2 CAPITOLO -Il calice di fuoco- (revisionato)
Quinto anno
La sala grande era vuota e l'aria al suo interno insolitamente elettrica.
Nel bel mezzo di essa sostava il calice di fuoco. Altoimponente, ed intimidatorio, anche se solo di pietra.
La linea che permetteva di far oltrepassare soltanto gli studenti maggiori di diciassette anni, percorreva in un cerchio perfetto il perimetro intorno alla scultura in marmo.
-Non è affatto giusto. Avrebbero dovuto permettere a tutti di partecipare. Io sono di gran lunga migliore di questi babbuinni. - Si lagnò Draco, indicando come esempio il povero Cedric Diggory, che in quell'istante si apprestava a buttare il foglietto con il suo nome nel fuoco azzurro. Un sordo applauso risuonò tra le enormi pareti in pietra ed il ragazzo, al centro dell'attenzione, fece un finto inchino alla platea.
Il biondino al mio fianco si imbronciò.
Io lo presi in giro, punzecchiando la sua guancia con un dito.
-Avanti Dray. Credi davvero valga la pena rischiare di perdere la vita per un po' di popolarità? - Lo ripresi quasi offeso dalla sua noncuranza.
Lui mi guardò di sbieco.
-Parla colui che è sopravvissuto.- Mi canzonò con un ghigno intimidatorio.
Alzai gli occhi al cielo, ma non potei frenare la risata che mi uscì spontanea contagiando anche lui.
- Mi stai dicendo che parteciperesti soltanto per sentirti all'altezza della mia fama?- Chiesi senza riuscire a frenare le risate.
-Oh miseriaccia. Eccolo che arriva. -
Bisbigliò Ron sgomitando ed indicando la porta. Draco mi mise una mano sulla bocca, zittendomi, per prestare la sua totale attenzione alla figura che tranquilla stava attraversando la sala. Anche io come gli altri seguii il suo sguardo.
Victor Krum risplendeva nella stanza, gelido e luminoso come un sole invernale.
Aveva la camminata tipica di qualcuno sicuro di sé, e lo sguardo fisso e determinato puntava sul suo obbiettivo. In quell'istante, però, mi accorsi che malgrado tutto, il suo sguardo puntava altrove.
I suoi occhi, infatti, erano fissi su Hermione, mentre il fogliettino tra le sue mani scivolava nel calice, prendendo fuoco e dissolvendosi nell'aria.
Questa volta nessun applauso o incitamento si librò nell'aria, tutti sembravano tenere la testa bassa, evitando lo sguardo insistente dello studente di Durmstrang. Alzai un sopracciglio, chiedendomi perchè nessuno stesse facendo caso alla questione.
Poi, Victor ripercorse la sala in silenzio e se ne andò. Tutte le sue fan, di solito urlanti, rimasero a bocca aperta guardando il punto da cui ormai lui era sparito. Qualcuno come me, invece, notando lo scambio di sguardi, teneva sott'occhio Hermione, come per paura che da un momento all'altro lei si fosse alzata e avesse preso a rincorrere Krum.
Bhe, dovevo ammettere che se lui avesse guardato me in quel modo, io non avrei di certo risposto dei miei comportamenti.
Scossi la testa scacciando quel pensiero.
Al contrario, tolsi la mano di Draco, ancora ferma sulla mia bocca, e mi abbassai verso la riccia, seduta davanti a me.
-Da quanto tempo va avanti questa storia? - Le bisbigliai malizioso nell'orecchio.
La vidi irrigidirsi a quelle parole per poi girarsi verso di me. I suoi occhi mi fulminarono come spesso accadeva quando dicevo qualcosa che non avrei dovuto dire. Ormai avevo imparato a conoscerla abbastanza da capire a cosa stesse pensando.
Io e lei, infatti, così come io e Ron, avevamo stretto una pacifica e leale allenanza, che nel momento della necessità ci riuniva insieme per una mano comune.
Si chiamava: Gruppo di studio.
Lo avevamo messo a punto proprio il primo anno, quando io mi ero accorto che senza qualcuno che mi facesse da tutor ero decisamente perso.
La riccia era sembrata ai miei occhi la più adatta al compito.
Inutile dire che Draco non era stato propriamente d'accordo a parteciparvi, ma dopo avergli detto che sarei andato dai Grifondoro anche da solo, lui aveva preferito acconsentire. Non lo avrebbe mai ammesso, ma sapevo che la sua paura fosse quella che se avesse allentato la corda con me, io sarei potuto facilmente passare a simpatizzare troppo con il nemico.
In poche parole lui si assicurava che il rapporto tra i Serpeverde ed i Grifondoro rimanesse invariato.
