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5 CAPITOLO

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"Lui ti piace." Hermione al mio fianco interruppe i miei miseri tentativi di riconcentrarmi sullo studio. "Che?" Chiesi perplesso non capendo il suo riferimento.

"Vedo come vi guardate, o come lui ti saluta, o come tu gli sorridi." Mi disse con un sorrisino dolce. Mi meravigliai del suo modo di capirmi così a fondo, anche se non poteva rientrare nella categoria delle persone che mi conoscevano. "Non ho quel tipo di interessi." Mentii ugualmente, ma la mia voce tradì la verità. Il suo sorriso si aprì ancor di più. "Ok. Se hai bisogno di parlare con qualcuno io ci sono." Prese la penna e afferrando il mio braccio tracciò quello che capii essere il suo numero. La campanella mi salvò dall'imbarazzo e raccattando la mia roba me ne uscii a passo svelto. Il professore mi fulminò con un occhiataccia, e io accellerai il passo superandolo e immettendomi nel traffico degli studenti.

"Harry." Quella voce diventatami ormai familiare raggiunse le mie orecchie mandandomi nel panico.

Cercai di perdermi tra i ragazzi che si apprestavano a cambiare classe, mentre il mio sguardo vagava in cerca di un nascondiglio. Avevo i pensieri troppo confusi per affrontare qualsiasi cosa mi avrebbe riservato quel Malfoy. Per quale motivo, poi, si era arrabbiato con me? E per quale motivo, per di più, mi aveva baciato?

Mi ritrovai a chiedermi per quale motivo mi fosse capitato di incontrare lui in quella dannata scuola.

Una stretta decisa mi afferrò il polso trasportandomi su per le scale e sparendo poi dietro l'angolo dalla vista degli studenti. Per caso avevo scritto sulla schiena 'rapitami e portatemi nella vostra stanza?' Avrei dovuto controllare. "Herm!" Esclamai sorpreso. Lei mi lasciò il braccio. "Senti Harry. Non so cosa sta succedendo tra te e Draco, ma..." cominciò la ragazza. Io la fermai. "Hermione. Non succede nulla." Per la seconda volta la riccia si accorse della menzogna e io mi maledii mentalmente per il casino che stavo combinando. "E va bene... Ti racconterò tutto..Ma perfavore andiamo in un altro posto." Sbottai rinunciandoci. Infondo la Granger aveva già capito tutto di me, e avere un'amica all'interno della scuola non mi avrebbe fatto alcun male. Con un sorriso entusiasta sul volto, Hermione cacciò dalla tasca un mazzetto di chiavi colorate, poi si avviò per il corridoio ancheggiando soddisfatta. Sospirai. In meno di cinque minuti eravamo già seduti comodamente sul suo letto. La sua stanza era parecchio carina, e la sua coinquilina, era momentaneamente partita per una vacanza e quindi aveva portato via gran parte della sua roba.

"Io bhe, io..." balbettai non sapendo da dove partire. " Risparmiami la parte in cui mi dici che sei gay." La castana mi fece l'occhiolino ed io rimasi a bocca aperta. Ma era così dannatamente evidente. Evitai di chiederlo ad alta voce per paura di sentire la risposta.

"Cosa vuoi sapere allora?" Chiesi io giá esasperato dalla scelta di dirle tutto.

"Draco Malfoy." Disse logica. La immaginai con gli occhiali abbassati sul naso e un blocco per appuntare le mie risposte.

"È il mio coinquilino." Dissi laconico. Lei alzò gli occhi al cielo, per poi puntarli inquisitori su di me.

"Mi ha baciato. Due volte." Dissi senza convinzione. Lei sbarrò gli occhi per la sorpresa. Mi rilassai, una reazione normale!

"Solo due volte?" Chiese, e se avessi avuto dell'acqua in bocca l'avrei sputata. "Cosa?" Chiesi gridando. Lei rise. "Vi facevo già una coppia." Si scusò con gli occhi a cuore. Ma in chi mi ero imbattuto? In una fan dello Yaoi?

"Hermione. Io sono un principe. Qui magari mi conoscono solo alcuni, ma rimango tale. E vorrei farti presente che un principe NON PUÒ. ESSERE GAY." Specificai come se stessi parlando ad un bambino. Lei si illuminò ancor di più e temetti che non mi avesse neppure ascoltato. "Allora ammetti che ti piace!" Esclamò nuovamente. Mi sbattei una mano sulla fronte.

