9. L'arrivo
< New Orlans? >
Chiedo spaesata.
< Ci siamo fermati al confine senza che me ne rendessi conto, ero cosi preso dalla furia...... >
Mi confida Klaus, guardandomi fisso negli occhi.
< Sono contento di vedere che sta bene, signorina Forbes. >
Si rivolge a me Elijah prima di avvicinarsi e farmi un bacia mano, sempre così elegante.
< Sono felice di vedere che stai bene anche tu, Elijah. >
Mi rivolgo a lui, sorridendogli, mentre con la coda dell'occhio posso vedere Klaus indurire la mascella. Ma che cavolo, anche di suo fratello è geloso? Meglio per me.
< Sarà affamata, forse è meglio se riprendete il viaggio, ci ritroveremo alla villa. >
Consiglia Elijah prima di ottenere un cenno d' accordo dal fratello.
E dopo questa conversazione, non possiamo non ritornare indietro e riprendere il viaggio, inutile dire che Stefan non fa altro che guardarmi confuso, e sembra che voglia dirmi qualcosa ma cautamente sta zitto, finché Klaus non ci avvisa di essere arrivati.
< Siamo arrivati. >
Sento richiamare la mia attenzione da Klaus che parcheggia d'avanti ad un immenso portone. Non è per niente una casa, ma una vera e propria regga, entrando nell'atrio si possono vedere dei tavolini di ferro e delle sedie su cui ci sono seduti alcuni vampiri che al nostro arrivo si alzano come segno di rispetto.
< State comodi, miei cari. >
Interviene Klaus, la rabbia e la frustrazione di prima è scomparsa lasciando il posto al leader, al re, a quella parte di lui che avvolte amo e ammiro, ma che molto spesso vorrei prendere a schiaffi.
< Klaus, Marcel! >.
Sento urlare di felicità dalla scala di fronte a noi, da cui scende una ragazza dai capelli biondi, che a tutta velocità si butta tra le braccia di Klaus. È quella donna, com'e che aveva detto che si chiamava Mikael? ah si giusto, Camille. Non posso non provare invidia per il modo in cui si trovano cosi vicini, ma io non sono nulla per Klaus, nonostante i nostri baci o il nostro passato, non devo più provare più nulla per lui.
< Camille. >
Sento rispondere felicemente Klaus, come se li fosse mancata veramente, come se le sue parole di poco fa fossero nulle dette tanto per dire.
< Caroline? >
Sento chiamare, dall'alto dove mi ritrovo Diego e Thierry, che mi guardano, a bocca aperta prima di saltare la balaustra di ferro e avventarsi su di me per abbracciarmi.
<Oh mio dio, voi siete... >
Non posso credere che loro siano d'avanti a me, senza essere cambiati per niente da quando li conobbi la prima volta che arrivai in questa città.
< Anche tu. >
Mi risponde Diego, prima di riabbracciarmi forte, sotto gli occhi di tutti che guardano inteneriti dalla scena, tranne Klaus, che guarda i due vampiri accanto a me con odio e disprezzo, una volta a ciascuno non fa male a nessuno no!.
< Come sei diventata un vampiro? >
Mi chiede Thierry mentre mi abbraccia, dopo che Diego si è allontanato il giusto indispensabile per guardarmi in faccia.
< È una lunga storia. >
Gli rispondo stringendolo più forte, se Klaus vuole farmi ingelosire con la bionda ossigenata, ha trovato pane per i suoi denti.
< Scusate l'interruzione, ma forse è ora che Caroline si riposi, dopo il lungo viaggio. >
Sento imporre con voce dura Klaus.
< E poi voi due avete il compito di informarmi sulle novità. >
< Lo farò io fratello, naturalmente dopo che i nostri ospiti avranno mangiato. >
Interviene dal nulla Elijah, catturando gli sguardi di tutti su di se.
Dal nulla compare Rebekah che posa i suoi occhi su Stefan come se lo vedesse per la prima volta, che tra loro ci sia ancora del tenero?
Si guardano come se non fossero passati anni dall'ultima volta in cui si sono visti.
< Ciao Rebekah! >
La salutiamo in coro io e Stefan prima che lei ci sorrida e ricambi.
< Marcel potresti mostrarmi la mia stanza vorrei lasciare i bagagli. >
Chiedo a Marcel al mio fianco, mentre noto Rebekah avvicinarsi al mio migliore amico tutta civettuola, ma improvvisamente mi sento osservata e lo sguardo della bionda ossigenata puntato su di me, come se volesse studiarmi.
< Certo, prima ti presento Camille. >
Sorridendomi mi tende la mano per stringergliela, cosa che faccio fintamente tranquilla, cerco di non stringergliela troppo per romperla, sento chiaramente che è umana, mi chiedo cosa ci faccia un umana in una città piena di vampiri.
< Piacere di conoscerti, Caroline. >
< Piacere mio. Che strano Klaus non ha mai parlato di te. >
Mi risponde guardandomi dalla testa ai piedi.
< Sono una semplice conoscente, non sono cosi importante. >
Gli rispondo prima di essere interrotta da Diego che decide di indicarmi la stanza, visto che Marcel viene richiamato da Klaus.
Mentre invece Rebekah si dedica a Stefan, avrei voluto un periodo di vacanza per Stefan, di certo non che si ributtasse in una vecchia relazione, ma per adesso questo non è importante.
