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in gita 5

Terzo giorno: quando la gita e la giornata iniziano a farsi un po' troppo lunghe e affollate e ricche di colpi di scena.

Il 30 settembre cominciò alle 7 del mattino con il cielo grigio e una pioggerella lieve (chissà cosa aveva Zeus).

"Buongiorno ragazzi!" Li salutò allegra come ogni mattina la professoressa Lo Giudice. Molti si chiedevano come facesse. "Mi raccomando. Fate una colazione abbondante! Questa sarà una giornata lunga ed impegnativa"

"Professoressa, la ringrazio per i libri che mi ha prestato. Li ho trovati molto interessanti." intervenne Annabeth, restituendole una pila di libri e fascicoli "Mi sono stati molto utili"

La colazione fu davvero abbondante come la professoressa aveva suggerito e fu a base di uova, pancetta, latte, the, biscotti, cioccolato, formaggio, pane. Tutto ciò che si poteva desiderare c'era. Tutti i semidei risero silenziosamente vedendo Chirone ringraziare il signor D. per il lauto pasto.

Dopo un'oretta, stranamente in orario, la classe fu pronta per uscire. Presero il pullman e alle 9 quasi precise arrivarono davanti alla mastodontica reggia reale.

"Wow! Ha un equilibrio ed una grazia ammirevoli." Iniziò la figlia di Atena con aria sognante.

"Già, è meravigliosa. Sarebbe splendido vivere in un posto come questo. Penso che vorrei essere il mago di corte." Si aggiunse Eugenio.

"Sarebbe stato bello viverci da principessa" sorrise allegra la figlia di Afrodite.

"Vorrei averne conosciuto l'architetto" Continuò la ragazza.

"Juvarra, se non sbaglio" rispose il ragazzo.

Da lì in avanti la conversazione degenerò nella spiegazione di questo o di quel dettaglio e nell'assegnazio e di questo o di quel ruolo nella vita di palazzo. Percy si dissociò, con un inizio di mal di testa.

"Bro, tu che dici?" Disse, rivolgendosi a Jason.

"Mastodontica, non c'è che dire. Senti, ma solo io..." il biondo venne interrotto.

"Carina, ma col sole ed in primavera è meglio..." Commentò vagamente altezzoso Marco, facendo presente di esserci già stato più volte.

"Papà, per favore..." borbottò Will, guardando accigliato in alto, mentre nessuno lo guardava.

"Qual romantico posto! Quasi s'assomiglia a villa Pemberley" declamò allegro il suo omonimo, mentre James rideva e Tessa lo guardava divertita (e forse un po'sognante).

"Herondale guarda che i signori Darcy potrebbero offendersi!" Subito dopo la ragazza si accorse della piccola gaffe ed arrossì leggermente e fece un passetto indietro, inciampando su un sasso.

"Il bel giovanotto che sta cercando di salvarvi da un destino spaventoso non sbaglia mai. Nemmeno se dice che il cielo è viola e fatto di porcospini" rispose lui a tono, afferrandola al volo e stando al gioco.

"Will!" Lo riprese affettuosamente Charlotte.

Sky e Rin li guardavano e ridevano, con gli occhi che scintillavano. Una delle loro OTP si stava realizzando in un luogo magico. Cosa potevano chiedere altro?

Nico sorrise triste guardando la reggia. La ricordava con malinconia, dato che l'ultima volta ci era stato da molto piccolo con Bianca e Maria. Allora era in condizioni pessime ed era stato divertente lanciarsi all'esplorazione della selva del giardino e dell'intrico di stanze.

La professoressa Navarro guardava l'ultima volta i suoi appunti. La aspettava una spiegazione lunga e difficile e doveva assolutamente essere pronta: pretendeva il massimo dai suoi studenti, doveva dare altrettanto.

I figli di Efesto stavano immaginandosi il sistema idrico comparato alle tecnologie dell'epoca e costruendo nel frattempo un elicottero di elastici, cavatappi e bulloni.

