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1 CAPITOLO -363- (revisionato)

-Vediamo un po'... ma certo! Potter. Eccolo qui. - La segretaria esultò, prendendo un foglio dalla grossa pila che aveva sulla scrivania. - Ti accompagno subito alla tua stanza.- Mi sorrise gentile. Era una donna sulla sessantina, con i capelli grigio-bianchi e le rughe che le incorniciavano gli occhi espressivi.
-Camera 363.- Afferrò la piccola chiave. -Il tuo compagno di stanza è un ragazzo così a modo... vedrai, ti troverai benissimo qui. -
Compagno di stanza? Non avevo concordato nulla del genere con i miei.
Che fosse uno dei loro piani malefici, per tenermi sotto controllo? Speravo solo non fosse una delle loro guardie del corpo.
Sapere che non sarei dovuto tornare a casa, comunque, mi confortava.
Ero sempre stato il ribelle della famiglia.
Era proprio quello il motivo che mi aveva spinto a cambiare scuola così spesso:risse, mancanza di rispetto verso i professori, trasgressione delle regole... insomma gli atteggiamenti normali di un normale ragazzo di diciassette anni.
La differenza è che a me non era permesso essere normale.
Questa scuola era la mia ultima possibilità. Se avessi combinato altri guai di certo i miei non sarebbero stati clementi. Coprire le mie mancanze stava diventando esasperante anche per i loro nervi, oltre che per le loro tasche.
-Alla fine del corridoio c'è la lavanderia, e di fianco la cucina. Sentiti libero di utilizzare entrambe a tuo piacimento. - La donna mi indicò un paio di porte, prima di dirigersi verso un'altra, quasi a metà del corridoio. - E questa sarà la tua stanza per i prossimi mesi. - Annuii.
-Puoi raggiungere la scuola senza uscire dalla residenza. Ti basterà recarti al piano meno uno e attraversare il sottopassaggio.- Continuò. -Di qualsiasi cosa tu abbia bisogno, non esitare a chiedere. I tuoi genitori tengono veramente tanto al tuo benessere. - Mi porse le chiavi, che presi in fretta, liquidandola con un ringraziamento affettato.
Le luci all'interno erano accese.
-Permesso. -
Fa che non sia una guardia, fa che non sia una guardia.
-Ehilà. Tu devi essere il mio nuovo compagno di stanza. - Cazzo. Avrei preferito la guardia.
Draco Malfoy era seduto su uno dei due letti, con un libro tra le mani e una matita che gli pendeva tra le labbra.
Aveva sostituito la divisa scolastica dei comodi jeans abbinati ad una felpa grigia.
Mi guardai intorno, cercando una via di fuga.
Avevo la netta sensazione che mi sarebbe servita in un futuro non troppo lontano.
-Potresti almeno essere educato.- Draco incrociò le gambe sotto di sé, gesto che lo rese ancor più giovane e naturale di quanto già non fosse. Alzai gli occhi al cielo. Alla mia destra c'era una porta, decisi di vedere cosa celasse al suo interno.
La aprii con interesse e non fui meravigliato di scorgere il piccolo bagno. La doccia all'angolo era abbastanza grande mentre lo specchio alla parete dominava quasi tutta la visuale. Al di sotto di esso c'erano due lavandini posti sopra una serie di bassi scaffali, che constatai essere vuoti per metà. Chiusi la porta alle mie spalle e diedi un'occhiata alla stanza principale, stando attento a non rivolgere lo sguardo sul ragazzo. I due letti erano a poca distanza l'uno dall'altro, divisi da un comodino. In corrispondenza sul muro opposto c'erano due scrivanie.
-Hai intenzione di parlarmi?- Cantilenò. - O preferisci che ti lanci un aeroplanino di carta? - Mi voltai nella sua direzione.
Si era accasciato di nuovo sul letto e nascondeva con un braccio il suo viso luminoso.
- Senti...- Mi lanciai a peso morto sul mio materasso e mandai un messaggio a Ron comunicandogli che ero ancora vivo, poi continuai - ... non voglio che tu sia simpatico con me solo perché sono nuovo. So cavarmela da solo.- Cercai gli auricolari nelle tasche della giacca, ma non c'erano. Provai ad alzarmi per vedere nella valigia, ma un peso sopra di me impedì i miei movimenti. Abbassai la testa spaesato. Draco sedeva a cavalcioni su di me, bloccandomi le mani ai lati della testa.
-Vuoi fare il difficile? Non so chi tu sia, o chi tu ti creda di essere, ma dovresti imparare ad essere più gentile con chi ti offre il proprio aiuto.- Disse in tono pacato.
-E io non so perchè credi di dovermi trattare come un bambino, ma dovresti smetterla.- Ringhiai scalciando per liberarmi.
- Adesso sembri decisamente un bambino.- Soffocai un gemito di frustrazione.
-Ho promesso che mi sarei comportato adeguatamente in questa scuola, quindi per favore togliti dalle pal--
La bocca del biondo si ritrovò a toccare la mia che presa alla sprovvista rimase ferma sotto l'assedio dell'altra per un istante.
-MA CHE CAZZO!- Riuscii a liberare una gamba e con tutta la forza che avevo, la alzai colpendo le parti basse del Malfoy, che con un gemito cadde dal letto, permettendomi di alzarmi e prendere le distanze.
-Che diavolo di problemi hai?-
Il ragazzo mi guardò scontroso e dolorante.
-Non la smettevi di parlare.- Si giustificò, rotolando sul pavimento.
-Questo non ti autorizza a baciarmi!- Mi toccai le labbra, incredulo. - Sta lontano da me. - Trovai in fretta gli auricolari nella giacca e sbattendo la porta me ne andai.
-Ma in che diavolo di posto sono finito?- Sbuffai mettendo play alla mia playlist preferita e camminando senza una meta, accelerai il passo.
Draco Malfoy. Ci mancava solo lui.
Presi una sigaretta dalla tasca e la accesi aspirando a pieni polmoni.
-Guardate chi c'è.- Sentii gridare alle mie spalle. Mi limitai ad alzare il volume.
- Nessuno ti ha spiegato che è vietato fumare nei corridoi?-

Ehiehi,
Primo e cortissimo capitolo pubblicato in tempo record. Spero vi sia piaciuto.
Colgo l'occasione di informarvi che non ho alcun tipo di socialnetwork (instagram, twitter, o altro) dato che mi è stato chiesto, quindi se avete aggiunto qualcuno che magari aveva il mio stesso nome, ci tengo a precisare che non sono io. Detto questo... un bacio e fatemi sapere cosa ne pensate commentando o accendendo la stellina qui sotto :)

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