21 CAPITOLO -Grimmauld Place-
21 CAPITOLO
A Draco per poco non venne un colpo e non si poteva negare che anche io presi a non respirare non appena lo vidi. In quei due anni avevo stimolato la mia mente con immagini di lui ragazzino, i suoi capelli tirati indietro, il suo ghingo. Uno stereotipo di lui che ora sembrava non appartenere neppure alla mia reale dimensione. Genesis passò lo sguardo da me al Malfoy e viceversa.
Stava per dire qualcosa, ma senza neppure accorgermene, fui io a spezzare il silenzio.
"Sei un gran casino." Dissi con la voce più ferma di quanto mi aspettassi.
Feci un passo in avanti e Draco arretrò come spaventato. Aveva cercato di coprirsi il braccio, ma non aveva fatto in tempo, così il marchio nero era visibile sulla sua pelle candida. Il simbolo che lo identificava come un seguace di Voldemort. Come mio nemico.
"Mi hai lasciato per andare da lui." Sputai con delusione. Non sentivo rabbia, non sentivo odio, sentivo solo la sconfitta e la perdita che ricominciavano a schiacciare il mio cuore come il giorno in cui il biondo mi aveva detto Addio.
"Tu non capisci Harry..." Fece Draco supplicante, fece lui un passo avanti e stavolta fui io ad arretrare. I suoi occhi grigi erano rimasti perfetti e immutati e sortivano ancora la stessa magia quando si scontravano con i miei. Facevano ancora volare le farfalle nel mio stomaco.
"Io non capisco..."
Sussurrai scoppiando a ridere. Draco soffocò un gemito di frustrazione, ma rimase ugualmente in silenzio.
"Sai perchè non capisco Malfoy? Perchè tu te ne sei andato senza spiegarmi nulla. Proprio nel momento in cui pensavo sarebbe andato tutto bene." Non avevo la forza di urlare, così le parole sembrarono ancora più fredde e distaccate.
Draco abbassò lo sguardo. Io sbuffai.
Rimanemmo qualche istante in silenzio, la tensione nell'aria era palpabile. Mi voltai verso Genesis e le feci un cenno. Lei annuì sparendo dalla mia visuale. Sentii i suoi passi sulle scale e la porta della sua camera chiudersi.
"Dimmi la verità. Se è vero che non hai mai smesso di amarmi, dimmi come stanno davvero le cose." Lo supplicai. Avevo bisogno di sentire la sua voce, avevo bisogno di capire se quell'amore che avevo cercato di assopire in una parte recondita del mio cervello potesse ricominciare a vivere.
Draco però non rispose. Soffocai un ringhio.
"Va via, Draco. Non c'è necessità che tu continui a rimanere qui." Sputai serio voltandomi e prendendo a camminare nella direzione opposta al biondo. Non c'era più nulla da fare. Le mie erano tutte illusioni. Come illusione era la sensazione di una stretta attorno al mio polso. Il cuore prese a martellarmi nella gabbia toracica. Non poteva essere una mia fantasia vero?
"Harry..." Il suo sussurro così dolce e suadente mi fece accorgere che no, non era solo fantasia. Boccheggiando mi girai leggermente per poterlo guardare negli occhi.
"Ti prego fidati di me." Disse lasciando che i suoi occhi parlassero al suo posto. Sospirai.
"Ad una sola condizione." Mi avvicinai a lui tanto da sentire il suo respiro sulla pelle. Cercai di concentrarmi su quello che stavo per dire e non sprofondare negli abissi del suo essere.
Draco trattenne il respiro.
"Non lasciarmi." Dissi convinto. Draco sembrò in conflitto con se stesso. Leggevo nei suoi occhi il bisogno di rimanere e la necessità di dover fuggire. Non seppi bene come, ma in un istante le sue labbra furono sulle mie in un bacio disperato, passionale, pieno di dolore e amore, un mix di emozioni da farmi impazzire. Non riuscivo a trattenermi, sentivo la frenesia impossessarsi del mio corpo, delle mie azioni, volevo di più. Molto di più. Infilai la lingua nella bocca di Draco con disperazione, mentre una mia mano stringeva la sua nuca e accarezzava i capelli e l'altra rimaneva arpionata al suo fianco. Feci arretrare il Malfoy di qualche passo fino a quando non sentii il frigo impedire i suoi movimenti. Mi fermai un attimo per respirare e guardai Draco, aveva gli occhi chiusi e il respiro pesante, le mani arpionate alla mia schiena.
"Sei rimasto sempre il solito Pervertito.."
Mi canzonò ansimando. Non riuscii a non trattenere un sorrisino.
"L'unica differenza è che per merito tuo e delle stupide promesse che mi hai fatto fare, ora sono una diciassettenne pervertito, arrogante, sicuro di sè e anche esigente..." Gli sussurrai con voce roca nell'orecchio. Sentivo l'eccitazione crescere tra noi.
