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26 CAPITOLO -Futuro-


La mattinata scorreva lentamente, quasi come se il tichettare pigro dell'orologio stesse cercando di portarci ancora più ansia di quella che avevamo già. Mi voltai verso Draco, il quale stava ritmicamente e fastidiosamente giocando con un libro, divertendosi a sbatterlo ripetutamente sul tavolo. Evidentemente l'ansia del tempo stava contagiando anche lui.
Sospirai e lo lasciai fare. Era normale fosse in agitazione. Anche io lo ero. La notte prima avevamo lasciato i nostri compagni, la nostra famiglia, in campo nemico, e ora non sapevamo neppure dove fossero o cosa fosse successo all'interno del Manor.
"Perchè quei tre ancora non tornano?" Draco sbattè un po' più forte il libro sul tavolo per poi smettere di torturarlo in maniera definitiva. Lo guardai cercando di non dare a vedere la mia preoccupazione.
"Dray... sono solo andati al supermercato..." Cercai di rassicurarlo. Qualche ora prima infatti, Hermione aveva deciso che sarebbe stato meglio andare a comprare qualcosa da mangiare, e dato che il biondo ancora non se la sentiva di andarsene allegramente a zonzo per la città, io ero rimasto con lui in casa. Tutti insieme avevamo programmato di ritornare a Grimmauld Place, per poi passare da casa Potter e cercare di capire quale fosse la situazione, dato che nessuno dei nostri parenti o amici ci aveva contattato.
Appoggiai i gomiti sul bancone della cucina dove io e il biondo eravamo seduti e lo fissai. Aveva i capelli spettinati e qualche ciuffo ricadeva morbido sulla sua fronte, i suoi occhi grigi, anche se offuscati dai mille pensieri sembravano acque senza fondo. Le spalle larghe, il suo look total black. Mi era mancato così tanto averlo al mio fianco che ora quasi non ci credevo a quella strana visione di lui seduto in cucina, senza fretta, senza la voglia di scappare, di soffrire. Sorrisi come un ebete e Draco alzò lo sguardo facendolo incontrare con il mio. "Ho qualcosa sulla faccia, Sfregiato?" Fece prendendomi in giro con un ghigno a metà tra il malizioso e lo stronzo. Il mio stomaco si contorse a quel magnifico volto.
Scossi la testa, mentre oramai non avevo più contatto con la realtà.
"Mhhh... no. L'unica cosa che hai è la bellezza." Dissi con nonchalance, prendendolo alla sprovvista e facendolo arrossire, ma ovviamente il Malfoy non perse tempo e si ricompose partendo all'attacco.
"Mhhh... se non mi sbaglio io e te abbiamo qualcosa rimasto in sospeso..."
Sussurrò malizioso avvicinandosi a me quasi a provocarmi.
Il mio pensierò andò al nostro primo incontro dopo i due anni passati. Dentro di me si era risvegliato come un bisogno impellente di averlo, così mi ero fatto prendere dal desiderio e mi ero lasciato andare in maniera a dir poco esplicita.
Feci un sorrisino tutto spigoli e guardai con ironia gli occhioni grigi del mio ragazzo, ma prima che potessi dire o fare qualsiasi cosa, il portone della casa si aprì.
Draco sbuffò alzando gli occhi al cielo e io sorrisi lasciandogli un bacio a stampo sulle labbra prima di allontanarmi dal suo corpo per raggiungere i nuovi arrivati.
"E poi ero io il maniaco pervertito!" Urlai prima di uscire dalla cucina. Sentii la risata del biondo accompagnarmi e sorrisi anche io.
"Mi sono persa qualcosa?" Genesis mi guardò furbamente lasciandomi un bacio sulla guancia e permettendomi di afferrare le buste della spesa che stava portando. Di Hermione e Ron non c'era traccia.
"Sono fuori. Pensavo avessero bisogno di un po' di privacy, ma a quanto pare anche voi non scherzate.." Mi prese in giro alzando le sopracciglia in modo esplicito. Io le sorrisi al metà tra l'imbarazzatto e l'infastidito dalla veridicità di quelle parole.
Draco mi arrivò alle spalle e mi abbracciò mettendo la testa sulla mia spalla e sorridendo acido a mia sorella.
"Sei una vera palla al piede Gen." Disse assumendo un tono fintamente mieloso al quale la mia gemella rispose con una smorfia. Diedi una gomitata leggera al mio ragazzo e lui si lamentò come un bambino facendo la vittima.
