7. Ricordi
Klaus si trova al posto del guidatore e io, con sua enorme insistenza, mi trovo al suo fianco, mentre Stefan e Marcel si trovano dietro.
< Come vi siete conosciuti tu e Klaus?>
Sento chiedere da Marcel, dietro di me, che con voce molto tranquilla si rivolge a Stefan intento precedentemente a guardare fuori il finestrino perso nei suoi intensi pensieri. Mi dispiace averlo trascinato con me in tutto questo, ma ho veramente bisogno di un amico per affrontare tutto questo.
< Negli anni venti, Klaus scappava da suo padre e io scappavo dalla mia umanità>
Gli risponde tranquillamente Stefan, ricordando il suo passato.
< un attimo, anni venti umanità spenta, non dirmi che tu sei lo Squartatore di Monterei? >
Chiede Marcel visibilmente sorpreso dalla scoperta, di avere al suo fianco qualcuno che ha massacrato una cittadina intera.
< proprio cosi >
Risponde al suo posto Klaus sorridente, fiero nel rivelare al suo braccio destro di avere come amico uno squartatore.
< Quello oramai è il passato. Sono cambiato, riesco a nutrirmi senza uccidere nessuno, ma soprattutto senza farmi possedere dalla fame. >
< Infatti adesso è una persona diversa, che preferisce fare i conti con la sua umanità invece di spegnerla >
Intervengo io, mentre cerco di voltarmi verso dietro per guardarlo e dargli sostegno, non è bello ricordare il passato, se si ha un passato cosi sanguinoso.
< È anche merito tuo se sono una persona migliore, ci siamo aiutati a vicenda >
Mi sorride e mi fissa sprigionando tutta la sua gratitudine. È calato nuovamente il silenzio finchè Marcel non interrompe la quiete rivolgendosi questa volta a me.
< Posso dirti una cosa Caroline? >
< Dimmi pure >
< Nonostante siamo passati più di dieci anni sei sempre bellissima, io ti ho conosciuta quando avevi otto anni ed eri già bellissima ma ora.....>
Le sue parole mi portano ad arrossire ma il mio momento di imbarazzo cessa nel momento in cui la mia attenzione si rivolge totalmente a Klaus che stringe il volante cosi forte da volerlo rompere, o molto probabilmente starà immaginando che sia il collo di Marcel, non posso non sorridere all'idea.
< Perché ridi ? >
Mi sento chiedere da Marcel .
< Nulla. >
Gli rispondo distogliendo lo sguardo dalle grandi mani di Klaus, che non possono non ricordarmi momenti focosi.
< Sono convinto che New Orleans ricomincerà ad amarti nel momento esatto in cui poserà gli occhi su di te, e sarai nuovamente una splendida regina. >
Mi risponde toccandomi amichevolmente la spalla.
< Ti ringrazio Marcel, ma non penso che al re in carica farà piacere. >
Gli rispondo stringendogli la mano, immaginando, non proprio, la furia passare per gli occhi di Klaus.
< Se seguirai le mie leggi potrai fare quello che desideri, love. >
Love, e io che pensavo non avrei mai più sentito quel nomignolo.
< Seguire le tue leggi? Quando mai ho fatto quello che mi ordinavi?>
Gli rispondo fiera mentre ho la mano di Marcel stretta tra le mie.
< Mai. Ma dovrai farlo se vuoi state nella mia città. >
< Ma guarda un po', io non voglio venire a New Orleans, tu e gli spiriti mi state costringendo. >
< Solo perché voglio tenere mia figlia in vita. >
Mi risponde ferendomi come se mi avessero appena impalata con un paletto di legno. Prima dice che vuole Hope e me in vita, ora solo sua figlia, non è cambiato continua ad avere i suoi sbalzi d'umore.
< Io voglio tenere in vita la mia migliore amica, quindi tutti ci guadagnano qualcosa, e ora mettete un pò di musica e abbassate gli artigli, ibridi.>
Interviene Stefan per portare la tranquillità soprattutto dopo aver visto come ho combinato la mano di Marcel per la rabbia, e mentre allontana la sua mano in via di guarigione a causa delle mie unghie conficcate nella sua carne, non posso non sussurrargli delle scuse che vengono ricambiate da un sorriso. E pensare che da piccola ero innamorata del suo sorriso.