"Ti avevo chiesto di diventare forte, non di cambiare." Draco aprì gli occhi e per un istante vacillai, ma solo per un istante. Un ghigno di fece spazio sul mio volto.
"Devi imparare a cambiare quando il mondo ti crolla addosso."
Sussurrai ancora, feci scivolare la mano lungo la nuca, lungo il collo, la scapola, il petto, il ventre. Lo avevo detto con malinconia e anche Draco aveva uno sguardo triste. Si stava sentendo in colpa, ed una parte di me ne era felice.
"Ma sono sempre io.."
Bisbigliai rimettendo le labbra sulle sue, la mia mano a stringere il membro del Malfoy mentre i suoi gemiti entravano in collisione con le mie labbra.
Lo accarezzai piano e mi staccai di qualche centimetro da lui.
"Non sei stato con nessuno, vero?" Chiesi continuando a muovere la mano. Draco gemette senza rispondere. Mi fermai allontanando la mano.
Lui spalancò gli occhi.
"Che?" Fece confuso. Io lo trafissi con sguardo omicida. Stavolta fu lui a ghignare.
"Mi chiedi se ho fatto sesso con qualcuno?" Rise sotto voce. Io rabbrividii al suo tono di scherno.
Feci alcuni passi indietro sbattendo al bordo del tavolo, il biondo mi si avvicinò.
"Perchè non me lo dici prima tu Harry?" Fece afferrandomi per i fianchi e facendomi sedere sul piano in legno. Io rabbrividii.
"Con chi avrei dovuto fare qualcosa razza di idiota? Ancora non capisci che io ti amo ancora?" Dissi disperato. Non avevo più voglia di giocare, avevo solo un infinito bisogno di Draco.
Lui parve addolcirsi.
"Non avrei mai fatto nulla se non con te." Sussurrò serio avvicinandosi ancora un po'e lasciandosi andare ad un bacio più dolce e lento del precedente, ma comunque intenso.
"Maledizione." Draco arretrò di scatto con la mano a stringere il braccio. Mi alzai di riflesso affrettandomi a raggiungerlo. "Che succede?" Chiesi preoccupato. Dray rise nervoso.
"Devo andare." Disse cercando di far finta di nulla, ma si vedeva lo sforzo che richiedeva il suo mantenersi freddo.
"Noi..." feci per dire, Draco mi baciò di nuovo.
"Non preoccuparti, ci vedremo presto. Ora però devo andare." Non riuscii neppure a salutarlo che lui era già sparito. Crollai a terra e cercai di calmarmi. Avevo aspettato per due anni il ritorno del mio ragazzo, e avevo fantasticato così a lungo su quel momento che non mi sarei meravigliato affatto se quello che avevo apoena visto fosse stato soltanto un sogno. Respirai profondamente e cercai di ragionare. Draco era entrato a far parte dei mangiamorte. In quegli anni io invece avevo cominciato a maturare l'idea di rivolta contro questi ultimi. Come eravamo arrivati dall'essere migliori amici a fidanzati e poi a combattere per due campi opposti la battaglia delle nostre vite?
Scossi la testa. Dovevo essere forte, razionale e tattico. Dovevo andare subito da Sirius e avvisare l'ordine di ciò che avevo appena scoperto.
No. Non posso farlo.
Pensai. Avrei messo in serio pericolo Draco, e anche se non era dalla mia parte, una cosa del genere non sarei mai riuscito a farla, soprattutto in un momento critico come quello in cui mi trovavo. Draco mi aveva chiesto di fidarmi. E io ero troppo innamorato di lui per non farlo. Ma perchè se Draco faceva parte dei mangiamorte, Piton non aveva detto nulla a proposito?
Potevano esserci solo due ragioni:
-la prima era che Draco poteva essere un importante pedina nelle mani di Voldemort, troppo importante per essere anche solo mostrata in giro la sua presenza;
-la seconda invece, era che Piton magari come me aveva scoperto la faccenda, ma essendo dalla parte di Draco, non aveva avuto l'intenzione di nominarlo all'ordine(proprio come me).
Qualsiasi fosse stata la ragione, in quel momento non potevo fare altro che aspettare maggiori informazioni.
Mi alzai dal pavimento indeciso sul da farsi.
"Gen!" Chiamai non volendo interrompere i due ragazzi come avevo fatto non appena ero arrivato. La ragazza non rispose all'appello. Dovevo andare via, oppure... il portone alle mie spalle si aprì facendo emergere le due figure dei miei genitori. Un impeto di affetto mi colse mentre li guardavo illuminarsi alla mia presenza.
"Harry!" Gridarono in coro entrando in casa. Io sorrisi addolcendomi all'istante.