Gideon si stava chiedendo chi mai potesse avere gusto ad abitare lì e Sophie poco lontano compativa quele povere persone che ci avevano vissuto non da padrone.

Il professor Brunner stava guardando la villa con aria assorta, forse ricordandone l'aspetto 300 anni prima.

La professoressa Lo Giudice sorrideva quasi commossa alla vista di tanta magnificenza, come ogni volta che visitava posti come quello, specialmente dato che si trattava della sua città natale. D'un tratto si trovò gli occhi chiusi da due mani che continuavano ad assecondare i suoi movimenti. Per un momento le parve di riconoscerle, ma l'attimo dopo si disse che non era possibile. Non poteva essere sua figlia. O no?

"Figlia?" Domandò curiosa.

"Ciao mammaa! La prof non c'era e sono venuta in autobus." Rispose allegra l'altra, spostando le mani e prevenendo le domande della madre.

A quel punto tutta la classe si girò contemporaneamente a guardare le due.

"Bene. Non mi resta che presentarvela" sorrise l'insegnante. "Ebbene, per chi non lo avesse capito, è la mia bimboccia, Delfina."

La ragazzina sembrava un folletto combattivo: calzoncini al ginocchio, maglietta a righe, braccialoni enormi con incastrato qualsiasi cosa, fra cui 2 spilloni per i capelli, alcune penne, matite ed una gomma di precisione, un marsupio ridondante, una matita dietro l'orecchio e un quadernone enorme in mano. Gli occhi erano fra il verde e l'azzurro, con qualche punto di grigio, i capelli scuri scombinati e l'aria da finta timida.

"Ciao! Voi siete gli alunni di mamma, vero?" Iniziò "mi ha accennato di voi!" Poi si avvicinò alla figlia di Atena per chiacchierare di questo o di quel dettaglio architettonico.

"Io ho cercato di insegnarle ad essere se stessa e temo di esserci riuscita" sorrise Cassandra.

Dopo questi piccolo 'inconveniente' la visita cominciò. La professoressa Navarro spiegava dettagliatamente, con aria rilassatae compita. Dapprima localizzava la stanza, l'uso generale, poi le opere fondamentali, per poi rispondere alle domande che le venivano poste.

"Annabeth, cos'è quello?" Chiese Delfina sottovoce, indicando la finestra.

"Sapientona, abbiamo un problema" interloquì contemporaneamente Percy, cercando con lo sguardo Chirone, che veniva spinto da Solace.

"Non lo so Delfina, ma secondo me non c'è bisogno di preoccuparsene per il momento. Vai da James per favore?" Rispose la ragazza "Testa d'Alghe, ne abbiamo due" riprese "Chiama il professor Brunner. Subito"

Il ragazzo scattò sull'attenti. Se la figlia di Atena ordinava qualcosa con urgenza, era il caso di eseguire istantaneamente e senza discutere.

"Professor Brunner abbiamo un problema, anzi due" riferì in tutta fretta.

"Va bene, Will, accompagnami da Annabeth per favore" assentì l'insegnate senza perdere un milligrammo della sua abituale calma.

"Prof!
1 ci sono dei mostri. Qui non possono entrare, fortunatamente, ma dobbiamo trovare il modo di liberarcene senza dare nell'occhio.
2 la professoressa Lo Giudice temo possa sospettare qualcosa, ma non saprei quanto. È intelligente e nota molti particolari.
3 la figlia vede attraverso la foschia, ma non ho ancora capito perché." Riassunse la semidea al centauro.

"Conosco queste protezioni, reggeranno a meraviglia finché non uscite, quindi avvertite anche gli altri.
Credo che Piper possa stare con la collega Cassandra per il momento, in caso di necessità. Mi spiace per lei, ma non ho scelta.
Per sua figlia, teniamola d'occhio e lasciamola con James, William e gli altri. Avvertiamo solo Henry della vista. Non deve uscire neanche lei, nel dubbio."