< Sei cresciuta cosi tanto, pensavo che stessi vivendo una vita normale. >
Interviene Diego mentre mi fa strada su per le scale fino ad arrivare di fronte a una porta di ciliegio. La stanza è enorme con una finestra da cui entra tantissima luce, i mobili sono bianchi con delle rifiniture in oro e il letto è enorme, perfetto per due persone.
< Sono successe tante cose dall'ultima volta che ci siamo visti. >
Gli rispondo sorridendogli.
< Mi piacerebbe mettermi alla pari con la tua vita. >
< Lo so amico mio, ma ora vorrei sistemare le mie cose. >
< Ma certo capisco, porto le tue ultime cose tra un pò. >
Mi risponde prima di chiudere la porta della stanza, lasciandomi sola con i miei pensieri. Dalla finestra posso ben vedere la gente che cammina indisturbata, le luci della città che illuminano tutto. Lentamente sento la porta aprirsi, ma non ho voglia di voltarmi.
< Lascia la borsa vicino la porta Diego, la sistemerò dopo. >
Senza preavviso la porta dietro di me si richiude, ma sento comunque la presenza di Diego alle mie spalle.
< Diego, sto ben...>Mi volto e non è Diego quello che ha riportato la mia borsa della stanza.
< Elijah. >
< Non volevo disturbarti, ho voluto portarti di persona la tua borsa. >
< Grazie. >
Gli rispondo sorridendogli. Non ricordo di aver mai avuto un rapporto anche solo di conoscenti con Elijah, ma qualcosa mi dice che potrebbe aver bisogno di un mio aiuto.
< Vorresti fare un giro in città?>
Mi chiede in modo calmo.
< Vorrei bere una sacca di sangue prima, non voglio attaccare qualcuno per la fame. >
Gli rispondo, mentre mi dirigo alla borsa che Stefan aveva preparato appositamente per me.
< Ti aspetto di sotto. >
< Ok. >
Gli rispondo prima di bere una sacca di sangue, per poi cambiarmi indossando un leggero abito colore panna con delle ballerine bianche. Mi dirigo nell'atrio dove vedo Elijah elegante, come sempre, che mi attende.
< È veramente molto bella, Caroline. >
Mi sento accogliere dal maggiore dei Mikaelson, prima di vedere Klaus difronte a noi, perché appare quando è meno opportuno?.
< Andiamo? >
Gli chiedo, non voglio soffermarmi troppo a guardarlo, prima mi bacia e gli da fastidio che altri uomini mi parlino, poi mi regala quella bella scenetta con la bionda ossigenata, ma alla fine cos'è che vuole da me. Si si so che vuole il mio sangue per sua figlia, che se io dovessi morire Hope morirà con me, ma non può comportarsi così, non con me.
< Dove pensate di andare? >
Ci sbarra la strada, fissando con puro odio suo fratello.
< Porto Caroline a fare un giro della città. >
Gli risponde prima di porgermi l'avambraccio, per scortarmi fuori.
< Non penso che sia saggio fratello, è appena arrivata e poi i nostri genitori la cercano. >
Cerca di impedirci di uscire. Non posso non domandarmi se è veramente preoccupato per me o se è solo geloso che il fratello mi abbia chiesto di vedere la città, cosa che lui non ha fatto.
< So difendermi e te l'ho dimostrato nel bosco. >
Gli rispondo prima di superarlo e uscire dall'immensa reggia con Elijah al mio fianco.
La città è molto più grande di come me la ricordavo, anche se sono passati dieci anni e non ricordo perfettamente i luoghi, riconosco alcuni vampiri che passeggiano come se fossero persone normali, anche se sfiorando il mio sguardo non possono non abbassare il capo in segno di rispetto.
< Ho costruito questa città con mio fratello, l'abbiamo fatta diventare quello che è oggi eppure non siamo mai stati rispettati come te ora. >
Si rivolge a me notando gli sguardi dei vampiri circostanti.
< La prima e ultima volta che sono stata in questa città, avevo otto anni, nonostante non distinguessi la differenza tra vampiri, streghe e lupi mannari riuscii a creare un patto equo per tutti, da allora iniziarono a chiamarmi regina. Non chiedermi come ho fatto, io stessa non me lo ricordo, so solo che mio padre mi portò in questa città per una gita, in cui io avrei conosciuto ragazzi della mia età e lui avrebbe dato la caccia hai vampiri, ma finì tutto in un altro modo. La cosa che mi dispiace di più è che quando dovetti andare via Marcel mi rimosse i ricordi, avrei tanto voluto che non lo avesse mai fatto, sicuramente sarei ritornata in questa città già da un pezzo >
Gli rispondo raccontandogli la storia che ha come protagonisti me e questa splendida città.
< Sono certo che sei stata una perfetta regina. >
< Solo per un anno. >
Gli rispondo fermandomi in mezzo alla strada.
< Ora potresti essere una regina per l'eternità. >
Sento rispondere alle mie spalle, da una donna dai lunghi capelli rossi e un viso conosciuto.
< Genevieve? >
< Bentornata maestà >
Mi risponde accompagnando il tutto da un piccolo inchino, prima di perdere i sensi e sentirmi prendere da due forti braccia, ma non le stesse che sono abituata a sentire sulla mia pelle.
Angolo autrice
Chiedo scusa per il ritardo ma come sapete aspetto sempre di arrivare alle 100 visualizzazioni e ultimamente non riesco neanche ad avvicinarmi, mi avete abbandonata? Se la storia non vi piace basta dirmelo posso cercare di smuoverla un pò.
un bacio grazia.
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