"Ehii." Salutai andando ad abbracciare la mamma. Indossava un vestito lungo con le spalline e dei tacchi alti, ma non riusciva comunque a raggiungere la mia altezza.
"Pensavamo fossi da Sirius..."
Disse mio padre dandomi una pacca sulla spalla mentre mia madre ancora si stringeva a me.
Io mi grattai la nuca in imbarazzo.
"Oh.. sì, sono solo di passaggio." Ammisi guardandoli con orgoglio. I due si scambiarono uno sguardo d'intesa.
"Perchè non rimani qui a cena Harry? Possiamo chiamare anche Sirius se vuoi..." Mia madre si allontanò da me e mi sorrise incoraggiante.
"Tua sorella e noi ne saremmo entusiasti." Concordò mio padre. Io sorrisi.
Mi rendevo conto che da quando i miei genitori mi avevano conosciuto, io non ero mai stato un figlio modello, di solito era la figura che lasciavo interpretare a Genesis. Mi dispiaceva però lasciare che loro pensassero che io non li volessi bene. Non era assolutamente vero.
"Perchè no." Feci imponendomi per un attimo di lasciarmi andare.
"Non vi preoccupate, avverto io Sirius che resto per un po' qui." Continuai sorridendo. A mia madre le si illiminarono nuovamente gli occhi.
"Rimani qui per la notte?" Chiese speranzosa. Io risi annuendo.
"Se la mia stanza è ancora disponibile..." Cantilenai. La donna cominciò a saltellare felice, quasi come la prima volta che ero entrato in quella casa.
"Niente torte questa volta." La presi in giro ricordandomi di quell'episodio.
Lei abbracciò mio padre come per sostituire il fatto che non volesse pressarmi abbracciando nuovamente me. Mise il broncio, per fare la parte dell'offesa, ma l'allegria le si leggeva negli occhi.
"Nemmeno le frittelle a colazione?"
Fece speranzosa. Io alzai gli occhi al cielo.
"Va bene. Va bene. Vado a preparare solo la cena per il momento." Sbuffò, ma non riuscendosi a trattenere, prima di avviarsi nella sua stanza da letto per indossare qualcosa di più comodo per la casa, mi si buttò addosso lasciandomi un bacio sulla guancia.
"Ti voglio bene." Disse affettuosa. Io arrossii come un peperone. "Anche io.." borbottai. Mio padre scoppiò a ridere.
"Bhe... Vado a Grimmauld Place a prendere un po' della mia roba." Avvisai mio padre una volta che la mamma si dileguò. Lui parve riflettere su una questione importante.
"Dai ti accompagno. È da un po' che non vedo il mio migliore amico.." Io annuii e insieme ci smaterializzammo a casa del mio padrino.
Il corridoio era vuoto, ma il chiacchiericcio alla fine di esso faceva intuire ci fosse qualcuno in casa.
"Sirius. Sono tornato." Gridai per avvertirlo. Cominciai a salire le scale e lasciai che mio padre se la vedesse da solo con lui, non senza prima aver controllato con chi stesse parlando il mio padrino.
"Oh Harry, non ci speravo più... James!" Sirius corse ad abbracciare il suo migliore amico ignorando totalmente gli ospiti nel soggiorno, spiai attraverso la porta mentre salivo piano gli scalini. Era solo Ninfadora, evitai di fermarmi a parlare con lei e me ne andai al piano di sopra per raccattare i miei vestiti. Edvidge era in volo da qualche parte, ma sicuramente sarebbe riuscita a trovarmi. Presi uno zainetto al quale Hermione un annetto prima aveva applicato un incantesimo di estensione irriconoscibile e ci buttai dentro tutto ciò che trovai. Libri, lettere, vestiti, scarpe, tutto, poi scesi velocemente al piano di sotto.
"Novità per l'ordine?" Stava chiedendo in quel momento Sirius, ovviamente anche i miei genitori e mia sorella ne facevano parte, ancor prima di me, e io non potevo che essere contento e ansioso nello stesso istante per questa cosa.
"Abbiamo parlato con Narcissa. Mi ha confermato che suo figlio è entrato nelle grazie del signore oscuro. Aspettiamo la prossima mossa."
#Angolino oscuro
Hello... It's me...
Che ne dite di questo capitolooooo?? *entusiasmo a mille*
Non so da quanto tempo sono qui a scriverlo. Ovviamente non l'ho corretto quindi chiedo venia *si inchina ripetutamente sul pavimento*
Va bene la smetto. Spero che il capitolo vi sia piaciuto e che dire... fatemelo sapere con un commento e/o accendendo la stellina ☆ qui sotto e renderete l'autrice taaaaanto felice.
*salta con gli unicorni che vomitano arcobaleni e sputano orsetti gommosi*
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