"Harryyyy.... Ma è lei che ha cominciato...." Piagnucolò e non potei fare a meno di scoppiare a ridere.
"Infantile." Commentò sprezzante Genesis prima di sparire in cucina, ma fui certo di vedere un sorriso aleggiare sul suo volto.
Ancora con le buste della spesa in mano, mi voltai ritrovandomi faccia a faccia con il biondo.
"Sai che ti amo, vero?" Fece scrutandomi gli cercando una risposta dentro di essi. Evidentemente la trovò, perchè senza che io parlassi, Draco mi poso un lungo e carico bacio sulle labbra. Era un bacio pieno di promesse e parole inespresse. Era un bacio che diceva "mi sei mancato." Un bacio che urlava amore. Un bacio che riusciva a cancellare ogni cosa fosse andata storta in quegli anni. In quella nostra avventura. Rimpiangevo i due anni passati lontani dal mio ragazzo, ma ora, che eravano di nuovo insieme,  sembrava che gli anni ci avessero aiutato a superare le barriere che ci avevano diviso all'inizio. Ora eravamo maturi, ora eravamo certi di quello che provavamo e non avevamo più la paura di non avere l'età giusta per innamorarci, non avevamo più il terrore di fare qualcosa di sbagliato, di perdere la nostra amicizia, o di perderci a vicenda. Avevo come la sensazione che tutto fosse nel posto giusto.
"Draaaarry! Ho bisogno di cibooo!" L'urlo che lanciò Genesis dalla cucina ci fece dividere e guardare al metà tra il confuso e lo spaventato.
"Drarry?" Sussurrò il biondo, indeciso tra il ridere o il piangere. Io sorrisi imbarazzato.
"Drarry." Confermai.
Si ritrovò a sorridere anche Draco.
"Mi ci potrei abituare." Fece schioccandomi un occhiata loquace. Io lo spintonai affettuosamente con la spalla, superandolo e tornandomene in cucina.

Grimmauld Place era vuota, o almeno fu quello il mio primo pensiero una volta varcata la porta della mia seconda casa.
Dopo qualche attimo di assoluto silenzio però, il mio udito si abituò e riuscii a cogliere qualche sussurro sommesso. Guardai i miei amici e ci fu un tacito consenso che mi portò a proseguire con cautela verso la porta infondo al corridoio. "Ragazzi!" La voce acuta di Ginny ci fece sobbalzare dallo spavento presi alla sprovvista. La ragazza si buttò correndo per le scale e una volta arrivata accanto a noi, ci racchiuse tutti in un abbraccio. Io e Draco rimanemmo abbastanza sorpesi e scossi da quel gesto, ma non osammo dire nulla in contrario.
Il trambusto che avevamo creato aveva allarmato gli altri abitanti della casa che aprendo la porta della cucina si ammassarono in corridoio guardandoci come se fossimo stati delle apparizioni. Non appena incrociai gli occhi dei miei genitori mi rilassai. Genesis corse ad abbracciarli e loro ricambiarono sussurrandole qualcosa all'orecchio.
"Draco!" Narcissa si era fatta largo tra i membri dell'ordine e ora se ne stava davanti a suo figlio con l'aria tremendamente trste di una madre che cerca di trattenere le lacrime. Si guardarono negli occhi per attimi che parvero interminabili,  nei quali il tempo parve fermarsi e tutti guardarono la scena assorti, compreso me che stringevo la mano in quella del ragazzo dandogli il mio appoggio incondizionato. Quando la sua mano sciolse la presa con la mia per permettergli di raggiungere la donna e stringerla a sè, non mi sentii affatto offeso o dimenticato, provai, invece, solo felicità e orgoglio verso quei due magnifici esseri che mi ero ritrovato ad amare e a voler bene come se fossero stati sangue del mio sangue.