"Herm. Ascoltami bene. Non posso." Dissi rassegnato. Lei sembrò ragionarci un po' su. Il suo sguardo adesso rifletteva il mio, e nella sua serietà riuscivo a leggere quell'intelligenza che spesso cercava di omettere.

"Harry. Non è una cosa sbagliata. Dovresti poter essere ciò che sei realmente. Non c'è nulla di male.." Mi confortò. Era la prima a dirmi una cosa del genere, e la apprezzai davvero tanto. In uno scatto di affetto incondizionato la strinsi tra le mie braccia, e capii che da quel momento in poi ci sarebbero sempre state per me. "Potrei rimanere qui per un po'?" Chiesi con gli occhioni da cucciolo bastonato che spesso convinceva mia sorella a care ciò che desideravo.

Il suo sguardo si illuminò nuovamente. "Certo che sì!" Gridò abbracciandomi nuovamente. Io risi felice.

* * *

Il resto della giornata passò piacevole ed anche la mattina successiva. Saltai le lezioni, con la scusa di avere la febbre e per fortuna mi risparmiai il controllo di routine. Hermione si scoprì essere una grande amica e potente alleata, se così si poteva dire, e io mi divertii molto in suo presenza. Mi accorsi anche che in una sola settimana e mezzo di scuola, i miei interessi e il mio carattere stava già mutando.

Mi ritrovai in molti momenti a pensare ad un paio di occhi grigi e in ciascuno di essi mi chiedevo quale senso avesse e cosa avesse di speciale la persona a cui appartenevano. Non la conoscevo neppure.

Finalmente alle tre in punto il telefono mi squillò ed Hermione lo afferrò prima di me ridendo e aprendo la chiamata.

"Ehilà. Sono la ragazza di Harry, posso dirgli qualcosa da parte tua?" Chiese con voce squillante, mentre io abbassavo il volume della TV. "Ora te lo passo." Disse tristemente. Poi con un occhiolino mollò l'ageggio e sparì nel bagno.

"La tua ragazza?" Sbottò Ron tra l'ironico e il finto infastidito. Sorrisi. "Sai che amo solo te, mio principe." Imitai la voce di una ragazza mentre il mio amico rideva. "Scendi Cenerentola. Ti aspetto nell'ingresso." Non fece nemmeno in tempo a finire la frase che io ero già fuori dalla porta. Gridai un saluto alla mia amica, e corsi a perdi fiato lungo il corridoio deserto. Per fortuna a quell'ora tutti gli studenti erano rintanati nelle proprie camere. Con un balzo poco aggraziato, raggiunsi l'ultimo scalino. La testa rossa del mio migliore amico accolse i miei occhi appena fui arrivato nell'ingresso. Il ragazzo aprì le braccia con un sorriso e io mi ci tuffai dentro. Mi era mancato quel pel di carota. Gli arruffai i capelli e mi allontanai. "Mi sei mancato Harry." Disse porgendomi un pacchetto di quelli che sembravano biscotti. "Oreoooo." Gridai come un bambino a Natale, poi mi tappai la bocca e afferrando il braccio dell'altro, lo trasportai fuori. Un bidello mi intimò di stare zitto ed io ridendo varcai l'uscita.

"Andiamo a sederci." Dissi entusiasta cominciando a mangiare uno di quei deliziosi dolci. Ron mi sorrise sereno. Io e lui eravamo cresciuti insieme. Ron era il figlio del primo erede al trono e per questo mio nipote, ma avendo la mia stessa etá ci eravamo sempre considerati fratelli.

"Com'è la vita a corte?" Chiesi una volta accomodatomi a gambe incrociate su una panchina. Il tempo andava migliorandosi, e avendo cominciato la scuola molto tardi, la primavera si stava affacciando.