Il pranzo trascorse tranquillo (e al chiuso) fra risa silenziose, chiacchiere mormorate, domande a raffica e risposte rapide, panini strani, alcuni dei quali di un vivace blu.

La visita, dopo circa un'ora, riprese nelle stesse modalità di prima, ma -tranne alcuni- la classe era meno attenta.

Sky e Magnus in un angolo, sbirciando gli altri compagni e confabulando a proposito di chissà cosa.

Tessa li guardava e sorrideva, mentre ridacchiava alle battute stralunate di Will.

Gideon osserva di soppiatto, credendo di non essere visto, Sophie.

Jem era stato assorbito dalla figlia dell'insegnante.

Charlotte ed Henry, per mano, li osservavano con sguardo affettuoso e quasi genitoriale. Di quando in quando si sorridevano dolci, pensando a chissà cosa.

Rin rideva silenziosamente con Cesare di Marco e del suo tentativo di provarci con la sua amica. Non aveva alcuna speranza ed a loro questo era palese.

Marco tentava di mettersi in mostra con Sandy, snocciolando curiosità su questo o su quell'oggetto.

La ragazza non lo ascoltava minimamente, prestando attenzione solo all'insegnate, affiancata ed imitata da Annabeth.

Jason seguiva attentamente, così come Reyna, ma nessuno dei due perdeva d'occhio le finestre e ciò che stata fuori di quelle.

Piper, come da accordi stava chiacchierando con l'insegnante di Filosofia, che la ascoltava interessata.

Will tentava di avvicinarsi di soppiatto a Nico, mantre quello tentava di non arrossire di tali attenzioni. Lui era il figlio di Ade, signore delle ombre, cosa avrebbe fatto con un figlio del sole? A suo parere nulla.

Dopo ore che parvero interminabili, la seconda parte della visita finì e la classe si ritrovò incastrata in un divertente gioco di ruolo: avrebbero mangiato come si faceva nel 1700, con gli abiti di quel periodo ed i ruoli affidati dal caso (nel quale metà della classe non credeva minimamente).

I ruoli furono dunque estratti (e da allora nemmeno l'altra metà della classe credette più nel caso):

Annabeth: guardia personale della principessa e sua damigella

Piper: principessa

Tessa: dama da compagnia della regina madre

Percy: stalliere, paggio

Jason: guardia

Will: medico reale

Nico: principe

Leo: assistente inventore

Charles: inventore e architetto

Sofia: dama da compagnia della regina

Charlotte: regina

William: guardia

James: guardia

Henry: re

Eugenio: mago di corte

Marco: cugino spocchioso

Giuliano: guaedia

Cesare: diplomatico arabo

Gideon: diplomatico spagnolo

Reyna: capitano delle guardie

Scarlett: dama da compagnia della regina

Rin: bibliotecaria di corte

Sandy: dama di compagnia della regina madre

Cassandra: regina madre

Agatha: precettrice dei principi

Chirone: re precedente

Delfina: damina da compagnia della principessa

"Gente, ringraziate mia madre, mi ha appena scritto di averci organizzato lei questa sorpresa" annunciò Piper, decisa a godersi il momento.

Avevano un po'di tempo per entrare nel proprio ruolo prima di mangiare ed un altro po' di tempo dopo per goderselo.
In realtà la cena non avrebbe seguito esattamente i canoni, perché avrebbero comunque mangiato tutti insieme.

Percy aveva un semplice paio di braghe beige con una camicia bianca ed un gilet abbinato. Era evidentemente a suo agio e stava ridendo del fatto che lo stalliere potesse parlare coi cavalli. Bisto che poteva, chiamò a se BlackJack.
Doveva anche essere il paggio del vecchio re: in pratica doveva dare quello che faceva di solito.

Eugenio vestiva abiti vivaci nei toni, ma pratici nel modello: un paio di braghe a sbuffo verde scuro, una camicia verde chiaro con le maniche a palloncino e sopra un fine gilet dello stesso tono dei pantaloni con un ampio ricamo floreale sulla schiena.