Nel corridoio però erano assenti molti all'appello. Buttai un'occhiata confusa verso mio padre che distolse però lo sguardo fissando assorto il pavimento. Non appena mia madre se ne accorse, lo abbracciò con trasporto. Non capivo che cosa significasse quel gesto, ma sapevo fosse qualcosa di terribile. Sgomitai per entrare nella stanza subito adiacente al corridoio. Qualsiasi cosa fosse successa, sapevo che lì dentro avrei trovato le risposte che cercavo, e purtroppo avevo ragione. Corsi all'interno della stanza non appena vidi un corpo sin troppo familiare steso per terra. Caddi davanti ad esso non accorgendomi nemmeno della disperazione di chi mi stava intorno. Sirius aveva gli occhi chiusi e l'aria tranquilla di chi non ha pensieri negativi per la testa... sembrava semplicemente che stesse dormendo, ma sapevo benissimo che non era affatto così. Le lacrime scesero calde sul mio viso andando a finire sulla maglia sporca di sangue del mio padrino. Lo abbracciai con tutto l'affetto che gli avevo sempre donato. Mi disperai. Urlai con tutto il fiato che avevo in gola. Non volevo perderlo. Avrei voluto che nessuno risentisse delle mie scelte, invece decidendo di salvare la persona che amavo, ne avevo fatta morire una di uguale importanza. Il senso di colpa mi avvolse mentre percepivo mio padre accanto a me sussurrare qualcosa, come una litania, come una preghiera. Ovviamente io non lo sentivo neppure, continuando a sentire solo il vuoto e la disperazione.
"Harry." Scossi la testa scacciando chiunque mi stesse chiamando.
"Harry. Guardami." Una mano dolce e autoritaria mi prese il mento costringendomi ad eseguire la richiesta. Gli occhi grigi di Draco fecero tornare un po' di tranquillità in me. Lasciai il corpo freddo e morto del mio Sirius per buttarmi tra le braccia calde e vive del mio ragazzo.
"È tutta colpa mia..." Singhiozzai stringendomi alla sua maglia e immergendo il volto nei suoi capelli biondi.
"Non dire cazzate, San Potter." Fece cercando di calmarmi, ma le sue parole non stavano sortendo l'effetto sperato.
"Harry ti prego. Calmati." Mi supplicò con voce ferma e pacata accarezzando con ritmo e dolcezza la mia schiena.
Respirai a fondo il suo odore e cercai di contare fino a cento.
Arrivai a circa trecento quando riuscii finalmente a fermare i singhiozzi che mi stavano facendo tremare. Draco mi allontanò quanto bastava per guardarmi negli occhi.
"Io sono qui. Okay?" Mi chiese con le mani ad incorniciarmi il volto. Io annuii debolmente.
Il biondo si avvicinò con tutta la calma del mondo e mi lasciò un bacio leggero sulle labbra.
"È tardi." Fece una volta che fummo di nuovo separati. Solo allora mi accorsi che nella stanza non rimaneva nessuno, se non mio padre, mia madre e Lupin a vegliare sul corpo del loro migliore amico. Mi alzai seguendo Draco verso la porta della casa, ma prima mi fermai dai miei genitori. Li strinsi in un abbraccio e lanciai uno sguardo d'affetto al mio ex-professore.
"Che cosa ne farete?" Chiesi non riuscendo a voltarmi verso quello che fino a poco prima era stato il mio padrino, e lo sarebbe stato per sempre.
Mia madre si sforzò di non ricominciare a piangere.
"Pensavamo di seppellirlo nei pressi di questa casa." Mi rese partecipe. Io scattai.
"No." Mi opposi ringhiando. I miei genitori mi guardarono straniti.
"Questa casa per lui è stato l'emblema di un isolamento. Merita di essere seppellito accanto a chi lo ha amato per tutta la vita." Dissi arabbiandomi. Draco mi mise una mano sul fianco supportandomi e nello stesso momento legandomi a lui. Mamma annuì senza parole. Sapeva che avevo ragione. Sapeva che negli ultimi anni avevo legato molto più con il mio padrino che con loro, e si sentiva anche in colpa. Per colpa mia.
Lei e mio padre credevano di non essere accettati da me, perchè mi avevano abbandonato anni prima alle premurose cure dei miei zii, ma in realtà da quando Draco se ne era andato, avevo sentito il bisogno di allontanarmi da loro, di non caricarli di un altro peso ingombrante nella loro vita già appesantita dalle questioni del passato.
In quel momento, guardando il cadavere di Sirius e i volti tristi e irrequieti di chi mi aveva messo al mondo, mi resi conto che avevo fatto un errore madornale. Mi divincolai dalla presa rassicurante che il mio ragazzo aveva su di me e corsi verso mia madre e mio padre. Mi inginocchiai davanti a dove erano seduti e li abbracciai ricominciando a piangere.
"Mi dispiace." Sussurrai e seppi che loro avevano capito a cosa mi stessi riferendo. "Siete dei genitori magnifici. Dovete saperlo." Dissi ancora con il viso premuto contro il petto di mia madre.