Era il mio personale confine. E poi nemmeno lui aveva potuto negare che con l'aiuto di Hermione, anche i suoi voti da cervellone erano aumentati, e le ansie dovute agli esami diminuite.
Io a dirla tutta, avevo continuato ad essere negato per pozioni, ma il professor Piton evitava di farlo notate alla classe per non togliere punti alla sua casa, mentre io e Draco ridevamo come deficienti guardando le pozioni dai colori sgargianti che fluttuavano nel mio calderone.
-Va avanti cosa? Di cosa stai parlando, Harry?- Mi chiese la ragazza, guardandosi intorno per accertarsi che nessuno fosse in ascolto.
- La storia con Krum. Conosco quel tipo di occhiate, Granger. C'è qualcosa tra voi due.- Precisai in tono cospiratorio.
Le sue guance diventarono porpora e il suo sguardo vagò nuovamente per la sala, anche se l'unico ad origliare la nostra conversazione pareva essere l'agitato Ron.
Hermione scosse la testa e rise isterica.
Ronald alle sue spalle mi fece segno di lasciarla in pace. Aveva i pugni stretti sulle gambe e la mascella tesa, anche se non riuscivo a capire per quale motivo. Poi un lampo di genio mi accecò la vista e puntai come un'aquila su di lui.
Lanciai a Dray un'occhiata loquace e in fretta e furia lasciai la sala con Ron al guinzaglio.
-Miseriaccia Potter! Cosa ti prende.- Gridò dimenandosi nervosamente nella stretta che avevo sul suo braccio, senza però riuscirsi a liberare.
- Tu sei geloso. - Affermai sorridendo. - Sei geloso di quei due.-
Lui si bloccò cercando di afferrare il senso delle mie parole, probabilmente pensando fossero solo vaneggiamenti.
- Potter, credo che essere un serpeverde ti stia dando alla testa... - Borbottò scrollandosi dalla mia presa, rimanendo ugualmente davanti a me, massaggiandosi il braccio che poco prima avevo stretto.
- Oh andiamo. Non fare finta di niente. Sei geloso della Granger, è evidente. Lei ti piace. - Gesticolai come un forsennato.
Ron parve ancora più confuso.
- Devi assolutamente invitarla al ballo, prima che lo faccia quel pesce lesso. - Affermai convinto.
Vidi il suo volto contrarsi in una strana smorfia, come se stesse per urlarmi addosso; ma non successe nulla. Al contrario, il rosso mi guardò demoralizzato e con occhi supplicanti.
- Mi scoppierebbe a ridere in faccia se solo io provassi a chiederglielo. E poi non vedi come tiene d'occhio Krum?-
Disse in tono sommesso. Alzai gli occhi al cielo.
-Tu chiediglielo pel di carota! Cosa aspetti? Se continui così te la ruberà sul serio. - Lo rimproverai. Lui mi guardò di sbieco.
-Da quando in qua una serpe viene a dispensarmi consigli? -
Mi analizzò sospettoso, riducendo gli occhi azzurri in due fessure. Io lo spinsi fintamente.
-La domanda che ti dovresti porre in realtà sarebbe: perchè non ho fatto ancora ciò che mi ha consigliato quella serpe?- Risposi logico.
A differenza di ciò che mi aspettavo, il Weasley sorrise sghembo per poi scappare verso lo stanzone che avevamo abbandonato poco prima.
Risi.
-Sai, continuo a chiedermi come diavolo abbia fatto il cappello a metterti in serpeverde. Ho provato a farti mantenere le distanze da quelli lì, ma a quanto pare non serve a nulla.- Riflettè Draco ad alta voce. Se ne stava appoggiato al muro dall'altra parte del corridoio, con le braccia conserte e una gamba appoggiata al muro dietro di lui.
Come al solito aveva assistito alle mie conversazioni.
- Stupido San Potter. - Continuò con un ghigno malefico, quando io cominiciai ad avvicinarmi.
Gli feci un occhiolino.
- Lo so che mi ami Dray. - Lo presi in giro, bonariamente.
Lui si bloccò in mezzo al corridoio con gli occhi sbarrati, ed io mi accorsi di aver usato un verbo sbagliato.
- Oh andiamo, non dicevo in quel senso! Che schifo.-Gridai facendo lo schifato. Draco cominciò a respirare di nuovo e il suo viso riprese colore, ma il suo ghigno era sparito.
- Lo sai. Mio padre non ha mai smesso di dire che sei stato tu la causa della rovina della nostra famiglia. La causa della disfatta del signore oscuro.- Cominciò a voce bassa, superandomi e chiedendomi indirettamente di
seguirlo.
