice in persona (aka la mia beneamabile mamma)
Delfina ^.^
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