"E tu sei un figlio magnifico Harry." Mio padre mi diede qualche pacca affettuosa sulla spalla e io sorrisi intenerito.
"Non devi sentirti in colpa. Devi saperlo." Continuò mia madre accarezzandomi i capelli. Io annuii allontanandomi e asciugando le lacrime con la manica della maglia. Sorrisi arretrando verso Dray. "Andiamo." Dissi con certezza prendendogli la mano e stringendola con amore. Lui mi guardò con orgoglio e insieme ci smaterializzammo.
Quando aprii gli occhi, cercando di sopprimere la nausea, quello che vidi fu un letto a baldacchino verde-grigio attorniato da altri letti della stessa tipologia, la camera era vuota e buia, un caldo tepore mi si strinse intorno al cuore anche se tra le mura era piacevolmente fresco.
"Credevo che non ci si potesse smaterializzare all'interno di Hogwarts."
Sbottai meravigliato e sconvolto guardando a bocca aperta il biondo.
"Evidentemente il tuo magnifico ragazzo sa molte più cose di te."
Ammiccò facendomi un occhiolino e sorridendo malizioso.
Io scossi la testa ridendo.
"E cosa ci facciamo qui?" Feci ancora accarezzando le lenzuola fresche di quello che due anni prima era stato il letto di Draco e che nel frattempo era rimasto vuoto.
"Pensavo potesse farti piacere passare un po' di tempo a scuola con me..."
Disse serio. Per poco non scoppiai nuovamente a piangere.
Mi mancavano le giornate a Hogwarts con Dray. Le lezioni di pozioni, le feste clandestine e le scappatelle notturne nelle cucine della scuola presi dalla fame convulsiva.
Mi mancavano i giorni in cui i nostri unici problemi erano gli esami e le verifiche di Divinazione. Avevamo perso due anni di queste cose che non avremmo mai più recuperato.
"Harry. Che cosa mi diresti se ci fosse un modo di recuperare il nostro tempo qui ad Hogwarts?" Chiese d'un tratto Draco e dal luccichio dei suoi occhi capivo che aveva in mente qualcosa.
"Hai trovato una giratempo?" Lo presi in giro, ma ero in realtà preoccupato di quello che sarebbe potuto succedere tornando indietro nel tempo. Magari avrei avuto la possibilità di salvare Sirius, di non abbandonare il mio ragazzo....
"Che poi... Perchè sei andato via?" Feci ricordandomi ad un tratto di non aver mai capito davvero cosa fosse successo.
Draco sbuffò.
"Te lo avrò detto una quarantina di volte Harry. E comunque no. Nessuna giratempo..." Alzò gli occhi al cielo e mi fece un gesto stizzito con la mano, riportando il discorso sul filo iniziale.
"Allora che intenzioni hai?" Chiesi accontentandolo. Lui sorrise sghembo.
"Diciamo che io potrei recuperare l'ultimo anno e fare gli esami... mentre tu..." Mi rivolse uno sguardo da pazzo omicida che mi fece seriamente spaventare.
"Io ho finito la scuola quest'anno Dray..." Lo ripresi. Ed era proprio così. In sua assenza io avevo finito i miei studi. Avrei avuto i risultati degli esami a breve.
"Bhe... ti potresti far bocciare.."
Sorrise. Io feci una smorfia.
"Draco... Ho già fatto gli esami..." Ribadii con poca convinzione.
"Ma tu sei il prescelto!!" Gridò sottolineando il nome come se fosse davvero una carica importante.
"Io...." Cominciai.
"No, Harry. Ascoltami. Ci sono cose in questa storia che non ti sono ancora note, ma Voldemort è ancora in giro, e per il momento sarebbe meglio per te essere qui al sicuro. Con me."
Fece supplicante. Io arretrai di un passo non capendo nulla.
"Perchè?" Per poco non urlai, disperato. Il mio ragazzo mi rivolse uno sguardo supplicante.
"Ti prego fidati. Ti spiegherò tutto."
I suoi occhi mi trasmettevano sicurezza e amore e io non potei far altro che annuire ancora una volta e abbandonarmi in quegli occhi fantastici.
Lo amavo cosí tanto da perdere il fiato.
Lo amavo così tanto da rinunciare ad un anno del mio futuro, perchè volevo che nel mio futuro facesse parte anche lui.
Lo amavo così tanto da fidarmi, piangere, vivere, morire, combattere.
Lo amavo, e niente avrebbe fatto cedere questo sentimento.

#AngolinoMio
Hello, It's me...
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