Draco mi aveva parlato spesso della sua famiglia, ma amava variare le sue versioni in modo da non scalfire i miei sentimenti.
Era raro avere frammenti della sua infanzia o dei suoi genitori che fossero davvero sinceri. Ma infondo mi accontentavo del suo essere al mio fianco.
-La mamma ha sempre cercato di fargli cambiare idea, voleva una vita normale insieme a lui. Dopo la sconfitta di tu-sai-chi, per il mio bene, lei ha abbandonato quel mondo. Voleva che io non vivessi tutta la distruzione che aveva vissuto lei. Mio padre invece ha sempre pensato ai suoi effimeri interessi. È stato egoista, non ha mai smesso di stare dalla parte del signore oscuro.- Borbottò disgustato.
-Bhe aveva ragione a rimanere dalla sua parte, no? Il suo signore è risorto.- Lo giustificai, anche se in effetti non ne avevo nemmeno intenzione.
Trovarmi nella casa dei Serpeverde mi aveva portato a rapportarmi quotidianamende con coetanei pieni d'odio nei miei confronti.
Certo, magari a loro ero persino simpatico, ma essendo figli di mangia-morte, avevano un certo ruolo da mantenere.
In molti, infatti, come Lucius, erano rimasti dalla parte del signore oscuro, ed i soli a supportarmi e ad essere con me si potevano contare sulle dita di una mano.
-Ma tu da che parte stai! - Rise Dray guardandomi divertito. Io alzai le spalle.
- Mi dispiace che tuo padre abbia fatto queste scelte.- Mi corressi allora. Lui annuì soddisfatto.
-Adesso va meglio.- Sorrise.
-Ed ora, il momento che tutti voi aspettavate.-
La sala grande era in fermento. Gli alunni delle tre scuole erano eccitati all'idea del torneo tremaghi e dei partecipanti che di lì a poco sarebbero stati annunciati.
Anche io ero in ansia, anche se tranquillissimo dal punto di vista dei partecipanti.
Io difatti rientravo nella categoria degli sfigati 'minori di 17 anni'. Non avrei potuto partecipare nemmeno volendo, e contrariamente a Draco, io non volevo sul serio.
I primi nomi vennero annunciati tra le ovazioni degli spettatori.
Hogwarts aveva il suo campione: Cedric Diggory.
Risi al sentire le imprecazioni di Draco.
Victor Krum rappresentava la scuola di Durmstrang. Per beauxbatons, invece, era stata scelta la mezza Veela Fleur Delacour.
Commentai insieme a Draco la scelta dei campioni, ma tutto rallentò e cominciò a vorticare nel momento in cui un foglietto del tutto inaspettato eruttò fuori dal calice.
La sala rimase in silenzio, boccheggiando, mentre Silente lo afferrava e il suo sguardo serio e severo percorreva la folla di ragazzi cercandone uno.
-Harry Potter!- Il sangue mi si gelò nelle vene quando tutti si votarono nella mia direzione.
Se quello era uno scherzo, io non lo trovavo affatto divertente.
-Harry Potter! - Gridò nuovamente il preside. Evidentemente non era affatto uno scherzo.
Fu Blaise a prendermi per un braccio, facendomi alzare per poi spingermi verso il tavolo dei professori.
Silente mi guardò. Leggevo la delusione e la confusione nei suoi occhi chiari. Avrei voluto dirgli che ero allibito quanto lui, ma Piton mi indicò con una mano di uscire dalla sala, ed io accettai volentieri il suo consiglio.
I sussurri alle mie spalle che si alternavano tra "non hai diciassette anni" ed "imbroglione", mi accompagnarono fino a quando non scesi dalle scale verso la stanza dove anche gli altri tre studenti sostavano.
Un cancello si aprì facendomi entrare nel loro campo visivo, e proprio in quel secondo, seppi di essere finito in qualcosa di enormemente più grande di me.
C'era qualcosa di profondamente sbagliato in quella situazione. Io non avevo messo il mio nome nel calice. Avevo diciassette anni. E non volevo nemmeno partecipare!
Non potevano davvero lasciarmelo fare.
Non ero stato io a mettere il mio dannatissimo nome in quel calice.
Un gran rumore di voci alterate si avvicinava insistente e repressi la voglia di scappare a casa dai Durstley. Persino la prospettiva della vita con loro, in quel momento, mi pareva meno denigrante di ciò che stava accadendo.
Silente si fece avanti con passo severo in testa al gruppo di professori che avanzavano concitati e scossi.
-Harry Potter. Sei stato tu?- Chiese il preside afferrandomi per il cravattino grigio-verde e portandomi vicino al suo viso, in modo che i miei occhi si riflettessero nei suoi.