Le guardie erano vestite tutte nello stesso modo: giacca e pantaloni blu e camicia bianca, spada, un paio di pugnali e stivali alti. Erano abiti comodi e semplici.

Reyna non voleva essere il capo, non di nuovo, ma come suo solito aveva accettato il suo ruolo.

Jason si sentiva perfettamente a suo agio in quelle vesti. L'unica cosa che non gli piaceva era che sapeva che Reyna non avrebbe voluto essere chi era.

Will e Jem, come loro solito, stavano spalla a spalla, sciolti e rilassati. Sembravano due compagni d'arme di altri tempi. Il primo stava ragionando su come uccidere tutte le anatre del palazzo, mentre l'altro non sapeva se ridere o rimproverarlo.

Giuliano gestiva con insolita abilità l'arma che gli era stata fornita, nonostante fosse del tutto innoqua. Aveva il portamento di un principe, ma era contento di non essere stato estratto tale.

Annabeth si sentiva Lady Oscar in quel momento, ma si rese anche conto di una cosa: era il modo che gli dei avevano scelto per aiutarli. Potevano portare delle armi non necessariamente innoque senza dare nell'occhio. Si appuntò mentalmente di bruciare moltissime offerte per quella inaspettata sorpresa.

Rin era entusiasta del suo ruolo: sarebbe stata nella biblioteca reale! Chissà che libri avevano, e quanti! Doveva mettere assolutamente le mani sul registro! Si aggiustò il monocolo nella tasca del panciotto e andò alla ricerca del suo "regno".

La professoressa Navarro sedeva compita nel suo abito nero. Era sobrio nel taglio, ma grazioso e si sposava a meraviglia con la sua figura, donandole un'aria quasi nobile.

Leo e Charles erano vestiti nello stesso modo, molto simili allo stalliere, ma riconobbero la fattura degli abiti del padre: erano ignifughi.

Le damigelle sembravano dei fiori variopinti, le gonne ampie, ma non ampissime, gli scolli quadrati, le maniche ampie ed a sbuffo. Le scarpe abbinate agli abiti e delicate. Le dame della principessa da quelle della regina da quelle della regina madre si distinguevano fra loro solo per i colori.
Le prime vestivano nei toni dell'azzurro, le seconde del viola e le terze dell'arancio.

Tessa nella sua nuvola arancione si stava divertendo: il suo ruolo la ispirava molto e vi si sentiva portata, inoltre la LoGiudice le stava simpatica. Sorrise e finì di farsi una treccia.

Sophie era contenta di non essere la regina, né una principessa: non avrebbe proprio saputo come comportarsi. O meglio, in linea teorica lo sapeva perfettamente, ma non riusciva a starsene con le mani in mano. Finì di aiutare Sky a farsi una ordinata treccia a spina di pesce e raggiunse la sua regina.

Scarlett avrebbe preferito fare la bibliotecaria o la principessa, ma tutto sommato poteva andarle peggio. Il suo ruolo sarebbe stato quello di chiacchierare educatamente e più o meno basta. Niente di difficile, poteva farcela.

Sandy era perfettamente padrona della situazione. Il periodo le piaceva, l'abito -nei limiti del possibile- era comodo e avrebbe potuto leggere per la regina madre. Si strinse il corsetto aranciato e si avviò nella sala.

Delfina correva tutta felice nel suo abito azzurro mare, con i capelli tirati in due trecce attaccate che Tessa si era premurata di farle, prima che scappasse via per fare chissà cosa.

Will stava ridendo in silenzio insieme agli altri semidei per il suo ruolo. In fondo quale poteva calzargli meglio? Si riaggiustò la camicia ed uscì alla ricerca della biblioteca, per vedere cosa utilizzavano nel 1700.

Cesare vestiva abiti turchi sulle tonalità del nero. Doveva ammettere che faceva meno caldo di quanto pensasse. La scimitarra era lunga ed era un peso al quale si era abituato presto. In gondo quel ruolo non gli dispiaceva.

