capitolo otto
"AHHH VAIII"
"ARIA CHE È SUCCESSO TI SENTI MALE?"urla agitata mia madre.
"MA CHE MALE, MI SENTO PIÙ EUFORICA DEL SOLITO"dissi saltellando per la casa come fossi una pazza isterica da rinchiudere in manicomio.
"MA SEI SCEMA, mi hai fatto prendere un'ifarto con quel'urlo, ahh ragazzina ingrata" mia madre bofonchiò altri mille insulti sul fatto che non fossi la figlia perfetta che sarei dovuta essere, ma non ci diedi molta importanza.
L'importante ora è che è passata una settimana, 7 lunghi, logoranti, frustranti e tristi giorni senza vedere Enea.
Ma finalmente mi scrisse un messaggio dicendomi che finalmente oggi sarebbe venuto da me.
Ahhh non vedo l'ora.
Adesso chiamo subito kylie così usciamo , però adesso, tanto sono già pronta.
Prendo il telefono e scendo in camera mia.
Stavo per chiamare Kylie fin quando non sentii il suono del campanello.
"Vado ioo!" Urlai per farmi sentire.
Mi precipitai davanti alla porta per vedere chi fosse.
E quando affacciai vidi..Enea?
Oddio era davanti la porta di casa mia, sorridente e bello più che mai.
Sto per svenire giuro.
"Ma tu che ci fai qui"mormorai con tono sorpreso.
"Avevo voglia di vederti,quindi dai mettiti le scarpe e vieni con me" mi disse tutto con un gran sorriso sulle labbra.
"Senza nessun preavviso eh" dissi io con un piccolo sorriso.
Anche se sto morendo dentro, non mi sembra vero, sicuro che non è tutto un sogno e fra 5 minuti sarà tutto finito? cavolo spero di no.
Metto le scarpe in fretta e furia, avverto Kylie che non sarei uscita, e uscii dalla soglia di casa.
"Voglio andare dove siamo solo noi due, non voglio nessuno sguardo di troppo, voglio guardare solo i tuoi occhi, non voglio avere nessuno intorno, quindi ho pensato che sarebbe perfetto andare a fare una passeggiata verso le pale eoliche,dove non c'è nessuno"mi disse lui con fin troppo entusiasmo e una punta di preoccupazione nello sperare che avrei accettato.
"sisi, per me va benissimo"
gli sorrisi e ci incamminammo insieme.
Stavamo parlando del più e del meno, finché non mi prese la mano e la fece intrecciare con la sua, stringendola, lo guardai e mi rivolse un gran sorriso, continuando così penso che prima o poi mi scioglierò.
Per favore dio fa che sia per sempre.
Continuammo a camminare mano nella mano su una strada sterrata che porta alle pale eoliche.
Dopo 10 minuti arrivammo a destinazione e ci sedemmo su un piccolo muretto, e aimè le nostre mani dovettero separarsi.
"Ti sto guardando da tutto il tempo, non so come tu non te ne sia accorta, ma non posso più trattenermi"
Detto questo si avvicinò e cominciò a baciarmi, prima era un bacio lento, diventando sempre più frenetico.
Mi chiese l'accesso e non gliel'ho negai, le nostre lingue si scontravano, e ballavano una danza propria.
Ci staccammo per prendere aria, avevo il fiatone mentre lo guardavano sorridere, e forse mi contagiò, perché attaccai a ridere come un ebete mentre continuavo a guardarlo negli occhi.
"Aria tu mi piaci, e non poco" oddio oddio non riesco a crederci.
Sentii il mio cuore fare le capriole e la mia mente cominciò già a fantasticare su un possibile futuro insieme.
"Anche tu mi piaci" risposi semplicemente, non volevo aggiungere altro per paura di dire qualcosa di sbagliato.
"Allora da adesso sei mia."
Felicia Adams
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