- Hai messo tu il nome nel calice?- Chiese ancora.
- No, signore.- Risposi velocemente con un nodo allo stomaco. Speravo che da un momento all'altro qualcuno avesse riso dicendomi che era tutto uno scherzo.
- Come avrebbe potuto? Soltanto un mago che sa padroneggiare alla perfezione le arti oscure potrebbe aver eluso i mezzi di sicurezza apportati al calice.- Cominciò a elucubrare la McGranitt. Malocchio Moody, un auror arrivato ad Hogwarts come nuovo insegnante, mi buttò un'occhiataccia con il suo occhio spettrale che non stava un attimo fermo, mentre il preside della scuola di Durmstrang, Igor Karkaroff lo accusava di aver manomesso il calice.
Bene, quella non era affatto una presa in giro di cattivo gusto. Le cose si complicavano.
Il preside mollò la presa sull'indumento, prendendo a camminare avanti ed indietro, visibilmente corrucciato. Intorno a lui sembravano tutti confusi e spaventati. Soprattutto Victor, Fleur e Cedric, che non avevano la più pallida idea del perché io mi trovassi insieme a loro.
"Non lo so neppure io." Avrei voluto dire a tutti loro, ma la bocca era talmente secca da non riuscire a pronunciare una sola sillaba.
Mentre tutti sembravano pensare a delle ipotetiche soluzioni, chiusi nel loro silenzio, dei passi affrettati e un respiro affannoso si fece strada nei sotterranei e una testa bionda che conoscevo fin troppo bene, entrò nella saletta con sguardo assassino.
Dietro di lui Gazza cercava di afferrare la sua tunica in modo da frenargli la corsa, ma invano.
- Perdonatemi Preside, non sono riuscito a fermarlo.- Si scusò, nervosamente.
-Signor Malfoy, non le è permesso stare qui. - Silente lo guardò autoritario, ma il biondo, che intanto si era posizionato protettivamente davanti a me, non lo sentì nemmeno.
- Io non mi sposto di un centimetro. Harry non c'entra nulla. Non permetterò che lo mettiate in pericolo in questo modo. Cosa succederebbe se morisse? Non ha nemmeno diciassette anni. - Disse con lo stesso tono di voce.
Tutti parvero rifletterci sopra.
Fu Barty Crouch a spezzare il silenzio, ma sicuramente sia io che Draco avremmo preferito di gran lunga che se ne stesse in silenzio.
-Albus.Le regole non possono essere cambiate. Il calice di fuoco costituisce un contratto magico vincolante. - Si voltò verso di me, e anche se Draco continuava a farmi da scudo, lo sguardo che mi rivolse l'uomo non potè non farmi rabbrividire.
-Il signor Potter non ha scelta. Lui è da stasera un campione tre maghi.-
Un brivido involontario e agghicciante attraversò la schiena del ragazzo di fronte a me che fece un altro passo in avanti.
- Ma non vi rendete conto? Potrebbe essere un piano di Voldemort! Potrebbe esserci lui dietro tutto questo. E se così fosse? Varrebbe la pena mettere Harry in un pacchetto e consegnarlo direttamente ai mangia-morte! - Perse la pazienza.
Preso da un improvviso impulso, lo afferrai per la camicia e lo tirai indietro.
-Draco. Per favore smettila.- Gli chiesi sottovoce, i suoi occhi sembravano lucidi e forse anche un po' più grandi del solito. Stavo per chiedergli se stesse bene, ma la voce di Barty me lo impedì.
- Il calice ha preso la sua decisione, e noi abbiamo il dovere di rispettarla.- Concluse guardando i presenti uno ad uno, soffermandosi poi su Draco, che per poco non lo incenerì con gli occhi.
- Purtroppo mi vedo costretto a rispettare questa decisione. - Persino Silente sembrava devastato.
- Adesso tornate ai vostri dormitori. Domani vi aggiornerò personalmente sui prossimi passi.-
Il preside abbassò la testa stancamente, poi senza convenevoli o parole di conforto, lasciò la stanza.
#angolino autrice:
Buondì. Ecco a voi il secondo capitolo di questa storia. Innanzitutto mi scuso per il ritardo e per come è stato scritto questo pezzo, dato che tra la frenesia della vacanza e degli impegni in generale, sono riuscita a ritagliarmi soltanto alcuni agitati momenti. Mi scuso quindi anche per gli errori che sicuramente ho commesso. Detto questo, spero vi sia ugualmente piaciuto e prometto di farmi perdonare dei prossimi capitoli. Un bacione e fatemi sapere i vostri giudizi accendendo la stellina ☆ qui sotto e/o lasciandomi un commento :) :)
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