Gideon era stretto in abiti formali dai colori tendenti al blu e non sapeva cosa avrebbe dato per stare in maniche di camicia arrotolate. Tutte quelle formalità lo mettevano a disagio, ma sapeva come gestirle. In fondo suo padre era stato ferreo a riguardo. L'unico vantaggio era che aveva passato qualche anno nella penisola Iberica e ne conosceva gli usi sia passati che presenti.

Marco era fermamente convinto di non dover essere il cugino del principe, ma il principe stesso. Ciò nonostante era della famiglia reale ed era già qualcosa. Conosceva alla perfezione l'etichetta da mantenere in qualsiasi contesto. Avrebbe provato a fare colpo sulla principessa o su qualche damigella e sicuramente ci sarebbe riuscito.

Piper non sapeva se imprecare contro la sua divina genitrice o ringraziarla: l'abito era di un meraviglioso blu oltremare intessuto di perle e argento. Le era toccata anche una benedizione sui capelli, che risultavano perfettamente acconciati in una crocchia alta ed elegante, punteggiata di gemme azzurro chiaro. Persino la piuma non stonava con l'insieme. Aveva scoperto che nella gonna erano nascosti degli spilloni di bronzo celeste e, come Annabeth, aveva capito la ragione divina di quella messa in scena.

Nico era assolutamente a disagio. Principe? Lui? Ma cosa si erano bevuti gli dei (con tutto il rispetto)? Avrebbe voluto fare cambio con Jason: lui si che aveva il portamento da principe! Mesto come sempre, si avviò verso l'uscita della stanza nella quale si era cambiato.

Charlotte si muoveva con eleganza nel suo abito viola. Tessa e Sophie le avevano acconciato i capelli in una moltitudine di trecce piccolissime intessute di fili dorati ed argentati, che andavano a convergere in una più grande e lunga, che le attraversava la schiena quasi con solennità. Una corona semplice ed elegante sovrastava il tutto, dando un tocco davvero regale alla sua minuta figura.

Henry era decisamente a disagio così tirato a lucido e si sentiva decisamente fuori luogo anche per il ruolo. Charlotte sarebbe stata perfettamente all'altezza, ma lui no. Tanto quanto il caso, che cadeva sotto il nome di Afrodite,aveva permesso loro di stare insieme.

Cassandra si stava divertendo, era inutile negarlo. Tante volte aveva progettato con delfina di fare una cosa del genere e mai ci erano riusciti, quindi ora che era tutto perfetto ed in grande scala, era il momento di goderselo. Prese il ventaglio vermiglio che era abbinato al suo vestito ed uscì.

Chirone era sorpreso dallo slancio d'affetto degli dei: capitava assai di rado, giusto per non dire mai, che facessero dei regali piacevoli ai prorpi figli senza un secondo fine.
Non avrebbe avuto problema alcuno ad interpretare il proprio ruolo, di re ne aveva visti a centinaia in fondo.

Poco dopo una cena assai ricca, la principessa Piper chiese di essere accompagnata di fuori, per conversare al fresco insieme al venerabile nonno.

Subito Reyna iniziò ad impartire una serie di ordini per dividere chi rimaneva all'interno da chi invece avrebbe accompagnato i due reali nel giardino.

"Verrò con voi. Necessito di aria fresca." Intervenne la regina madre.

"Cara, ve ne prego, non vi disturbate. Apprezzo immensamente che vogliate fare compagnia al vostro consorte, ma non ne abbisogno" replicò in fretta Chirone.

"Vorrà dire che farò una passeggiata in solitudine" soggiunse allora lei, avviandosi all'esterno e seguita subito dalle sue due damigelle.

"Annabeth,le ombre di oggi non minacciano la regina e le damigelle, vero?" Delfina era preoccupata.

"Oh no! Vedi, in realtà cercano noi. Saranno più al sicuro così." La rincuorò l'altra.

Detto questo il gruppo si allontanò nel giardino, che nella notte aveva un aspetto magico.