"Il solito strazio." Disse l'altro facendomi il broncio, io gli buttai un oreo in bocca. "Allora, ieri eri piuttosto preoccupato, ma adesso sei molto più sereno.." constatò guardandomi di sottecchi. Mi grattai la nuca. "Hermione." Dissi solo, non riuscendo a parlare con il boccone. Lui sembrò capire. "Qualche novità?" Chiese quindi. Mi strozzai cominciando a tossire. Il rosso alzò gli occhi al cielo. "Harry..." cantilenò dandomi qualche pacca sulla schiena. "Draci mi ha baciato. Dicendo che odiava non sapere nulla di me, e che avrei dovuto dirgli di essere un principe." Cercai di parlare, anche se ad ogni due parole ero costretto a tossire nuovamente e gli occhi sembrarono volere abbandonare le orbite. "Lui ti piace." Mi disse il ragazzo guardandomi serio. Incrociai i suoi occhi chiari, come a voler scovare l'ilarità delle sue parole. Ma era serio. "Anche tu, ora? Lo conosco da una dannatissima settimana." Sbottai stufo. Come facevano a dirmi quello che provavo, se nemmeno io lo riuscivo a capire? "Non ho detto di organizzare le nozze. Ho detto che ti piace. E il poco tempo in cui sei stato qui non prova il contrario. Può piacerti una persona anche se non le hai mai parlato e l'hai vista soltanto un paio di volte." Mi spiegò Ronald. Io lo ascoltai paziente. "Quindi smettila di mentire a te stesso." Riprese prendendomi dalle mani il pacchetto di biscotti e abbracciandomi velocemente.

"Forse mi piace un pochino." Confessai, e le mie guance sfiorarono lo stesso colore dei capelli del mio compagno. Dirlo a voce alta, all'aria aperta, mi diede una strana sensazione. Sentii come un ingranaggio posizionarsi al posto giusto e cominciare a girare attivando un meccanismo enorme. "Oddio. L'ho detto." Mormorai confuso. Il rosso rise prendendosi gioco di me. "Dovevo arrivare io per fartelo ammettere?" Chiese ironico. Nessuno si accorgeva che era tutto sbagliato? Innamorarsi di un uomo. Il poco tempo che avevo trascorso con lui. La differenza dei nostri mondi... Presi la testa fra le mani e cominciai a ragionare. Dovevo continuare a combattere contro me stesso, o avrei dovuto abbandonarmi a quella nuova scintilla che ora percepivo chiaramente all'altezza del petto. La risposta me la donò il corso degli eventi. "Haaarryy" Hermione mi corse addosso, come se non mi vedesse da tanto tempo. "Hai scordato il cellulare sul letto." Si giustificò consegnandomelo. Solo allora si accorse del mio compagno. Lo guardò tra il confuso e l'interessato. "Herm, lui è mio nipote Ronald. Ron, lei è Hermione." Presentai velocemente, come sentendomi in colpa per non averli fatti conoscere prima. I due si scambiarono qualche sorrisino, che capii subito essere non solo di cortesia. "Bene, io dovrei andare a prenotare l'hotel, Harry mi accompagni?" Disse alla fine stralunato portando il suo sguardo su di me. Non mi fu possibile comunicare la risposta.

"La mia coinquilina starà via fino alla fine del mese..." propose Hermione insicura. Era la prima volta che non era euforica o seria. Era la prima volta che mi sembrava una ragazzina di sedici anni.

"Ehi! Mi stai sfrattando?" Gridai un tantino ferito, interrompendo il secondo scambio di sguardi dei due.

"Oh andiamo non fare il principino viziato. Prima o poi dovrai parlare con Draco! Anzi perchè non vai a farlo adesso?" Mi rimbeccò sicura la riccia, alzandosi sulle punte e mettendo le mani sui fianchi per acquistare maggiore autorità. "Solo perchè mi mancano i miei effetti." Risposi stizzito. Vidi Ron seguirmi così mi rivoltai. "Herm? Perchè invece tu non porti Ronald a vedere la città? Glielo avevo promesso, ma qualcuno mi ha tolto un letto dove dormire." Feci finta che il tutto mi pesasse, ma sapevo che davvero avrei dovuto parlare con Draco, e fare il cupido con quei due era qualcosa che mi incuriosiva. Il rosso sbarrò gli occhi sorpreso mentre la ragazza si apriva in un sorriso. "Certo!" Rispose riprendendo la sua forma di "entusiasmante entusiasmo". "Allora a dopo." Salutai con una mano mentre correvo verso la scuola.

Avevo ammesso che quella specie di umanoide biondo mi piaceva, ma quello era solo il primo gradino. Ce l'avrei fatta a finire la scalata?

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Ehiiii
Scusate per gli errori che sicuramente abbonderanno, ma nella fretta di pubblicare, quasi mai mi ritrovo con calma a rileggere...
Questo capitolo non mi piace molto. A dire la verità per nulla. Ma mi ritrovo a scrivere meglio quando la storia ha già una base.. quindi i prossimi capitoli saranno sicuramente migliori
(spero -.-").
Fatemi sapere cosa ne pensate: commentate e se vi è piaciuto accendete la stellina qui sotto.
Un bacione Xx

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