< È ora di fermarci per mangiare. >
Ci informa Klaus, mentre parcheggia l'auto davanti ad un autogrill, quasi disabitato.
< Sul serio Klaus? Vorresti nutrirti qui? >
< Perché no, love? Loro sono umani, io sono un ibrido e ho fame quindi mi nutro. >
Mi risponde prima di scendere dall' auto per dirigersi verso l'entrata, cerco di raggiungerlo per fermarlo, ma vengo fermata da Stefan.
< Ho portato delle sacche di sangue per te, si trovano nel portabagagli. >
Mi informa tenendomi per un polso.
< Stefan lui cercherà di uccidere delle persone, non posso permetterlo. >
Lo informò cercando di liberarmi dalla sua presa.
< Penserò io a lui, non gli farò uccidere nessuno. >
< Stefan. >
Lo richiamo.
< Fidati di me, non uccideremo nessuno, prendi una sacca di sangue e nutriti, noi torniamo presto. >
E prima di accettare la sua offerta non posso non guardare per l'ultima volta Klaus e notare il suo sguardo furente su di me, prima di continuare la sua marcia verso l'autogrill. Il tempo passa, ma di quei tre vampiri scapestrati niente, finché ad un tratto non sento un urlo provenire da dietro il ristorante, un urlo femminile. Mi dirigo sul posto come una freccia, e non posso non restare impietrita per ciò che ho davanti, Klaus che sta dissanguando una giovane ragazza bionda.
< KLAUS, FERMATI >
Gli urlo con tutto il fiato che posseggo, lanciandomi su di lui e separandolo dal corpo della ragazza che cade a terra, morto.
< PERCHE LO HAI FATTO, AVEVI DETTO CHE NON AVRESTI UCCISO >
Gli urlo furente a un palmo dal suo naso.
< Io non ti ho promesso nulla Love, è stato il tuo amico a dirti che non avrebbe ucciso. >
< Non c'era bisogno di fare tutto questo, di uccidere quella povera ragazza, perché lo hai fatto? per farmi un dispetto? >
< Non lo sopporto >
La sua risposta scoordinata alla mia domanda.
< Cosa >
Gli rispondo arrendendomi ai suoi sbalzi d'umore.
< Che loro ti tocchino, ti parlino, che ridano con te, non lo sopporto. >
E mentre da sfogo ai suoi pensieri, mi sbatte con delicatezza al muro alle mie spalle.
< Che stai dicendo Klaus? >
Non riesco a comprendere quello che mi vuole dire.
< Tu sei mia Caroline e di nessuno altro. Credimi se ti dico che più volte ho voluto tornare a Mystic Falls, andare contro la mia promessa e portarti via con me. Ma non ci sono mai riuscito. Per i miei genitori che sono tornati in vita, per la nascita di mia figlia, per la conquista della città, ma soprattutto per la paura di non essere accettato da te, che nonostante tutto mi avresti respinto ancora, e questo mi ha sempre fermato dal mio intento. >
La sua confessione mi lascia senza parole, e pensare che credevo che si fosse scordato di me.
< Anche io inizialmente volevo venire da te, accettare la tua proposta, ma tutto me lo impediva, il mio stupido orgoglio, la morte di mia madre e infine quel maledetto incantesimo, anche allora volevo venire da te per chiederti aiuto, ma pensavo che ti eri dimenticato di me, quei sogni mi convincevano ogni giorno di più che sarei stata un peso per te. >
Un bacio pieno di passione, desiderio, nostalgia, un bacio che dovrebbe sapere di inizio di un qualcosa che mi dovrebbe avvolgere come una coperta calda nel periodo freddo, eppure sa di fine.
< Klaus, non trovo Caro... >
È la voce di Stefan che mi costringe a separarmi da Klaus, anche se controvoglia da uno splendido sogno che finalmente era diventato realtà. Un sogno che potrebbe portarmi alla morte, potrebbe portarmi a consumarmi un po' alla volta, ma, che per una ragione a me estranea, non m'importa!
Angolo Autrice
Chiedo scusa per il ritardo, spero che il capitolo piaccia.
135 visualizzazioni *.* grazie mille.
almeno 105 visualizzazioni per la prossima pubblicazione. vi voglio bene
celeste.
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