Erano appena arrivati in una piccola radura con in mezzo una fontana, quando iniziarono ad uscire da dietro gli alberi un po' di telchini (nessuno si soffermò a contarli), il leone Nemeo, Echidna, la chimera, l'idra ed un paio di empuse. Una gioia insomma.

"Volete degli stuzzichini? Sono in offerta" esclamò una voce allegra.

"Steno, quegli stuzzichini sono ancora vivi?" Percy era esasperato. Le aveva gia uccise decine di volte!

In un attimo la battaglia iniziò.

"Principessa, potete dire ai Telchini di uccidere la Chimera?" Intervenne tranquilla Delfina.

"Mi piace come ragioni ragazzina, ma adesso vai da Chirone e alle spiegazioni pensiamo dopo, va bene?"

Leo e Beckendorf erano impegnati con l'idra. In fondo chi meglio del primo poteva cauterizzarlo? Ma non era in grado di rimanere concentrato troppo a lungo sulla stessa cosa ed un martello non era l'arma ideale, quindi suo fratello gli copriva le spalle.

Piper stava tentando di seguire il consiglio della ragazzina, mentre uccideva tutti quelli che le si avvicinavano troppo.

Jason era alle prese con Ortro, mentre Reyna teneva a bada Nemeo.

Annabeth e Percy, spalla a spalla, stavano combattendo contro Echidna, la chimera e qualche telechino.

Will e Nico stavano tenendo impegnate le Empuse e le sorelle di medusa.

Chirone stava tenendo d'occhio Delfina, che si stava frugando nell'abito in cerca di qualcosa.

Tutti i semidei si chiedevano perché ci fosse una tale concentrazione di mostri, ma in fondo si trattava di routin pura e semplice: la situazione era sotto controllo.

Poi successe quello che nessuno aveva calcolato: la professoressa Lo Giudice spuntò nella radura, nei pressi dell'idra.

"Chirone, prendi la professoressa e portala all'interno!" Urlò Annabeth a pieni polmoni.

"E lascia Delfina nella fontana. Viene BlackJack a prenderla!" Intervenne Percy.

"Le altre damigelle?" Si informò Jason.

"Le ho rimandate dentro. E menomale!" Rispose in automatico la LoGiudice.

"Ragazzi, cosa sta succedendo? Come mai dovrebbe fare il collega a venirmi a prendere? È lui -scusami Chirone- quello in sedia a rotelle, non io" La voce della professoressa era quasi rotta dalla preoccupazione.

"Normale amministrazione prof! Tutto tranquillo" rise Leo, dando fuoco ad una delle teste del 'suo' mostro.

"professoressa vada con Chirone, le spieghiamo tutto dopo, promesso" le ripeté Will.

"Ma c'è mia figlia lì in mezzo!" Continuò imperterrita la donna.

"Professoressa, vada con Chirone ADESSO. A sua figlia pensiamo noi. Ora ci sta solo complicando le cose." Ingiunse Reyna con un tale tono autoritario che la professoressa si ritrovò in groppa a Chirone prima ancora di accorgersene.

Ommioddio.
Cosa sta succedendo?
Cosa sto facendo qui?
Che succede?
Ommioddio...
O forse dovrei dire "Santi numi!" come Nonna Papera???
Allora... io ho studiato, sì. E ho studiato che gli dei sono pura mitologia. E ovvio. Come potrebbero esistere centauri, minotauri, mostri vari, figli di Zeus, di Afrodite, di Atena, di Poseidone o di Efesto o di chissachealtro???

Allora cosa sto facendo in groppa a un centauro millenario che credevo un professore di latino paraplegico?
E cosa fanno i miei studenti adolescenti in lotta con mostri inesistenti?

Allora, dunque, cioè, insomma... quando talor frattanto eccetera eccetera...
Va bene.
Scartate le opzioni possibili... restano solo quelle impossibili... e cioè... Santi numi! E tutto vero!
Certo non potrei mai raccontarlo e neanche lo farei: questi poveri ragazzi si nascondono... e il centauro, poverino, tanta potenza nascosta e bloccata su una sedia a rotelle...

Ommioddio.
Ah certo... ora dovrò anche modificare i programmi scolastici per mezza classe! Cosa spiego a chi già sa?
E come NON spiegare all'altra metà?
Va bene.
Una cosa alla volta (Forza ragazzi! Fate a pezzi quei brutti mostri! Non fatevi male!), se arriviamo tutti a domani... stenderemo un piano d'azione!

Nel frattempo il combattimento continuava.

"Hei miss mondo! Aiuta mio fratello a tenere impegnato TroppeTeste" esclamò Leo, con uno sguardo a dir poco malandrino negli occhi.

La ragazza non aveva commentato e si era trovata spalla a spalla col capocabina della 9. In mezzo a loro, il minore stava armeggiando con gli attrezzi del suo marsupio magico.

"Hei Fireman non mi sembra il momento adatto per costruire cose strane!" sbottò seccamente Piper, imbrogliata dal vestito ingombrante.

"Ancora un po'di pazienza miss!" Replicò l'altro allegro, con qualcosa che assomigliava a delle palline con un chewingum in un punto apparentemente casuale. "Fratello dammi il cambio e lancia queste sulla testa del mostro"

Charles era davvero preoccupato di sapere cosa il fratello si fosse inventato, ma acconsentì. Tentare (almeno nella maggior parte dei casi) non nuoce, no?
Furono dei tiri fortunati ed i proiettili si incollarono con esattezza su ognuna delle 5 teste rimanenti. Da lì si sprigionò una specie di resistente rete metallica che immobilizzò totalmente il 'lucertolone', come lo aveva rinominato il giovane figlio di Efesto.

Jason aveva sconfitto Nemeo, ferendolo con una lama d'aria, mentre Reyna finiva Ortro, con sincronia invidiabile

Per prima cosa, mentre Percy teneva impegnati Echidna e la chimera, Annabeth aveva polverizzato ogni telchino che stava loro intorno, poi insieme si erano dedicati agli altri due più coriacei mostri. Il ragazzo li faceva irritare (cosa nella quale era bravissimo) la ragazza li colpiva con velocità e precisione.

Nico e Will si erano presto trovati a combattere schiena contro schiena, mentre le Empuse tentavano di fare colpo su di loro (povere illuse). Il figlio di Ade si stava trattenendo a stento dall'evocare qualche scheletro solo per non sentire l'altro urlargli i suoi famigerati 'ordini del medico'.

A poco a poco i semidei finirono di sconfiggere i mostri che li attorniavano e si accorsero di una cosa: Delfina stava allegramente accoccolata su BlackJack e stava parlando di ciambelle e di cioccolato. Il più sconvolto pareva essere Percy, che sapeva cosa il cavallo stesse dicendo, ma soprattutto cosa stava dicendo a lui.

"Sapientona, detesto fare il guastafeste, ma abbiamo un problema" esplicitò.

"Splendido... e cioè?"

"È mia sorella, non chiedermi come"

Chirone e Cassandra li raggiunsero poco dopo. Era anche arrivato il momento delle spiegazioni. Ma quella giornata non finiva mai?

"Sono contenta che siate tutti vivi" iniziò la docente, visibilmente sollevata.

"Routin, glielo avevo detto. Nessuno resiste a Leo Valdez" si vantò il ragazzo per spezzare la tensione.

"Bene, rimanderei questa spiegazione a domani, se non vi dispiace. Avrei mia figlia da riportare a casa."

"Potrebbe rimanere con noi? Dovremmo spiegare anche a lei più di qualcosa, non le pare?" Propose Piper, con aria seducente. Non le piaceva quel che stava facendo, ma nin aveva molta scelta.

"Va bene, allora chiamo a casa e avverto" annuì senza molta scelta la professoressa.

"Grazie Cassandra. Ragazzi si torna in base" concluse Chirone distribuendi ambrosia ai suoi allievi.

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